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Assegno di Inclusione 2026: requisiti, importi ISEE e come fare domanda

Il 25 Agosto 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura

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assegno di inclusione

L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che dal 1º gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. È rivolto alle famiglie con minori, persone con disabilità, over 60 o in condizioni di svantaggio, che rispettano precisi requisiti economici. In questa guida aggiornata al 2026 trovi chi ne ha diritto, quanto spetta, le novità sul rinnovo e come fare domanda all’INPS.

Che cos’è l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione (abbreviato in ADI) è una misura di sostegno economico rivolta ai nuclei familiari con particolari necessità, erogata dall’INPS come integrazione al reddito.

La misura ha l’obiettivo di fornire un’integrazione al reddito alle famiglie che hanno al loro interno un minore, una persona con disabilità, un over 60 o un componente in condizione di svantaggio, e che rispondono a specifici requisiti economici e sociali.

L’ADI è il sostituto del Reddito di Cittadinanza, abolito alla fine del 2023, ed è affiancata da un percorso di attivazione sociale e lavorativa gestito tramite il SIISL, il sistema informativo che collega INPS, servizi sociali e Centri per l’impiego.

Requisiti per accedere all’Assegno di Inclusione

Per accedere all’Assegno di Inclusione è necessario rispettare requisiti sia familiari sia economici. La misura si rivolge ai nuclei familiari in cui è presente almeno un componente:

  • con disabilità;
  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari.
Attenzione
Sono esclusi dall’ADI i componenti disoccupati a causa di dimissioni volontarie presentate nei 12 mesi precedenti la domanda, salvo le dimissioni per giusta causa.

Requisiti di cittadinanza e residenza

Oltre al requisito familiare, il richiedente deve possedere in modo congiunto i seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o europeo, oppure cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
  • essere residente in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.

Requisiti reddituali e patrimoniali (valori 2026)

L’accesso alla misura dipende dalla situazione economica del nucleo, misurata con l’ISEE. Per il 2026 i requisiti sono:

  • ISEE non superiore a 10.140 €;
  • reddito familiare non superiore a 6.591 € all’anno, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza (la soglia sale a 8.190 € se il nucleo è composto solo da persone con almeno 67 anni, o da over 67 insieme a familiari con disabilità grave o non autosufficienti);
  • patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 €, esclusa la casa di abitazione entro un valore ai fini IMU di 150.000 €;
  • patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 €, che aumenta di 2.000 € per ogni componente oltre il primo (fino a un massimo di 10.000 €) e di ulteriori 1.000 € per ogni minore dopo il secondo. In presenza di componenti con disabilità il limite cresce di 5.000 €, che diventano 7.500 € per le disabilità gravi.
Cosa non entra nel calcolo del reddito familiare
  • Pensioni dirette e indirette
  • Assegno Unico e Universale
  • Arretrati
  • Assegno di Inclusione e altre misure di sostegno
  • A quanto ammonta l’Assegno di Inclusione nel 2026?

    L’importo dell’ADI è composto da una quota di integrazione al reddito e, per chi vive in affitto, da un contributo per l’affitto.

    La quota di integrazione al reddito è pari alla differenza tra la soglia di riferimento e il reddito familiare. Per il 2026 la soglia base è di 6.591 € all’anno, cioè un massimo di 549,25 € al mese per un parametro di scala pari a 1, da moltiplicare per la scala di equivalenza del nucleo. Per i nuclei composti solo da over 67 (o over 67 con familiari con disabilità grave) la soglia sale a 8.190 € all’anno, cioè fino a 682,50 € al mese per scala pari a 1.

    Importante
    A questo importo si può aggiungere un contributo per l’affitto fino a 303,33 € al mese (3.640 € all’anno), per le famiglie che vivono in una casa in locazione con regolare contratto.

    La formula di calcolo

    L’importo mensile della quota di integrazione al reddito si ottiene così:

    [(6.591 € × parametro della scala di equivalenza) − reddito familiare annuo] / 12

    Per i nuclei di soli over 67 si usa 8.190 € al posto di 6.591 €. Se il nucleo non ha alcun reddito, la quota corrisponde all’intero massimale (549,25 € o 682,50 € al mese, moltiplicato per la scala).

