Nucleo familiare ISEE 2026: chi ne fa parte, casi particolari e quanto pesa sui bonus

Il 28 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura
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Nucleo familiare ISEE: coppia che tiene insieme le chiavi di casa, chi entra nella famiglia anagrafica

Il nucleo familiare ISEE è l’insieme delle persone di cui si sommano redditi e patrimoni per calcolare l’indicatore. Di regola coincide con lo stato di famiglia che risulta all’anagrafe del Comune il giorno in cui presenti la DSU, ma ci sono eccezioni importanti: coniugi con residenze diverse, figli maggiorenni a carico che vivono altrove, genitori non sposati, studenti fuori sede. In questa guida vedi chi entra e chi resta fuori, quanto pesa il numero dei componenti e cosa fare se la famiglia cambia durante l’anno.

Cos’è il nucleo familiare ai fini ISEE e perché conta per i bonus

L’ISEE misura la situazione economica di una famiglia, non di una sola persona. Per calcolarlo si sommano i redditi di tutti i componenti del nucleo e il 20% dei loro patrimoni, e il risultato si divide per un parametro che cresce con il numero delle persone, la scala di equivalenza.

Per questo sapere chi fa parte del nucleo non è un dettaglio: un componente in più o in meno cambia sia la somma dei redditi sia il divisore, e quindi l’ISEE finale. Da quel valore dipendono l’importo dell’Assegno Unico Universale, l’accesso all’Assegno di Inclusione, il bonus asilo nido o il bonus sociale bollette.

Il nucleo si dichiara nella DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica: per ogni componente si indicano i dati anagrafici e, nei quadri dedicati, redditi e patrimoni.

La composizione del nucleo si guarda alla data in cui presenti la DSU: conta chi fa parte della famiglia quel giorno, non chi ne faceva parte nell’anno dei redditi dichiarati.

Chi fa parte del nucleo familiare ISEE: la regola generale

Il punto di partenza è la famiglia anagrafica, cioè le persone che risultano nel tuo stato di famiglia all’anagrafe del Comune alla data di presentazione della DSU.

Per l’anagrafe una famiglia è un insieme di persone legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, che vivono insieme e hanno la dimora abituale nello stesso Comune. Nel nucleo ISEE possono quindi rientrare anche:

  • il convivente che risulta nel tuo stesso stato di famiglia;
  • i nonni o altri parenti che abitano con te e sono registrati nella tua famiglia anagrafica;
  • i figli maggiorenni che vivono con te, anche se lavorano.

Se non sei sicuro di come risulta la tua famiglia, puoi chiedere un certificato di stato di famiglia al Comune o scaricarlo online dall’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) con SPID, CIE o CNS. Da questa regola generale ci sono però diverse eccezioni, che vediamo una per una.

Coniugi con residenza diversa: quando restano nello stesso nucleo

Marito e moglie fanno parte dello stesso nucleo anche se hanno residenze diverse. In questo caso i coniugi scelgono di comune accordo la residenza familiare, e quello che vive altrove viene “attratto” nel nucleo che abita lì. Se non c’è accordo, conta l’ultima residenza comune; se non ne hanno mai avuta una, quella del coniuge con la residenza di maggior durata.

Lo stesso vale per il coniuge che vive all’estero ed è iscritto all’AIRE: ai fini ISEE entra nel nucleo dell’altro coniuge, e i suoi redditi esteri vanno dichiarati.

Quando i coniugi formano due nuclei distinti

I coniugi con residenze diverse formano nuclei separati solo in questi casi:

  • è stata pronunciata la separazione giudiziale, è stata omologata la separazione consensuale o il giudice ha ordinato la separazione durante una causa di nullità del matrimonio;
  • il giudice ha autorizzato a vivere separati con i provvedimenti temporanei e urgenti adottati durante la causa;
  • uno dei due è stato escluso dalla responsabilità sui figli o allontanato dalla residenza familiare con un provvedimento del giudice;
  • è stata presentata la domanda di divorzio nei casi previsti dalla legge sul divorzio;
  • c’è un abbandono del coniuge accertato dal giudice o dai servizi sociali.
Importante
Vivere in case diverse non basta: senza uno di questi casi, ai fini ISEE la coppia resta un solo nucleo e i redditi di entrambi i coniugi entrano nell’indicatore. Una semplice separazione di fatto non divide il nucleo.

