Disabili

Legge 104 nel 2026: a chi spetta, permessi, agevolazioni e come fare domanda

Il 5 Ottobre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura

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Legge 104: permessi e agevolazioni

La Legge 104 è la legge italiana sulla disabilità: riconosce diritti, permessi e agevolazioni sia alla persona con disabilità sia ai familiari che la assistono. Qui trovi, aggiornato al 2026, a chi spetta, come si ottiene il riconoscimento, quanti giorni di permesso puoi avere, come funziona il congedo straordinario e quali sconti fiscali sono previsti su auto, ausili e lavori in casa.

Che cos’è la Legge 104?

Con Legge 104 si indica la legge quadro del 1992 che fissa i principi su diritti, integrazione sociale e assistenza delle persone con disabilità. È la norma a cui si fa riferimento quando si parla di “avere la 104”: significa che una commissione medica ha riconosciuto la tua condizione di disabilità e, se è grave, ti dà accesso alle tutele più forti.

La legge non si rivolge solo alla persona con disabilità: molte misure sono pensate per chi la assiste, cioè il familiare che lavora e deve conciliare il lavoro con l’assistenza (il cosiddetto caregiver). Per questo i benefici si dividono in due gruppi: quelli per il lavoratore con disabilità e quelli per il familiare lavoratore.

La Legge 104 non è l’unica tutela: c’è anche l’invalidità civile, che dà diritto a prestazioni economiche, e ci sono misure dedicate a ciechi e sordi. Il riconoscimento della 104 e quello dell’invalidità si possono chiedere con la stessa domanda.

Legge 104: a chi spetta

Le tutele della Legge 104 spettano alla persona con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabile o progressiva, che le crea difficoltà di apprendimento, di relazione o di inserimento nel lavoro. La commissione medica stabilisce anche la gravità: i benefici più importanti (permessi, congedo straordinario, molte agevolazioni) richiedono la disabilità in situazione di gravità.

Per assistere una persona con disabilità grave possono chiedere i permessi:

  • il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto;
  • i parenti o affini entro il 2° grado (per esempio genitori, figli, fratelli e sorelle, nonni, suoceri e cognati);
  • i parenti o affini entro il 3° grado, se i genitori o il coniuge (o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto) della persona con disabilità mancano o sono deceduti, hanno patologie invalidanti oppure hanno compiuto 65 anni.

Per i permessi non serve vivere insieme alla persona assistita. Serve invece che questa non sia ricoverata a tempo pieno in una struttura, salvo alcune eccezioni (per esempio visite e terapie certificate fuori dalla struttura, o quando i sanitari chiedono la presenza del familiare).

Legge 104 e invalidità civile: la differenza

Spesso si confondono. L’invalidità civile si esprime in percentuale e serve soprattutto per le prestazioni economiche, come l’assegno o la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento. La Legge 104 invece riconosce la condizione di disabilità e la sua gravità, e apre a permessi, congedi e agevolazioni. Un invalido civile non ha automaticamente la 104: sono due riconoscimenti distinti, che però si possono chiedere con la stessa domanda.

Come funziona il riconoscimento della Legge 104

Per avere i benefici bisogna prima ottenere il riconoscimento della disabilità da parte di una commissione medica. Il percorso classico prevede questi passaggi:

  1. il certificato medico introduttivo, compilato online da un medico certificatore abilitato dall’INPS (di solito il medico di base), che descrive le patologie;
  2. la domanda all’INPS, da inviare entro 90 giorni dal certificato: dopo questo termine il certificato non è più valido e la domanda non è ricevibile;
  3. la visita davanti alla commissione medica;
  4. il verbale con l’esito, che ti arriva dall’INPS e che puoi consultare anche online.

Come presentare la domanda

La domanda di accertamento si presenta all’INPS in uno di questi modi:

  • online sul sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  • tramite un patronato o un’associazione di categoria delle persone con disabilità.

Se l’esito riguarda anche l’invalidità, trovi i passaggi nella nostra guida su come fare domanda di invalidità civile.

Tempi della visita e accertamento provvisorio

La commissione medica deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla presentazione della domanda. Se però non si pronuncia entro 45 giorni, un medico specialista della ASL nella patologia denunciata può fare un accertamento provvisorio della disabilità grave. Vale solo ai fini dei permessi e del congedo straordinario, finché non arriva l’esito definitivo.

