
Il reddito energetico è il contributo pubblico che finanzia l’impianto fotovoltaico sul tetto di casa alle famiglie con un ISEE basso: copre le spese di un impianto da 2 a 6 kW fino a un massimo di 11.000 €, e la famiglia usa l’energia che produce per abbassare la bolletta della luce. A ottobre 2026, però, non risulta aperto nessun bando: vediamo a che punto è la misura, chi può averla, quanto vale e come funziona la domanda.
La misura si chiama ufficialmente Reddito Energetico Nazionale: è del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è gestita dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. Non ricevi soldi sul conto: il contributo va direttamente all’impresa che installa l’impianto, e tu in cambio lasci al GSE l’energia che non consumi, per vent’anni.
Tra gli aiuti per la casa, si rivolge alle famiglie con un reddito basso e punta a farle risparmiare sulle bollette per molti anni.
Reddito energetico 2026: a che punto è il bando
Partiamo dallo stato della misura, perché è la prima cosa che molti vogliono sapere. Sulla pagina ufficiale del GSE, consultata a ottobre 2026, risultano due soli bandi: uno per il 2024 e uno per il 2025.
- Bando 2024: 100 milioni di euro, sportello aperto dalle ore 12:00 del 5 luglio 2024. Gli 80 milioni riservati alle Regioni del Mezzogiorno e alle Isole si sono esauriti in circa 24 ore, con più di 10.500 richieste; i 20 milioni per il Centro-Nord sono terminati il 6 agosto 2024, con oltre 2.300 richieste.
- Bando 2025: 103.166.077 €, di cui 82.290.554 € per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e 20.875.523 € per le altre Regioni e Province autonome. Il portale ha aperto alle ore 12:00 del 13 maggio 2025 ed è rimasto aperto fino a esaurimento delle risorse e comunque non oltre il 31 dicembre 2025.
In pratica, con il bando 2025 oggi non si può più presentare domanda, e a oggi non risulta pubblicato un nuovo bando. Il Fondo ha, secondo il Regolamento del GSE, natura rotativa: è alimentato anche dal valore dell’energia che gli impianti finanziati immettono in rete. Per sapere se e quando riaprirà, l’unico riferimento è il GSE.
Importante
Senza un bando aperto non è possibile presentare la domanda. Se qualcuno ti propone oggi un impianto finanziato con il reddito energetico, controlla prima sulla pagina ufficiale del GSE se lo sportello è stato riaperto.
Conviene comunque capire come funziona: se la misura dovesse riaprire, avere già pronti i documenti (a partire dall’ISEE) ti permetterebbe di muoverti in fretta. Nel 2024 i fondi per il Sud e le Isole sono finiti in circa 24 ore.
Cos’è il Reddito Energetico Nazionale e come funziona
Il reddito energetico è un contributo in conto capitale, cioè un aiuto a fondo perduto che non va restituito, per installare un impianto fotovoltaico a uso domestico sulla casa in cui vive una famiglia in disagio economico. L’obiettivo è doppio: aiutare chi ha un reddito basso a consumare l’energia che si produce da solo e diffondere le energie rinnovabili.
Nella misura ci sono due protagonisti:
- il Soggetto Beneficiario, cioè la persona che chiede l’agevolazione per la propria famiglia;
- il Soggetto Realizzatore, cioè l’impresa che installa i pannelli: è lei a ricevere il contributo dal GSE.
L’impianto deve avere una potenza tra 2 kW e 6 kW e servire la casa di residenza. L’energia prodotta la usi tu, in autoconsumo: è questo che fa scendere la bolletta della luce. La parte che non consumi viene immessa in rete e la ritira il GSE.
Puoi ottenere il reddito energetico una sola volta: la regola vale sia per chi presenta la domanda sia per tutto il suo nucleo familiare.
Requisiti: chi può avere il reddito energetico
I requisiti riguardano tre cose: il reddito della famiglia, la casa su cui va l’impianto e il contratto della luce. Devi averli tutti al momento della domanda.
Il requisito ISEE
Il tuo nucleo familiare deve avere un ISEE in corso di validità:
- inferiore a 15.000 €;
- oppure inferiore a 30.000 € se in famiglia ci sono almeno quattro figli a carico.
Per avere l’ISEE devi presentare la DSU all’INPS, anche con l’ISEE precompilato. Se vuoi capire chi conta come figlio a carico, trovi le regole nella guida ai familiari a carico.
La casa su cui va l’impianto
L’impianto va installato sull’abitazione di residenza anagrafica del nucleo familiare. Inoltre:
- devi avere, anche in quota parte, un diritto reale sul tetto o sulla superficie dove vanno i pannelli: proprietà, superficie, enfiteusi, usufrutto, uso o abitazione. Chi vive in affitto e non ha un diritto reale sulla casa non può chiederlo: il diritto reale deve averlo chi presenta la domanda, e la casa deve essere la residenza del suo nucleo familiare;
- la casa deve essere accatastata nel gruppo A (abitazioni), ma sono escluse le categorie A1, A8 e A9, cioè le case di lusso, e la A10, cioè gli uffici. Le categorie A1, A8 e A9 sono le stesse che restano escluse dall’esenzione dell’IMU prima casa.
Il contratto della luce
Il contratto di fornitura dell’energia elettrica della casa di residenza deve essere intestato a te o a un altro componente del tuo nucleo familiare ai fini ISEE. Servono poi alcune condizioni tecniche:
- il contratto deve essere di tipo domestico residente, con una potenza impegnata non superiore a 6 kW;
- al contatore (il codice POD che trovi in bolletta) non devono essere già collegati altri impianti di produzione di energia;
- la potenza dei pannelli è limitata dalla potenza impegnata del tuo contratto (con una piccola tolleranza), e se il GSE verifica una potenza inferiore a quella dichiarata il contributo massimo si riduce di conseguenza;
- l’impianto non deve essere già in funzione prima della domanda.
