
I premi della polizza vita si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi, ma, per i contratti stipulati o rinnovati dal 2001, solo se la polizza copre il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%: lo sconto è del 19% su un massimo di 530 € di premi all’anno, cioè fino a 100,70 € di IRPEF in meno. Il limite sale per le polizze a tutela delle persone con disabilità grave e per quelle contro la non autosufficienza, mentre la polizza casa contro le calamità naturali non ha alcun tetto di spesa. Ecco quali assicurazioni sono detraibili, quanto recuperi, chi può detrarle e come indicarle nel 730.
Come funziona la detrazione delle assicurazioni
La detrazione dei premi assicurativi è uno degli oneri detraibili al 19%: dall’IRPEF che devi pagare togli il 19% di quanto hai versato alla compagnia nell’anno, entro un tetto di spesa che cambia a seconda del tipo di polizza. Si parla di detrazione e non di deduzione: lo sconto riduce direttamente l’imposta, non il reddito su cui si calcola. Per questo interessa soprattutto chi ha un’IRPEF da pagare, come i lavoratori dipendenti e i pensionati.
Non tutte le assicurazioni danno diritto allo sconto. Secondo l’Agenzia delle Entrate le polizze detraibili sono di quattro tipi:
- polizze sulla vita e contro gli infortuni che coprono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, da qualsiasi causa;
- polizze sul rischio di morte stipulate per tutelare una persona con disabilità grave;
- polizze contro il rischio di non autosufficienza negli atti della vita quotidiana;
- polizze sulla casa contro il rischio di eventi calamitosi.
Come per le altre voci del 730, la detrazione spetta solo se hai un’imposta da cui sottrarla: se la tua IRPEF è già azzerata da altre detrazioni, la parte in più si perde. Per capire come si combina con gli altri sconti, leggi la guida su come pagare meno tasse e quella sulle detrazioni per lavoro dipendente.
Quali polizze sono detraibili e a quali condizioni
Ogni tipo di polizza ha le sue condizioni e il suo limite di spesa. Prima di inserire un premio nel 730, controlla nel contratto quale rischio copre davvero.
Polizza vita e infortuni: rischio morte e invalidità permanente
Per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2001, la detrazione spetta se la polizza ha per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, qualunque sia la causa (infortunio o malattia). Per i vecchi contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000, invece, servono una durata di almeno cinque anni e il divieto di concedere prestiti nel periodo di durata minima.
Le regole sono quelle indicate dall’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione 2026, relativa ai premi pagati nel 2025. Il premio detraibile è al massimo di 530 € all’anno, e il limite vale in totale: anche se hai più polizze, la spesa su cui calcoli il 19% non può superare 530 €. La detrazione spetta anche se paghi i premi a una compagnia estera.
Polizza a tutela di una persona con disabilità grave
Se la polizza sul rischio di morte serve a tutelare una persona con necessità di sostegno intensivo, cioè riconosciuta in situazione di gravità ai sensi della Legge 104, il limite di spesa sale a 750 €. È il caso, per esempio, della polizza che un genitore stipula per garantire un sostegno economico a un figlio con disabilità grave nel caso in cui venga a mancare. In questo caso conta chi è il beneficiario: se tra i beneficiari c’è una persona con disabilità grave, si applica il limite più alto di 750 €.
Polizza contro la non autosufficienza
Le polizze che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (mangiare, lavarsi, vestirsi, muoversi, le funzioni fisiologiche) sono detraibili a due condizioni: la compagnia non deve poter recedere dal contratto e la copertura deve durare per tutta la vita dell’assicurato (nelle polizze malattia basta un contratto di dieci anni che la compagnia è obbligata a rinnovare a ogni scadenza). Il limite di spesa è di 1.291,14 €, al netto dei premi già detratti per le polizze vita e per quelle a tutela delle persone con disabilità grave. È un tipo di copertura che può interessare chi teme di dover pagare in futuro un’assistenza continuativa, come quella descritta nella guida all’assegno di cura.
Polizza casa contro le calamità naturali
Dal 1° gennaio 2018 si detrae il 19% dei premi delle polizze che coprono il rischio di eventi calamitosi sulle abitazioni e sulle relative pertinenze. Qui non c’è un tetto di spesa, e la detrazione vale anche per più case. La detrazione spetta a chi ha stipulato la polizza (il contraente), anche se la casa è intestata a un’altra persona.