Importante
Riforma della disabilità: dal 2025, in un numero crescente di province sperimentali, l’accertamento lo fa direttamente l’INPS con la cosiddetta valutazione di base. Qui il percorso parte con il solo certificato medico introduttivo trasmesso all’INPS, senza una domanda separata. Il nuovo sistema è previsto in tutta Italia dal 1° gennaio 2027; fino ad allora, fuori dalle province sperimentali, resta la procedura classica descritta sopra. Prima di muoverti, chiedi al tuo medico o a un patronato quale procedura vale nella tua provincia.

Permessi Legge 104

I permessi della Legge 104 sono ore o giorni di assenza dal lavoro retribuiti e coperti da contribuzione figurativa, quindi non ti fanno perdere né stipendio né contributi per la pensione. Cambiano a seconda di chi li chiede.

Chi li chiede Cosa spetta
Lavoratore con disabilità grave In alternativa: 2 ore al giorno (1 ora se l’orario è inferiore a 6 ore) oppure 3 giorni al mese
Familiare lavoratore che assiste 3 giorni al mese per ogni persona con disabilità grave assistita
Genitori di figli con disabilità grave Oltre ai permessi, prolungamento del congedo parentale fino a 3 anni complessivi (compreso il congedo parentale ordinario)

Dal 2022 non esiste più il “referente unico”: su richiesta, i 3 giorni possono essere riconosciuti a più familiari che si alternano tra loro, sempre nel limite complessivo di 3 giorni al mese per la stessa persona assistita. Per i figli piccoli trovi i dettagli anche nella guida sul congedo parentale.

I permessi per assistere la persona con disabilità si chiedono all’INPS, online o tramite patronato.

Altre informazioni
Vuoi sapere come si calcolano le ore, come si chiedono e cosa succede con il part time? Leggi la nostra guida completa sui permessi Legge 104.

Congedo straordinario Legge 104

Chi assiste un familiare con disabilità grave può chiedere anche il congedo straordinario: un periodo di assenza dal lavoro fino a 2 anni, per ciascuna persona assistita e nell’arco di tutta la vita lavorativa. Spetta ai lavoratori dipendenti.

Durante il congedo ricevi un’indennità pari all’ultima retribuzione (solo le voci fisse e continuative), entro un tetto annuo che l’INPS aggiorna ogni anno.

Il congedo spetta ai familiari conviventi secondo un ordine di priorità: si passa al successivo solo se quello prima manca, è deceduto o ha patologie invalidanti.

  1. coniuge, parte dell’unione civile o convivente di fatto;
  2. genitori, anche adottivi;
  3. figli conviventi;
  4. fratelli e sorelle conviventi;
  5. parenti o affini entro il 3° grado conviventi.
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Agevolazioni previste dalla Legge 104

Oltre a permessi e congedi, la disabilità riconosciuta dà accesso a diverse agevolazioni fiscali. Le condizioni precise (che tipo di disabilità serve per ciascuna) sono fissate dall’Agenzia delle Entrate: trovi il quadro completo nella guida alle agevolazioni fiscali per disabili.

Agevolazioni per l’acquisto dell’auto

Per l’auto sono previsti quattro benefici, che si sommano tra loro:

  • detrazione IRPEF del 19% sulla spesa, fino a un massimo di 18.075,99 €, per un solo veicolo ogni quattro anni: puoi recuperarla tutta nel primo anno o in 4 quote annuali;
  • IVA al 4% invece del 22%, entro questi limiti di cilindrata: 2.000 cc per benzina o ibrido benzina-elettrico, 2.800 cc per diesel o ibrido diesel-elettrico, 150 kW per i veicoli elettrici;
  • esenzione dal bollo auto;
  • esenzione dall’imposta di trascrizione nei passaggi di proprietà.

Passo per passo, con i documenti da portare in concessionaria, lo spieghiamo nella guida sull’acquisto auto con Legge 104. Per parcheggiare negli spazi riservati serve invece il contrassegno disabili.

Spese sanitarie e mezzi di ausilio

Per alcune spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio (come quelli per camminare e per il sollevamento, le poltrone per persone non deambulanti e gli apparecchi per il contenimento di fratture o la correzione della colonna) è riconosciuta una detrazione IRPEF del 19%. Per le spese sanitarie specialistiche e i dispositivi medici la detrazione vale sulla parte che supera la franchigia di 129,11 €; per i mezzi di ausilio vale sull’intero importo. Trovi l’elenco completo nella guida alle spese mediche detraibili.

