
Il rimborso 730 è la somma che ti torna indietro quando, con la dichiarazione dei redditi, risulta che durante l’anno hai versato più imposte del dovuto, per esempio grazie alle spese detraibili. Con il modello 730 del 2026 (redditi 2025) il rimborso arriva in busta paga in genere da luglio, sulla pensione in genere da agosto o settembre e, se non hai un sostituto d’imposta, direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre. Qui trovi i tempi per ogni situazione, come ricevere i soldi sul conto e cosa fare se non li vedi.
Quando arriva il rimborso 730: i tempi in sintesi
Tutto dipende da chi ti paga il rimborso. Se hai un datore di lavoro o un ente pensionistico che fa da sostituto d’imposta, è lui a versarti il credito insieme allo stipendio o alla pensione. Se invece non hai un sostituto, o il tuo 730 finisce sotto controllo, il rimborso lo paga l’Agenzia delle Entrate.
Il risultato della dichiarazione, a credito o a debito, lo trovi nel prospetto di liquidazione (il modello 730-3): contiene il calcolo dell’IRPEF, delle addizionali e delle altre imposte che ti saranno trattenute o rimborsate. Ecco i tempi indicati dall’Agenzia delle Entrate per il 730/2026:
| La tua situazione |
Chi paga il rimborso |
Quando arriva |
| Lavoratore dipendente |
Datore di lavoro |
In genere da luglio, nella prima busta paga utile |
| Pensionato |
INPS o altro ente pensionistico |
In genere da agosto o settembre, sulla rata di pensione |
| Senza sostituto d’imposta |
Agenzia delle Entrate |
A partire da dicembre |
| 730 sottoposto a controllo preventivo |
Agenzia delle Entrate |
Da dicembre e non oltre il sesto mese dalla scadenza di invio |
La scadenza ordinaria per presentare il 730/2026 era il 30 settembre 2026, sia per il precompilato inviato da solo sia per quello presentato tramite CAF, professionista o sostituto d’imposta. Se lo hai inviato a settembre, il sostituto riceve il prospetto più tardi e anche il rimborso arriva dopo rispetto a chi lo ha presentato a maggio o a giugno.
Il sostituto d’imposta non ti rimborsa una singola imposta o addizionale se il credito è di 12 € o meno: sotto questa soglia, quella somma non ti viene pagata in busta paga o sulla pensione.
Rimborso 730 in busta paga: quando lo paga il datore di lavoro
Se sei un lavoratore dipendente e hai indicato il tuo datore di lavoro come sostituto d’imposta, il rimborso arriva dalla prima retribuzione utile dopo che il datore ha ricevuto il tuo prospetto di liquidazione. Secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, questo succede in genere dal mese di luglio. Se hai inviato il 730 a settembre, il rimborso arriva più tardi, con le buste paga successive.
Il rimborso si aggiunge allo stipendio nella busta paga. Se dalla dichiarazione esce invece un debito e lo stipendio del mese non basta, la parte che manca, con gli interessi, ti viene trattenuta nei mesi successivi, fino alla fine dell’anno.
Hai un contratto a tempo determinato? Per presentare il 730 al tuo datore di lavoro, il contratto deve durare almeno fino al terzo mese successivo a quello in cui presenti la dichiarazione. La stessa condizione vale se passi da un CAF o da un professionista, e in quel caso devi conoscere i dati del sostituto che farà il conguaglio. Se il contratto dura meno, puoi presentare solo la precompilata, da solo e direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Prima di contare su una cifra, capisci da dove nasce il credito: il rimborso cresce con le detrazioni per lavoro dipendente, quelle per i familiari a carico e le spese che hai indicato, come le spese mediche detraibili o gli interessi passivi del mutuo. I redditi e le ritenute partono invece dalla Certificazione Unica.
Rimborso 730 pensionati: quando arriva sulla pensione
Se sei in pensione e hai scelto l’INPS come sostituto d’imposta, il rimborso arriva sulla rata di pensione dal secondo mese successivo a quello in cui l’ente ha ricevuto il prospetto di liquidazione: in genere ad agosto o a settembre.
Per il 2026 l’INPS ha applicato i conguagli del 730 a partire dalla rata di agosto per le dichiarazioni i cui risultati l’Agenzia delle Entrate gli aveva trasmesso entro il 30 giugno. Per le dichiarazioni arrivate più tardi il conguaglio slitta alle rate successive. Il rimborso compare come voce distinta nel cedolino della pensione.
Per controllare l’esito puoi usare il servizio online dell’INPS “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile anche nell’app INPS Mobile, accedendo con SPID, carta d’identità elettronica o CNS.
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Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: lo paga l’Agenzia delle Entrate
Puoi presentare il 730 anche se non hai un sostituto d’imposta tenuto a fare il conguaglio, per esempio perché nel 2026 non hai un datore di lavoro, oppure se non vuoi passare da lui. In questo caso, nella dichiarazione va barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”. Il 730 precompilato lo puoi inviare da solo all’Agenzia delle Entrate; il 730 ordinario senza sostituto lo presenti invece tramite un CAF o un professionista abilitato.
Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso lo eroga direttamente l’Agenzia delle Entrate, a partire dal mese di dicembre. Se invece risulta un debito, lo paghi tu con il modello F24.
Il 730 senza sostituto serve, per esempio, se hai perso il lavoro o se il tuo rapporto non dura abbastanza per presentare il 730 al datore di lavoro: in questo modo puoi recuperare le detrazioni anche senza una busta paga su cui ricevere il conguaglio.
