
Le detrazioni per pensionati sono lo sconto sull’IRPEF che spetta a chi riceve una pensione: valgono 1.955 € all’anno se il tuo reddito complessivo non supera 8.500 €, poi scendono con il reddito e si azzerano oltre i 50.000 €. Te le riconosce l’INPS direttamente sulla pensione, in base all’importo che ti paga, senza bisogno di chiederle. Ecco quanto ti spetta per ogni fascia di reddito, come si fa il calcolo, cosa succede se hai anche altri redditi e come chiedere all’INPS di non applicarle nel 2027: le richieste si presentano dal 15 ottobre 2026.
Cosa sono le detrazioni per pensionati
Sono una detrazione d’imposta: un importo che si toglie direttamente dall’IRPEF lorda, cioè dall’imposta calcolata sul tuo reddito. Più è alta la detrazione, meno tasse paghi e più alto è l’importo netto della pensione che ricevi ogni mese.
Spettano a chi ha redditi di pensione di ogni genere, per esempio la pensione di vecchiaia, quella anticipata o la pensione di reversibilità. Sono diverse da quelle dei lavoratori: chi riceve uno stipendio ha le detrazioni per lavoro dipendente, con importi e fasce di reddito diversi.
La detrazione non è un bonus che si aggiunge alla pensione: riduce solo l’imposta che devi. Se è più alta dell’IRPEF dovuta, la parte in eccesso si perde e non ti viene rimborsata.
Alcune prestazioni, poi, non pagano proprio l’IRPEF e quindi non entrano in questo calcolo. Secondo l’Agenzia delle Entrate sono redditi esenti, tra gli altri, le pensioni sociali e le pensioni, le indennità e gli assegni per ciechi civili, sordi e invalidi civili, compresa l’indennità di accompagnamento.
Le detrazioni per pensionati si sommano a quelle per i
familiari a carico: se hai a carico il coniuge o un figlio di almeno 21 anni e con meno di 30 (a 30 anni o più, solo se ha una disabilità accertata), puoi avere anche quelle. Trovi importi e limiti nella guida ai
familiari a carico.
Quanto spetta nel 2026: gli importi per fascia di reddito
L’importo dipende dal tuo reddito complessivo dell’anno, non solo dalla pensione. Si calcola senza il reddito della casa in cui abiti (l’abitazione principale e le sue pertinenze), ma includendo gli affitti tassati con la cedolare secca. Queste sono le regole indicate dall’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni del modello 730:
| Reddito complessivo |
Detrazione annua |
| Fino a 8.500 € |
1.955 € |
| Da 8.501 € a 28.000 € |
700 € + 1.255 € × (28.000 − reddito) ÷ 19.500 |
| Da 28.001 € a 50.000 € |
700 € × (50.000 − reddito) ÷ 22.000 |
| Oltre 50.000 € |
0 € |
Nella fascia fino a 8.500 € la detrazione che ti spetta davvero non può scendere sotto 713 €. Se il tuo reddito complessivo è tra 25.001 € e 29.000 €, alla detrazione si aggiungono 50 €. Nelle formule il risultato della divisione si prende con le prime quattro cifre decimali: per questo gli importi qui sotto sono arrotondati e al centesimo possono esserci piccole differenze.
Esempi di calcolo
Ecco quanto spetta a un pensionato che ha ricevuto la pensione per tutto l’anno, con alcuni redditi tipici. I valori sono indicativi.
| Reddito complessivo |
Calcolo |
Detrazione |
| 12.000 € |
700 € + 1.255 € × 16.000 ÷ 19.500 |
circa 1.730 € |
| 20.000 € |
700 € + 1.255 € × 8.000 ÷ 19.500 |
circa 1.215 € |
| 27.000 € |
700 € + 1.255 € × 1.000 ÷ 19.500 + 50 € |
circa 814 € |
| 40.000 € |
700 € × 10.000 ÷ 22.000 |
circa 318 € |
Prendiamo il caso da 12.000 €. Sui primi 28.000 € di reddito l’IRPEF lorda è del 23%, quindi 2.760 €. Togliendo la detrazione di circa 1.730 €, l’imposta da pagare scende a circa 1.030 € all’anno. Con 20.000 € di reddito, invece, l’IRPEF lorda è di 4.600 € e, dopo la detrazione di circa 1.215 €, restano circa 3.385 €.
No tax area: fino a 8.500 € non paghi IRPEF
La soglia di 8.500 € non è casuale. Su 8.500 € di reddito l’IRPEF lorda al 23% è proprio di 1.955 €, cioè quanto vale la detrazione: le due cifre si annullano e l’imposta va a zero. È quella che si chiama no tax area dei pensionati.
Vale se hai ricevuto la pensione per tutto l’anno, perché la detrazione piena è quella di 365 giorni. Sopra questa soglia la detrazione cala man mano, e l’IRPEF comincia a pesare sulla pensione. Se il tuo reddito è basso, guarda anche gli aiuti che si aggiungono all’assegno, come la quattordicesima, la maggiorazione sociale e l’importo aggiuntivo che arriva con la tredicesima.