Se non sai che contratto hai, controlla la bolletta: dopo la fine del mercato tutelato molte famiglie hanno cambiato offerta, ma la potenza impegnata e il codice POD restano indicati in bolletta.
Quanto vale il reddito energetico: fino a 11.000 €
Il contributo copre le spese ammissibili effettivamente sostenute per l’impianto e per i servizi obbligatori, fino a un tetto massimo calcolato così: 2.000 € di quota fissa più 1.500 € per ogni kW di potenza. Ecco i massimali per ogni taglia di impianto:
| Potenza dell’impianto |
Contributo massimo |
| 2 kW |
5.000 € |
| 3 kW |
6.500 € |
| 4 kW |
8.000 € |
| 5 kW |
9.500 € |
| 6 kW |
11.000 € |
Il contributo viene pagato dal GSE direttamente all’installatore, che non può chiederti anticipi. Non paghi nemmeno gli oneri di istruttoria della pratica. Nel prezzo coperto rientrano anche i servizi che l’impianto deve avere per almeno dieci anni: una polizza assicurativa multirischi, la manutenzione e il monitoraggio del rendimento.
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Cosa devi fare in cambio: l’energia al GSE per vent’anni
Se la domanda viene accolta, firmi con il GSE il Contratto di Reddito Energetico, che dura 20 anni dalla data in cui l’impianto entra in funzione. Per tutto questo periodo:
- l’energia che produci e consumi in casa resta tua, ed è il vero risparmio in bolletta;
- l’energia che non consumi e che finisce in rete va al GSE, e tu rinunci a guadagnarci;
- il valore di quell’energia torna nel Fondo, che così può finanziare altre famiglie.
Per questo il risparmio dipende da quanta energia usi di giorno, quando i pannelli producono: lavatrice, lavastoviglie e altri elettrodomestici conviene accenderli nelle ore di sole. Altri consigli pratici sono nella guida su come risparmiare energia.
Come si fa domanda per il reddito energetico
Quando lo sportello è aperto, la domanda si presenta solo online, sull’Area Clienti del GSE, e sempre insieme all’installatore. Ecco i passaggi come funzionavano nel bando 2025; in caso di riapertura, regole e modalità potrebbero cambiare:
- Scegli un’impresa installatrice iscritta al Registro del GSE: sul sito del GSE c’è la mappa dei realizzatori, divisa per territorio.
- Prepara i dati: ISEE valido, dati del contratto della luce (codice POD e potenza impegnata), dati della casa e potenza prevista dell’impianto, che l’installatore ti aiuta a definire.
- Accedi all’Area Clienti del GSE con SPID, Carta d’identità elettronica oppure con le credenziali del GSE (nome utente, password e codice OTP) e apri l’applicazione “Reddito Energetico Nazionale – REN“. Puoi anche delegare un’altra persona, per esempio l’installatore.
- Compila la richiesta e firma, insieme all’installatore, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
- Carica i documenti: la dichiarazione firmata e i documenti di riconoscimento tuoi e dell’installatore, poi invia.
Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo, con risorse separate per il Sud e le Isole e per il resto d’Italia. Tutte le informazioni ufficiali sono sulla pagina del Reddito Energetico del GSE, dove trovi anche il contatore delle risorse disponibili. Per dubbi puoi chiamare il numero verde del GSE, 800.16.16.16.
Attenzione
Se la domanda viene respinta, puoi ripresentarla dopo aver sistemato i problemi segnalati dal GSE. Se invece i fondi dell’anno sono finiti, potrai riprovare con il bando successivo, quando e se verrà pubblicato.
Dopo la domanda: tempi, installazione e pagamento
Una volta inviata la richiesta, i tempi previsti sono questi:
- il GSE risponde entro 60 giorni dall’invio (il termine si ferma se chiede documenti in più);
- se la risposta è positiva, l’impianto deve essere collegato alla rete e in funzione entro 18 mesi dall’accoglimento: in origine erano 12 mesi, ma il Ministero li ha prorogati di sei mesi a fine 2025;
- entro 60 giorni dall’entrata in funzione, è l’installatore a chiedere il pagamento del contributo;
- il GSE decide entro 30 giorni e paga l’installatore entro altri 30 giorni dall’accettazione.
Il GSE può fare controlli, anche con sopralluoghi senza preavviso, per verificare che l’impianto sia quello dichiarato. Se emergono dati falsi o se l’impianto viene manomesso, il contributo può essere revocato.
Reddito energetico e altri aiuti per bollette e fotovoltaico
Con lo sportello chiuso, ci sono altre strade per alleggerire le spese di casa. Valuta quelle adatte alla tua situazione:
- se paghi i pannelli di tasca tua, le spese per il fotovoltaico possono rientrare tra quelle detraibili: trovi i dettagli nella guida al bonus fotovoltaico e in quella al bonus ristrutturazione;
- con un ISEE basso, controlla se ti spetta il bonus sociale bollette, lo sconto su luce e gas;
- per sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con uno più efficiente o a fonti rinnovabili, guarda il Conto Termico.
Se il tuo ISEE è scaduto, rinnovalo per tempo: è il documento che ti serve per quasi tutti gli aiuti legati al reddito, e se la tua situazione è peggiorata di recente puoi chiedere l’ISEE corrente.