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Pensione minima 2026: importo, aumento e limiti di reddito per l’integrazione al minimo

Il 6 Ottobre 2026 da Cristina - 6 minuti di lettura

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Pensione minima: pensionata e monete in euro

Nel 2026 la pensione minima INPS è di 611,85 € al mese. Se la tua pensione è più bassa e i tuoi redditi restano sotto certi limiti, l’INPS la porta fino a 611,85 € con l’integrazione al minimo. A chi ha una pensione pari o inferiore al minimo spetta in più l’incremento straordinario dell’1,3%, che porta l’importo fino a 619,80 €. Ecco i limiti di reddito per chi è single e per chi è sposato, chi è escluso e gli altri aiuti per chi ha una pensione bassa.

Pensione minima 2026: quanto spetta

Il trattamento minimo è l’importo al di sotto del quale, se hai i requisiti, la tua pensione non può scendere. Ogni anno viene rivalutato in base all’inflazione: per il 2026 la rivalutazione, applicata da gennaio in via provvisoria, è dell’1,4%, quindi la pensione minima passa da 603,40 € a 611,85 € al mese, pari a 7.954,05 € l’anno su 13 mensilità.

A questo si aggiunge un incremento straordinario dell’1,3% per il 2026 (nel 2025 era del 2,2%), riservato alle pensioni pari o inferiori al trattamento minimo. Sul minimo pieno vale fino a 7,95 € in più al mese, per un totale massimo di 619,80 €. Per l’incremento straordinario, secondo l’INPS, non contano i redditi che possiedi: conta che la pensione sia pari o inferiore al minimo.

Voce Importo 2025 Importo 2026
Trattamento minimo mensile 603,40 € 611,85 €
Trattamento minimo annuo (13 mensilità) 7.844,20 € 7.954,05 €
Incremento straordinario 2,2% 1,3% (fino a 7,95 € al mese)
Importo massimo con l’incremento 616,67 € 619,80 €

Rivalutazione 2026: come funzionano le fasce

La rivalutazione dell’1,4% non vale allo stesso modo per tutti. La rivalutazione delle pensioni si applica a scaglioni, in base a quante volte la pensione supera il minimo:

  • 100% dell’aumento (1,4%) sulla parte di pensione fino a 4 volte il minimo;
  • 90% (1,26%) sulla parte tra 4 e 5 volte il minimo;
  • 75% (1,05%) sulla parte oltre 5 volte il minimo.
Chi riceve la pensione minima rientra nella prima fascia: ottiene la rivalutazione piena dell’1,4% e, in più, l’incremento straordinario dell’1,3%.

Cos’è la pensione minima (integrazione al minimo)

Più che una pensione a sé, la pensione minima è un’integrazione: se la pensione che ti spetta in base ai contributi è più bassa del trattamento minimo, l’INPS aggiunge la differenza, in tutto o in parte, a seconda dei tuoi redditi. Per questo si parla di integrazione al minimo.

L’integrazione non è legata all’età: riguarda pensioni già maturate, per esempio quella di vecchiaia, quella anticipata o la pensione di reversibilità, purché calcolate almeno in parte con il sistema retributivo.

Pensione minima e assegno sociale: le differenze

La pensione minima non va confusa con l’assegno sociale. L’integrazione al minimo spetta a chi ha già una pensione costruita con i contributi; l’assegno sociale, invece, è una prestazione assistenziale per chi ha almeno 67 anni e redditi molto bassi, anche senza contributi. Nel 2026 l’assegno sociale vale fino a 546,24 € al mese per 13 mensilità.

Pensioni minime 2026: a chi spetta

Puoi avere diritto all’integrazione al minimo se:

  • sei titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità) o di una pensione ai superstiti;
  • la pensione è calcolata, anche solo in parte, con il sistema retributivo;
  • la pensione è inferiore al trattamento minimo;
  • i tuoi redditi (e, se sei sposato, quelli della coppia) restano sotto i limiti che vedi più sotto.
Importante
L’integrazione al minimo non spetta alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo, cioè di norma a chi ha il primo contributo dal 1° gennaio 1996 o ha scelto il calcolo contributivo. Fa eccezione l’assegno ordinario di invalidità, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 94 del 2025.

Limiti di reddito 2026 per l’integrazione al minimo

L’integrazione può essere intera (la pensione sale fino al minimo) o parziale (ricevi solo una parte della differenza). Dipende dal tuo reddito personale e, se sei sposato e non legalmente separato, anche dal reddito della coppia.

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Se non sei sposato

  • reddito personale fino a 7.954,05 € l’anno: integrazione intera;
  • reddito personale tra 7.954,05 € e 15.908,10 €: integrazione parziale;
  • reddito personale oltre 15.908,10 €: l’integrazione non spetta.

Se sei sposato

Conta prima di tutto il tuo reddito personale, che non deve superare 15.908,10 €. Poi si guarda il reddito coniugale, con limiti che cambiano in base a quando è iniziata la pensione:

Decorrenza della pensione Integrazione intera fino a Integrazione parziale fino a
Dal 1995 23.862,15 € 31.816,20 €
Nel 1994 31.816,20 € 39.770,25 €

Oltre il limite più alto l’integrazione non spetta. Se la tua pensione è iniziata entro il 31 dicembre 1993, invece, conta solo il reddito personale, anche se sei sposato.