    La scala di equivalenza

    Il parametro parte da 1 per il nucleo e si incrementa in base alla composizione familiare:

    • +0,40 per ogni componente con carichi di cura (un minore sotto i 3 anni oppure almeno tre minori) o over 60;
    • +0,50 per ogni componente con disabilità o non autosufficiente;
    • +0,15 per ciascuno dei primi due minori e +0,10 per ogni minore successivo.

    Il parametro non può superare 2,2, elevato a 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienti.

    Che cos'è la scala di equivalenza?
    La scala di equivalenza è l’indicatore che adatta l’importo alla composizione del nucleo: più componenti e più situazioni di fragilità (minori, disabilità, anziani) fanno crescere il parametro e quindi l’assegno.

    Rinnovo e durata: le novità del 2026

    L’Assegno di Inclusione viene erogato per 18 mesi e può essere rinnovato per periodi di 12 mesi. Sul rinnovo il 2026 ha introdotto due cambiamenti importanti, chiariti dall’INPS con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026:

    • sparisce il mese di sospensione obbligatorio tra un ciclo e il successivo: si può presentare subito la nuova domanda;
    • la prima mensilità del rinnovo è pagata al 50%.
    Importante
    Anche per il rinnovo restano obbligatori l’iscrizione al SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale: senza questi passaggi la domanda non va a buon fine.

    Quando arriva il pagamento dell’ADI

    L’INPS accredita l’Assegno di Inclusione sulla Carta di Inclusione con un calendario diverso a seconda che si tratti del primo pagamento o di una mensilità già in corso:

    • la prima erogazione di una domanda appena accolta, insieme agli eventuali arretrati, arriva intorno al giorno 15 del mese;
    • le mensilità successive e i pagamenti dei rinnovi vengono accreditati intorno al giorno 27 di ogni mese.

    Per i rinnovi, come visto sopra, la prima mensilità del nuovo ciclo viene pagata al 50%.

    Il nuovo ISEE 2026

    Dal 2026 è operativo un ISEE più favorevole per l’Assegno di Inclusione e le altre prestazioni sociali (INPS, messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026). La principale novità riguarda la casa di abitazione: la franchigia sale da 52.500 € a 91.500 € (fino a 120.000 € nelle città metropolitane), con un ulteriore aumento di 2.500 € per ogni figlio dopo il primo. In pratica, molte famiglie proprietarie della prima casa ottengono un ISEE più basso e possono rientrare nei requisiti.

    Differenze con il Reddito di Cittadinanza

    L’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, in vigore dal 2019 e abolito dal 2024, ma con criteri diversi:

    • Destinatari: l’ADI si rivolge ai nuclei con minori, persone con disabilità, over 60 o in condizione di svantaggio; il Reddito di Cittadinanza aveva una platea più ampia.
    • Attivazione al lavoro: chi è “occupabile” e non rientra nell’ADI può accedere al Supporto per la Formazione e il Lavoro (vedi sotto).
    • Durata: l’ADI dura 18 mesi, rinnovabile di 12 in 12.

    Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)

    Chi non ha i requisiti familiari dell’ADI ma è in difficoltà economica può accedere al Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), la misura dedicata alle persone occupabili tra i 18 e i 59 anni senza minori o persone con disabilità a carico. Nel 2026 il SFL prevede:

    • la partecipazione a corsi di formazione, orientamento o progetti utili alla collettività;
    • un’indennità di 500 € al mese, erogata per la durata dell’attività, fino a un massimo di 12 mesi (prorogabili di altri 12);
    • un ISEE non superiore a 10.140 €, la stessa soglia dell’Assegno di Inclusione.

    Compatibilità con altre misure

    L’Assegno di Inclusione è compatibile con altre forme di sostegno. In particolare, si somma all’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, che viene calcolato in modo indipendente. L’ADI è inoltre esente da IRPEF ed è compatibile con le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL.

