
Il bonus affitto a Palermo è il contributo della Regione Siciliana fino a 3.000 € all’anno per le famiglie di almeno tre persone che vivono in affitto con un ISEE non superiore a 10.000 €. Il 5 ottobre 2026 il Comune di Palermo ha pubblicato l’elenco provvisorio e chi è stato escluso può inviare osservazioni entro le 23:59 del 15 ottobre 2026. È uno degli aiuti per la casa più attesi in città: ecco come controllare la tua posizione e cosa fare se sei fuori.
Cos’è il bonus affitto regionale a Palermo
È un contributo annuo per pagare il canone di chi vive in affitto sul mercato privato. Lo finanzia la Regione Siciliana, ma la domanda si presenta al Comune di residenza: a Palermo l’ha raccolta il Comune sul proprio portale sociale, accedendo con lo SPID.
Il percorso ha tre passaggi. Il Comune controlla i requisiti e pubblica gli elenchi, la Regione forma la graduatoria e assegna i fondi, poi è di nuovo il Comune a pagare le famiglie beneficiarie. La stessa misura regionale è gestita anche dagli altri comuni siciliani, ognuno con il suo avviso e le sue scadenze.
Il contributo
non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali e si può
cumulare con aiuti analoghi, ma nel complesso non può superare il
canone indicato nel contratto e viene rapportato ai giorni di validità del contratto nel 2026. L’eventuale
detrazione per l’affitto nella dichiarazione dei redditi non incide sull’importo.
Requisiti: chi può avere diritto al bonus affitto
La domanda la presenta l’intestatario della scheda anagrafica della famiglia. Per rientrare servono tutti questi requisiti:
- nucleo familiare di almeno tre persone, contando la composizione che risulta dall’ISEE 2026;
- ISEE non superiore a 10.000 €, calcolato sui redditi del 2024 (cioè l’ISEE 2026 in corso di validità);
- residenza in Sicilia da almeno due anni al momento della domanda;
- cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea, oppure, per i cittadini di Paesi terzi, un permesso di soggiorno in corso di validità o il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo;
- nessun diritto di proprietà o usufrutto su immobili;
- un contratto di affitto a uso abitativo regolarmente registrato, per la casa in cui hai la residenza anagrafica e che è la tua abitazione principale, in regola con l’imposta di registro (salvo scelta della cedolare secca).
Il contratto può essere intestato anche a un altro componente del nucleo, purché la casa sia quella in cui risiede chi fa domanda.
Importante
Restano
esclusi gli inquilini delle
case popolari (alloggi di edilizia residenziale pubblica) e chi abita in immobili di
categoria catastale A/1, A/8 e A/9, cioè le abitazioni signorili, le ville e i castelli. Fuori anche le
persone sole e le famiglie di due componenti.
Quanto spetta: 3.000 € più 200 € per ogni figlio dopo il primo
L’importo base è di 3.000 € all’anno per ogni nucleo di almeno tre persone, che ci siano figli oppure no. A questa cifra si aggiungono 200 € per ogni figlio dell’intestatario successivo al primo.
| Figli dell’intestatario nel nucleo |
Importo massimo annuo |
| Nessuno o 1 figlio |
3.000 € |
| 2 figli |
3.200 € |
| 3 figli |
3.400 € |
| 4 figli |
3.600 € |
Conta solo chi è figlio dell’intestatario: fratelli e nipoti non fanno crescere l’importo. Per esempio, una famiglia con l’intestatario, due fratelli e un figlio riceve 3.000 € senza aumento; con due figli dell’intestatario si sale a 3.200 €.
Quelle della tabella sono cifre massime. Il contributo si somma agli altri aiuti per l’affitto ricevuti nel 2026, compresa la quota per la locazione dell’Assegno di Inclusione, ma solo fino a coprire il canone scritto nel contratto. Inoltre l’importo si calcola in proporzione ai giorni di validità del contratto nel 2026: se l’affitto è iniziato o finisce a metà anno, ricevi di meno.
Elenco provvisorio: come sapere se sei tra gli ammessi
Il Comune ha esaminato 8.708 domande: 6.276 risultano provvisoriamente ammissibili e 2.432 provvisoriamente escluse. Gli elenchi sono due file PDF, pubblicati nella pagina degli elenchi provvisori del Comune di Palermo.
Per tutelare la privacy non compaiono nomi. Puoi cercare la tua domanda con il numero di protocollo che hai ricevuto quando hai inviato la domanda:
- nell’elenco delle istanze ammissibili trovi la data e il numero di protocollo, lo stato “Istruttoria Positiva” e il numero dei figli considerati;
- nell’elenco delle istanze escluse, accanto al protocollo c’è il motivo dell’esclusione, scritto per esteso.