Ci sono però dei paletti. Non spetta se la polizza assicura solo la pertinenza (per esempio il box o la cantina) e, nelle polizze multirischio, si detrae solo la parte di premio che copre le calamità, non quella contro furto o incendio. Se hai fatto lavori antisismici, guarda anche la guida al sismabonus.
Importante
Una polizza pluriennale contro le calamità firmata prima del 1° gennaio 2018 non dà diritto alla detrazione fino alla sua scadenza naturale. Se poi la rinnovi alle stesse condizioni, il rinnovo conta come un nuovo contratto e i premi diventano detraibili.
Quanto recuperi: limiti e importi massimi
Lo sconto si calcola sempre applicando il 19% al premio pagato, entro il limite previsto per ciascun tipo di polizza. La tabella riassume i tetti di spesa e il massimo che puoi recuperare con ogni categoria:
| Tipo di polizza |
Limite di spesa |
Detrazione massima |
| Vita e infortuni (rischio morte o invalidità permanente non inferiore al 5%) |
530 € |
100,70 € |
| Rischio morte a tutela di persone con disabilità grave |
750 € |
142,50 € |
| Non autosufficienza negli atti della vita quotidiana |
1.291,14 € |
245,32 € |
| Casa contro gli eventi calamitosi |
Nessun limite |
19% del premio |
Attenzione: i primi tre limiti non si sommano liberamente. I premi delle polizze vita e di quelle per le persone con disabilità grave insieme non possono superare 750 €, e le tre categorie insieme non possono superare 1.291,14 €. In pratica, per vita, disabilità e non autosufficienza il massimo che puoi recuperare in tutto è di 245,32 € all’anno; la polizza contro le calamità si aggiunge a parte.
Un esempio aiuta. L’Agenzia delle Entrate prende il caso di chi paga 530 € di polizza vita, 500 € di polizza a tutela di un figlio con disabilità grave e 1.000 € di polizza contro la non autosufficienza. La polizza vita entra per intero (530 €), quella per la disabilità si ferma a 220 € (perché vita e disabilità insieme arrivano al tetto di 750 €) e quella sulla non autosufficienza si ferma a 541 €, cioè quanto manca per arrivare a 1.291 €. Su questi importi si calcola poi il 19%.
Se hai anche un mutuo sulla prima casa, ricorda che la detrazione degli interessi è un’altra voce, con un suo limite separato: trovi tutto nella guida agli interessi passivi del mutuo.
Chi può detrarre il premio: contraente, assicurato e familiari a carico
In linea generale il contraente (chi firma la polizza) e l’assicurato (la persona coperta dal rischio) devono essere la stessa persona, mentre il beneficiario può essere chiunque. Ci sono però due eccezioni: i familiari fiscalmente a carico e le polizze collettive, di cui parliamo più sotto. Con i familiari a carico conta chi ha sostenuto davvero la spesa. Ecco tutti i casi in cui puoi detrarre il premio:
- sei sia contraente sia assicurato;
- sei contraente e l’assicurato è un tuo familiare a carico;
- un tuo familiare a carico è sia contraente sia assicurato;
- sei l’assicurato e il contraente è un tuo familiare a carico;
- il contraente è un familiare a carico e l’assicurato è un altro familiare a carico.
Se invece paghi la polizza di un figlio o di un genitore che non è fiscalmente a carico, il premio non rientra nella tua dichiarazione.
Polizza del mutuo e polizze collettive
Spesso la banca fa sottoscrivere, insieme al mutuo, una polizza collettiva sul rischio di morte o invalidità di chi prende il prestito. Anche se il contraente formale è la banca, il premio è detraibile dal mutuatario, perché è lui l’assicurato e ne paga il premio. Lo stesso vale per le polizze vita collettive stipulate da un’azienda o da un sindacato per conto del lavoratore, per la quota di premio che riguarda la sua posizione.
Polizza infortuni del conducente sull’auto
Molte polizze auto includono una garanzia contro la morte e l’invalidità del conducente. Il premio di questa parte è detraibile solo se il conducente è una persona indicata nel contratto e ha i requisiti visti sopra; se la copertura vale per chiunque guidi il veicolo, la detrazione non spetta.
