
Il contributo affitto di Firenze è l’aiuto che il Comune dà alle famiglie residenti in affitto con un ISEE fino a 16.500 € per pagare il canone: può arrivare fino a un massimo teorico di 3.100 € all’anno (2.325 € per gli ISE più alti). Per il 2026 la domanda si presenta solo online, con SPID, CIE o CNS, entro le ore 10 del 19 ottobre 2026. Rientra tra gli aiuti per la casa: ecco requisiti, importi, documenti e cosa succede dopo la domanda.
Cos’è il contributo affitto del Comune di Firenze
È un aiuto economico annuale per le famiglie a basso reddito che vivono in affitto. Serve a coprire una parte del canone e a evitare lo sfratto per morosità. Lo gestisce l’Ufficio Speciale Abitare e Housing del Comune di Firenze, con fondi europei, della Regione Toscana e del Comune stesso.
Per il 2026 il Comune ha stanziato circa 4 milioni di euro. Secondo il Comune, negli anni scorsi il contributo è stato in media di circa 1.700 € all’anno a famiglia. Il contributo dell’anno scorso è già stato pagato: ne hanno beneficiato circa 2.300 famiglie.
La domanda vale per
tutto il nucleo familiare: se ne può presentare
una sola per famiglia. Il nucleo è quello che risulta dallo
stato di famiglia anagrafico nel giorno in cui invii la domanda, e deve coincidere con quello dichiarato nell’
ISEE.
Scadenza: domande fino alle ore 10 del 19 ottobre 2026
Il bando 2026 è aperto dalle ore 10 del 17 settembre 2026 alle ore 10 del 19 ottobre 2026. Attenzione all’orario: il termine scade alle 10 di mattina di lunedì 19 ottobre, non a mezzanotte.
Le domande arrivate in altri modi (per email, a mano, per posta) non vengono valutate: l’unico canale è la procedura online del Comune. Una domanda lasciata in bozza e non inviata entro la scadenza non conta: è come non aver partecipato.
Requisiti: chi può fare domanda
I requisiti devono esserci alla data di pubblicazione del bando, mentre il nucleo familiare è quello che risulta il giorno in cui invii la domanda. Cittadinanza e residenza riguardano solo chi presenta la domanda; tutti gli altri valgono per l’intero nucleo familiare.
Cittadinanza, residenza e contratto
- cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea; per i cittadini di Paesi terzi serve un permesso di soggiorno in corso di validità e, se il permesso è biennale, anche un contratto di lavoro;
- residenza anagrafica nel Comune di Firenze, proprio nella casa per cui chiedi il contributo;
- contratto di affitto a uso abitativo regolarmente registrato per quella casa, con categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9; la domanda la può presentare qualsiasi componente del nucleo anagrafico dell’intestatario del contratto;
- essere in regola con il pagamento dell’affitto per il 2026.
ISEE, ISE e patrimonio
- ISEE 2026, ordinario o ISEE corrente, non superiore a 16.500 €;
- ISE (l’indicatore della situazione economica che trovi nell’attestazione ISEE) non superiore a 32.724,49 €;
- patrimonio mobiliare (conti, risparmi, titoli) non superiore a 25.000 €, calcolato sul valore dichiarato ai fini ISEE nella DSU, al lordo delle franchigie, e riparametrato con la scala di equivalenza;
- patrimonio complessivo (immobili più patrimonio mobiliare) entro 40.000 €.
Per gli studenti universitari conta l’ISEE della persona di cui lo studente è fiscalmente a carico, per esempio un genitore. Se l’attestazione ha omissioni o difformità, il Comune consiglia di rettificarla con una nuova DSU entro dicembre 2026.
Case di proprietà: quando sono un ostacolo
Nessun componente del nucleo deve avere la proprietà, l’usufrutto, l’uso o l’abitazione di una casa adeguata alla famiglia entro 50 km da Firenze (un alloggio è considerato inadeguato quando, per il tuo nucleo, risulta sovraffollato secondo i criteri regionali). Inoltre il valore complessivo di tutti gli immobili, in Italia o all’estero, non deve superare 25.000 €. In questo limite rientrano anche le case sovraffollate. Il valore si calcola con i parametri dell’IMU per gli immobili in Italia e dell’IVIE per quelli all’estero. Non contano gli immobili usati per l’attività lavorativa prevalente del nucleo.
Questi due limiti non si applicano agli immobili che rientrano in uno di questi casi, al massimo uno per ciascun caso: la casa coniugale assegnata all’ex coniuge dopo una separazione o un divorzio, una casa dichiarata inagibile, una casa sottoposta a pignoramento.
