Il Decreto Bollette 2026 è il pacchetto di misure del Governo per abbassare il costo di luce e gas. Per le famiglie porta soprattutto tre novità concrete: un contributo straordinario di 115 € in bolletta per chi ha il bonus sociale, uno sconto sulla luce che i venditori possono riconoscere a chi ha un ISEE fino a 25.000 € e lo stop alle telefonate commerciali su luce e gas. Ecco a chi spettano, quando arrivano e cosa fare.
In questa guida trovi solo le misure che riguardano le bollette di casa: il resto del decreto riguarda soprattutto imprese, rinnovabili, reti, gas e mercati dell’energia. Se cerchi il funzionamento completo dello sconto ordinario legato all’ISEE, leggi la nostra guida al bonus sociale bollette.
Cos’è il Decreto Bollette 2026 e quando è entrato in vigore
Il Decreto Bollette è un decreto-legge firmato il 20 febbraio 2026 ed entrato in vigore il 21 febbraio 2026. Il Parlamento lo ha convertito in legge ad aprile 2026, aggiungendo alcune tutele per i clienti domestici, come il divieto di telemarketing su luce e gas.
Per le famiglie il decreto non crea una nuova domanda da presentare: le misure arrivano direttamente in bolletta, sulla base dei dati che già esistono, cioè il bonus sociale in corso e la DSU presentata all’INPS per l’ISEE. A definire le regole pratiche è ARERA, l’Autorità che regola energia, reti e ambiente.
Le misure per le famiglie in sintesi
Ecco le novità del decreto che toccano direttamente chi paga le bollette di casa:
| Misura |
A chi si rivolge |
Quanto vale |
Come arriva |
| Contributo straordinario |
Titolari del bonus sociale elettrico al 21 febbraio 2026 |
115 €, una sola volta |
In automatico, nella prima bolletta utile |
| Contributo volontario dei venditori (2026 e 2027) |
Clienti domestici residenti senza bonus sociale, con ISEE fino a 25.000 € e consumi bassi |
Varia in base ai consumi di gennaio e febbraio |
Sconto in bolletta, solo se il tuo venditore aderisce |
| Stop al telemarketing |
Tutti i clienti domestici di luce e gas |
Nessun importo |
Divieto di telefonate commerciali non richieste, dal 19 giugno 2026 |
Le prime due misure sono sconti sulla bolletta della luce, non soldi accreditati sul conto. La terza è una tutela: serve a evitare contratti firmati al telefono senza averli davvero scelti.
Il contributo straordinario di 115 € per chi ha il bonus sociale
È la misura più conosciuta del decreto. Vale 115 €, viene riconosciuta una sola volta e riguarda solo il 2026. Si aggiunge allo sconto ordinario del bonus sociale, non lo sostituisce.
A chi spetta
Il contributo spetta ai clienti domestici che, alla data del 21 febbraio 2026, avevano un punto di prelievo attivo ed erano già titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico. In pratica, devi essere già titolare del bonus sociale elettrico in quella data, quindi con un ISEE sotto la soglia del bonus sociale, che nel 2026 è di 9.796 € (oppure 20.000 € per i nuclei con almeno 4 figli a carico).
Conta la situazione a quella data: chi ha ottenuto il bonus sociale dopo il 21 febbraio 2026 riceve lo sconto ordinario, ma non i 115 €.
Come e quando arriva
Non devi fare domanda. ARERA ha definito le regole con una delibera del 17 marzo 2026: il contributo è riconosciuto in automatico, in un’unica soluzione, nella prima bolletta utile, con una voce separata dalle altre.
A pagarlo è il venditore che ti forniva la luce il 21 febbraio 2026, anche se nel frattempo lo hai cambiato. Se in quella bolletta risulta un credito a tuo favore, ti viene scalato dalle bollette successive; se invece la fornitura si è interrotta, il credito ti viene restituito secondo le regole di ARERA per i rimborsi.
Nelle bollette emesse dopo il 28 aprile 2026, data in cui ARERA ha aggiornato le regole, la voce porta la dicitura “contributo straordinario di cui al Decreto Bollette”; in quelle precedenti l’importo compare comunque come voce separata. La bolletta riporta anche un messaggio che ti spiega che il contributo è di 115 € ed è stato riconosciuto in automatico in aggiunta al bonus sociale.
Se avevi il bonus sociale elettrico il 21 febbraio 2026, i 115 € ti spettano senza fare nulla: controlla le bollette della luce emesse dopo il 17 marzo 2026 e cerca la voce separata dedicata al contributo.
