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Bonus serramenti FVG 2026: contributo fino al 50% per finestre, cappotto e tetto (massimo 12.000 € per lavoro), requisiti e domanda

Il 17 Ottobre 2026 da Cristina - 13 minuti di lettura
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Bonus serramenti FVG: coppia che apre una nuova finestra in legno in una casa in pietra con vista sulle montagne del Friuli

Il bonus serramenti FVG è un contributo a fondo perduto della Regione Friuli Venezia Giulia che rimborsa fino al 50% della spesa per nuove finestre, cappotto termico o isolamento del tetto, con un massimo di 12.000 € per ciascun tipo di lavoro. Nel 2026 il bando per chi ha già finito e pagato i lavori è ancora aperto e non ha una data di chiusura fissata. Fa parte degli aiuti per la casa: ecco chi può chiederlo, quanto spetta, quali documenti servono e come fare domanda.

Cos’è il bonus serramenti FVG

È un contributo regionale per chi rende la propria casa più efficiente dal punto di vista energetico. Non è una detrazione da recuperare in dieci anni con la dichiarazione dei redditi: la Regione Friuli Venezia Giulia versa la somma direttamente sul conto corrente indicato nella domanda.

Il nome popolare parla di serramenti, ma il bando copre tre tipi di intervento:

  • serramenti (finestre, portefinestre e porte che separano la casa riscaldata dall’esterno o da locali non riscaldati);
  • isolamento di pareti, solai o pavimenti, per esempio il cappotto termico;
  • isolamento della copertura, cioè del tetto.

La domanda si presenta solo a lavori finiti e pagati. Secondo la Regione, inviarla prima della fine dei lavori comporta, se il contributo è stato pagato, la revoca con gli interessi e le conseguenze penali previste per le dichiarazioni false.

Il contributo regionale si può sommare alle detrazioni fiscali nazionali per gli stessi lavori, come quelle che trovi nella guida al bonus infissi, purché il totale delle agevolazioni non superi la spesa sostenuta e salvi gli eventuali divieti di cumulo previsti dagli altri incentivi.

Il bando è ancora aperto nel 2026?

Sì. Le domande si presentano dal 1° agosto 2025 e al momento non è prevista una data di chiusura. Il contributo funziona a sportello: le domande vengono finanziate in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei fondi.

Ecco a che punto è il bando:

  • con i fondi del 2025, circa 9,2 milioni di euro, la Regione ha pagato tutte le domande ammissibili arrivate entro il 30 novembre 2025;
  • con l’assestamento del bilancio 2026-2028 la Regione ha stanziato 30 milioni di euro complessivi, sia per le domande già arrivate e non ancora finanziate, sia per quelle nuove;
  • la pagina ufficiale della Regione, aggiornata al 9 ottobre 2026, indica che la concessione e l’erogazione dei contributi riprenderanno a partire dal mese di settembre 2026; dalla stessa pagina si accede all’elenco dei decreti di concessione e liquidazione e all’allegato sullo stato delle domande.
Importante
Le domande che non vengono finanziate entro il 31 dicembre 2027 per mancanza di fondi vengono archiviate. Dato che si va in ordine di arrivo, conviene inviare la domanda appena hai tutti i documenti.

Attenzione a non confonderlo con un’altra misura: il bando con contributo fino al 75% per chi ha un ISEE fino a 25.000 €, con domanda prima dei lavori, è chiuso dal 4 novembre 2025 e oggi non accetta nuove domande. Se avevi già fatto domanda su quel bando, non puoi chiedere qui il contributo per lo stesso tipo di lavoro, a meno di rinunciare alla domanda precedente.

Chi può chiedere il contributo

Possono fare domanda le persone fisiche residenti in Friuli Venezia Giulia al momento della domanda. Devi inoltre essere, alla data della domanda e secondo i registri catastali e immobiliari:

  • proprietario dell’immobile, anche solo per la nuda proprietà o come comproprietario;
  • oppure titolare di un diritto di usufrutto, uso o abitazione.

