
Il contributo affitto di Pistoia (il Comune lo chiama anche bonus affitto) è l’aiuto economico che il Comune dà alle famiglie residenti in affitto con un ISEE fino a 16.500 € per pagare una parte del canone: il tetto teorico è di 3.100 € all’anno in fascia A e 2.325 € in fascia B. Per il 2026 la domanda si presenta solo online, dal 16 ottobre al 14 novembre 2026, e può farla soltanto chi è intestatario o cointestatario del contratto. Qui sotto trovi requisiti, importi, punteggi e i passaggi dopo la domanda.
Cos’è il contributo affitto del Comune di Pistoia
È un contributo annuale a integrazione del canone di locazione: in pratica il Comune ti rimborsa una parte dell’affitto pagato nell’anno, quando il canone pesa troppo sul reddito della famiglia. Lo gestisce il Servizio Personale e Politiche di Inclusione Sociale del Comune di Pistoia, con le risorse del fondo per l’affitto e secondo i criteri fissati dalla Regione Toscana.
Il contributo 2026 copre l’affitto pagato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 (o dalla firma del contratto, se è successiva) e il pagamento è previsto nel 2027, fino a esaurimento dei fondi. Fa parte dei tanti aiuti per la casa che puoi chiedere se vivi in affitto.
La novità del 2026 riguarda chi può presentare la domanda: solo l’intestatario o uno dei cointestatari del contratto d’affitto. Se il contratto è a nome di un altro componente della famiglia, per esempio il coniuge, deve essere lui a fare domanda.
Scadenza: domande dal 16 ottobre al 14 novembre 2026
Il bando 2026 è aperto da venerdì 16 ottobre a sabato 14 novembre 2026. La domanda va compilata in ogni sua parte e conta solo quando risulta «inviata con successo» ed è stata protocollata.
L’unico canale è lo Sportello Telematico Polifunzionale del Comune. Non sono accettate domande su carta, via PEC o per email, né domande compilate su moduli diversi da quello online.
Requisiti: chi può fare domanda
I requisiti devono esserci nel giorno in cui invii la domanda. Cittadinanza, residenza e contratto riguardano solo chi presenta la domanda; i limiti economici e quelli sulle case di proprietà valgono per tutto il nucleo familiare, cioè quello che risulta nell’ISEE.
Cittadinanza, residenza e contratto
- cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea; per i cittadini di altri Paesi serve un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o un altro titolo di soggiorno in corso di validità;
- residenza anagrafica nel Comune di Pistoia, proprio nella casa per cui chiedi il contributo;
- un contratto d’affitto intestato o cointestato a te, regolarmente registrato e in regola con l’imposta di registro annuale, oppure con la cedolare secca scelta dal proprietario;
- una casa che non sia di categoria catastale A/1, A/8 o A/9.
Se il contratto è cointestato a due o più famiglie che vivono nella stessa casa, ognuna può fare la sua domanda indicando la propria quota del canone mensile.
Importante
Non possono partecipare gli assegnatari di case popolari (edilizia residenziale pubblica) né chi vive negli alloggi di edilizia agevolata dei programmi coperti dall’accordo sulle locazioni abitative del 2007. Chi è soltanto in graduatoria per una casa popolare, invece, può fare domanda senza perdere la sua posizione.
ISEE, ISE e patrimonio
Servono un’attestazione ISEE ordinario 2026 e questi limiti, che devono essere rispettati tutti insieme:
- ISEE ordinario non superiore a 16.500 €;
- ISE (l’indicatore che trovi nell’attestazione ISEE, diverso dall’ISEE) non superiore a 32.724,49 € e non inferiore all’affitto annuo, salvo i casi di ISE zero o più basso dell’affitto che vedi più sotto;
- patrimonio mobiliare (conti, risparmi, titoli) non superiore a 10.000 €, calcolato sul valore dichiarato nella DSU al lordo delle franchigie e riparametrato con la scala di equivalenza;
- patrimonio complessivo (immobili più patrimonio mobiliare) entro 25.000 €: è un tetto alla somma delle due voci, che si aggiunge ai limiti di ciascuna.
Se hai già presentato la DSU ma non hai ancora l’attestazione, puoi dichiararlo nella domanda: sarà l’ufficio a controllare il risultato. Se la famiglia è cambiata dopo l’ultima DSU, devi aggiornarla prima di inviare la domanda.
Case di proprietà: quando sono un ostacolo
Nessun componente del nucleo deve avere la proprietà, l’usufrutto, l’uso o l’abitazione di una casa adeguata alla famiglia entro 50 km dal Comune di residenza (la distanza si misura sul percorso stradale più breve secondo i dati ACI; una casa è inadeguata quando, per il tuo nucleo, risulta sovraffollata secondo i criteri regionali). Inoltre il valore di tutti gli immobili posseduti, in Italia o all’estero, non deve superare da solo 25.000 €: si calcola con i parametri dell’IMU per l’Italia e dell’IVIE per l’estero. Non contano gli immobili usati per l’attività lavorativa prevalente della famiglia.