    Assegno di Inclusione: esempi pratici

    Per capire come funziona il calcolo, ecco due esempi con la formula del 2026 (soglia base 6.591 € all’anno, cioè 549,25 € al mese per scala 1).

    Esempio 1
    Un nucleo con scala di equivalenza pari a 1,5 e senza altri redditi riceve fino a 549,25 € × 1,5 = 823,88 € al mese di quota integrazione, a cui può aggiungersi il contributo affitto fino a 303,33 € al mese.
    Esempio 2
    Un nucleo composto solo da due persone di 68 anni (scala 1 + 0,4 = 1,4), senza redditi, rientra nella soglia più alta: fino a 682,50 € × 1,4 = 955,50 € al mese, più l’eventuale contributo affitto.

    Assegno di Inclusione: come richiederlo?

    La domanda si presenta all’INPS, online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un ente di patronato. Dopo la domanda occorre completare l’iter di attivazione:

    • sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale sul SIISL;
    • sottoscrivere il Patto di servizio personalizzato presso un Centro per l’impiego, per i componenti “occupabili” tra i 18 e i 59 anni.

    I componenti occupabili sono tenuti ad accettare un’offerta di lavoro congrua. L’offerta è considerata congrua se prevede un contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno un mese, a tempo pieno o parziale non inferiore al 60% dell’orario, con retribuzione non inferiore ai minimi dei contratti collettivi. L’Assegno di Inclusione decade dopo il primo rifiuto di un’offerta congrua.

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    Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2026. Requisiti e importi 2026 verificati sulle fonti ufficiali INPS (soglia ISEE 10.140 €, quota integrazione fino a 549,25 €/mese, contributo affitto fino a 303,33 €/mese; regole di rinnovo da messaggio INPS n. 2437 del 22 luglio 2026; nuovo ISEE da messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026).

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    Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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    • Giorgio geraneo

      Prendo la pensione sociale, mia moglie 65anni può prendere l assegno di inclusione?pago ancora il mutuo prima casa

      • Andrea

        Buongiorno signor Geraneo,

        la Sua domanda tocca un punto importante. L’Assegno di Inclusione è pensato per i nuclei familiari in cui sia presente almeno una persona con più di 60 anni, un minorenne o un componente con disabilità: avendo lei la pensione sociale e sua moglie 65 anni, il requisito “anagrafico” del nucleo potrebbe essere soddisfatto.

        Questo però non basta da solo: occorre anche rientrare nei limiti economici previsti (ISEE, reddito familiare e patrimonio, sia mobiliare che immobiliare) stabiliti dalla normativa. In generale la prima casa di abitazione non viene conteggiata ai fini del patrimonio immobiliare, quindi il fatto di avere un mutuo su di essa non è di per sé un ostacolo alla domanda; resta comunque necessario che l’ISEE e gli altri parametri del nucleo rispettino le soglie previste.

        Le consiglio di verificare con precisione la Sua situazione tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS oppure contattando il Contact Center INPS (803164 da rete fissa o 06164164 da mobile), che potrà controllare l’ISEE aggiornato e confermarle se il nucleo rientra nei requisiti per l’Assegno di Inclusione. Per un quadro generale può comunque consultare la nostra guida Assegno di Inclusione 2024: guida ai requisiti, calcoli e differenze.

        Un saluto

    • Massimo de caro

      Ho 60 anni invalido 100×100 moglie di 60 anni a carico il mio reddito familiare e dì 11mila euro pago 6000 euro di affitto all anno ho diritto all assegno di inclusione?

      • Andrea

        Buongiorno signor De Caro,

        dalla sua situazione, avendo lei un’invalidità al 100% e la moglie over 60 a carico, il cosiddetto “requisito familiare” per l’Assegno di Inclusione risulta soddisfatto, poiché il nucleo comprende una persona con disabilità e un componente over 60.