L’immobile deve trovarsi in Friuli Venezia Giulia ed essere accatastato nelle categorie catastali da A1 ad A11 oppure da C1 a C3, e i lavori devono riguardare serramenti, pareti o solai che separano la parte riscaldata della casa dall’esterno o da locali non riscaldati, oppure la copertura (tetto) verso l’esterno. Non deve per forza essere la prima casa: puoi fare domanda anche per una seconda casa, ma con un limite che vedi più sotto.

Non possono fare domanda:

  • chi vive in affitto: per chi paga un canone ci sono altri aiuti, raccolti nella guida al bonus affitto;
  • il familiare convivente che non è proprietario, che però può essere intestatario della fattura;
  • le imprese, di qualsiasi tipo;
  • chi compra casa ma non è ancora proprietario: la domanda si fa solo dopo il rogito e dopo la fine dei lavori.

Condominio, comproprietà ed eredi

Se abiti in condominio puoi chiedere il contributo da solo per i serramenti del tuo appartamento. Per i lavori sulle parti comuni (tetto, cappotto) il bando vale solo nel condominio minimo, cioè un edificio con un numero di unità immobiliari da 2 a 8, di proprietà di almeno due persone: ognuno presenta la propria domanda per la sua quota di spesa, e serve l’autorizzazione degli altri condomini. Con più di 8 unità le parti comuni sono escluse.

Se il proprietario che ha fatto i lavori è morto prima della domanda, può presentarla l’erede, con la dichiarazione di successione o con l’autorizzazione degli altri eredi. Per la parte fiscale della successione trovi una guida dedicata alle tasse di successione.

Quali lavori sono finanziati

Tutti gli interventi devono rispettare i requisiti minimi di isolamento termico previsti dalle norme e devono migliorare la prestazione energetica della casa. Non serve salire di classe energetica: basta che l’indice di consumo indicato nell’APE (l’attestato di prestazione energetica) dopo i lavori sia più basso di quello di prima.

Serramenti: cosa rientra e cosa no

Il contributo copre i serramenti che separano il volume riscaldato della casa dall’esterno o da un locale non riscaldato. Secondo le risposte ufficiali della Regione rientrano:

  • finestre e portefinestre, senza un limite al numero;
  • il portoncino d’ingresso che dà all’esterno e la porta dell’appartamento che dà su un vano scale non riscaldato, anche una porta blindata;
  • la sostituzione dei soli vetri, oppure le doppie finestre esterne che lasciano al suo posto il serramento interno;
  • scuretti, tapparelle e zanzariere, anche da soli.

In tutti i casi vale la stessa condizione: i lavori devono migliorare l’indice energetico dell’APE.

Non rientrano invece:

  • le tende da sole, per cui può interessarti il bonus tende da sole;
  • i serramenti di una veranda ricavata chiudendo un terrazzo, perché il locale non è riscaldato (sono ammesse però la porta e le finestre che danno sulla veranda);
  • le porte e le finestre interne.

Cappotto e isolamento del tetto

Per le pareti, i solai e i pavimenti conta il materiale isolante: il cappotto esterno o interno, l’isolamento del soffitto dell’ultimo piano verso un sottotetto non riscaldato, il pavimento isolato verso una cantina o verso il terreno. Il semplice rifacimento del pavimento con piastrelle o parquet, senza isolamento, non è ammesso.

Per il tetto vale lo stesso principio: rifare la guaina o il manto di coppi senza posare un isolante non dà diritto al contributo.

Attenzione
Il bando non finanzia la sostituzione di caldaie, condizionatori, pompe di calore e stufe a legna o a pellet. Per l’impianto di riscaldamento guarda il Conto Termico 3.0 o la guida al bonus caldaia; per il fresco estivo c’è il bonus condizionatori.

Quanto spetta: 50% della spesa fino a 12.000 €

Il contributo è pari al 50% della spesa, IVA compresa, ma la spesa riconosciuta ha un tetto al metro quadro diverso per ogni lavoro. Ecco i limiti fissati dal bando:

Intervento Spesa massima riconosciuta Contributo massimo
Serramenti 1.500 € al metro quadro (superficie del foro nel muro) 50%, fino a 12.000 €
Isolamento di pareti, solai o pavimenti 180 € al metro quadro 50%, fino a 12.000 €
Isolamento del tetto 200 € al metro quadro 50%, fino a 12.000 €

Il calcolo, in pratica, segue tre passaggi: si confronta quello che hai speso con il tetto al metro quadro, si prende il valore più basso, se ne calcola la metà e alla fine si applica il massimo di 12.000 €. Il tetto al metro quadro si misura sul costo lordo, prima di detrazioni e altri incentivi.