Se sei separato e cerchi un aiuto per la casa o per i figli, guarda anche il bonus per i genitori separati.

Figli nel nucleo familiare ISEE: minorenni e maggiorenni a carico

Il figlio minorenne fa parte del nucleo del genitore con cui convive. Ci sono alcuni casi particolari:

  • il minore in affidamento preadottivo entra nel nucleo di chi lo ha in affidamento, anche se all’anagrafe risulta ancora nella famiglia del genitore;
  • il minore in affidamento temporaneo è un nucleo a sé, ma il genitore affidatario può scegliere di includerlo nel proprio;
  • il minore in affidamento e collocato in una comunità è sempre un nucleo a sé.

Figlio maggiorenne che non vive con i genitori

Il figlio maggiorenne che abita altrove resta nel nucleo dei genitori se valgono tre condizioni insieme: è fiscalmente a carico, non è sposato e non ha figli. Se manca anche una sola di queste condizioni, non entra nel nucleo dei genitori e segue la regola generale della sua famiglia anagrafica.

Se i genitori appartengono a nuclei diversi, per esempio perché separati, e il figlio è a carico di entrambi, è lui a scegliere in quale dei due nuclei entrare.

Genitori non sposati e non conviventi: il caso dell’ISEE minorenni

Per le prestazioni rivolte ai figli minorenni si usa l’ISEE minorenni, con una regola in più. Il genitore che non vive con il figlio, non è sposato con l’altro genitore e lo ha riconosciuto entra nel nucleo del figlio, anche se ha una residenza diversa.

Resta invece fuori dal nucleo se:

  • è sposato con un’altra persona;
  • ha figli con un’altra persona;
  • il giudice ha stabilito un assegno periodico di mantenimento per i figli;
  • è stato escluso dalla responsabilità sui figli o allontanato dalla residenza familiare dal giudice;
  • il giudice o i servizi sociali hanno accertato la sua estraneità nei rapporti affettivi ed economici.

Nei primi due casi, però, l’ISEE del figlio viene integrato con una componente aggiuntiva calcolata sulla situazione economica del genitore non convivente. Gli altri figli e il nuovo coniuge di quel genitore non entrano nel nucleo del minore.

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Studenti universitari: quando si fa nucleo a sé

Per le borse di studio universitarie e le altre agevolazioni per il diritto allo studio, lo studente che non vive con i genitori resta nel loro nucleo, a meno che non abbia entrambi questi requisiti:

  • risiede fuori dalla casa della famiglia di origine da almeno due anni rispetto alla data della DSU, in un alloggio che non è di proprietà di un familiare;
  • ha una adeguata capacità di reddito, nella misura fissata dalle regole sul diritto allo studio.

Se i genitori dello studente non vivono insieme e sono sposati, restano un unico nucleo, salvo i casi di separazione visti per i coniugi. Se non sono sposati e ricorre uno dei casi visti per l’ISEE minorenni, il genitore non convivente resta fuori, ma l’ISEE viene integrato con una componente aggiuntiva calcolata sulla sua situazione economica. Tutti i dettagli sono nella guida all’ISEE universitario.

Prestazioni socio-sanitarie: il nucleo ristretto

Per le prestazioni socio-sanitarie rivolte a maggiorenni, come i servizi per persone con disabilità o non autosufficienti, chi le chiede può usare un nucleo ristretto, formato solo da:

  • il coniuge;
  • i figli minorenni;
  • i figli maggiorenni, con le stesse regole viste sopra.

Genitori, fratelli e altri conviventi restano fuori. Così, per esempio, se chiede una prestazione socio-sanitaria, un adulto con invalidità civile che vive con i genitori, non è sposato e non ha figli, può presentare un ISEE con il solo proprio nucleo, senza i redditi di mamma e papà. Resta comunque libero di usare il nucleo ordinario, se gli conviene di più.

Per i ricoveri in strutture residenziali a ciclo continuativo, i figli che non fanno parte del nucleo ristretto pesano con una componente aggiuntiva. Trovi come funziona nella guida all’ISEE socio sanitario.

