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Detrazione affitto 2026: quanto recuperi nel 730 se vivi in affitto, requisiti e limiti di reddito

Il 4 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura
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Detrazione affitto: giovane coppia sul divano di un appartamento in affitto che fa i conti per la dichiarazione dei redditi

La detrazione affitto è lo sconto IRPEF che spetta a chi paga un canone per la casa in cui vive. Va da 150 € a 991,60 € l’anno a seconda del contratto e del reddito, e per i giovani dai 20 ai 31 anni non compiuti può arrivare a 2.000 €. In questa guida trovi quanto ti spetta, chi può chiederla e come indicarla nel 730, insieme agli altri bonus per la casa.

Se la casa in affitto è la tua abitazione principale, cioè quella in cui vivi abitualmente tu o vivono i tuoi familiari, puoi avere diritto a una detrazione dall’IRPEF. Non serve una domanda a parte: la chiedi nella dichiarazione dei redditi, e l’importo è fisso (tranne che per i giovani), quindi non dipende da quanto paghi di canone.

In breve: con un contratto a canone libero recuperi 300 € se il tuo reddito complessivo non supera 15.493,71 € e 150 € se arriva fino a 30.987,41 €. Con il canone concordato gli importi salgono a 495,80 € e 247,90 €. Questa guida è aggiornata a ottobre 2026 e vale per la dichiarazione dei redditi 2025, cioè per il 730/2026 e per il modello Redditi Persone fisiche 2026. Il termine ordinario del 730 è già scaduto, ma se non hai indicato la detrazione puoi ancora recuperarla: trovi come fare più avanti.

Detrazione affitto: quanto spetta nel 2026

Le detrazioni per chi vive in affitto sono quattro e dipendono da due cose: il tipo di contratto (o la tua situazione personale) e il tuo reddito complessivo. Sopra i 30.987,41 € di reddito nessuna di queste detrazioni spetta, mentre quella per i giovani si ferma già a 15.493,71 €.

Ecco gli importi annui, validi se hai abitato nella casa in affitto per tutto l’anno. Se ci hai vissuto solo per una parte dell’anno, l’importo si riduce in proporzione ai giorni, come vedrai più avanti.

Situazione Reddito fino a 15.493,71 € Reddito da 15.493,71 € a 30.987,41 €
Contratto a canone libero 300 € 150 €
Contratto a canone concordato 495,80 € 247,90 €
Lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro 991,60 € 495,80 €
Giovani tra 20 e 31 anni non compiuti 20% del canone annuo, minimo 991,60 € e massimo 2.000 € Non spetta

Attenzione a cosa conta come reddito complessivo: se oltre a vivere in affitto possiedi un immobile che dai in affitto con la cedolare secca, il reddito di quell’immobile si somma al tuo reddito complessivo per verificare i limiti.

Importante
Le detrazioni per l’affitto non si sommano tra loro per lo stesso periodo: se rientri in più di una, scegli la più conveniente. Se però nel corso dell’anno cambi situazione (per esempio passi a un contratto concordato), puoi usarne più di una, ciascuna per i suoi giorni, purché il totale non superi i 365 giorni.

Chi può chiedere la detrazione affitto e a quali condizioni

La detrazione spetta a chi è titolare di un contratto di locazione per la casa in cui abita. Il punto chiave è che l’immobile sia la tua abitazione principale: quella in cui vivi abitualmente tu o vivono i tuoi familiari. Non conta quindi l’affitto di una casa vacanze o di un appartamento che usi solo ogni tanto.

La detrazione riguarda i contratti di locazione: chi vive in una casa avuta in comodato gratuito non paga un canone e quindi non rientra in questa agevolazione. Vediamo le quattro situazioni una per una.

Contratto a canone libero

È il caso più comune: un contratto di affitto abitativo con canone stabilito liberamente tra te e il proprietario. La detrazione è di 300 € fino a 15.493,71 € di reddito e di 150 € fino a 30.987,41 €. Rientrano anche i contratti nati con le regole precedenti e poi prorogati automaticamente.