        Perché il diritto sia effettivo, però, occorre verificare anche gli altri requisiti previsti dalla normativa, in particolare:

        1. ISEE. Il nucleo deve avere un ISEE in corso di validità non superiore alla soglia prevista dalla legge.
        2. Reddito familiare. Il reddito del nucleo deve essere inferiore alla soglia stabilita, calcolata applicando la scala di equivalenza; se il nucleo vive in affitto, la soglia può essere maggiorata proprio in relazione al canone pagato.
        3. Patrimonio. Vanno rispettati anche i limiti di patrimonio mobiliare e immobiliare (esclusa la prima casa) previsti per l’accesso alla misura.

        Poiché il calcolo esatto della soglia di reddito con la scala di equivalenza e l’eventuale maggiorazione per l’affitto dipende da dati precisi (ISEE aggiornato, composizione del nucleo, patrimonio), le consiglio di far verificare la sua posizione da un CAF/patronato oppure di contattare direttamente l’INPS (numero verde 803.164 o 06.164.164, oppure tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS), così da avere una risposta certa e presentare correttamente la domanda.

        Nel nostro approfondimento sull’Assegno di Inclusione trova comunque tutti i dettagli aggiornati sui requisiti economici e su come si calcola la soglia di reddito.

        Un saluto

    • Caravelli franco

      Ho la pensione di inclusione 630€ se affitto un monolocale a 350 € cosa cambia.premesso che ho un invalidita 80% e 69anni

      • Andrea

        Buongiorno signor Caravelli,

        se lei vive in affitto, questo non riduce l’importo base dell’Assegno di Inclusione, anzi può dare diritto a una componente aggiuntiva pensata proprio per chi sostiene un canone di locazione. Per riconoscere questa integrazione, l’INPS richiede generalmente:

        1. Contratto di locazione regolarmente registrato. Deve essere intestato a lei (o a un componente del nucleo) e in corso di validità.
        2. Comunicazione all’INPS. Gli estremi del contratto vanno indicati in domanda o comunicati successivamente tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino.
        3. Importo calcolato sul canone effettivo. L’integrazione viene parametrata al canone annuo pagato, entro un tetto massimo stabilito dalla normativa vigente.

        Non essendo in grado di indicarle con certezza l’importo esatto della componente affitto aggiornata al 2026 (per non fornirle un dato impreciso su una misura economica), le consiglio di verificare il calcolo preciso nel suo caso specifico – che tiene conto anche dell’invalidità all’80% e dell’età – contattando il numero verde INPS 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 da cellulare, oppure consultando il suo Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS.

        Un saluto

    • Mario Craighero

      Io percepisco livalidita di735 Euro fra poco compio67 anni l’asegno soziale va in autoironico in asegno soziale e predero la stessa cifra?

      • Andrea

        Buongiorno signor Craighero,

        Il passaggio dalla pensione di invalidità civile all’assegno sociale, che avviene al raggiungimento dell’età pensionabile prevista per l’assegno sociale (attualmente 67 anni), non comporta automaticamente il mantenimento dello stesso importo. Si tratta infatti di due prestazioni diverse, con requisiti e criteri di calcolo propri: l’assegno sociale viene erogato dall’INPS sulla base dei limiti di reddito personali e, se coniugato, del nucleo familiare, e il suo importo può quindi risultare diverso da quello percepito in precedenza a titolo di invalidità.

        Poiché l’importo esatto dipende dalla sua situazione reddituale specifica, le consiglio di verificare la propria posizione tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS oppure contattando direttamente l’INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare), così da ricevere una simulazione precisa e personalizzata sul suo caso.

        Un saluto

    • matteo alessandro colucci

      la quota affitto dell’ADI si calcola tenendo conto dell’isee ?

      • Andrea

        Buongiorno signor Colucci,

        l’Assegno di Inclusione si compone di due parti distinte:

        1. Integrazione al reddito. Questa quota dipende direttamente dall’ISEE e dal reddito familiare, calcolati rispetto alla soglia prevista dalla misura.
        2. Quota per il canone di locazione. Questa componente non è calcolata come percentuale dell’ISEE, ma è legata all’affitto effettivamente pagato e documentato tramite il contratto di locazione regolarmente registrato, entro un tetto massimo annuo stabilito dalla normativa.