Importante
Non può partecipare chi abita in una delle
case popolari (edilizia residenziale pubblica) o in un alloggio di
edilizia agevolata dei programmi «20.000 alloggi in affitto» e «Canova/Giuncoli (P.U.E. Giuncoli 2)». Chi invece è solo
in graduatoria per una casa popolare può fare domanda senza perdere la sua posizione; se poi ottiene l’alloggio, perde il contributo da quando la casa è disponibile.
ISE zero o più basso dell’affitto
Se il tuo ISE è zero o più basso del canone annuo, il contributo può arrivare solo se dimostri come paghi l’affitto. Nella domanda devi indicare la tua fonte di sostentamento, per esempio:
- l’aiuto di una persona (figli, genitori, parenti, amici) che non fa parte del nucleo e non vive all’estero: servono il suo codice fiscale e una copia del suo documento d’identità;
- un nuovo lavoro iniziato nel 2025 o nel 2026, con contratto, busta paga o Certificazione Unica da cui risultino data di inizio e retribuzione;
- l’aiuto di un ente privato, un’associazione di diritto privato o un’azienda, con la loro certificazione dell’importo ricevuto nel 2026 (l’aiuto dell’INPS non vale, salvo la NASpI);
- il sostegno del Servizio Sociale del Comune di Firenze, escluso il contributo affitto stesso.
In alternativa, gli uffici possono verificare che la somma dei redditi del nucleo riportata nell’attestazione ISEE sia superiore al canone annuo.
Quanto spetta: fascia A e fascia B
Il contributo serve ad abbassare il peso dell’affitto sul tuo ISE, cioè la percentuale del tuo ISE che se ne va nel canone annuo (senza spese condominiali e altri oneri accessori). Gli ammessi sono divisi in due fasce:
| Fascia |
Valore ISE |
Peso minimo dell’affitto sull’ISE |
Contributo massimo annuo |
| A |
fino a 16.114,80 € |
almeno il 14% |
3.100 € |
| B |
oltre 16.114,80 € e fino a 32.724,49 € |
almeno il 24% |
2.325 € |
Se l’affitto pesa meno del 14% (fascia A) o del 24% (fascia B), la domanda viene esclusa. Se pesa di più, il contributo teorico è la cifra che riporta il peso dell’affitto al 14% o al 24% dell’ISE, entro il massimo della tabella.
Attenzione
Gli importi della tabella e degli esempi qui sotto sono teorici. Il contributo si calcola in dodicesimi, in base ai mesi di affitto pagati e documentati, a partire dal 1° gennaio 2026 o dalla firma del contratto se è successiva. Se i fondi non bastano per tutti, il Comune può applicare una riduzione percentuale a ciascun importo. E il contributo viene pagato solo se ti spettano almeno 200 €: l’importo esatto si conosce solo al momento della liquidazione.
Due esempi di calcolo
Famiglia in fascia A: ISE di 14.000 € e affitto di 400 € al mese, pagato per tutti i 12 mesi, cioè 4.800 € all’anno. L’affitto pesa circa il 34% dell’ISE. Il 14% di 14.000 € è 1.960 €, quindi il contributo teorico è 4.800 − 1.960 = 2.840 €, sotto il tetto di 3.100 €.
Famiglia di almeno due persone in fascia B (una persona sola con questo ISE avrebbe un ISEE oltre 16.500 € e sarebbe esclusa): ISE di 20.000 € e affitto di 500 € al mese, pagato per tutti i 12 mesi, cioè 6.000 € all’anno. L’affitto pesa il 30% dell’ISE. Il 24% di 20.000 € è 4.800 €, quindi il contributo teorico è 6.000 − 4.800 = 1.200 €.
Come fare domanda online, passo dopo passo
La domanda si presenta solo sul portale del Comune, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il punto di partenza è la pagina del contributo affitto 2026 del Comune di Firenze, con il pulsante «Accedi al servizio online».
- Accedi con le tue credenziali. Se usi CIE o CNS con il lettore di smart card, prima devi fare la profilazione sul sito di registrazione del Comune.
- Clicca su «Nuova domanda» e poi su «Fai domanda» per il «Bando contributo affitto 2026».
- Compila i dati del nucleo, del contratto e dell’ISEE e carica gli allegati.
- Se non hai finito, usa «Salva in bozza»: puoi rientrare e modificare la domanda fino alla scadenza.