Contratto a canone concordato

Il canone concordato è quello fissato secondo gli accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini del tuo Comune. Per questo tipo di contratto la detrazione è più alta: 495,80 € o 247,90 € a seconda del reddito. Questa detrazione non spetta se il contratto è stato stipulato tra un ente pubblico e un privato.

Lavoratori dipendenti trasferiti per lavoro

Se sei un lavoratore dipendente e hai trasferito la residenza nel Comune in cui lavori, o in uno vicino, puoi avere diritto a 991,60 € (fino a 15.493,71 € di reddito) o 495,80 € (fino a 30.987,41 €). Servono queste condizioni:

  • il nuovo Comune deve essere ad almeno 100 km dal precedente e comunque fuori dalla tua regione;
  • il trasferimento deve essere avvenuto nei tre anni precedenti a quello in cui chiedi la detrazione;
  • la detrazione spetta per i primi tre anni: se ti sei trasferito nel 2023, puoi usarla per il 2023, il 2024 e il 2025.

Vale anche se il trasferimento dipende da un contratto di lavoro appena firmato, ma è riservata ai dipendenti: ne restano esclusi gli autonomi e chi ha redditi solo assimilati al lavoro dipendente. Se durante i tre anni smetti di essere dipendente, perdi la detrazione dall’anno d’imposta successivo.

Giovani tra 20 e 31 anni

Per i giovani tra 20 e 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo fino a 15.493,71 €, c’è la detrazione più ricca: il 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 € e un massimo di 2.000 €. La casa (anche solo una porzione dell’immobile) deve essere la tua residenza e diversa dall’abitazione principale dei genitori, e la detrazione vale per i primi quattro anni del contratto. Tutti i dettagli sono nella guida al bonus affitto giovani.

Se il contratto è intestato a più persone, la detrazione si divide tra i cointestatari: in caso di due intestatari, ciascuno indica il 50% nella propria dichiarazione. Per i giovani, se solo uno dei cointestatari ha l’età giusta, la detrazione la usa solo lui, per la sua quota.

Esempi di calcolo della detrazione affitto

Gli importi della tabella sono annui e vanno rapportati ai giorni in cui la casa è stata la tua abitazione principale. Ecco tre casi pratici.

Esempio 1: affitto per tutto l’anno. Luca ha un reddito complessivo di 14.000 € e vive tutto l’anno in un appartamento con contratto a canone libero. La sua detrazione è di 300 €. Se invece fosse entrato in casa il 1° luglio, cioè con 184 giorni di affitto nell’anno, avrebbe diritto a circa 151 € (300 € × 184 / 365).

Esempio 2: giovane con canone alto. Sara ha 26 anni, un reddito di 14.000 € e paga 6.000 € di affitto l’anno. Il 20% del canone è 1.200 €: è più del minimo di 991,60 € e meno del massimo di 2.000 €, quindi la sua detrazione è di 1.200 €. Il tetto di 2.000 € si raggiunge con un affitto annuo di 10.000 € o più.

Esempio 3: giovane con canone basso. Marco ha 24 anni, lo stesso reddito di Sara e paga 4.200 € di affitto l’anno. Il 20% sarebbe 840 €, sotto il minimo: per questo gli spetta comunque 991,60 €.

Oltre alla detrazione affitto, potresti avere diritto ad altri aiuti per la casa e la famiglia.
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Se paghi poche tasse la detrazione affitto diventa un credito

Di norma una detrazione riduce l’IRPEF solo fino a concorrenza dell’imposta dovuta: se l’imposta è più bassa, la parte in eccesso si perde. Le detrazioni per l’affitto sono un’eccezione, ed è uno dei motivi per cui conviene indicarle anche con un reddito basso.

Se la detrazione è più alta dell’imposta lorda, già diminuita delle detrazioni per i familiari a carico e di quelle per il lavoro dipendente o la pensione, la parte che non trova spazio nell’imposta ti viene riconosciuta come credito: nel 730 lo riconosce chi ti presta l’assistenza fiscale.

Attenzione
Questo meccanismo vale per le quattro detrazioni dell’affitto descritte qui sopra, non per la detrazione del 19% degli studenti fuori sede, che segue le regole normali: la parte che supera l’imposta non viene rimborsata.