Questi due limiti non si applicano a un solo immobile per ciascuno di questi casi: la casa coniugale di cui sei proprietario ma che non puoi usare dopo una separazione o un divorzio decisi dal giudice, una casa dichiarata inagibile, una casa sottoposta a pignoramento.
ISE zero o più basso dell’affitto
Se il tuo ISE è zero o più basso dell’affitto annuo, il contributo può arrivare solo se dichiari come riesci a pagare il canone:
- un aiuto economico dei Servizi Sociali del Comune o di un altro ente ricevuto nel 2026; il bando però non accetta come aiuto l’Assegno di Inclusione se lo percepivi anche nel 2024;
- oppure l’aiuto di un privato (un figlio, un parente, un amico), con un documento sui suoi redditi, per esempio ISEE, Certificazione Unica o 730, che dimostri che può davvero aiutarti.
Possono essere accettati anche i risparmi personali, se risultano nell’attestazione ISEE.
Quanto spetta: fascia A e fascia B
Il contributo serve ad abbassare il peso dell’affitto sul tuo ISE, cioè la percentuale del tuo ISE che se ne va nel canone annuo, senza spese condominiali e altri oneri accessori. Gli ammessi sono divisi in due fasce, e la fascia A viene pagata per prima:
| Fascia |
Valore ISE |
Peso minimo dell’affitto sull’ISE |
Contributo massimo annuo |
| A |
fino a 16.114,80 € |
almeno il 14% |
3.100 € |
| B |
oltre 16.114,80 € e fino a 32.724,49 € |
almeno il 24% |
2.325 € |
Il contributo teorico è la differenza tra l’affitto annuo e il 14% dell’ISE in fascia A (o il 24% in fascia B): così il peso dell’affitto scende a quella soglia, entro il massimo della tabella. Poi viene calcolato in dodicesimi, cioè in base ai mesi pagati e documentati nel 2026.
Oltre al contributo affitto, scopri a quali altri bonus puoi avere diritto
Fai la simulazione
Un esempio di calcolo
Una famiglia ha un ISE di 15.000 € (quindi è in fascia A) e paga 4.200 € di affitto all’anno. L’affitto pesa il 28% sull’ISE. Per riportarlo al 14% servirebbero 2.100 € (il 14% di 15.000 €): il contributo teorico è quindi 4.200 − 2.100 = 2.100 €, sotto il tetto di 3.100 €. Se la famiglia ha pagato e documentato solo 6 mesi, il contributo teorico scende alla metà, cioè 1.050 €.
Attenzione
Gli importi della tabella sono massimi teorici. Se i fondi non bastano per tutti, il Comune può applicare riduzioni alle quote teoriche. E i contributi sotto i 200 € non vengono pagati.
Punteggi: come si forma la graduatoria
All’interno di ogni fascia le domande sono ordinate con un punteggio. Più alto è il punteggio, prima sei in graduatoria:
| Situazione |
Punti |
| ISE non superiore all’importo annuo dell’assegno sociale 2026 (7.101,12 €) |
2 |
| ISE non superiore all’importo annuo di una pensione minima INPS 2026 (8.057,40 €) |
1 |
| Fascia A, affitto dal 14% al 20% dell’ISE |
1 |
| Fascia A, affitto dal 21% al 30% dell’ISE |
2 |
| Fascia A, affitto dal 31% al 40% dell’ISE |
4 |
| Fascia A, affitto oltre il 40% dell’ISE |
5 |
| Fascia B, affitto dal 24% al 30% dell’ISE |
1 |
| Fascia B, affitto dal 31% al 40% dell’ISE |
2 |
| Fascia B, affitto oltre il 40% dell’ISE |
4 |
| Inquilino con più di 65 anni, in una famiglia di una o due persone |
1 |
| Genitore solo, unico a percepire reddito, con figli fiscalmente a carico |
1 |
| In famiglia una persona con disabilità grave (Legge 104) o con invalidità civile superiore ai 2/3 |
1 |
Nell’esempio di prima, con l’affitto al 28% dell’ISE in fascia A, la famiglia avrebbe 2 punti, più quelli di eventuali altre situazioni della tabella.
Come fare domanda passo dopo passo
La domanda si compila solo online e richiede un’identità digitale: SPID, Carta d’identità elettronica oppure la tessera sanitaria attivata come Carta nazionale dei servizi (TS-CNS).
- Prepara l’attestazione ISEE 2026, il contratto d’affitto registrato e gli eventuali documenti sui casi particolari (vedi sotto).
- Entra nello Sportello Telematico Polifunzionale del Comune di Pistoia, nella sezione Servizi per l’abitare, servizio «Chiedere il contributo per il sostegno all’affitto».
- Accedi con SPID, CIE o TS-CNS e compila il modulo in ogni sua parte.
