Giacenza media ISEE 2026: quale anno serve, come si calcola e dove trovarla

Il 21 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura
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Giacenza media ISEE: donna al tavolo della cucina che riflette sui conti di famiglia per la DSU

La giacenza media per l’ISEE è il saldo medio che il tuo conto ha avuto durante un anno intero, giorno dopo giorno. Nella DSU va indicata per ogni conto e libretto, insieme al saldo al 31 dicembre, e può far salire il tuo ISEE anche se a fine anno il conto era quasi vuoto. Qui trovi quale anno serve per l’ISEE 2026 e per quello del 2027, come si calcola con un esempio, dove trovarla in banca o alle Poste e quanto pesa sull’indicatore.

Cos’è la giacenza media e perché conta per l’ISEE

La giacenza media annua (nei testi ufficiali si chiama anche consistenza media annua) è la media delle somme rimaste sul conto in ciascun giorno dell’anno. Non è quindi una fotografia di un solo giorno, come il saldo al 31 dicembre, ma il risultato di tutto l’anno.

Per l’ISEE conta perché i soldi su conti correnti e depositi, bancari e postali, fanno parte del patrimonio mobiliare della famiglia. Ogni componente del nucleo dichiara i propri rapporti nella DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica da cui l’INPS ricava l’indicatore.

Dall’ISEE dipendono aiuti molto diffusi: l’importo dell’Assegno Unico Universale, l’accesso all’Assegno di Inclusione, il bonus sociale bollette o la Carta Acquisti. Una giacenza media dichiarata male può farti perdere un bonus o farti ricevere un importo più basso.

Giacenza media per l’ISEE 2026: di quale anno

La DSU non guarda all’anno in corso né a quello appena chiuso: per redditi e patrimoni si usa il secondo anno precedente a quello in cui presenti la dichiarazione. In pratica:

ISEE che chiedi Giacenza media e saldo da indicare
ISEE 2026 (DSU presentata nel 2026) Anno 2024, saldo al 31 dicembre 2024
ISEE 2027 (DSU presentata dal 1° gennaio 2027) Anno 2025, saldo al 31 dicembre 2025

Ricorda che la DSU vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui la presenti. Da gennaio ne serve una nuova, con i dati spostati in avanti di un anno: per l’ISEE 2027 ti servirà quindi la giacenza media del 2025.

Se il tuo patrimonio nell’anno più recente è cambiato molto rispetto a quello di due anni prima, puoi chiedere un ISEE corrente basato su dati più vicini. Trovi le condizioni più sotto.

Saldo al 31 dicembre o giacenza media: quale conta

Per ogni conto corrente o deposito, bancario o postale, nella DSU indichi due valori dello stesso anno: il saldo al 31 dicembre e la giacenza media. Nel calcolo dell’ISEE entra il più alto dei due.

Di regola, quindi, chi a fine anno ha speso o spostato i soldi non abbassa il proprio ISEE: se il conto è rimasto pieno per gran parte dell’anno, conta la giacenza media. Al contrario, se i soldi sono arrivati solo a dicembre, conta il saldo.

L’eccezione per chi ha comprato casa o investito

C’è un caso in cui puoi usare il saldo al 31 dicembre anche se è più basso della giacenza media. Succede quando, in quell’anno, hai usato i soldi per comprare un immobile oppure per aumentare altre voci del patrimonio mobiliare (per esempio titoli o polizze), oppure per trasferire somme ad altri componenti del nucleo, per un importo pari o superiore alla differenza tra giacenza media e saldo. Il confronto si fa sul totale di tutti i tuoi conti, non conto per conto.

Esempio: giacenza media di 40.000 €, saldo al 31 dicembre di 5.000 €, e nell’anno hai pagato 50.000 € per l’acquisto di una casa. La spesa supera la differenza (35.000 €), quindi puoi indicare come valore il saldo di 5.000 €. La giacenza media va comunque scritta nella DSU, perché serve per i controlli.

Come si calcola la giacenza media

La giacenza media annua si ottiene sommando i saldi di ogni giorno dell’anno e dividendo il totale per 365, anche se il conto è stato aperto o chiuso in corso d’anno. Di solito non devi farlo a mano, ma conoscere il meccanismo aiuta a capire se il dato è plausibile.

