Detrazioni lavoro dipendente 2026: importi per fascia di reddito, esempi di calcolo e come ottenerle

Il 26 Settembre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
Vuoi sapere a quali bonus e agevolazioni puoi avere diritto?
Fai la simulazione

Detrazioni lavoro dipendente: quanto spettano e come si calcolano

Le detrazioni per lavoro dipendente sono lo sconto sull’IRPEF che spetta a chi riceve uno stipendio: nel 2026 valgono fino a 1.955 € all’anno se il tuo reddito complessivo non supera 15.000 €, poi cambiano in base al reddito e si azzerano oltre i 50.000 €. Il datore di lavoro le applica ogni mese in busta paga, ma non sempre nella misura giusta. Ecco quanto ti spetta per ogni fascia di reddito, come si calcolano, cosa cambia se hai lavorato solo una parte dell’anno e come recuperarle se mancano.

Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendente

Sono una detrazione d’imposta: un importo che si sottrae direttamente dall’IRPEF lorda, cioè dall’imposta calcolata sul tuo reddito. Non vanno confuse con le deduzioni, che invece riducono il reddito su cui l’imposta si calcola. Più è alta la detrazione, meno tasse paghi e più alto è lo stipendio netto.

La detrazione non è un bonus che si somma allo stipendio: riduce solo l’imposta che devi. Se la detrazione è più alta dell’IRPEF dovuta, la parte in eccesso non ti viene rimborsata. Per chi ha redditi bassi esiste però un aiuto a parte, il trattamento integrativo, di cui parliamo più sotto.

Spettano a chi ha redditi di lavoro dipendente, a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o part-time. Secondo l’Agenzia delle Entrate spettano anche per alcuni redditi assimilati, tra cui:

  • i compensi dei collaboratori coordinati e continuativi;
  • le borse di studio e i sussidi per studio o addestramento professionale;
  • i compensi dei soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e della piccola pesca;
  • i compensi per i lavori socialmente utili.

Restano fuori i pensionati, che hanno una detrazione propria con importi diversi, e chi lavora in proprio con partita IVA, che non ha redditi di lavoro dipendente. Se sei in pensione, la guida al cedolino della pensione ti spiega come leggere le voci del tuo assegno.

Le detrazioni per lavoro dipendente sono diverse da quelle per i familiari a carico: se mantieni il coniuge o un figlio dai 21 ai 30 anni (o anche più grande, se ha una disabilità accertata), puoi sommare anche quelle. Trovi importi e limiti nella guida ai familiari a carico.

Quanto spetta nel 2026: gli importi per fascia di reddito

L’importo dipende dal tuo reddito complessivo dell’anno, non solo dallo stipendio. Si calcola senza il reddito della casa in cui abiti (l’abitazione principale e le sue pertinenze), ma includendo gli affitti tassati con la cedolare secca. Ecco le regole indicate dall’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni del modello 730:

Reddito complessivo Detrazione annua
Fino a 15.000 € 1.955 €
Da 15.001 € a 28.000 € 1.910 € + 1.190 € × (28.000 − reddito) ÷ 13.000
Da 28.001 € a 50.000 € 1.910 € × (50.000 − reddito) ÷ 22.000
Oltre 50.000 € 0 €

Nella fascia fino a 15.000 € ci sono due tutele: la detrazione che ti spetta davvero non può scendere sotto 690 €, oppure sotto 1.380 € se il tuo contratto è a tempo determinato. Se il reddito complessivo è tra 25.001 € e 35.000 €, alla detrazione si aggiungono 65 €.

Esempi di calcolo

Nelle formule il risultato della divisione si arrotonda alle prime quattro cifre decimali, per questo i valori qui sotto sono indicativi, al centesimo possono esserci piccole differenze. Gli esempi valgono per chi ha lavorato tutto l’anno:

Reddito complessivo Detrazione annua (circa)
12.000 € 1.955 €
20.000 € 2.642 €
30.000 € 1.801 € (compresi i 65 € in più)
40.000 € 868 €
55.000 € 0 €

Come vedi, sopra i 15.000 € la formula può dare un importo più alto dei 1.955 € della prima fascia. Chi ha un reddito fino a 15.000 € paga però un’IRPEF più bassa e, se ne ha i requisiti, riceve in più il trattamento integrativo e la somma esente del cuneo fiscale, che vediamo nei prossimi paragrafi.

Oltre alle detrazioni in busta paga, ci sono bonus che ti spettano? Fai la simulazione gratuita.
Scopri i tuoi aiuti

No tax area: perché fino a 8.500 € non paghi IRPEF

La no tax area è la soglia di reddito sotto la quale, di fatto, non paghi IRPEF. Per i lavoratori dipendenti è di 8.500 €, la stessa dei pensionati. Il motivo è semplice: l’IRPEF su 8.500 € al 23% è 1.955 €, esattamente quanto la detrazione, che quindi la azzera.

Dal 2026 le aliquote IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 € a 50.000 € (prima era il 35%) e 43% oltre 50.000 €. Le detrazioni per lavoro dipendente si applicano sull’imposta calcolata con queste aliquote. Se vuoi capire dove si leggono questi importi, ti aiuta la guida su come leggere la busta paga.