Attenzione
L’INPS calcola l’importo dell’integrazione sulla differenza tra il limite e i tuoi redditi. Quali redditi entrano nel conto dipende dalla tua situazione: per un calcolo preciso rivolgiti all’INPS o a un patronato e tieni a portata di mano la tua dichiarazione dei redditi.

Quando arriva l’aumento delle pensioni minime

Non devi fare nessuna domanda. La rivalutazione e l’incremento straordinario dell’1,3% sono arrivati in automatico con il cedolino di gennaio 2026.

Diverso il caso della maggiorazione sociale: a chi già la riceveva, i 20 € in più previsti per il 2026 sono stati riconosciuti d’ufficio da marzo 2026, con gli arretrati di gennaio e febbraio.

Gli altri aiuti per chi ha una pensione bassa

L’integrazione al minimo non è l’unico sostegno. Se hai una pensione bassa, controlla anche queste prestazioni, che hanno regole e limiti propri.

Maggiorazione sociale (incremento al milione)

La maggiorazione sociale nel 2026 vale fino a 156,44 € al mese per 13 mensilità: 136,44 € più i 20 € aggiunti dalla Legge di Bilancio 2026. Il limite di reddito personale è di 9.987,77 € l’anno.

Spetta di norma dai 70 anni, ma l’età può scendere fino a 65 anni in base ai contributi versati. Chi ha una pensione di inabilità può riceverla dai 60 anni.

Quattordicesima

Chi ha almeno 64 anni e un reddito complessivo fino a due volte il trattamento minimo annuo può ricevere anche la quattordicesima, una somma aggiuntiva che l’INPS paga d’ufficio, di solito con la rata di luglio (con quella di dicembre se i requisiti si maturano dal 1° agosto in poi).

Pensione minima a 780 euro: esiste ancora?

No: la pensione minima a 780 euro non esiste. Quella cifra non era la pensione minima, ma il tetto mensile (9.360 € l’anno) del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza per chi viveva in affitto. La Pensione di cittadinanza era la versione del Reddito per le famiglie con componenti di almeno 67 anni.

Reddito e Pensione di cittadinanza non esistono più: dal 1° gennaio 2024 sono stati sostituiti dall’Assegno di Inclusione (ADI). Per i nuclei composti solo da persone di almeno 67 anni (o con altri familiari tutti con disabilità grave o non autosufficienti), la soglia di reddito familiare dell’ADI è di 8.190 € l’anno, moltiplicata per la scala di equivalenza.

Altre informazioni
Per capire se ti spetta, leggi la guida all’Assegno di Inclusione e controlla il tuo ISEE, che è uno dei requisiti.

Aggiornamenti di questa guida

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026. Abbiamo aggiornato la guida con gli importi 2026 indicati dall’INPS (trattamento minimo di 611,85 €, incremento straordinario dell’1,3% fino a 619,80 €), i limiti di reddito per single e coniugati in base alla decorrenza della pensione, l’esclusione delle pensioni contributive e gli altri aiuti per chi ha una pensione bassa. Le cifre del 2023 non sono più valide e la Pensione di cittadinanza non esiste più.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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La sua richiesta
  • rina Vassallo

    Buongiorno volevo fare una domanda: io sono impiegata part time presso uno studio legale da 03/02/2023 e la mia paga è di circa 800 euro al mese. Volevo sapere quando potrò andare in pensione e quanto potrà essere l’importo della stessa.Grazie

    • Andrea

      Buon pomeriggio sig.ra Rina,
      nel nostro articolo può capire meglio come viene effettuato il calcolo nella sezione ´Come si calcola l’integrazione´.
      Un saluto

  • Viviana Coccolo

    Con 35 anni contributi e 54 età riesco ad avere la pensione?

    • Cristina

      Buongiorno,
      Non penso, ma ti consiglio di fare il nostro simulatore di bonus per calcolarlo.

      Un saluto

  • Mariano gallo

    Perché la mia pensione che di origine era di 270 euro a oggi 320 con80:100 non aumenta alla soglia prevista

    • Cristina

      Buongiorno,
      Questo non te lo so dire. Ti consiglio di rivolgerti al CAF o all’INPS per il calcolo corretto.

      Un saluto!

  • Maria pia Festa

    Ho 80 anni e prendo la maggiorazione sociale, ho diritto all’aumento della pensione a 600 euro?

    • Cristina

      Buongiorno,
      Se prendi la pensione minima, allora è già salita a 600 euro.

      Un saluto!

  • Gerardo Dercole

    penzione di inabilita lavorativa cosa mi spetta con 100 per cento invalidita

    • Cristina

      Buongiorno,
      Per sapere cosa spetta in caso di invalidità civile, in particolare al 100%, ti consiglio la lettura del nostro articolo sull’invalidità civile.

      Un saluto!

  • Bombasaro elsa 24/03/1954

    Coniuge deceduto 21.03.2023 titolare di pensione netta mensile di euro 1500. Mio reddito pensione 1150 mensili nette reddito presunto nel 2023 intorno hai 29000 euro quanto può essere la reversibilita

    • Cristina

      Buon pomeriggio,
      Non glielo posso dire con certezza perché il calcolo tiene conto di tutti i redditi percepiti, ma è probabile che lei possa percepire il 60% della pensione del suo coniuge.

      Un saluto!

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