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Esempi di calcolo

Gli esempi qui sotto riprendono quelli pubblicati dalla Regione nelle risposte alle domande frequenti:

  • 7 finestre per 9 metri quadri, spesa di 11.000 €: il tetto è 13.500 € (1.500 € per 9 metri quadri), la spesa è più bassa, quindi il contributo è la metà della spesa, cioè 5.500 €;
  • serramenti per 17 metri quadri, spesa di 25.000 €: la spesa al metro quadro resta sotto i 1.500 €, la metà sarebbe 12.500 €, ma scatta il massimo e il contributo si ferma a 12.000 €;
  • cappotto su 50 metri quadri, spesa di 11.000 €: la spesa supera il tetto di 9.000 € (180 € per 50 metri quadri), quindi il contributo è la metà del tetto, cioè 4.500 €.

Non devi misurare tu le finestre: i metri quadri devono risultare dai documenti di fine lavori rilasciati dall’impresa o da un tecnico abilitato.

Quali spese puoi mettere in conto

Oltre ai lavori veri e propri, sono ammesse le spese collegate: cassonetti, avvolgibili, motorizzazione, ponteggi, sostituzione dei davanzali, pittura e intonaco legati all’isolamento. Contano anche le spese tecniche, come il costo degli APE, quello della pratica ENEA e la gestione della pratica, e gli oneri per la sicurezza. Tutti gli importi si indicano IVA compresa.

Ci sono però alcune regole sulle date e sulle fatture da conoscere prima di inviare la domanda:

  • fatture e pagamenti devono avere data dal 1° gennaio 2025 in poi: un acconto pagato prima resta fuori, e lo stesso vale per una fattura emessa a fine 2024 anche se l’hai pagata nel 2025;
  • se presenti la domanda dal 1° gennaio 2027, APE dopo i lavori, fatture, ricevute di pagamento e attestazione di fine lavori non possono essere più vecchi di due anni;
  • la fattura può essere intestata a te oppure al coniuge convivente, alla parte dell’unione civile, a un parente fino al terzo grado, a un affine fino al secondo grado, al convivente della stessa famiglia anagrafica o al coniuge separato a cui è stata assegnata la casa;
  • non valgono le fatture di un fornitore che è tuo coniuge, parente o affine fino al secondo grado, di una società di cui sei socio o amministratore, né di una società i cui soci o amministratori sono tuoi familiari entro lo stesso grado;
  • se l’impresa ha emesso un’unica fattura per più lavori, serve una sua dichiarazione firmata che divida il costo tra serramenti, pareti e tetto: non puoi dividerlo tu.

Se hai pagato i lavori con un finanziamento e non hai la ricevuta del bonifico, puoi sostituirla con una dichiarazione della ditta o della finanziaria che attesti il pagamento.

Documenti da tenere pronti

Al momento della domanda non carichi nessun documento: inserisci solo i dati richiesti. I documenti però devono essere già in tuo possesso e vanno conservati, perché la Regione può chiederli durante i controlli. Ecco cosa ti serve:

  • APE prima dei lavori, in corso di validità; se i lavori sono stati fatti prima che uscisse il bando, al suo posto c’è una dichiarazione di un tecnico abilitato sul modello della Regione;
  • APE dopo i lavori, il cui codice identificativo va scritto nella domanda;
  • fatture con i lavori, i costi divisi per tipo di intervento e i dati dell’immobile;
  • ricevute definitive dei bonifici: l’ordine di bonifico da solo non basta;
  • attestazione di fine lavori dell’impresa o di un tecnico, con i metri quadri e il rispetto dei requisiti di isolamento;
  • dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno e categoria), che puoi controllare nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate;
  • una marca da bollo da 16 €, diversa per ogni domanda, di cui indichi numero e data;
  • l’IBAN su cui ricevere il contributo.
Importante
Non vale l’APE convenzionale preparato per il Superbonus, e non vale l’attestato di qualificazione energetica (AQE): servono di norma due APE ordinari, uno prima e uno dopo i lavori (per i lavori fatti prima dell’uscita del bando, al posto dell’APE di partenza vale la dichiarazione del tecnico). Prima di iniziare, fai controllare a un certificatore che l’APE di partenza sia valido e corrisponda alla casa reale.