        In sintesi: l’ISEE resta il requisito che determina l’accesso alla misura e incide sul calcolo complessivo del beneficio, ma l’importo della quota affitto in senso stretto si basa sul canone reale pagato, non su una percentuale dell’ISEE. Per gli importi aggiornati e i massimali in vigore Le consiglio di verificare tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS o contattando il Contact Center INPS (803164 da rete fissa, 06164164 da mobile).

        Un saluto

    • Antonio Castrignano'

      Gia’ percettore di AS,si puo’ richiedere Assegno ADI?
      Grazie

      • Andrea

        Buongiorno signor Castrignano’,

        in linea generale, percepire l’Assegno Sociale non esclude automaticamente dalla possibilità di richiedere l’Assegno di Inclusione (ADI). Le due misure non sono incompatibili “a priori”, ma vanno considerate insieme nel calcolo della situazione economica del nucleo.

        1. Requisiti economici. Per l’ADI contano l’ISEE e la soglia di reddito familiare stabiliti dalla normativa: l’importo dell’Assegno Sociale, in quanto reddito percepito, rientra tra le componenti che l’INPS valuta per verificare se il nucleo resta entro le soglie previste.
        2. Effetto sull’importo. Se il nucleo risulta comunque nei limiti, l’ADI viene calcolato in modo da integrare il reddito familiare fino alla soglia prevista: questo significa che, essendo l’Assegno Sociale già un reddito, l’eventuale integrazione ADI potrebbe risultare ridotta rispetto a chi non percepisce altre prestazioni.
        3. Verifica personalizzata. Poiché il calcolo dipende dalla composizione del nucleo, dall’ISEE aggiornato e da eventuali altri redditi, non è possibile indicare con certezza se e quanto le spetterebbe senza un controllo puntuale della sua posizione.

        Le consiglio quindi di verificare la sua situazione tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS oppure contattando l’INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare), per avere una valutazione precisa basata sui suoi dati aggiornati.

        Un saluto

    • Alfredo

      Il mio nucleo familiare è di 3 persone io 62 anni mia moglie 51 è mia figlia di 22 perché l,isee c’è la scala di equivalenza 2,04 è mi hanno calcolato adi con la scala di1,40?

      • Andrea

        Buongiorno signor Alfredo,

        la differenza che riscontra è normale e dipende dal fatto che l’Assegno di Inclusione non utilizza la scala di equivalenza dell’ISEE “ordinario” (quella che porta a un parametro di 2,04 nel suo caso), ma una scala di equivalenza specifica per l’ADI, prevista dal decreto istitutivo della misura.

        1. Come funziona la scala ADI. Il parametro parte da 1,00 per il richiedente, aumenta di 0,40 per ogni ulteriore componente maggiorenne del nucleo e di 0,20 per ogni componente minorenne, fino a un massimo (che può salire in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza).
        2. Perché il valore può risultare diverso da quello atteso. Il parametro ADI viene calcolato sulla composizione del nucleo rilevante ai fini della misura, che non sempre coincide esattamente con il nucleo ISEE “ordinario”: ad esempio un figlio maggiorenne può non essere conteggiato allo stesso modo se non ricorrono determinate condizioni.

        Non potendo verificare i dettagli della sua posizione, le consiglio di far controllare il calcolo specifico e la composizione del nucleo utilizzata dall’INPS tramite un CAF o un patronato, oppure contattando l’INPS ai numeri 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da cellulare), o consultando il proprio Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS: sono gli unici canali che possono spiegarle nel dettaglio come è stato determinato il parametro nel suo caso specifico.