Importante
Se la detrazione è più alta dell’IRPEF, la differenza non ti viene pagata. E il trattamento integrativo (fino a 1.200 € all’anno) non è la soluzione: spetta ai titolari di redditi di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, non a chi ha solo la pensione.
Se sei in pensione solo da una parte dell’anno
La detrazione è rapportata al periodo di pensione nell’anno: conta quanti giorni hai ricevuto la pensione, e per l’anno intero i giorni sono 365. Se sei andato in pensione a luglio, per esempio, la detrazione per pensione si calcola sui soli giorni da luglio a dicembre, cioè circa la metà di quella annua.
Per i mesi prima della pensione, se lavoravi, ti spetta la detrazione per lavoro dipendente. Le due però non si sommano per lo stesso periodo: se in alcuni giorni hai avuto sia lo stipendio sia la pensione, quei giorni si contano una volta sola e il totale non può superare 365. Lo stesso vale se ricevi più pensioni: i giorni in comune si contano una volta.
Se hai una sola pensione, il numero di giorni è quello indicato nella Certificazione Unica; se ne hai più di una, nel 730 si riporta il totale dei giorni, contando una sola volta i periodi in comune.
Come te le applica l’INPS sul cedolino
Non devi fare domanda per avere le detrazioni. L’INPS, che per la pensione fa da sostituto d’imposta, applica le aliquote IRPEF e riconosce le detrazioni sulla base del reddito che ti paga. Per controllare cosa ti viene trattenuto puoi consultare online il cedolino della pensione, accedendo con lo SPID o con la CIE.
C’è però un limite: l’INPS conosce solo la pensione che eroga. Se hai altri redditi (un affitto, un lavoro, una seconda pensione da un altro ente), la detrazione sul cedolino è calcolata su un reddito più basso di quello vero, e quindi può essere più alta di quella che ti spetta. La differenza salta fuori con la dichiarazione dei redditi e può tradursi in imposta da versare.
Come chiedere all’INPS di non applicare le detrazioni
Per evitare un conguaglio pesante puoi chiedere all’INPS di non riconoscerti le detrazioni per reddito, oppure di applicare l’aliquota IRPEF più elevata tra quelle previste per scaglioni di reddito. La scelta va comunicata ogni anno. Per il periodo d’imposta 2027 l’INPS accetta le richieste dal 15 ottobre 2026.
La domanda si presenta online con il servizio INPS «Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia», lo stesso che riguarda anche la comunicazione dei familiari a carico. Se non comunichi nulla, l’INPS continua ad applicare le aliquote previste dalla legge e a riconoscere le detrazioni in base alla pensione che ti paga.
Attenzione
Rinunciare alle detrazioni abbassa la pensione netta di ogni mese. Può convenire se hai altri redditi che, sommati alla pensione, riducono le detrazioni che ti spettano davvero: così eviti di dover versare la differenza con la dichiarazione dei redditi. Se hai solo la pensione, di solito non serve. Prima di decidere puoi chiedere un consiglio a un CAF o a un patronato.
Devi fare il 730 se sei in pensione?
Non sempre. Secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sei esonerato se hai solo la pensione, più la casa in cui abiti con le sue pertinenze (se non paghi l’IMU), e la pensione ti è pagata da un unico sostituto d’imposta che fa le ritenute, oppure da più enti purché certificati dall’ultimo che ha fatto il conguaglio. Sei esonerato anche se hai la pensione e altri redditi per un reddito complessivo non superiore a 8.500 € (senza contare la casa in cui abiti e le sue pertinenze), con la pensione ricevuta per almeno 365 giorni.
In entrambi i casi servono altre condizioni, tra cui che le detrazioni per coniuge e familiari a carico che ti sono state riconosciute siano quelle che ti spettano davvero. E se le addizionali regionale e comunale non ti sono state trattenute, o lo sono state in misura più bassa del dovuto, la dichiarazione va presentata comunque. Per i dettagli della tua situazione puoi rivolgerti a un CAF o a un patronato.
Anche se sei esonerato, il 730 puoi presentarlo lo stesso per recuperare le spese che hai sostenuto. Con il 730 precompilato puoi farlo anche da solo, e l’eventuale credito ti arriva sulla pensione, di solito a partire da agosto o settembre: trovi i tempi nella guida al rimborso 730.
Le altre detrazioni che puoi sommare
La detrazione per pensione è solo una delle voci che abbassano l’IRPEF. Con la dichiarazione dei redditi puoi aggiungere, se ne hai i requisiti:
Se vuoi avere il quadro di tutte le agevolazioni che riguardano chi ha superato i 65 anni, dalla salute alle bollette, leggi la guida alle agevolazioni over 65.
Altre informazioni
Vuoi approfondire gli altri temi fiscali? Trovi tutte le guide nella sezione
dichiarazione dei redditi di Il Mio Bonus.