Lo sconto sulla luce per chi ha un ISEE fino a 25.000 €
La seconda misura riguarda chi non ha il bonus sociale ma ha comunque un reddito familiare contenuto. Per il 2026 e per il 2027, i venditori di energia elettrica possono riconoscere ai propri clienti un contributo straordinario sulla bolletta della luce.
La parola chiave è “possono”: non è un diritto automatico come il bonus sociale. Lo sconto arriva solo se il tuo venditore ha scelto di aderire per il tipo di contratto che hai. Chi aderisce, però, deve riconoscerlo a tutti i clienti che hanno i requisiti nel segmento di mercato per cui ha aderito (mercato libero, maggior tutela o tutele graduali), senza distinzioni.
I requisiti
Per ricevere lo sconto devi avere tutte queste condizioni:
- essere un cliente domestico con fornitura nella casa di residenza;
- non essere titolare del bonus sociale;
- avere un ISEE superiore a 9.796 € e fino a 25.000 €, oppure, se nel nucleo ci sono almeno 4 figli a carico, superiore a 20.000 € e fino a 25.000 €;
- avere la fornitura attiva al 1° gennaio dell’anno (o attivata dopo, ma entro il 31 maggio);
- essere rimasto, nel bimestre gennaio-febbraio (o nei primi due mesi di fornitura, se hai attivato il contratto dopo il 1° gennaio), entro la soglia di 0,5 MWh di consumi, cioè 500 kWh;
- aver consumato meno di 3 MWh (3.000 kWh) nei dodici mesi che finiscono a fine febbraio;
- essere servito dallo stesso venditore che ti forniva al 1° gennaio (o alla data di attivazione).
Il titolare della bolletta deve essere il dichiarante della DSU o un altro componente del nucleo ISEE. Se il contratto della luce è intestato a una persona che non fa parte del nucleo, l’incrocio dei dati non funziona.
Importante
Il contributo non può essere legato all’acquisto di servizi o prodotti aggiuntivi, né può comportare condizioni contrattuali peggiori. Se un venditore ti chiede di sottoscrivere qualcosa in cambio dello sconto, non è in regola.
Quanto vale lo sconto
Non c’è un importo fisso uguale per tutti. Il valore è pari alla componente “prezzo dell’energia” (PE) del servizio di maggior tutela, applicata ai tuoi consumi del primo bimestre (gennaio e febbraio, o i primi due mesi di fornitura se hai attivato il contratto dopo il 1° gennaio). Più hai consumato in quel bimestre, sempre entro la soglia di 500 kWh, più alto è lo sconto.
Attenzione
Non esiste un importo fisso uguale per tutti: lo sconto dipende dai tuoi consumi del primo bimestre. Le cifre che trovi online sono stime generali, non l’importo stabilito per te. L’importo esatto lo trovi scritto nella bolletta in cui viene applicato.
Per capire se rientri nei limiti di consumo, guarda i kWh indicati nella bolletta che copre gennaio e febbraio e confrontali con la soglia di 500 kWh. Per ridurre la spesa in altro modo trovi qualche idea nella guida su come risparmiare sulle bollette.
Quando arriva e come lo riconosci
I venditori comunicano la propria adesione dal 15 luglio al 31 agosto di ciascuno degli anni 2026 e 2027: per il 2026 il termine è già scaduto, per il 2027 le adesioni si riaprono dal 15 luglio. Lo sconto viene applicato nella prima bolletta utile, a partire dalle bollette di competenza di agosto.
Non devi chiedere nulla al venditore: è ARERA a individuare chi ha diritto, incrociando i dati dell’INPS sulle DSU con quelli delle forniture, e a comunicare al venditore aderente solo il fatto che lo sconto ti spetta, senza dettagli sul tuo reddito. Nella bolletta trovi un messaggio che ti spiega che sei risultato avente diritto al contributo, con l’importo riconosciuto.
Ai venditori che aderiscono viene rilasciata un’attestazione, e ARERA deve pubblicare sul proprio sito l’elenco dei venditori aderenti. Il modo più semplice per sapere se il tuo fornitore partecipa è chiederlo direttamente al suo servizio clienti.
Cosa fare se non hai ancora l’ISEE
Tutto passa dall’ISEE. L’INPS trasmette i dati delle DSU ogni mese, fino a quelle presentate entro il 31 dicembre 2027. Se non hai ancora l’attestazione, puoi presentare la DSU anche online dal portale dell’INPS, con lo SPID (almeno di secondo livello), la CIE o la CNS, e puoi usare anche l’ISEE precompilato. Ricorda però che il requisito dei consumi resta legato al bimestre gennaio-febbraio di ciascun anno.
