ISEE minorenni 2026: quando serve, quando coincide con l’ordinario e come conta l’altro genitore

Il 25 Settembre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura
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ISEE minorenni: cameretta di un bambino con zaino e peluche, genitori non conviventi

Se tu e l’altro genitore di tuo figlio non siete sposati e non vivete insieme, per le agevolazioni rivolte a lui non conta soltanto la tua situazione economica. Entra in gioco l’ISEE minorenni, la variante dell’ISEE che stabilisce se e quanto pesano i redditi e il patrimonio dell’altro genitore. Qui trovi quando serve, quando coincide con l’ISEE ordinario, i casi in cui l’altro genitore resta fuori dal calcolo e come ottenerlo.

Che cos’è l’ISEE minorenni e a chi serve

L’ISEE minorenni, che l’INPS chiama per esteso “ISEE minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi”, è l’indicatore che si usa per le prestazioni agevolate rivolte ai figli minorenni quando la mamma e il papà non sono sposati tra loro e non vivono insieme. Come le altre varianti, dall’ISEE corrente all’ISEE socio sanitario, si ottiene presentando la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Il punto di partenza è semplice: il figlio minorenne fa parte del nucleo familiare del genitore con cui vive. La domanda a cui risponde l’ISEE minorenni è un’altra: che cosa fare dell’altro genitore, quello che vive altrove. Le regole nazionali sull’ISEE non lo ignorano, ma nemmeno lo contano sempre allo stesso modo: tutto dipende dalla sua situazione familiare e da eventuali decisioni del giudice.

Perché scattino le regole speciali servono tre condizioni insieme:

  • i genitori non sono sposati tra loro;
  • i genitori non convivono, cioè non fanno parte della stessa famiglia anagrafica;
  • il genitore che vive altrove ha riconosciuto il figlio.

Quando l’ISEE minorenni coincide con l’ISEE ordinario

L’ISEE minorenni coincide con quello ordinario ogni volta che manca anche una sola delle tre condizioni: le regole speciali non si applicano e il valore da usare è quello ordinario del nucleo in cui vive il figlio. Succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto in tre situazioni tipiche.

Genitori sposati, anche se vivono in case diverse. Per l’ISEE i coniugi restano nello stesso nucleo anche con residenze diverse, salvo alcuni casi previsti dalla legge come la separazione legale, i provvedimenti urgenti del giudice durante la causa di separazione o la domanda di divorzio. In ogni caso, per le coppie sposate vale il calcolo ordinario e non quello dell’ISEE minorenni.

Genitori non sposati che vivono insieme. Se mamma, papà e figlio fanno parte della stessa famiglia anagrafica, sono nello stesso nucleo e l’ISEE minorenni coincide con quello ordinario: i redditi di entrambi sono già nel calcolo.

Figlio non riconosciuto dall’altro genitore. Le regole speciali riguardano solo il genitore che ha riconosciuto il figlio. Se il riconoscimento non c’è, quella persona non viene considerata e resta il calcolo sul nucleo del genitore con cui il bambino vive.

In tutte queste situazioni l’indicatore che conta per le prestazioni rivolte a tuo figlio è quello dell’ISEE ordinario del nucleo in cui vive. Se hai già un’attestazione valida per l’Assegno Unico Universale o per altri bonus, controlla comunque quale variante chiede il bando.

Genitore non convivente: quando conta e quando resta fuori

Se siete genitori non sposati e non conviventi e l’altro genitore ha riconosciuto il figlio, la regola generale è che quel genitore fa parte del nucleo del figlio ai fini dell’ISEE minorenni, anche se abita altrove: i suoi redditi e il suo patrimonio entrano nel calcolo. Le eccezioni sono cinque e portano a due risultati diversi.

Situazione dell’altro genitore Effetto sull’ISEE minorenni
Nessuna delle situazioni elencate sotto Entra nel nucleo del figlio con i suoi redditi e il suo patrimonio
È sposato con una persona diversa dall’altro genitore Non entra nel nucleo, ma all’ISEE del figlio si aggiunge una componente aggiuntiva
Ha figli con una persona diversa dall’altro genitore Non entra nel nucleo, ma all’ISEE del figlio si aggiunge una componente aggiuntiva
Il giudice ha stabilito che versi assegni periodici per il mantenimento dei figli Non entra nel calcolo
È stato escluso dalla responsabilità genitoriale o allontanato dalla residenza familiare con provvedimento del giudice Non entra nel calcolo
Il giudice o i servizi sociali hanno accertato la sua estraneità nei rapporti affettivi ed economici con il figlio Non entra nel calcolo

Nota bene l’ultima riga: non basta che l’altro genitore sia assente o non contribuisca. Perché resti fuori serve un accertamento del giudice o dei servizi sociali. Se la situazione è di fatto ma non è mai stata formalizzata, per l’ISEE conta la regola generale.

Come funziona la componente aggiuntiva

Quando l’altro genitore si è sposato con un’altra persona o ha avuto altri figli, non si somma tutto il suo reddito a quello del figlio. Si calcola la sua situazione economica considerando solo lui, senza i redditi e i patrimoni degli altri componenti della sua nuova famiglia. Il risultato viene rapportato alla scala di equivalenza del suo nucleo e se ne prende soltanto il 30%. Questa quota viene poi adeguata in base a quanti figli non conviventi ha, rapportata alla scala di equivalenza del nucleo del figlio e infine aggiunta all’ISEE minorenni del figlio.