- Invia la domanda entro il 14 novembre 2026 e controlla che risulti «inviata con successo».
- Conserva il numero di protocollo: ti servirà per trovare la tua posizione nelle graduatorie.
Dove trovare aiuto per compilare
- se sai compilare da solo ma non hai un computer, puoi usare gratis una postazione dotata di smart card alla Biblioteca San Giorgio, prenotando al 0573 371600;
- il servizio di Facilitazione Digitale, in via del Can Bianco 33, ti aiuta nella compilazione: 0573 505243, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13;
- la Bottega della Salute, in via G. Gentile 40: 0573 1599023, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, festivi esclusi;
- per la procedura online c’è uno sportello telefonico al 338 4703660, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, festivi esclusi;
- per altri chiarimenti, il servizio Politiche di Inclusione Sociale del Comune risponde allo 0573 371400.
Documenti da allegare
Quasi tutto si autocertifica nella domanda. Devi però allegare i documenti che provano questi casi, se ti riguardano:
- l’indisponibilità di una casa di proprietà (separazione, inagibilità, pignoramento o quote di immobili di cui non puoi disporre);
- le omissioni o difformità segnalate nell’attestazione ISEE: puoi rifare la DSU oppure presentare la documentazione della banca o della società di gestione del risparmio, entro i termini della graduatoria provvisoria;
- i redditi della persona privata che ti aiuta a pagare l’affitto, se hai l’ISE zero o più basso del canone.
L’ufficio può chiederti altri documenti sui requisiti. Se nello stato di famiglia di qualcuno risulta lo stato civile «ignoto», va regolarizzato all’Anagrafe entro il termine per inviare le ricevute, altrimenti il contributo non può essere concesso.
Dopo la domanda: graduatorie, ricevute e pagamento
Chiusa la domanda, il percorso è questo:
- il Comune pubblica la graduatoria provvisoria, divisa tra domande ammesse, ammesse con riserva e non ammissibili;
- hai almeno 15 giorni dalla pubblicazione per inviare integrazioni o opposizioni, sempre dallo Sportello Telematico;
- segue la graduatoria definitiva, contro cui si può fare, nei termini di legge, ricorso al TAR o ricorso straordinario;
- chi è nella definitiva deve inviare le ricevute dell’affitto dalla data che il Comune comunicherà sul suo sito, pena la perdita del contributo;
- il pagamento è previsto nel 2027, prima alla fascia A e poi alla fascia B, fino a esaurimento dei fondi.
Importante
Il bando precisa che il Comune non invia comunicazioni personali: la pubblicazione delle graduatorie viene annunciata con un comunicato stampa sul sito del Comune, e trovi la tua posizione con il numero di protocollo della domanda. Essere in graduatoria non dà diritto automatico al pagamento: dipende dalle ricevute e dai fondi.
Le ricevute da inviare
Per ricevere i soldi servono:
- le ricevute dell’affitto con marca da bollo oppure le copie dei bonifici bancari o postali, con nome di chi paga e di chi riceve, importo del canone senza oneri accessori, mese pagato, indirizzo della casa e, per le ricevute tradizionali, la firma del proprietario;
- la prova del pagamento dell’imposta di registro 2026 oppure della cedolare secca, se non l’hai già allegata;
- se in famiglia qualcuno ha ricevuto l’Assegno di Inclusione nel 2026, i mesi e l’importo della quota per l’affitto (quota B) di ogni mensilità.
Con quali altri aiuti si può cumulare
Il contributo non si somma ad altri aiuti pubblici per la casa dello stesso periodo, di qualsiasi ente. Tra gli esempi indicati dal Comune:
Questi aiuti vanno comunque dichiarati nella domanda: il Comune toglie dal contributo l’importo già ricevuto per gli stessi mesi.
Quando si perde il contributo
Il contributo può saltare o ridursi in questi casi:
- non invii le ricevute entro il termine fissato dal Comune;
- ti viene assegnata una delle case popolari: il diritto si perde dal giorno in cui sposti lì la residenza; se rinunci all’alloggio, il contributo si calcola sulle ricevute pagate fino alla rinuncia;
- ti trasferisci in un altro Comune: può essere assegnata solo la quota che corrisponde ai mesi di residenza nella casa della domanda (se invece cambi casa restando a Pistoia, il contributo si paga dopo aver verificato che il requisito resti valido sommando i canoni delle due case rispetto all’ISE, senza superare l’importo stimato in graduatoria);
- i controlli, anche a campione (il Comune può inviare alla Guardia di Finanza gli elenchi dei casi che vuole valutare con più attenzione), trovano dichiarazioni non vere: si perde il beneficio e restano le conseguenze penali.
In caso di morte del richiedente in graduatoria, gli eredi possono chiedere il contributo per il periodo in cui ha vissuto nella casa, inviando le ricevute e il documento che li riconosce come eredi.
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