Polizze miste e coperture che non danno lo sconto
Le polizze vita miste, che pagano una somma sia in caso di morte sia se l’assicurato è ancora in vita alla scadenza (o in caso di riscatto), sono detraibili solo per la parte di premio che copre il rischio morte. Questa quota deve essere indicata dalla compagnia nel documento che attesta la spesa: se non la trovi, chiedila all’assicurazione.
Restano fuori dalla detrazione:
- le polizze sulla invalidità temporanea, anche se totale;
- la parte di premio che copre un’invalidità permanente inferiore al 5%;
- nelle polizze miste, la parte di premio che non riguarda il rischio morte;
- le polizze contro la non autosufficienza che permettono alla compagnia di recedere dal contratto.
Attenzione
Le polizze che coprono più rischi devono indicare nel contratto la parte di premio relativa a ciascun rischio. Prima di inserire un importo nel 730, verifica sulla certificazione annuale della compagnia quale quota è davvero detraibile: in caso di controllo, conta quello che risulta dai documenti.
Pagamento tracciabile e documenti da conservare
Dall’anno d’imposta 2020 la detrazione spetta solo se il premio è pagato con bonifico bancario o postale o con altri sistemi tracciabili: carta di debito o di credito, bollettino postale, MAV, PagoPA o app di pagamento autorizzate. Un premio pagato in contanti non è detraibile.
Per dimostrare la spesa, ad esempio al CAF o in caso di controllo, conserva:
- la quietanza o la dichiarazione della compagnia che attesta il pagamento e il suo metodo tracciabile;
- in mancanza, la ricevuta del bonifico, della carta o del bollettino, oppure l’estratto conto;
- la copia del contratto o un’attestazione della compagnia da cui risultano contraente, assicurato, tipo di polizza, decorrenza e importi detraibili;
- per le polizze a tutela di una persona con disabilità grave, se il documento della compagnia non lo indica, un’autocertificazione che il beneficiario è in situazione di gravità;
- per le polizze condominiali contro le calamità, la dichiarazione dell’amministratore con la quota di premio pagata da ciascun condomino.
Come indicare i premi nel 730
I premi assicurativi vanno nel quadro E del modello 730, nei righi da E8 a E10, con un codice che dipende dal tipo di polizza e dalla data di stipula del contratto. Dal 2025 l’Agenzia delle Entrate ha introdotto codici nuovi per i contratti firmati dal 1° gennaio 2025:
| Tipo di polizza |
Contratti fino al 31/12/2024 |
Contratti dal 1/1/2025 |
| Vita e infortuni |
Codice 36 |
Codice 51 |
| Tutela persone con disabilità grave |
Codice 38 |
Codice 52 |
| Non autosufficienza |
Codice 39 |
Codice 53 |
| Eventi calamitosi sulla casa |
Codice 43 |
Codice 54 |
Nella dichiarazione precompilata trovi spesso questi premi già inseriti, perché i dati dei premi assicurativi possono arrivare all’Agenzia delle Entrate tramite le comunicazioni di soggetti terzi: nella sezione «Sanità, previdenza e assicurazioni» puoi controllare se sono stati usati e aggiungere quelli mancanti. Se lavori come dipendente e la polizza è pagata tramite il datore di lavoro, controlla anche la Certificazione Unica: i premi già indicati lì (sezione «Oneri detraibili», punti da 341 a 352) vanno compresi nell’importo del rigo e contano ai fini dello stesso limite di spesa.
Se il 730 chiude a credito e hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), il rimborso arriva con la busta paga o la rata di pensione, generalmente da luglio (per i pensionati da agosto o settembre). Se hai presentato il 730 senza sostituto, a rimborsarti è direttamente l’Agenzia delle Entrate. Per i tempi leggi la guida al rimborso del 730. Chi non può usare il 730 indica gli stessi premi nel modello Redditi.
Redditi alti: quando la detrazione si riduce
La detrazione spetta per intero a chi ha un reddito complessivo fino a 120.000 €. Oltre questa soglia si riduce gradualmente e si azzera quando il reddito arriva a 240.000 €.
Dall’anno d’imposta 2025, poi, chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 € può portare in detrazione gli oneri e le spese (tutti insieme, non solo le assicurazioni) solo fino a un importo massimo, calcolato in base al reddito e al numero di figli fiscalmente a carico; sull’importo ammesso si applica poi il 19%. Per i premi assicurativi il tetto riguarda solo i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025: le polizze firmate fino al 31 dicembre 2024 restano fuori da questo nuovo limite.