Come ricevere il rimborso sul conto: comunica l’IBAN
Per avere il rimborso dell’Agenzia delle Entrate con un accredito sul conto, devi comunicarle il tuo codice IBAN. Puoi farlo in due modi:
- online, con l’apposito servizio sul sito dell’Agenzia, accedendo con SPID, CIE, CNS o con le credenziali Fisconline;
- con il modulo di richiesta, firmato digitalmente e inviato via PEC a un ufficio dell’Agenzia, oppure consegnato di persona in un ufficio territoriale, con la copia di un documento d’identità.
Il conto deve essere intestato a te, anche se cointestato con altre persone. Se intestatario e beneficiario non coincidono, o se il conto è chiuso, la somma torna all’Erario e, una volta corretti i dati, l’Agenzia emette il rimborso una seconda volta. Se cambi conto, basta inserire il nuovo IBAN: sarà usato per gli accrediti successivi.
Se non hai comunicato l’IBAN, l’Agenzia ti invia un assegno vidimato emesso da Poste Italiane, intestato a te: puoi versarlo sul tuo conto bancario o postale oppure incassarlo in contanti in qualsiasi ufficio postale entro 60 giorni dall’emissione. Il servizio per comunicare l’IBAN è sulla pagina Accredito rimborsi su conto corrente dell’Agenzia delle Entrate.
Rimborso 730 oltre 4.000 € con modifiche: i controlli preventivi
Ci sono casi in cui l’Agenzia delle Entrate può controllare il 730 prima di pagare il rimborso. Succede se hai modificato la dichiarazione precompilata con cambiamenti che incidono sul calcolo del reddito o dell’imposta e, in più, il rimborso supera 4.000 € oppure le modifiche risultano incoerenti con i criteri fissati dall’Agenzia. Vale anche se hai presentato il 730 tramite CAF o professionista.
Ci sono due scadenze diverse. Il controllo, automatico o con la richiesta dei documenti che giustificano le spese, si fa entro 4 mesi dalla scadenza di invio, oppure dalla data di invio se successiva. Anche il pagamento segue regole proprie. Se il controllo scatta, il rimborso non arriva in busta paga o sulla pensione. Se dai controlli risulta che ti spetta, lo paga direttamente l’Agenzia delle Entrate, a partire da dicembre e comunque non oltre il sesto mese dalla scadenza di invio (o dall’invio, se successivo). Il pagamento del rimborso non esclude i normali controlli successivi sulla dichiarazione.
Importante
Conserva i documenti delle spese che hai indicato nel 730: fatture, scontrini parlanti e, dove richiesto, la prova del pagamento tracciabile. Se il tuo rimborso viene controllato, l’Agenzia delle Entrate può chiederti di mostrarli.
Rimborso 730 non arrivato: cosa controllare
Se il rimborso non è ancora arrivato, prima di preoccuparti verifica questi punti:
- Chi deve pagarlo: se hai barrato la casella senza sostituto, il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre, non in busta paga.
- Quando hai inviato il 730: chi lo ha presentato a settembre riceve il conguaglio più tardi rispetto a chi lo ha inviato a maggio o giugno.
- Il prospetto 730-3: controlla che il risultato sia davvero a credito e che il singolo importo superi 12 €.
- L’IBAN: se il rimborso lo paga l’Agenzia, verifica di averlo comunicato e che sia corretto.
- Un controllo preventivo: se hai modificato la precompilata e il rimborso supera 4.000 €, l’Agenzia può controllare la dichiarazione prima di pagare. Se il controllo scatta, il rimborso non arriva in busta paga o sulla pensione ma lo paga l’Agenzia, da dicembre e al più tardi entro il sesto mese dalla scadenza di invio.
Per avere informazioni sui rimborsi pagati dall’Agenzia puoi consultare il tuo Cassetto fiscale nell’area riservata, oppure telefonare ai servizi di assistenza dell’Agenzia delle Entrate. Se sei in pensione, usa il servizio INPS sull’assistenza fiscale visto sopra; se lavori, chiedi all’ufficio del personale quando è stato applicato il conguaglio.
Hai dimenticato una spesa? Il 730 integrativo
Se ti accorgi di aver dimenticato una detrazione, per esempio le spese per lo sport dei figli o quelle scolastiche, e la correzione ti porta un credito più alto o un debito più basso, puoi presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026 (il 25 ottobre cade di domenica). Va presentato a un CAF o a un professionista abilitato, anche se la prima volta ti aveva assistito il datore di lavoro.
L’integrativo non blocca le operazioni già avviate con il primo 730: il rimborso già previsto segue il suo corso. Se la correzione è a tuo sfavore, o se perdi la scadenza di ottobre, devi usare il modello Redditi Persone Fisiche: come dichiarazione correttiva va presentato entro il 2 novembre 2026. Per le altre agevolazioni da non perdere l’anno prossimo, trovi tutto nella guida su come pagare meno tasse con la dichiarazione dei redditi.
Precompilata senza modifiche: meno controlli sui documenti
Se accetti il 730 precompilato senza modifiche, non devi mostrare all’Agenzia delle Entrate i documenti delle spese (gli oneri) che le hanno già comunicato altri soggetti. La stessa regola vale se lo presenti senza modifiche tramite un CAF o un professionista: su quei dati non si fa il controllo formale.
Restano però controllabili le condizioni personali che ti danno diritto alle detrazioni, per esempio il fatto che un familiare sia davvero a tuo carico. Se invece modifichi la precompilata, i documenti di ciò che hai cambiato vanno conservati (e, se passi da un CAF, i documenti da mostrare possono essere di più), e con un rimborso alto entra in gioco il controllo preventivo visto sopra.
Attenzione
Le regole e i tempi di questa guida sono quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS per il modello 730/2026 (redditi 2025). Le date sono indicative e dipendono da quando il sostituto d’imposta riceve il tuo prospetto: per il tuo caso controlla il prospetto di liquidazione o chiedi a un CAF.