Il costo di luce e gas resta alto e variabile, e per le famiglie con redditi bassi grava ogni mese sul bilancio familiare. Per questo esiste il Bonus sociale, uno sconto applicato direttamente in bolletta a chi ha un ISEE sotto soglia. Dal 1° gennaio 2026 la soglia è salita a 9.796 € e ai tre bonus storici (luce, gas e acqua) se n’è aggiunto un quarto sui rifiuti. Ti spieghiamo a chi spetta nel 2026, quanto vale davvero e cosa devi fare per ottenerlo.
In questa pagina trovi il funzionamento completo del bonus sociale per le bollette domestiche. Se ti interessa il quadro di tutti gli sconti in bolletta, compresi quelli non legati all’ISEE, puoi leggere anche la nostra guida al Bonus bollette.
Cos’è il bonus sociale bollette?
Il Bonus sociale è un’agevolazione rivolta alle famiglie in difficoltà economica, che riduce l’importo delle utenze domestiche. Non è un contributo che arriva sul conto corrente: è uno sconto applicato direttamente in bolletta dal venditore, senza che tu debba chiedere nulla.
Il sistema dei bonus sociali è stato istituito dal decreto interministeriale del 28 dicembre 2007 ed è stato ampliato più volte. Dal 1° gennaio 2021, per effetto dell’articolo 57-bis del decreto-legge 124/2019, viene riconosciuto in automatico a chi presenta la DSU e ottiene un ISEE sotto soglia.
Le agevolazioni comprendono quattro Bonus diversi, a seconda del tipo di utenza: bonus luce, bonus gas, bonus acqua e, dal 2025, bonus rifiuti.
Un’altra misura che aiuta a coprire le spese di riscaldamento è il Bonus riscaldamento: si rivolge a una platea diversa e va valutato a parte. Chi ha lasciato il mercato tutelato trova invece il quadro delle tariffe nella guida alla fine del mercato tutelato.
Bonus sociale: a chi spetta?
Per avere il bonus sociale per disagio economico il nucleo familiare deve rientrare in una di queste due condizioni:
- ISEE non superiore a 9.796 €, se il nucleo ha al massimo tre figli a carico;
- ISEE non superiore a 20.000 €, se il nucleo ha almeno quattro figli a carico.
La soglia viene aggiornata da ARERA ogni anno, in base all’andamento medio dell’inflazione degli ultimi tre anni: l’ultimo aggiornamento, in vigore dal 1° gennaio 2026, l’ha portata da 9.530 € a 9.796 €. Se il tuo ISEE è basso, verifica anche se ti spetta la Carta acquisti, che si può usare negli uffici postali proprio per pagare le bollette di luce e gas.
Attenzione
Non esiste più una via d’accesso legata al
Reddito di cittadinanza o alla
Pensione di cittadinanza, aboliti e sostituiti dal 1° gennaio 2024 dall’
Assegno di inclusione. Oggi l’unico criterio è l’ISEE: chi percepisce l’Assegno di inclusione ottiene il bonus solo se il suo ISEE rientra nelle soglie indicate sopra.
Inoltre, uno dei componenti del nucleo familiare deve essere intestatario di un contratto di fornitura elettrica, di gas o di acqua. Se il contratto è a nome di un’altra persona, per esempio il proprietario di casa, il bonus non viene riconosciuto. In alternativa all’intestazione di un contratto, uno dei componenti deve usufruire di una fornitura condominiale di gas o acqua.
Per il bonus acqua condominiale serve una condizione in più: un componente del nucleo deve essere intestatario di un contratto di fornitura elettrica attivo, per uso domestico.
Bonus bollette: come funziona?
I bonus sociali sono cumulabili tra loro, ma ogni nucleo familiare può beneficiare di un solo bonus per tipologia (luce, gas, acqua e rifiuti) per ogni anno di competenza.
Per capire fino in fondo come funziona bisogna distinguere il tipo di fornitura, diretta o condominiale, perché cambia il modo in cui i soldi arrivano.
Importante
Dal 2024 il bonus non è più legato ai trimestri: viene riconosciuto per dodici mesi a decorrere dal primo giorno del mese in cui il Sistema Informativo Integrato completa le verifiche. Se l’anno successivo presenti la DSU in tempo, il nuovo bonus parte in continuità con quello in corso.
Fornitura diretta
Nel caso di fornitura diretta, questa deve essere intestata a un membro del nucleo familiare e deve essere:
- ad uso domestico, ovvero riguardare un locale adibito ad abitazione familiare. Per l’acqua serve l’uso domestico residente, cioè la fornitura deve servire l’abitazione in cui hai la residenza;
- attiva, ovvero con il servizio in corso di erogazione. Contano come attive anche le forniture momentaneamente sospese per morosità;
- per il gas, impiegata per il riscaldamento e la cottura di cibi, oppure per la produzione di acqua sanitaria. Il contatore del gas non deve superare la classe G6.