Puoi controllare lo stato della pratica anche nella tua area personale del portale, entrando con le stesse credenziali usate per la domanda. Tieni d’occhio anche la tua email: il Comune comunica l’esito e le eventuali richieste di integrazione per posta elettronica.
I motivi di esclusione indicati nell’elenco
Scorrendo l’elenco degli esclusi, le cause più ricorrenti riguardano il contratto e il prospetto ADI, ma non sono le uniche:
- contratto di affitto non allegato, incompleto (mancano alcune pagine), senza la ricevuta di registrazione o senza la proroga valida per il 2026;
- mancato invio del prospetto ADI scaricato dal sito dell’INPS, con l’importo annuo della quota per la locazione;
- patrimonio immobiliare risultante nell’ISEE;
- residenza in Sicilia da meno di due anni, oppure casa in affitto diversa da quella di residenza;
- ISEE oltre i 10.000 €, nucleo con meno di tre persone o doppia domanda per la stessa famiglia.
Sei stato escluso? Le osservazioni entro il 15 ottobre
Se la tua domanda è tra le escluse, puoi inviare osservazioni o documenti integrativi entro le 23:59 del 15 ottobre 2026, scrivendo all’indirizzo email agenziasocialecasa.snodo@comune.palermo.it.
Come muoverti:
- leggi il motivo scritto accanto al tuo numero di protocollo;
- prepara il documento che manca o va corretto (contratto completo, ricevuta di registrazione o di proroga, prospetto ADI, attestazione ISEE);
- scrivi all’indirizzo indicato riportando il numero di protocollo e allega file leggibili;
- invia tutto in un’unica volta e prima della scadenza.
Attenzione
Il Comune ha avvertito che, se ti chiede un’integrazione sulla piattaforma, puoi farla una sola volta: un’integrazione sbagliata o incompleta non si può ripetere e può portare all’esclusione. Anche per le osservazioni via email conviene mandare tutto in un unico invio, completo e leggibile, perché il Comune non ha indicato che sia possibile reinviarle.
La domanda già inviata non si può modificare né annullare in autonomia: gli errori materiali di compilazione, come il numero dei figli, la data di scadenza del contratto o gli importi di altri contributi indicati male, si segnalano allo stesso indirizzo email del Comune.
Essere ammessi non vuol dire ricevere il contributo
L’elenco degli ammissibili dice solo che la domanda ha i requisiti. Dopo le osservazioni è prevista la pubblicazione degli elenchi definitivi, che il Comune trasmette alla Regione Siciliana. Secondo l’avviso, la Regione approva poi due graduatorie regionali ordinate per ISEE crescente: quella di tutti i richiedenti e quella dei beneficiari.
I fondi sono limitati: l’avviso regionale indica uno stanziamento di 5 milioni di euro per tutta la Sicilia. La Regione assegna le somme seguendo la graduatoria e solo fino a esaurimento dei fondi, per cui chi ha l’ISEE più basso passa davanti. A titolo indicativo, le 6.276 domande provvisoriamente ammissibili soltanto a Palermo, calcolate sull’importo base di 3.000 €, richiederebbero oltre 18 milioni di euro: molto più dei 5 milioni previsti per tutta la regione. Con le risorse indicate nell’avviso è quindi probabile che non tutte le famiglie ammesse ricevano il contributo, a meno che la Regione aumenti i fondi.
Quando arriva il bonus affitto a Palermo
Al momento il Comune non ha pubblicato date di pagamento: prima devono uscire gli elenchi definitivi, poi la Regione approva le graduatorie e assegna le somme ai comuni. I passaggi che mancano sono:
- esame delle osservazioni e pubblicazione degli elenchi definitivi da parte del Comune;
- graduatoria regionale e riparto dei fondi tra i comuni;
- pagamento alle famiglie beneficiarie, fatto direttamente dal Comune di Palermo.
Le domande sono chiuse: l’avviso di maggio 2026 dava 30 giorni per presentarle, quindi per questo avviso non è più possibile fare domanda. Se non hai fatto domanda, guarda gli altri aiuti qui sotto.
Altri aiuti per l’affitto e per la famiglia
Il bonus regionale non è l’unico sostegno per chi vive in affitto:
Il quadro delle misure nazionali è nella guida al bonus affitto, e trovi tutte le agevolazioni per la famiglia nella sezione dedicata.