Teleriscaldamento: lo sconto per le famiglie in difficoltà si allarga
Con la conversione in legge, il decreto ha previsto che, dal 1° gennaio 2026, la compensazione sulla spesa delle famiglie economicamente svantaggiate, quella che già esiste per il gas naturale, valga anche per la fornitura di teleriscaldamento. Le misure tecniche per applicarla le stabilisce ARERA.
Lo sconto riguarda le famiglie economicamente svantaggiate che hanno già diritto al bonus sociale sulla luce. La legge lascia ad ARERA le regole pratiche per applicarlo: se ti scaldi con il teleriscaldamento, controlla gli aggiornamenti di ARERA e le comunicazioni del tuo gestore. Il quadro di tutti gli sconti su luce, gas, acqua e rifiuti è nella guida al bonus bollette.
Stop al telemarketing su luce e gas: cosa cambia
Una delle novità aggiunte dal Parlamento riguarda le telefonate commerciali. Dal 19 giugno 2026, cioè 60 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, è vietato contattarti al telefono, con chiamate o messaggi, per proporti o farti firmare un contratto di luce o gas.
Il venditore può contattarti al telefono solo in due casi:
- se sei stato tu a chiedere di essere contattato, direttamente al venditore tramite i suoi canali online (ad esempio un modulo sul sito);
- se sei già cliente del venditore e hai dato un consenso specifico a ricevere proposte commerciali.
Spetta al venditore dimostrare che il contatto era consentito.
Le chiamate consentite devono arrivare da un numero che identifica chiaramente il venditore. Ed ecco la parte più importante per te: secondo il decreto, i contratti firmati dopo una chiamata vietata sono nulli. Puoi segnalare le chiamate irregolari al Garante per la protezione dei dati personali e all’AGCOM, indicando il numero da cui ti hanno chiamato; per risolvere il problema del contratto puoi usare il servizio di conciliazione di ARERA.
Il decreto prevede inoltre che i venditori valutino se l’offerta è adatta alle tue esigenze prima di farti firmare, e che tu riceva, nelle informazioni elettroniche su fatturazione e bollette, l’indicazione dell’intermediario tramite cui hai sottoscritto la fornitura (un dato disponibile solo per te e per il venditore che emette la bolletta). Se il passaggio dalla tutela al mercato libero ti ha creato dubbi, trovi le spiegazioni nella guida sulla fine del mercato tutelato.
Cosa non cambia con il decreto
Il decreto non cambia le soglie ISEE né il funzionamento automatico del bonus sociale: continua ad arrivare in automatico a chi presenta la DSU e ha un ISEE sotto soglia, e copre luce, gas e acqua, oltre al nuovo bonus rifiuti. L’unica modifica al bonus sociale in sé è l’estensione al teleriscaldamento della compensazione già prevista per il gas, di cui abbiamo parlato sopra; i 115 € si aggiungono al bonus, non lo sostituiscono. Le misure sugli oneri di sistema riguardano invece soprattutto le utenze non domestiche.
Il decreto, inoltre, non è un aiuto da chiedere in Comune o all’INPS: diffida di chi ti propone di “fare la domanda” per i 115 € o per lo sconto ISEE in cambio di soldi o dei tuoi dati.
Cosa puoi fare adesso
Ecco i passi pratici per non perdere gli aiuti a cui puoi avere diritto:
- Controlla le bollette della luce del 2026: se avevi il bonus sociale il 21 febbraio, cerca la voce separata con i 115 € (nelle bollette emesse dopo il 28 aprile, con la dicitura “contributo straordinario di cui al Decreto Bollette”).
- Tieni aggiornato l’ISEE: senza una DSU valida non ricevi né il bonus sociale né lo sconto per ISEE fino a 25.000 €.
- Verifica se il tuo venditore aderisce al contributo volontario, chiedendolo al suo servizio clienti.
- Non firmare contratti al telefono se la chiamata non l’hai chiesta tu: è vietata e, secondo il decreto, il contratto è nullo.
Le bollette non sono l’unica spesa di casa su cui puoi avere un aiuto: con un ISEE basso puoi avere diritto anche alla Carta Dedicata a te per la spesa, mentre chi ha figli a carico può avere diritto all’Assegno Unico. Se ti interessa produrre energia in casa, puoi informarti anche sul reddito energetico, il contributo per il fotovoltaico.