Fornitura centralizzata (condominiale)
Per la fornitura centralizzata valgono invece queste caratteristiche:
- essere attiva;
- il punto di riconsegna (PDR) deve essere in un condominio con locali adibiti ad abitazioni familiari;
- il gas deve essere impiegato per il riscaldamento e la cottura di cibi, oppure per la produzione di acqua sanitaria.
Come richiedere i Bonus bollette?
Altre informazioni
Non è necessario presentare
nessuna domanda per ottenere i bonus sociali per disagio economico. È sufficiente presentare
ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (
DSU) necessaria per ottenere l’
ISEE.
L’INPS verifica i nuclei familiari che possiedono i requisiti e trasmette in maniera automatica le informazioni al Sistema Informativo Integrato (SII), la banca dati che individua sia le forniture di luce e gas sia i gestori idrici su cui il bonus va applicato. Se il tuo ISEE è cambiato in corso d’anno, verifica se ti conviene l’ISEE corrente.
Come vengono erogati i Bonus?
A seconda del tipo di fornitura, i Bonus bollette vengono erogati in maniera diversa:
- nel caso di fornitura diretta, lo sconto viene applicato direttamente in bolletta, suddiviso nelle singole fatture;
- nel caso di fornitura condominiale, l’erogazione avviene una volta all’anno per l’intero importo:
- per il bonus idrico, entro 60 giorni, con assegno circolare non trasferibile intestato a chi ha presentato la DSU, oppure con un’altra modalità tracciabile scelta dal gestore;
- con bonifico domiciliato per il bonus luce e gas, intestato alla persona del nucleo familiare che ha presentato la DSU. Il bonifico domiciliato va ritirato presso uno sportello di Poste Italiane.
Bonus sociale 2026: a quanto ammonta?
Qui va sfatato l’equivoco più diffuso: il bonus sociale non paga la bolletta al 100%. È uno sconto parziale, calcolato sulla spesa di un utente medio, e il suo valore cambia da famiglia a famiglia. Non esiste nemmeno una “fascia ridotta all’80%”: dal 2024 c’è un’unica soglia ISEE e l’importo dipende dal numero di componenti del nucleo e, per il gas, dalla zona climatica e dal tipo di uso.
In sintesi, la riduzione vale il 30% della spesa dell’utente medio per l’elettricità (al lordo delle imposte), il 15% della spesa per il gas (al netto delle imposte), 50 litri al giorno per ogni componente per l’acqua e il 25% della TARI per i rifiuti.
A quanto ammonta il Bonus luce?
Per la fornitura elettrica gli importi sono fissati da ARERA su base annuale. Questi sono i valori del bonus sociale elettrico ordinario in vigore per tutto il 2026:
| Componenti del nucleo |
Bonus luce 2026 |
| 1 o 2 componenti |
146,00 € all’anno |
| 3 o 4 componenti |
186,15 € all’anno |
| Oltre 4 componenti |
204,40 € all’anno |
Nel III trimestre 2026 gli oneri di sistema pesano 3,32 centesimi di euro per kWh, pari al 10,5% della bolletta del cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela. Sono costi fissi che compaiono in fattura a prescindere dal fornitore che hai scelto.
A quanto ammonta il Bonus gas?
Per il Bonus gas lo sconto dipende dalla stagionalità, dalla zona climatica, dalla categoria d’uso e dal numero di componenti: d’inverno è più alto, d’estate scende quasi a zero. ARERA aggiorna questi valori ogni tre mesi.
Nel III trimestre 2026 (dal 1° luglio al 30 settembre 2026) il bonus gas va da 0 € a 9,10 € a trimestre. Prima di fare i conti conviene sempre controllare la tabella ufficiale dell’Autorità in vigore nel trimestre che ti interessa, perché quella del trimestre invernale è di tutt’altro ordine di grandezza.
A quanto ammonta il Bonus acqua?
Il Bonus acqua non ha un importo fisso: consiste nella fornitura gratuita di un quantitativo minimo di acqua a persona, pari a 50 litri al giorno per ogni componente della famiglia anagrafica, quindi 18,25 metri cubi all’anno per componente. È la quantità considerata necessaria a soddisfare i bisogni fondamentali della persona.
Per sapere quanto vale in euro devi quindi guardare le tariffe del tuo gestore idrico, che cambiano parecchio da un territorio all’altro.
Il bonus sociale rifiuti
Dal 2025 ai tre bonus storici se n’è aggiunto un quarto: il bonus sociale rifiuti, uno sconto del 25% sulla TARI o sulla tariffa corrispettiva. Spetta agli stessi nuclei e con le stesse soglie ISEE degli altri bonus sociali, ed è anch’esso automatico. Trovi il dettaglio nella guida al bonus TARI.
Funziona però con uno sfasamento, perché la TARI si paga una volta l’anno: lo sconto compare nell’avviso di pagamento emesso entro giugno dell’anno successivo a quello di presentazione della DSU.
