
Le spese veterinarie detraibili sono le spese per la cura del tuo cane, del tuo gatto o di un altro animale da compagnia che puoi indicare nella dichiarazione dei redditi per pagare meno IRPEF. Lo sconto è del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 €, fino a un massimo di 550 € di spesa, e si ottiene con il modello 730. Nel 730 del 2026 si indicano le spese pagate nel 2025. Ecco quanto puoi recuperare, quali spese valgono, come pagare e quali documenti conservare.
Come funziona la detrazione delle spese veterinarie
La detrazione delle spese veterinarie è uno sconto sull’IRPEF: puoi sottrarre dall’imposta il 19% delle spese veterinarie sostenute nell’anno, ma solo per la parte che supera 129,11 € (la franchigia) e fino a un tetto di spesa di 550 €. Le regole sono quelle che l’Agenzia delle Entrate riporta ogni anno nella sua guida alle agevolazioni della dichiarazione.
Due cose da sapere subito. La prima: il limite di 550 € e la franchigia valgono per contribuente, non per animale. Se hai due cani e un gatto, sommi tutte le spese veterinarie dell’anno e applichi il calcolo una sola volta. La seconda: le spese veterinarie hanno una loro voce nel 730, separata dalle spese sanitarie per le persone. Non si sommano alle tue spese mediche detraibili e non condividono la loro franchigia.
Le spese contano nell’anno in cui le paghi: quelle del 2025 vanno nella dichiarazione 2026, quelle del 2026 nella dichiarazione 2027. Se paghi con la carta di credito conta il giorno in cui usi la carta, non quello dell’addebito sul conto.
La detrazione riduce l’IRPEF che devi pagare: se la tua imposta è più bassa della detrazione, la parte in eccesso non ti viene rimborsata.
Quanto recuperi: franchigia di 129,11 € e limite di 550 €
Il calcolo è sempre lo stesso: (spese veterinarie dell’anno meno 129,11 €) per 19%, considerando al massimo 550 € di spesa. Oltre questa cifra la detrazione non cresce più: anche se dal veterinario spendi 1.000 € in un anno, il calcolo si ferma a 550 €.
La detrazione massima è quindi di circa 80 € all’anno: (550 − 129,11) × 19%, che l’Agenzia delle Entrate arrotonda a 80 €. Ecco qualche esempio:
| Spese veterinarie nell’anno |
Spesa che conta (oltre la franchigia) |
Detrazione (19%) |
| 100 € |
0 € |
0 € |
| 200 € |
70,89 € |
13,47 € |
| 400 € |
270,89 € |
51,47 € |
| 550 € o più |
420,89 € |
circa 80 € |
Nel limite di 550 € rientrano anche le spese veterinarie che il tuo datore di lavoro ha già indicato nella Certificazione Unica con il codice 29. A differenza delle spese sanitarie, le spese veterinarie non si possono dividere in 4 rate: la detrazione si prende tutta nella dichiarazione dell’anno.
Se un’assicurazione per animali ti rimborsa una parte della spesa, puoi detrarre solo la parte rimasta a tuo carico.
Quali spese veterinarie sono detraibili (e quali no)
Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate rientrano nella detrazione del 19%:
- le prestazioni professionali del medico veterinario;
- i farmaci veterinari, acquistati in farmacia o in un altro esercizio autorizzato alla vendita; online puoi comprare solo quelli senza obbligo di ricetta, presso esercizi autorizzati alla vendita a distanza;
- le analisi di laboratorio;
- gli interventi presso cliniche veterinarie.
Non sono detraibili i mangimi speciali, nemmeno quelli prescritti dal veterinario per una patologia: per il fisco non sono farmaci ma prodotti alimentari.
Per quali animali spetta
La detrazione vale solo per gli animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva: come il cane o il gatto che vivono con te. Non spetta per gli animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare, per quelli allevati o detenuti per un’attività commerciale o agricola, né per quelli usati in attività illecite. Per questo l’Agenzia delle Entrate prevede che tu dichiari, con un’autocertificazione, che l’animale è detenuto legalmente a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.
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Pagamento tracciabile e documenti da conservare
Dal 2020 le prestazioni del veterinario sono detraibili solo se le paghi con un mezzo tracciabile: carta di debito o di credito, bancomat, bonifico, PagoPA o altri sistemi che lasciano traccia. Se paghi la visita in contanti, quella spesa non la puoi detrarre.