        Un saluto

    • Lazzarin Simona

      Buongiorno noi siamo due adulti e 1 bimba di 6 anni..con isee basso e in un alloggio in affitto,la scala di equivalenza nell’isee è 2.4 e l assegno di inclusione me l’hanno respinta.. Perché?Grazie se risponde

      • Andrea

        Buongiorna signora Lazzarin,

        Purtroppo senza vedere il verbale di rigetto non possiamo sapere con certezza il motivo specifico del suo caso, perché l’INPS valuta insieme più requisiti e non solo il valore ISEE. Un ISEE basso è condizione necessaria ma non sufficiente: la domanda può essere respinta anche per altri motivi, tra cui i più frequenti sono:

        1. Soglia di reddito familiare superata. Oltre all’ISEE, viene verificato un parametro di reddito familiare (calcolato anche con la scala di equivalenza) che deve restare sotto una determinata soglia annua.
        2. Requisiti patrimoniali. Il possesso di determinati beni mobili o immobili, anche di modesto valore, può far superare i limiti previsti.
        3. DSU incompleta o non aggiornata. Se mancano dati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (ad esempio sul canone di locazione o su componenti del nucleo), l’ISEE calcolato può risultare diverso da quello atteso.
        4. Requisiti di residenza/soggiorno o altri requisiti familiari non pienamente soddisfatti da uno dei componenti del nucleo.

        Il consiglio più utile è controllare la motivazione esatta del rigetto nel Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, oppure chiamare il Contact Center INPS (803164 da rete fissa, 06164164 da cellulare) o rivolgersi a un patronato: potranno indicarle il motivo preciso e, se si tratta di un errore nella DSU o nei dati inseriti, aiutarla a correggerlo e a presentare eventualmente una nuova domanda.

        Un saluto

    • Christian Prologo

      Gentile Esperto,
      mi è stata accolta la richiesta ADI ma l’importo non corrisponde a quello da me calcolato, risulta di 500€.

      Sono ultrasessantenne quindi il mio coefficiente è 1,4×6000=8400/12= 700€, non ho alcun reddito.

      Inoltre ho un affitto di 350€, quindi dovrei avere 280€ in aggiunta.

      Non capisco. Grazie della cordiale risposta.

      • Andrea

        Buongiorno signor Christian,

        capisco la sua perplessità, ma non posso confermare o correggere nel dettaglio il suo calcolo perché l’importo esatto dell’Assegno di Inclusione dipende da diversi elementi che l’INPS verifica caso per caso: composizione e scala di equivalenza del nucleo, ISEE aggiornato, eventuali redditi o trattamenti già percepiti dal nucleo, e la documentazione relativa al canone di locazione (contratto regolarmente registrato).

        Anche la quota aggiuntiva per l’affitto non è automatica: viene riconosciuta solo se risultano soddisfatti tutti i requisiti documentali richiesti e comunque entro i limiti massimi previsti dalla normativa, che possono differire da un calcolo “teorico” fatto in autonomia.

        Per capire nel dettaglio come è stato determinato il suo importo, le consiglio di:

        1. Consultare il prospetto di calcolo. È disponibile nel suo Fascicolo Previdenziale del Cittadino sul sito INPS, dove sono indicate le singole voci che compongono l’importo erogato.
        2. Contattare il Contact Center INPS. Ai numeri 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 (da cellulare), un operatore può spiegarle nel dettaglio come è stato calcolato il suo assegno e verificare se la componente affitto è stata correttamente riconosciuta.
        3. Rivolgersi a un Patronato. Può assisterla gratuitamente nella verifica del calcolo e, se necessario, nella presentazione di eventuali istanze di riesame.

        Un saluto

    • Gc

      Salve, per un 70enne con assegno sociale di 735 euro mensili (per 13 mensilità) ha senso chiedere l ADI? So che assegno sociale e ADI sono compatibili, però mi chiedevo se la ADI calcolato non verrà azzerato dall’ Inps vedendo che la persona già riceve 735 euro mensili

      • Andrea

        Buon pomeriggio,
        il valore dell’Assegno di Inclusione varia in base alla situazione economica e alla composizione del nucleo familiare. Per avere informazioni più chiare in merito alla sua situazione, può rivolgersi all’INPS ai seguenti numeri: rete fissa 803 164, telefonia mobile 06 164 164.
        Un saluto

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