
Se dopo la separazione o il divorzio hai lasciato la casa familiare e oggi paghi un affitto, puoi chiedere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un contributo che può coprire fino al 50% del canone, con un massimo di 500 € al mese e 6.000 € l’anno, assegnato con una graduatoria e nei limiti dei fondi. Le domande si presentano solo online, dalle ore 12:00 del 7 ottobre alle ore 12:00 del 28 ottobre 2026. Qui trovi chi può chiederlo, quanto spetta, come si compila la domanda e come funziona la graduatoria.
Che cos’è il bonus affitto per genitori separati
Il bonus affitto per genitori separati è il nome con cui è conosciuto il contributo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, una misura nuova introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Lo gestisce il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e si rivolge a chi, dopo la fine del matrimonio, non vive più nella casa familiare di proprietà e deve pagare un affitto.
Il fondo ha una dotazione di 20 milioni di euro l’anno. Le regole su chi può accedere, sull’importo e sulla graduatoria le ha fissate un decreto del MIT firmato insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e con un avviso pubblico il Ministero ha aperto le domande il 7 ottobre 2026.
Non va confusa con il bonus genitori separati legato all’assegno di mantenimento non versato: quella è un’altra misura, gestita dal Dipartimento per le politiche della famiglia e pensata per chi non aveva ricevuto il mantenimento durante l’emergenza COVID-19, con domande chiuse il 2 aprile 2024. Il contributo del MIT riguarda soltanto l’affitto della nuova casa.
Requisiti: chi può fare domanda
Per accedere devi avere tutti i requisiti insieme. Basta che ne manchi uno perché la domanda venga respinta. Sulla piattaforma del MIT, prima di accedere, ti viene chiesto di confermarli uno per uno:
- essere genitore separato o divorziato e non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà;
- avere il provvedimento di separazione o di divorzio;
- avere almeno un figlio a carico con meno di 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso;
- avere un contratto di affitto intestato a te e regolarmente registrato;
- non possedere case a uso abitativo nello stesso Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni vicini, entro 50 km (salvo l’eventuale proprietà dell’abitazione familiare stessa);
- essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
- avere un reddito individuale non superiore a 35.000 €, come risulta dall’ultima dichiarazione dei redditi;
- non essere beneficiario di altri sussidi pubblici per analoghe finalità di sostegno abitativo, erogati dallo Stato o da altri enti pubblici;
- non abitare in un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Il reddito che conta è il tuo, non l’ISEE
La soglia dei 35.000 € riguarda il tuo reddito individuale, quello che risulta dalla tua ultima dichiarazione dei redditi, per esempio il modello 730. Tra i requisiti non c’è l’ISEE: conta il tuo reddito individuale, che nella domanda va indicato arrotondato all’euro superiore, senza decimali.
Figli a carico sotto i 21 anni
Conta l’età del figlio alla data di pubblicazione dell’avviso del Ministero. Il figlio deve essere a carico: se vuoi capire quando un figlio lo è ai fini fiscali, trovi le regole nella guida ai familiari a carico.
Contratto registrato e niente altri aiuti per la casa
Il contratto deve essere intestato a te e registrato: senza un contratto registrato a tuo nome la domanda viene esclusa. Se ricevi già un altro sussidio pubblico per analoghe finalità di sostegno abitativo, erogato dallo Stato o da altri enti pubblici, oppure sei assegnatario di una delle case popolari, questo contributo non fa per te. Se sei in difficoltà con l’affitto, leggi anche la guida sulla morosità incolpevole.
Importante
Le dichiarazioni che fai nella domanda sono autocertificazioni: chi dichiara il falso risponde secondo il Codice penale e le leggi speciali. Il Ministero può fare controlli a campione, quindi tieni a portata di mano i documenti che dimostrano quello che hai dichiarato.
Quanto spetta: il 50% dell’affitto fino a 6.000 € l’anno
Il contributo può coprire fino alla metà di quello che paghi di affitto, con un massimo di 500 € al mese e 6.000 € l’anno. Sono importi massimi: li ricevi solo se la domanda rientra nella graduatoria e nei fondi disponibili. Con un canone basso il tetto è la metà del canone; con un canone alto ti fermi a 6.000 € l’anno.