Sussidi tecnici e informatici

Per i sussidi tecnici e informatici che aiutano l’autonomia della persona con disabilità (per esempio computer, modem, tastiere espanse o un telefono a viva voce) si applica l’IVA al 4%, che si somma alla detrazione IRPEF del 19%. Per avere l’IVA ridotta devi consegnare al venditore il certificato che attesta la disabilità e, se da questo non risulta il collegamento con il sussidio, anche la certificazione del medico curante. Molti la chiamano “bonus cellulari”, ma non è un contributo in denaro: è uno sconto fiscale, come spieghiamo nella guida al bonus cellulari.

Eliminazione delle barriere architettoniche

Per i lavori che eliminano le barriere architettoniche (rampe, ascensori, piattaforme elevatrici), sulle spese sostenute nel 2025 e nel 2026 spetta una detrazione IRPEF del 36%, che sale al 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale di chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale, su una spesa massima di 96.000 € per unità immobiliare.

Attenzione
Le percentuali delle detrazioni per i lavori in casa cambiano spesso da un anno all’altro: prima di firmare un preventivo, controlla le regole in vigore nell’anno in cui pagherai.

Legge 104 e pensione: l’APE Sociale

Per chi assiste una persona con disabilità grave c’è anche una strada per la pensione: l’APE Sociale, un’indennità che ti accompagna fino all’età della pensione di vecchiaia. Secondo l’INPS servono 63 anni e 5 mesi di età e almeno 30 anni di contributi.

L’importo è pari alla rata di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, fino a un massimo di 1.500 € al mese.

Possono chiederla:

  • i caregiver che assistono da almeno 6 mesi, al momento della domanda, il coniuge o un parente di 1° grado convivente con disabilità grave, oppure un parente o affine di 2° grado convivente se i genitori o il coniuge della persona assistita hanno compiuto 70 anni, hanno patologie invalidanti, sono deceduti o mancanti;
  • gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

Se sei tu ad avere una percentuale di invalidità elevata, consulta anche le regole della pensione anticipata per invalidi.

Se assisti un familiare a casa, informati anche sui contributi per chi lo cura: li trovi nella nostra guida sul bonus caregiver.

Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2026. Aggiornati permessi (fine del referente unico), procedura di riconoscimento e riforma della disabilità, congedo straordinario, agevolazioni fiscali su auto, ausili e barriere architettoniche e requisiti dell’APE Sociale secondo INPS, Agenzia delle Entrate e testo vigente della legge.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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La sua richiesta
  • Catena Mazzù

    Per assistere alternativamente con un fratello un genitore con 104 ė necessaria la residenza nello stesso luogo del genitore? Nello specifico un fratello che è dipendente di una fabbrica in Svizzera e residente lì può chiedere questo permesso ?

    • Andrea

      Buon pomeriggio,
      il diritto ai permessi è riconosciuto anche a chi risiede in luoghi distanti da quello in cui vive la persona disabile (oltre 150 km). In questo caso, però, il lavoratore deve presentare i titoli di viaggio.
      Un saluto

  • Elena Daniele

    Buonasera,
    Il congedo straordinario L.104 art.3 comma 3 può essere usufruito da entrambe le due figlie in modo alternato?
    Ma gli anni sono 2 per ogni persona che ne fruisce?
    Oppure i permessi sono legati al disabile: 3 g al mese, 2 anni complessivi… indipendentemente da quante persone ruotino intorno alle necessità del disabile?
    Grazie per la cortese risposta.
    Cordialmente.

    • Cristina

      Buongiorno,
      Il limite di durata dei 2 anni è complessivo tra tutti gli aventi diritto, per ogni persona disabile in situazione di gravità.

      Un saluto

  • Lorena Gadda

    Per quanti familiari conviventi posso chiedere la 104? In sostanza, il datore di lavoro pubblico sostiene che lo posso richiedere al massimo per 2 familiari. È vero?

    • Cristina

      Buongiorno,
      Teoricamente più familiari possono assumere il ruolo di caregiver per l’assistenza alla stessa persona affetta da grave disabilità, ma alternativamente tra loro.

      Un saluto!

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