Importante
Gli importi della tabella sono annui: se hai lavorato solo per una parte dell’anno, la detrazione spetta in proporzione ai giorni di lavoro, come vedi nel prossimo paragrafo.

Detrazione rapportata ai giorni di lavoro

La proporzione si calcola sui giorni di lavoro dell’anno, contando 365 giorni per l’anno intero. Per esempio, con un contratto di sei mesi ne spetta circa la metà, fermi restando i minimi di 690 € e 1.380 € per chi ha un reddito fino a 15.000 €.

Ecco come si contano i giorni, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate:

  • si contano anche festività, riposi settimanali e giorni non lavorativi, mentre si tolgono i giorni senza alcuna retribuzione (per esempio l’aspettativa non retribuita);
  • con il part-time i giorni valgono per l’intero periodo di lavoro, anche se lavori poche ore al giorno;
  • se hai avuto più lavori nello stesso periodo, i giorni contemporanei si contano una volta sola;
  • per le indennità pagate dall’INPS, come la NASpI, contano i giorni che hanno dato diritto all’indennità.

Anche le somme che l’INPS paga al posto dello stipendio, come la cassa integrazione o l’indennità di malattia, sono redditi di lavoro dipendente: su di esse si applicano le stesse detrazioni.

Taglio del cuneo fiscale: somma esente e ulteriore detrazione

Dal 2025, e quindi anche nel 2026, alle detrazioni ordinarie si affiancano due misure per i lavoratori dipendenti (non per i pensionati), che dipendono dal reddito complessivo. Le spieghiamo nel dettaglio nella guida al taglio del cuneo fiscale:

  • fino a 20.000 € di reddito complessivo: ricevi una somma esente da tasse pari a una percentuale del reddito di lavoro dipendente, il 7,1% fino a 8.500 €, il 5,3% da 8.500 € a 15.000 € e il 4,8% oltre 15.000 €;
  • da 20.000 € a 40.000 €: hai un’ulteriore detrazione di 1.000 € fino a 32.000 € di reddito, che poi scende gradualmente fino ad azzerarsi a 40.000 €.

Il datore di lavoro le riconosce in automatico in busta paga e verifica a fine anno, con il conguaglio, se ti spettavano davvero.

Chi ha un reddito basso può avere anche il trattamento integrativo (l’ex bonus Renzi): fino a 1.200 € all’anno se il reddito complessivo non supera 15.000 € e l’IRPEF sul lavoro dipendente supera la detrazione per lavoro dipendente ridotta di 75 €. Tra 15.001 € e 28.000 € spetta solo in alcuni casi, quando le detrazioni superano l’imposta lorda.

Come ottenere le detrazioni: busta paga o 730

Di norma non devi fare nulla di complicato: le detrazioni le applica il tuo datore di lavoro, che come sostituto d’imposta trattiene l’IRPEF dallo stipendio che ti paga e ne tiene conto mese per mese. Il conguaglio sul reddito effettivo lo fa entro il 28 febbraio dell’anno successivo oppure, se il rapporto di lavoro finisce prima, alla data di cessazione.

Le detrazioni applicate si leggono nella Certificazione Unica che il datore di lavoro ti consegna entro il 16 marzo. Se non sono state applicate, o sono state applicate in misura sbagliata, puoi recuperarle con la dichiarazione dei redditi. Succede spesso in questi casi:

  • hai avuto più datori di lavoro nello stesso anno e ognuno ha calcolato le detrazioni solo sul proprio stipendio;
  • hai lavorato con contratti a termine brevi o hai cambiato lavoro a metà anno;
  • hai ricevuto un’indennità dall’INPS ma non hai chiesto le detrazioni: l’INPS le applica solo su tua richiesta;
  • hai avuto altri redditi (per esempio un affitto) che cambiano il tuo reddito complessivo.

La strada più semplice è il 730 precompilato, che trovi sul sito dell’Agenzia delle Entrate accedendo con SPID, CIE o CNS: il calcolo delle detrazioni lo fa il sistema in base ai dati della Certificazione Unica. Se il risultato è a credito, il rimborso arriva in busta paga. Se non hai un sostituto d’imposta puoi comunque presentare il 730 senza sostituto: in questo caso il rimborso te lo paga direttamente l’Agenzia delle Entrate. In alternativa puoi usare il modello Redditi Persone Fisiche.

Attenzione
Se il datore di lavoro ti ha riconosciuto detrazioni che non ti spettavano (per esempio perché hai avuto altri redditi), con la dichiarazione dei redditi dovrai restituire la differenza. Controlla sempre la Certificazione Unica prima di confermare il 730.

Le altre detrazioni che puoi sommare

La detrazione per lavoro dipendente è solo una delle voci che abbassano l’IRPEF. Nella dichiarazione dei redditi puoi aggiungere, se ne hai i requisiti:

Per avere il quadro completo delle voci che riducono le tasse, leggi anche la guida su come pagare meno tasse.

Altre informazioni
Vuoi approfondire gli altri termini fiscali? Trovi tutte le guide nella sezione Glossario di Il Mio Bonus.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

Il nostro algoritmo calcola i bonus e le agevolazioni a cui hai diritto

Verifica quali bonus puoi richiedere