Ecco tre esempi su un anno intero di affitto, calcolati con la regola del 50% e il tetto annuo, nel caso in cui la domanda venga accolta:
| Canone mensile |
Affitto pagato in un anno |
Contributo massimo |
| 600 € |
7.200 € |
3.600 € |
| 900 € |
10.800 € |
5.400 € |
| 1.200 € |
14.400 € |
6.000 € (tetto raggiunto) |
Attenzione però: il contributo non è automatico per tutti quelli che hanno i requisiti. Si assegna nei limiti dei 20 milioni del fondo, scorrendo una graduatoria separata per ogni Regione: ricevi il contributo solo se ti collochi utilmente nella graduatoria della tua Regione. Per abbassare il costo della casa puoi valutare anche la detrazione affitto nella dichiarazione dei redditi.
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Come fare domanda sulla piattaforma del MIT
La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non ci sono altri canali e non serve passare da un ufficio.
- Conferma i requisiti: la prima pagina elenca le condizioni e ti chiede di spuntarle tutte prima di continuare.
- Accedi: entri esclusivamente con SPID, CIE o CNS.
- Compila la domanda con i dati e le dichiarazioni sui requisiti (provvedimento di separazione o divorzio, contratto di affitto registrato, reddito) e sui criteri di priorità; il reddito va indicato arrotondato all’euro superiore.
- Invia: a fine procedura compare una barra verde con il numero della domanda e la scritta “COMPLETATA”, e puoi scaricare il riepilogo in PDF.
Due cose da sapere prima di iniziare. La domanda non si può più modificare dopo l’invio, quindi controlla bene i dati. E la domanda vale solo quando hai completato la compilazione e la trasmissione finale: lasciarla a metà non basta.
Salva il PDF di riepilogo e annota il numero della domanda: ti serviranno in caso di controlli e per seguire l’esito sul sito del Ministero.
Scadenza del 28 ottobre e coda di accesso
Le domande si presentano dalle ore 12:00 di mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 12:00 di mercoledì 28 ottobre 2026. Alla scadenza la piattaforma non accetta nuovi accessi.
L’accesso passa da una coda. Chi è entrato in coda entro le 12:00 del 28 ottobre può comunque compilare e inviare la domanda, ma deve chiudere tutto entro 24 ore dalla scadenza. Durante l’attesa non chiudere la pagina e non scollegarti: se la connessione cade, se riavvii il dispositivo o chiudi la finestra, rischi di perdere il posto in coda e, a termine scaduto, di essere esclusi dalla procedura.
Il termine viene prorogato solo in caso di blocco o malfunzionamento della piattaforma, non per problemi del tuo dispositivo o della tua connessione. Per questo il Ministero raccomanda di inviare la domanda con largo anticipo.
Graduatoria e controlli: arrivare prima non conta
Il bonus affitto genitori separati non è un “click day”. L’ordine di arrivo delle domande non dà nessuna precedenza: la graduatoria si fa sui punteggi che derivano dalle condizioni che dichiari nella domanda.
- La graduatoria del 2026 la elabora in automatico la piattaforma, separata per ogni Regione.
- A parità di punteggio si tiene conto del reddito del richiedente.
- Il Ministero può fare controlli a campione sui documenti legati a quello che hai dichiarato.
Per dubbi sulla domanda il MIT ha attivato una casella di posta dedicata: genseparati.dgcru@mit.gov.it.
Attenzione
Le informazioni di questa guida riprendono l’avviso pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il contributo e le comunicazioni ufficiali del Ministero. Prima di inviare la domanda leggi sempre le indicazioni aggiornate sulla piattaforma.
Altri aiuti per genitori separati e per chi vive in affitto
I requisiti escludono chi riceve altri sussidi pubblici per analoghe finalità di sostegno abitativo e chi è assegnatario di una casa popolare. Le misure pensate per i figli e per la famiglia sono un discorso a parte. Ecco le guide da controllare:
- l’Assegno Unico Universale per i figli;
- l’ISEE minorenni, la variante dell’ISEE usata per le agevolazioni rivolte ai figli;
- il bonus affitto e gli altri aiuti per l’affitto, ricordando che un sussidio pubblico per la casa può escluderti da questo contributo;
- il gratuito patrocinio, se hai bisogno di un avvocato per la causa di separazione o divorzio e il tuo reddito è basso;
- la raccolta di tutti i bonus 2026, per avere il quadro completo degli aiuti.