Come chiedere la detrazione affitto nel 730

Il termine ordinario del 730/2026 è chiuso: qui sotto trovi come indicare la detrazione nei modelli e, nel paragrafo successivo, cosa fare adesso se non l’hai ancora chiesta. La detrazione si chiede nella dichiarazione dei redditi: nel modello 730 oppure nel modello Redditi Persone fisiche. Nel 730 trovi le detrazioni per gli inquilini nel quadro E, sezione V:

  • rigo E71, con il codice 1 per il canone libero, 2 per il canone concordato e 4 per i giovani tra 20 e 31 anni non compiuti;
  • rigo E72, per i lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro.

Nelle colonne indichi il numero di giorni in cui la casa è stata la tua abitazione principale, la percentuale che ti spetta (100 se il contratto è solo tuo, 50 se siete in due) e, solo per i giovani, il canone pagato. Nel modello Redditi gli stessi dati vanno nel quadro RP, ai righi RP71 e RP72.

Se usi il 730 precompilato, nella sezione dedicata agli immobili puoi trovare alcune informazioni sul tuo contratto di affitto, se presenti. Controlla sempre giorni, percentuale e canone e, se il contratto non c’è, aggiungilo tu. Per accedere alla precompilata dell’Agenzia delle Entrate ti servono le credenziali digitali, come lo SPID o la carta d’identità elettronica.

Scadenze e come recuperare la detrazione dimenticata

Il termine ordinario per il 730/2026 è scaduto il 30 settembre 2026. Se non hai ancora presentato la dichiarazione, puoi usare il modello Redditi Persone fisiche 2026, da inviare online entro il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato).

Se invece hai già presentato il 730 e ti sei dimenticato della detrazione affitto, hai tre strade:

  • un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026, da presentare tramite un CAF o un professionista;
  • un modello Redditi Persone fisiche 2026 correttivo entro il 2 novembre 2026;
  • una dichiarazione integrativa a tuo favore entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione: per la dichiarazione presentata nel 2026, entro il 31 dicembre 2031. In questo caso il credito non viene rimborsato ma si usa in compensazione con il modello F24 per pagare le imposte degli anni successivi.

Per orientarti tra scadenze e modelli leggi la guida alla dichiarazione dei redditi.

Documenti da conservare

Per la detrazione affitto non devi allegare nulla alla dichiarazione, ma devi conservare i documenti per eventuali controlli e mostrarli al CAF se ti rivolgi a uno sportello. Ecco cosa tenere da parte:

  • il contratto di locazione registrato;
  • un’autocertificazione in cui dichiari che l’immobile è la tua abitazione principale (per i giovani, anche che è diverso dall’abitazione principale dei genitori);
  • per il canone concordato firmato senza l’assistenza delle organizzazioni di proprietari e inquilini, può essere richiesta anche l’attestazione di un’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale: chiedi al CAF se nel tuo caso serve.

Tieni da parte anche le ricevute dei pagamenti: in caso di controllo sono il modo più semplice per dimostrare che hai pagato.

Importante
Se il tuo datore di lavoro ti rimborsa l’affitto (lo vedi nella Certificazione Unica), la detrazione spetta solo se il canone che hai pagato supera l’importo rimborsato o pagato dall’azienda.

Detrazione affitto per studenti fuori sede e altri aiuti per chi vive in affitto

Se sei uno studente universitario fuori sede, o un genitore che paga l’affitto per un figlio a carico, esiste una detrazione diversa: il 19% del canone su un massimo di 2.633 €, se l’università è ad almeno 100 km dalla residenza e in una provincia diversa. Non si può sommare alle detrazioni di questa guida per lo stesso periodo e lo stesso contratto: anche qui va scelta la più conveniente. Requisiti e calcolo sono nella guida alla detrazione affitto per studenti fuori sede.

La detrazione è un aiuto utile ma limitato: ecco le altre misure da conoscere se vivi in affitto.

Per scoprire le altre spese che puoi detrarre, dagli interessi del mutuo alle spese mediche, leggi la guida su come pagare meno tasse con il 730.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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