Importante
È la parte che sorprende di più: anche se l’altro genitore si è rifatto una famiglia, la sua situazione economica può alzare l’ISEE di tuo figlio. Tienine conto prima di fare domanda per un bonus con una soglia stretta.

E gli assegni di mantenimento?

Se il giudice ha fissato un assegno periodico per il mantenimento dei figli, l’altro genitore resta fuori dal calcolo. In compenso gli assegni di mantenimento effettivamente ricevuti rientrano tra i redditi del nucleo in cui vive il figlio: il sostegno economico dell’altro genitore conta, ma attraverso quello che arriva davvero a casa.

Tre esempi per capire in quale caso sei

Marco e Giulia non si sono mai sposati, vivono in due case diverse e Marco ha riconosciuto la figlia, che abita con la mamma. Nessuno dei due si è sposato con altri, Marco non ha altri figli e non c’è un assegno fissato dal giudice: per il bonus della bambina i redditi e il patrimonio di Marco entrano nell’ISEE minorenni.

Se Marco, nel frattempo, ha avuto un altro figlio dalla nuova compagna, non entra più nel nucleo della bambina, ma al suo ISEE si aggiunge la componente aggiuntiva calcolata sulla sola situazione di Marco.

Se invece il tribunale ha stabilito che Marco versi un assegno di mantenimento, la sua situazione non entra nel calcolo, mentre l’assegno che Giulia riceve conta tra i redditi del nucleo della bambina. Tra le misure pensate per i genitori che si separano c’è anche il bonus genitori separati.

Per quali bonus serve l’ISEE minorenni

Per l’INPS questo indicatore serve per l’accesso alle prestazioni agevolate rivolte ai minorenni figli di genitori non sposati e non conviventi. L’esempio più chiaro è il bonus asilo nido, che calcola l’importo proprio sull’ISEE minorenni. Per questo bonus, inoltre, dall’ISEE si tolgono le somme ricevute con l’Assegno Unico, così che l’assegno non faccia salire l’indicatore.

Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 il contributo arriva a 3.600 € l’anno con un ISEE minorenni valido fino a 40.000 €. Se l’ISEE minorenni non c’è, risulta difforme o non calcolabile oppure supera la soglia, l’importo scende a 1.500 €. In ogni caso il contributo non può superare la retta che paghi. Per i bambini nati prima del 2024 gli importi sono diversi: li trovi nella guida dedicata.

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Per ogni altra agevolazione rivolta a tuo figlio, prima di presentare la domanda controlla nel bando o nel regolamento dell’ente quale indicatore viene richiesto. Vale lo stesso per le altre misure legate all’ISEE, dal bonus libri alle agevolazioni per i figli con disabilità.

Libretto postale e buoni fruttiferi intestati al figlio

Molti genitori aprono al figlio un libretto postale o gli regalano dei buoni fruttiferi, e si chiedono se questi risparmi alzino l’ISEE. Dal 2025 titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale sono esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a un massimo di 50.000 € per nucleo familiare.

Il libretto o i buoni intestati a tuo figlio fanno parte del patrimonio mobiliare del nucleo in cui vive e si dichiarano nella DSU insieme a quelli degli altri componenti. Il limite di 50.000 € è unico per tutta la famiglia, non vale per ogni singola persona: se la somma dei titoli e dei risparmi postali del nucleo lo supera, la parte eccedente torna nel calcolo.

Come si richiede l’ISEE minorenni

Non esiste una domanda separata: si parte dalla DSU. Prima di iniziare, chiarisci in quale delle situazioni descritte sopra rientra l’altro genitore e tieni pronti gli eventuali provvedimenti del giudice o dei servizi sociali, perché è da lì che dipende il calcolo.

  1. Presenta la DSU online sul portale dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgiti a un CAF.
  2. Scegli la modalità precompilata, che oggi è quella prioritaria: per usarla serve l’autorizzazione di tutti i componenti maggiorenni del nucleo, data con le loro credenziali.
  3. Controlla gli anni di riferimento: i redditi sono quelli del secondo anno precedente la presentazione della DSU e il patrimonio è quello posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente.
  4. Verifica l’attestazione e usa il valore dell’ISEE minorenni per le domande dei bonus rivolti a tuo figlio.

La DSU vale dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Dal 1° gennaio ne serve una nuova: conviene presentarla con anticipo rispetto alle scadenze dei bonus che ti interessano. Se la tua situazione economica è peggiorata di recente, per esempio per la perdita del lavoro, valuta l’ISEE corrente, che aggiorna il calcolo con dati più recenti.

Attenzione
Le regole riportate in questa guida sono quelle nazionali sul calcolo dell’ISEE per le prestazioni rivolte ai minorenni. Soglie, importi e indicatore richiesto dipendono da ogni singola prestazione: prima di presentare una domanda verifica sempre il bando o le istruzioni dell’ente che la eroga.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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