- Quando è tutto pronto, premi «Invia». Dopo l’invio la domanda non si può più modificare.
- Scarica la scheda riepilogativa in PDF dalla sezione «Domande». Il Comune non la manda per email: conservala, perché contiene il codice della domanda che ti servirà per leggere la graduatoria.
Nella domanda va indicato anche l’IBAN su cui ricevere il contributo. Se il conto non è intestato a te o è cointestato, servono nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario. Il contributo non viene pagato su carte prepagate e libretti postali.
Per informazioni puoi scrivere a contributoaffitto@comune.fi.it o chiamare lo 055 2769608: fino al 19 ottobre 2026 il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 13, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17; dopo, solo il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17 (esclusi i festivi).
Documenti da allegare alla domanda
Gli allegati vanno caricati in PDF o JPEG, e ogni file non deve superare 2 MB. Servono, a pena di esclusione, i documenti che ti riguardano tra questi:
- la copia completa e leggibile del contratto di affitto registrato, con tutte le pagine; se nel corso dell’anno hai avuto più contratti per case diverse a Firenze, vanno allegati tutti;
- per i cittadini di Paesi terzi, la copia del permesso di soggiorno valido; se è scaduto, anche la ricevuta della richiesta di rinnovo con il numero dell’istanza; se è biennale, anche il contratto di lavoro;
- se hai diritti su immobili, la documentazione che dimostra di rientrare in uno dei casi di esenzione (separazione, inagibilità, pignoramento);
- se il tuo ISE è zero o più basso dell’affitto, i documenti sulla fonte di sostentamento visti sopra;
- la copia della certificazione di invalidità civile o di handicap, se presente in famiglia: questo dato serve solo a fini statistici e non dà priorità in graduatoria.
Il Comune non accetta documenti per email, né durante la domanda né dopo: tutto passa dalla procedura online, e le integrazioni le può caricare solo chi ha fatto la domanda.
Ricevute dell’affitto: dal 15 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027
Inviare la domanda non basta: per ricevere i soldi devi caricare online le ricevute dei canoni pagati nel 2026 dal 15 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027. Chi non le carica entro il 31 gennaio 2027 viene escluso definitivamente dal contributo 2026.
Puoi scegliere un solo tipo di ricevuta:
- ricevute mensili con marca da bollo da 2 €;
- una ricevuta unica per tutti i mesi, con marca da bollo da 2 €;
- una dichiarazione del proprietario con marca da bollo da 2 € e copia del suo documento d’identità;
- ricevute di bonifico, anche online;
- fatture con l’attestazione del pagamento.
Ricevute, bonifici e fatture devono riportare chi paga e chi riceve, l’importo del canone, il mese di riferimento e l’indirizzo della casa: se manca anche un solo dato, la ricevuta non viene accettata, ma potrai integrarla dopo la graduatoria provvisoria. Non valgono gli estratti conto, le liste di movimenti e le fatture proforma.
L’affitto deve essere pagato da un componente del nucleo. Fanno eccezione gli studenti universitari (le ricevute possono essere intestate al genitore di cui sono a carico) e chi ha dichiarato un aiuto esterno perché ha l’ISE zero o più basso dell’affitto.
Graduatoria e pagamento: quando arrivano i soldi
Gli ammessi sono messi in ordine in base al peso dell’affitto sull’ISE, dal più alto al più basso. Il percorso, dopo la scadenza, è questo:
- la graduatoria provvisoria esce nel corso del 2027, dopo il controllo delle ricevute, e resta pubblicata per 15 giorni all’Albo Pretorio e sul sito del Comune;
- dopo la provvisoria si apre la fase delle integrazioni, con un termine perentorio;
- segue la graduatoria definitiva;
- il contributo viene pagato in un’unica soluzione entro dicembre 2027, fino a esaurimento dei fondi.
Le graduatorie sono anonime: ti riconosci dal codice della domanda scritto nella ricevuta PDF.
Importante
Il Comune non invia comunicazioni personali in nessuna fase: devi controllare tu la pagina del contributo affitto sul sito del Comune e la email collegata allo SPID. Essere in graduatoria, inoltre, non garantisce il pagamento: dipende dai fondi e dalla soglia minima di 200 €.
Con quali altri aiuti si può cumulare
Il contributo affitto non si somma ad altri aiuti pubblici per la casa dello stesso periodo. In particolare non è cumulabile con:
Se hai dubbi su un aiuto che già ricevi, chiedi all’ufficio del Comune prima di inviare la domanda.
Altri aiuti per chi vive in affitto
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