Chi vive in una convivenza anagrafica: istituti di cura o di assistenza e comunità

Chi vive in una convivenza anagrafica, per esempio in un istituto di cura o di assistenza o in una comunità religiosa, è considerato un nucleo a sé. Ci sono due eccezioni:

  • se è sposato, resta nel nucleo del coniuge;
  • il figlio minorenne resta nel nucleo del genitore con cui viveva prima di entrare nella convivenza, salvo i casi di affidamento visti sopra; se genitore e figlio minorenne vivono nella stessa convivenza, formano lo stesso nucleo.

Quanto pesa il numero di componenti: la scala di equivalenza

Dopo aver sommato i redditi del nucleo e il 20% dei patrimoni (si ottiene così l’ISE), il totale si divide per il parametro della scala di equivalenza, che dipende dal numero dei componenti:

Componenti del nucleo Parametro
1 1,00
2 1,57
3 2,04
4 2,46
5 2,85
Ogni componente in più +0,35

Un esempio semplificato, senza maggiorazioni: con un ISE di 30.000 €, un nucleo di 3 persone ha un ISEE di circa 14.706 €, uno di 4 persone di circa 12.195 €. Per questo dimenticare un componente, o includerne uno che non c’entra, può spostarti sopra o sotto la soglia di un bonus.

Le maggiorazioni per figli e disabilità

Al parametro si aggiungono alcune maggiorazioni:

  • 0,2 con tre figli, 0,35 con quattro figli e 0,5 con almeno cinque figli;
  • 0,2 per i nuclei con figli minorenni in cui entrambi i genitori, o l’unico genitore presente, hanno lavorato almeno sei mesi nell’anno dei redditi dichiarati;
  • la stessa maggiorazione sale a 0,3 se nel nucleo c’è almeno un figlio sotto i tre anni;
  • la maggiorazione per i figli minorenni spetta anche al nucleo formato soltanto da un genitore che non lavora e dai suoi figli minorenni;
  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente.

Per alcune misure la maggiorazione per il numero dei figli è più favorevole. La legge di bilancio 2026 l’ha fissata in via transitoria, finché non saranno aggiornate le regole generali dell’ISEE: per l’Assegno di Inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro, l’Assegno Unico, il bonus asilo nido e il bonus nuovi nati valgono 0,1 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con almeno cinque.

Se il nucleo cambia durante l’anno: quando rifare la DSU

La DSU vale dal giorno in cui la presenti fino al 31 dicembre. Se nel frattempo la famiglia cambia, per esempio nasce un figlio, un figlio va a vivere da solo o ti separi, puoi presentare una nuova DSU per far valere la nuova composizione. Puoi farlo online con l’ISEE precompilato sul sito o sull’app dell’INPS, oppure rivolgerti a un CAF o al Comune.

Gli enti che erogano le prestazioni possono decidere da quando la nuova DSU produce effetti sui loro bonus, e possono anche chiederti una DSU aggiornata se il nucleo è cambiato.

Altre informazioni
Se a cambiare non è la composizione della famiglia ma il reddito, per esempio perché hai perso il lavoro, lo strumento giusto è l’ISEE corrente.

Errori frequenti nella composizione del nucleo

Questi sono gli sbagli più comuni quando si compila la parte della DSU sul nucleo:

  • dimenticare il coniuge che ha la residenza in un’altra città, senza essere separato legalmente;
  • pensare che la separazione di fatto basti a dividere il nucleo;
  • lasciare fuori il figlio che studia o lavora in un’altra città ma è ancora a carico dei genitori, non è sposato e non ha figli;
  • per l’ISEE universitario, indicare come autonomo lo studente che non ha i requisiti per fare nucleo a sé;
  • dimenticare il convivente o il parente che risulta nello stesso stato di famiglia.

La DSU è un’autocertificazione: se i dati non sono veritieri, puoi perdere i benefici ottenuti e rispondere delle dichiarazioni false. Se hai dubbi, un CAF può aiutarti a compilarla. Con l’ISEE in regola puoi poi controllare tutti gli aiuti disponibili nella nostra lista completa dei bonus.

Attenzione
Le regole descritte valgono per il calcolo dell’ISEE previsto dalla normativa nazionale. Alcuni enti possono chiedere documenti in più o fissare regole proprie su quando una nuova DSU produce effetti: in caso di dubbio chiedi all’ente che eroga il bonus.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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