Prendiamo un conto che nel 2025 ha avuto 8.000 € dal 1° gennaio al 30 novembre (334 giorni) e poi, per una spesa importante, 1.000 € per tutto dicembre (31 giorni):

  • 8.000 € × 334 giorni = 2.672.000
  • 1.000 € × 31 giorni = 31.000
  • totale 2.703.000 diviso 365 giorni = 7.405,48 € di giacenza media

Il saldo al 31 dicembre è di 1.000 €, ma nell’ISEE 2027 di questa persona entrerà il valore più alto, cioè la giacenza media di 7.405,48 €. Nella DSU l’importo si scrive arrotondato all’euro: 7.405 €.

Se il conto è cointestato, ciascun intestatario indica solo la propria quota del saldo e della giacenza media, che si calcola in base al numero di intestatari: la metà se siete in due, un terzo se siete in tre.

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Dove trovare la giacenza media: banca, Poste e ISEE precompilato

Hai tre modi per averla, e il più comodo dipende da come presenti la DSU.

Con l’ISEE precompilato

Se usi l’ISEE precompilato sul sito dell’INPS, trovi già inseriti i saldi e le giacenze medie dei conti detenuti in Italia, comunicati da banche e Poste all’Agenzia delle Entrate. Tu li accetti, li correggi o li integri, per esempio aggiungendo un conto che manca. Per entrare ti servono SPID o CIE (di livello 2 o superiore) oppure la CNS. Ogni familiare maggiorenne autorizza l’accesso ai propri dati con la propria identità digitale. In alternativa ti delega: in quel caso sei tu a fornire alcuni elementi di riscontro che lo riguardano.

Dalla tua banca

Con la DSU ordinaria, compilata da te o al CAF, la giacenza media la chiedi alla banca, oppure la ricavi dagli estratti conto dell’anno (il prospetto dei numeri creditori, chiamato spesso riassunto scalare). Fatti dare insieme anche il saldo al 31 dicembre dello stesso anno.

Giacenza media Poste Italiane

Per il conto BancoPosta, i libretti di risparmio postale e le carte Postepay con IBAN, come la Postepay Evolution, Poste Italiane rilascia un’unica certificazione con saldo e giacenza media. La richiedi sul sito poste.it, nell’area riservata, alla voce «Richiesta ISEE», accedendo con le credenziali di Poste e il secondo fattore (per esempio il QR Code dell’App Poste Italiane), oppure in ufficio postale, dove puoi prenotare dal sito o dall’app. Per i minori e per le persone amministrate o tutelate la richiesta si fa solo allo sportello.

Per l’ISEE 2026 il documento di Poste riporta i dati del 2024: saldo al 31 dicembre 2024 e giacenza media dell’anno 2024. Lo SPID di Poste ti serve invece per entrare sul sito dell’INPS e fare la DSU online.

Importante
Controlla che il documento della banca o delle Poste si riferisca all’anno giusto: per l’ISEE 2026 il 2024, per l’ISEE 2027 il 2025. Con i dati di un anno diverso la DSU risulta sbagliata.

Quali conti e rapporti vanno dichiarati

Saldo e giacenza media si indicano per tutti i conti correnti e i depositi, bancari e postali, intestati a ciascun componente del nucleo, compresi quelli dei figli minorenni. Nella DSU, per ogni rapporto, servono anche il codice identificativo (per un conto, l’IBAN) e il codice fiscale dell’operatore, cioè della banca o delle Poste.

Vanno dichiarati anche:

  • i conti aperti o chiusi durante l’anno di riferimento;
  • le carte prepagate con IBAN, che sono a tutti gli effetti un rapporto finanziario;
  • i libretti di risparmio, bancari e postali, con le regole sull’esclusione dei libretti postali che trovi più sotto.

Le altre voci del patrimonio mobiliare, come titoli e buoni fruttiferi (valore nominale al 31 dicembre), fondi (valore dell’ultimo prospetto della società di gestione a quella data) o polizze vita di capitalizzazione o miste (premi versati, al netto di eventuali riscatti), non usano la giacenza media: la giacenza media riguarda solo conti correnti e depositi.