Ci sono due eccezioni, per le quali puoi pagare anche in contanti:
Per dimostrare la spesa devi conservare:
- la fattura del veterinario per le visite e le altre prestazioni;
- lo scontrino parlante per i farmaci, con il codice fiscale di chi paga e la natura, la qualità e la quantità del medicinale. Che si tratti di un farmaco lo dimostrano il codice di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) o la sigla FV sullo scontrino;
- la prova del pagamento tracciabile, se la prestazione non rientra nelle eccezioni.
Non serve più conservare la ricetta del veterinario: basta lo scontrino parlante.
Importante
Quando compri un farmaco per il tuo animale, dai sempre in farmacia la tua
tessera sanitaria o il tuo codice fiscale: senza, lo scontrino non è parlante e quella spesa non la potrai detrarre.
Spese veterinarie nel 730 precompilato: dove si indicano
Molte spese le trovi già inserite. Nella dichiarazione precompilata compaiono le spese per i farmaci veterinari e quelle per le prestazioni veterinarie che i veterinari iscritti all’albo comunicano al Sistema Tessera Sanitaria, se riguardano animali da compagnia o per la pratica sportiva. Non compaiono invece le prestazioni pagate a una ASL, che non è tenuta a trasmetterle: queste le devi aggiungere tu.
Nel 730 le spese veterinarie vanno nel quadro E, nei righi da E8 a E10, con il codice 29. Le stesse spese si possono indicare anche nel modello Redditi Persone Fisiche, se presenti quello al posto del 730. Per entrare nella precompilata ti servono lo SPID, la carta d’identità elettronica o la CNS.
Chi può detrarre e i limiti per i redditi alti
La detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa, anche se non è il proprietario dell’animale. Conta chi sostiene la spesa: la fattura deve essere intestata a te e lo scontrino dei farmaci deve riportare il tuo codice fiscale. Se convivi con il tuo partner senza essere sposati, ognuno detrae solo le spese che ha pagato personalmente.
Per chi ha un reddito alto ci sono due limiti:
- la detrazione spetta per intero fino a 120.000 € di reddito complessivo, poi si riduce fino ad azzerarsi a 240.000 €;
- dal 2025, se il reddito complessivo supera 75.000 €, le spese veterinarie rientrano nel tetto complessivo agli oneri detraibili. L’importo base del tetto è di 14.000 € per un reddito fino a 100.000 € e di 8.000 € oltre; si moltiplica per un coefficiente che dipende dai figli a carico (0,5 senza figli, 0,7 con uno, 0,85 con due, 1 con tre o più). Le spese sanitarie sono escluse dal tetto, quelle veterinarie no.
Per gli altri oneri che entrano nello stesso tetto, come gli interessi passivi del mutuo, conviene fare il conto tutto insieme, magari con un CAF.
Cane guida per chi non vede: le detrazioni speciali
Per le persone non vedenti le regole sono più favorevoli. Per il mantenimento del cane guida spetta una detrazione forfettaria di 1.100 €: non devi sommare le spese effettive, ma serve la certificazione della condizione di non vedente rilasciata da una commissione medica pubblica. Questa detrazione si chiede solo per sé stessi e si riduce, come le altre, per i redditi oltre 120.000 €.
L’acquisto del cane guida si detrae invece al 19% come spesa sanitaria, una sola volta in un periodo di 4 anni, salvo i casi di perdita dell’animale, con pagamento tracciabile. Per le altre agevolazioni dedicate trovi una panoramica nella guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità e in quella sulla pensione per i ciechi civili.
Come recuperare le spese veterinarie con il 730
Per recuperare le spese veterinarie segui questi passaggi:
- Raccogli fatture, scontrini parlanti e ricevute dei pagamenti tracciabili dell’anno.
- Controlla la precompilata: verifica che ci siano tutte le spese e aggiungi quelle mancanti, come le prestazioni della ASL.
- Somma le spese di tutti i tuoi animali: la franchigia di 129,11 € si applica una volta sola e il calcolo si ferma a 550 €.
- Invia il 730, da solo o con l’aiuto di un CAF o di un professionista.
Se hai un sostituto d’imposta, il rimborso arriva in busta paga in genere da luglio; se sei in pensione lo trovi sul cedolino della pensione in genere da agosto o settembre. Senza sostituto d’imposta, il rimborso ti viene accreditato dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente di cui hai comunicato l’IBAN.
Prima di contare sul recupero, guarda quanta IRPEF ti resta da pagare dopo le altre detrazioni, come le detrazioni per lavoro dipendente e quelle per i familiari a carico: se l’imposta è già azzerata, la detrazione per le spese veterinarie non ti dà nulla in più.
Attenzione
Le regole di questa guida sono quelle indicate dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione 2026 (spese sostenute nel 2025). Prima di presentare la dichiarazione controlla sempre le istruzioni ufficiali dell’anno o chiedi a un CAF.