Il contributo straordinario 2026
Oltre ai bonus ordinari, per il 2026 il decreto-legge 21/2026, il cosiddetto “decreto Bollette”, ha previsto un contributo straordinario di 115 € sulla bolletta elettrica per chi era titolare del bonus sociale alla data di entrata in vigore del decreto.
Non serve fare domanda: viene riconosciuto in automatico e in un’unica soluzione nella prima fattura utile, con la dicitura “contributo straordinario di cui al Decreto Bollette”, e si somma al bonus sociale ordinario.
Lo stesso decreto prevede, per il 2026 e il 2027, un ulteriore contributo che i venditori possono riconoscere ai clienti domestici che non hanno il bonus sociale e hanno un ISEE non superiore a 25.000 €, con consumi contenuti. Attenzione: non è un diritto automatico, è una misura volontaria e dipende dall’adesione del tuo fornitore.
Bonus sociale per disagio fisico
I bonus elencati finora rientrano nella categoria dei bonus “per disagio economico”. Nel caso di disagi fisici, ARERA ha previsto il cosiddetto Bonus elettrico per disagio fisico, destinato a chi è affetto da malattie gravi che richiedono l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita.
Questo bonus non dipende in alcun modo dall’ISEE. È inoltre cumulabile con gli altri bonus bollette: per ottenere anche quelli, però, restano necessari i loro requisiti reddituali. Se in famiglia c’è una persona con disabilità, vale la pena verificare anche le agevolazioni della legge 104.
A quanto ammonta il Bonus?
L’importo viene determinato dall’Autorità in base a tre fattori: la potenza contrattuale, le apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e il tempo giornaliero di utilizzo.
Per il 2026 i valori annui vanno da 142,35 € nella fascia minima (fino a 600 kWh in più all’anno, potenza fino a 3 kW) a 463,55 € nella fascia massima (oltre 1.200 kWh in più all’anno, potenza da 4,5 kW in su). Lo sconto viene applicato direttamente in bolletta, suddiviso nelle 12 mensilità successive alla presentazione della domanda.
Attenzione
A differenza del bonus per disagio economico, questo non va rinnovato ogni anno: viene erogato senza interruzioni finché il malato utilizza le apparecchiature salvavita. La cessazione dell’utilizzo va però comunicata tempestivamente al proprio venditore di energia elettrica.
Come richiedere il Bonus per disagio fisico?
Per ottenere il Bonus elettrico per disagio fisico serve una richiesta da presentare al proprio Comune di residenza, a un CAF o a un altro ente indicato dal Comune.
La domanda deve essere presentata dal titolare della fornitura elettrica, anche se non coincide con la persona malata, utilizzando gli appositi moduli. I documenti da allegare sono:
- certificato ASL che attesti:
- la grave condizione di salute;
- la necessità di utilizzare apparecchiature elettromedicali per supporto vitale;
- il tipo di apparecchiatura utilizzata e le ore di utilizzo giornaliero;
- l’indirizzo dove è installata l’apparecchiatura;
- modulo B compilato;
- documento di identità e codice fiscale del richiedente e del malato, se diversi;
- codice POD, l’identificativo del punto di consegna dell’energia, che trovi in bolletta o nel contratto di fornitura;
- potenza impegnata o disponibile della fornitura.
Importante
Nel caso del Bonus elettrico per disagio fisico non è richiesta la presentazione dell’ISEE: il bonus è concesso indipendentemente dalla fascia di reddito.
Cosa fare se il bonus non arriva in bolletta
Lo sconto compare in bolletta dopo circa 3-4 mesi dall’attestazione ISEE per luce e gas, e dopo circa 6-7 mesi per l’acqua. Prima di allarmarsi conviene quindi lasciar passare questo tempo e controllare la data di sottoscrizione della DSU.
Se il bonus continua a non comparire, il canale corretto non è il Comune, che si occupa solo del bonus per disagio fisico: per il bonus per disagio economico ci si rivolge allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente di ARERA, al numero verde 800 166 654. Puoi anche stimare in anticipo il tuo importo con il simulatore del portale SGAte.
Se stai facendo il conto di tutto quello che ti spetta, il quadro completo delle agevolazioni in vigore è nella nostra guida ai bonus attivi.
Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026. Aggiornamento del 09/09/2026: nuova soglia ISEE 2026 (9.796 €), importi ARERA 2026 di luce e gas, rimozione dell’accesso tramite Reddito di cittadinanza, correzione dell’errore sul “100% della bolletta”, nuovo bonus sociale rifiuti e contributo straordinario di 115 € del decreto-legge 21/2026.
se una famiglia ha il bonus acqua ed li bonus elettricità può consumare sia l acqua che la corrente a suo piacimento o c’è un limite? Grazie
Buon pomeriggio,
il bonus sociale acqua garantisce la fornitura gratuita di 18,25 metri cubi di acqua su base annua (pari a 50 litri/abitante/giorno) per ogni componente della famiglia anagrafica dell’utente. Il bonus garantirà, ad esempio, ad una famiglia di 4 persone di non dover pagare 73 metri cubi di acqua all’anno.
Un saluto