Quanto pesa la giacenza media sul tuo ISEE

Il peso del conto sull’indicatore è ridotto da tre meccanismi.

La franchigia. Dal patrimonio mobiliare della famiglia si toglie una franchigia di 6.000 €, che sale di 2.000 € per ogni componente dopo il primo, fino a un massimo di 10.000 €. La soglia aumenta poi di 1.000 € per ogni figlio dopo il secondo.

L’esclusione dei titoli di Stato e del risparmio postale. Titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 € complessivi per nucleo. Nella DSU ordinaria l’esclusione la applichi tu, riducendo sia il saldo sia la giacenza media del libretto, oppure non dichiarando il rapporto.

Il 20%. Quello che resta del patrimonio, insieme alla parte immobiliare, entra nell’ISEE solo per il 20%: il reddito conta per intero, il patrimonio per un quinto. Il risultato viene poi diviso per la scala di equivalenza della famiglia.

Famiglia di 3 persone Importo
Giacenza media del conto (unico rapporto) 14.000 €
Franchigia (6.000 € + 2.000 € + 2.000 €) 10.000 €
Patrimonio mobiliare che resta 4.000 €
Quota che entra nell’indicatore (20%) 800 €

In questo esempio, 14.000 € di giacenza media aggiungono 800 € all’indicatore, prima della divisione per la scala di equivalenza. Per chi chiede l’ISEE universitario o l’ISEE per i minorenni le regole sul conto sono le stesse: cambia la composizione del nucleo e, per i minorenni con genitori non conviventi, si aggiunge una componente per il genitore non convivente.

Dal 2026, per alcune prestazioni come l’Assegno Unico, l’Assegno di Inclusione e il bonus nido, l’ISEE si calcola con una soglia più alta per la prima casa e maggiorazioni più generose per i figli. Le regole su conti, giacenza media e franchigia restano quelle descritte qui.

L’ISEE corrente se il patrimonio è cambiato di oltre il 20%

Usare dati di due anni prima può penalizzarti se nel frattempo i risparmi sono calati. Per questo, dal 1° aprile di ogni anno, se hai già un ISEE in corso di validità, puoi chiedere un ISEE corrente sulla parte patrimoniale, calcolato con i dati dell’anno precedente, se il patrimonio così calcolato si discosta di oltre il 20% da quello dell’ISEE ordinario: ti conviene soprattutto se è sceso.

Per esempio, nel 2026 questo ISEE corrente usa saldo e giacenza media del 2025 invece di quelli del 2024. Vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui lo presenti.

Gli errori da evitare con la giacenza media

L’INPS e l’Agenzia delle Entrate confrontano i dati che dichiari con quelli che banche e Poste comunicano al fisco. Se qualcosa non torna, l’attestazione ISEE riporta omissioni o difformità. L’attestazione resta valida, ma l’ente che paga il bonus può chiederti documenti per dimostrare che i dati sono completi e veri.

  • Anno sbagliato: usare la giacenza media dell’anno scorso invece di quella di due anni prima.
  • Conto dimenticato: un conto di un figlio, una carta prepagata con IBAN o un conto chiuso nell’anno.
  • Solo il saldo: indicare il saldo al 31 dicembre e lasciare vuota la giacenza media, che va sempre scritta.
  • Conto cointestato per intero: dichiarare tutto il valore invece della propria quota.

Per rimediare puoi presentare una nuova DSU con i dati corretti, che puoi rifare durante l’anno, oppure giustificare la difformità all’ente che eroga la prestazione con idonea documentazione. Con l’ISEE in regola puoi verificare tutti gli aiuti a cui hai accesso nella nostra lista completa dei bonus.

Altre informazioni
Per sapere come si compila la dichiarazione passo per passo leggi la guida alla DSU; se non sai ancora cosa sia l’indicatore e a cosa serve, parti dalla guida sull’ISEE.
Attenzione
Le regole descritte valgono per l’ISEE ordinario calcolato dall’INPS. I servizi online di banche e Poste possono cambiare nomi e percorsi: se non trovi il documento con la giacenza media, chiedilo direttamente al tuo operatore o fatti aiutare da un CAF.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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