Come fare domanda passo dopo passo

La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma Istanze online della Regione, che trovi nella pagina ufficiale del contributo. Le domande inviate in altro modo non vengono esaminate.

  1. Accedi con SPID di livello 2, con la carta d’identità elettronica oppure con la Carta Regionale dei Servizi attivata.
  2. Compila i tuoi dati anagrafici, un cellulare, un indirizzo email e l’IBAN (con i dati dell’intestatario, se il conto non è tuo).
  3. Inserisci i dati catastali, i codici dei due APE e i dati di fatture e pagamenti, con i costi separati per ogni tipo di lavoro.
  4. Indica numero e data della marca da bollo da 16 €.
  5. Invia la domanda e controlla di ricevere l’email di conferma con il codice della domanda: senza conferma la domanda non viene esaminata.

Se non sei pratico, una persona di fiducia con il proprio SPID può compilare la domanda per te: alla fine te la trasmette e sei tu ad accedere, controllare, firmare e inviare.

Con una sola domanda puoi chiedere il contributo per più lavori sulla stessa casa, per esempio finestre e cappotto insieme, oppure presentare prima una domanda e poi un’altra per il secondo lavoro.

Se ti accorgi di un errore su tipo di lavoro, metri quadri o costi, la domanda non si può correggere: devi inviare una rinuncia firmata alla posta certificata della Regione e poi presentare una domanda nuova, che sarà esaminata in base alla sua data e ora di invio, perché il contributo si assegna in ordine cronologico.

Quando arriva il pagamento

Se ci sono fondi sufficienti, la Regione concede il contributo entro 90 giorni dalla presentazione della domanda; il termine si sospende se non ci sono fondi e può ripartire quando arrivano nuove risorse. Il contributo viene concesso e pagato nello stesso momento, con un versamento sul conto indicato.

La Regione comunica l’avvenuto pagamento pubblicando sulla pagina del contributo l’elenco con il numero della domanda e l’importo, e può farlo anche solo in questo modo. Secondo la Regione, il versamento viene disposto appena registrati i provvedimenti di concessione, mentre l’elenco viene pubblicato nei giorni successivi: per questo conviene controllare prima il conto corrente.

Per informazioni puoi chiamare gli uffici regionali allo 0432 555878, il martedì dalle 10 alle 12.30 e il giovedì dalle 14 alle 16.30. Per i problemi tecnici con la piattaforma c’è l’assistenza Insiel al numero verde 800 098 788, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18.

Limiti e compatibilità con altri aiuti

Ci sono alcune regole che limitano il numero di domande:

  • puoi presentare una sola domanda per ciascun tipo di lavoro: se hai già chiesto il contributo per le finestre della casa dove vivi, per la seconda casa puoi chiederlo solo per un lavoro diverso, per esempio il cappotto;
  • la stessa casa può ricevere il contributo una sola volta per lo stesso tipo di lavoro;
  • per la stessa casa il contributo è alternativo a quello regionale per le ristrutturazioni, il bando a graduatoria che si è chiuso il 6 ottobre 2025: se hai fatto domanda lì, quella per i serramenti viene archiviata, salvo rinuncia o dopo tre anni dalla chiusura della pratica;
  • non si somma ai ristori della protezione civile regionale per le stesse spese dello stesso intervento; i rimborsi dell’assicurazione per danni da maltempo, invece, non contano.

Si può invece cumulare con il contributo regionale per la prima casa, dividendo le spese tra le due domande, con quello per il fotovoltaico e, come detto, con le detrazioni fiscali, a patto che la somma degli aiuti non superi la spesa.

Altre informazioni
Se vivi in Friuli Venezia Giulia possono interessarti anche la Carta famiglia FVG e la Dote famiglia FVG. Per le detrazioni nazionali sui lavori in casa leggi la guida al bonus infissi; se stai pensando anche ai pannelli solari, c’è il reddito energetico.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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