Disabili

Assistenza domiciliare integrata (ADI) 2026: cos’è, a chi spetta, i livelli e come richiederla

Il 19 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
Assisti a casa un familiare anziano o non autosufficiente e vuoi sapere quali aiuti puoi chiedere?
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Assistenza domiciliare integrata: infermiera che misura la pressione a una signora anziana seduta in poltrona nel soggiorno di casa

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) porta a casa della persona le cure di medici, infermieri e operatori della riabilitazione, senza ricovero. Fa parte dei Livelli essenziali di assistenza: il Servizio sanitario nazionale la garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità. Qui trovi a chi spetta, i livelli di intensità, chi paga l’assistenza alla persona e come richiederla passo dopo passo.

Cos’è l’assistenza domiciliare integrata (ADI)

L’assistenza domiciliare integrata è un insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico erogati a casa. Lo scopo, scritto nelle regole nazionali, è triplice: stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita della persona.

Si chiama “integrata” perché mette insieme due aree: quella sanitaria (medico, infermiere, fisioterapista) e quella sociale (aiuto alla persona e supporto alla famiglia). L’ASL deve inoltre garantire la continuità tra ospedale e casa: quando un paziente viene dimesso, le cure possono proseguire a domicilio.

Le cure domiciliari rientrano nei LEA, cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare in tutta Italia. Chi le organizza in concreto, però, è la tua Regione, tramite le ASL del territorio.

Importante
Attenzione alla sigla: in sanità ADI significa assistenza domiciliare integrata, ma la stessa sigla indica anche l’Assegno di Inclusione dell’INPS, che è un sostegno economico contro la povertà. Sono due misure diverse, con domande e uffici diversi.

A chi spetta l’ADI

Il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure domiciliari alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse. In pratica l’ADI riguarda soprattutto:

  • anziani non autosufficienti o fragili, che hanno bisogno di cure continuative a casa;
  • persone con disabilità o con patologie che richiedono cure continue;
  • pazienti appena dimessi dall’ospedale che hanno ancora bisogno di medicazioni, terapie o riabilitazione;
  • persone con malattie croniche ed evolutive per cui non esistono terapie efficaci, che possono accedere alle cure palliative domiciliari.

Le regole sui LEA dedicate alle cure domiciliari non fissano un limite di età né di reddito per accedere, e non richiedono un verbale di invalidità civile o di Legge 104: il bisogno clinico, funzionale e sociale si accerta con la valutazione multidimensionale. L’invalidità civile e la Legge 104 servono per altri aiuti, che vediamo più avanti.

I livelli dell’assistenza domiciliare: dal base al III livello

Le cure domiciliari si dividono in livelli in base all’intensità, alla complessità e alla durata dell’assistenza. Per distinguerli si usa il CIA, il coefficiente di intensità assistenziale.

Livello Quando si applica CIA
Cure domiciliari di livello base Bisogni sanitari di bassa complessità (medico, infermieristico o riabilitativo), anche ripetuti nel tempo inferiore a 0,14
ADI di I livello Persone che hanno bisogno di continuità assistenziale e di interventi programmati da 0,14 a 0,30
ADI di II livello Come il I livello, ma con interventi più frequenti per la criticità e la complessità del caso da 0,31 a 0,50
ADI di III livello Patologie con elevata complessità, instabilità clinica e sintomi difficili da controllare maggiore di 0,50

Oltre a questi livelli ci sono le cure palliative domiciliari, rivolte alle persone con malattie croniche ed evolutive per cui non esistono terapie, o per cui quelle esistenti sono inadeguate o inefficaci per stabilizzare la malattia o prolungare in modo significativo la vita. Le erogano le Unità di cure palliative e comprendono anche il sostegno psicologico e spirituale; nel livello specialistico è prevista la pronta disponibilità medica e infermieristica sulle 24 ore.

Come si calcola il CIA

Il CIA è un rapporto semplice: le giornate in cui c’è stato almeno un accesso a casa divise per le giornate di cura, contate dalla presa in carico alla chiusura del programma.

Un esempio: se il programma dura 30 giorni e gli operatori vengono a casa in 9 giorni diversi, il CIA è 9 diviso 30, cioè 0,30, e si resta nell’ADI di I livello. Con 12 giorni di accessi sugli stessi 30 giorni il CIA sale a 0,40 e si passa al II livello. Più alto è il CIA, più frequenti sono gli accessi a domicilio.

Cosa comprende l’assistenza domiciliare integrata

Nell’ADI di I e II livello le prestazioni sono prevalentemente di tipo medico-infermieristico-assistenziale oppure riabilitativo-assistenziale. Nel III livello le prestazioni sono di tipo medico, infermieristico e riabilitativo, per persone con elevata complessità, instabilità clinica e sintomi difficili da controllare; questo livello tiene conto anche della necessità di dare supporto alla famiglia o al caregiver.

Quando servono, nei tre livelli dell’ADI sono assicurati anche:

  • gli accertamenti diagnostici;
  • la fornitura dei farmaci previsti dai LEA;
  • i dispositivi medici previsti dai LEA;
  • i preparati per la nutrizione artificiale.

Le cure sanitarie sono poi integrate da prestazioni di aiuto infermieristico e di assistenza tutelare professionale alla persona, e da interventi sociali decisi in base alla valutazione. Se lavori e ti occupi della persona, puoi valutare anche i permessi della Legge 104.

Una buona notizia per chi assiste un familiare: per l’ADI di I e II livello la richiesta può partire anche dai familiari o dai servizi sociali, non solo dal medico.

Quanto costa l’ADI: chi paga l’assistenza alla persona

Le cure domiciliari sono un livello essenziale di assistenza: le garantisce il Servizio sanitario nazionale (SSN), con modalità definite dalla tua Regione. La regola nazionale sui costi riguarda una parte precisa dell’assistenza, quella alla persona, per cui è prevista una divisione dei costi.

Le prestazioni di aiuto infermieristico e di assistenza tutelare professionale sono:

  • interamente a carico del SSN per i primi 30 giorni dopo una dimissione ospedaliera protetta;
  • a carico del SSN per il 50% nei giorni successivi.

La parte restante non è a carico del SSN: chiedi alla tua ASL o al tuo Comune come viene coperta nella tua Regione e se ti chiedono una quota. Gli aiuti sociali per restare a casa, come il sostegno e l’aiuto domestico alle persone con disabilità e limitazioni dell’autonomia, rientrano tra le prestazioni sociosanitarie agevolate: per queste l’ente può chiedere l’ISEE sociosanitario e calcolare su quella base la tua quota di compartecipazione. Per averlo devi presentare la DSU.

Vuoi sapere quali altri aiuti puoi chiedere per l’assistenza a casa?
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Se sostieni altre spese, per esempio per un’assistente familiare assunta in regola, puoi valutare il bonus colf e badanti e le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità.

Come richiedere l’assistenza domiciliare integrata

Le modalità di attivazione le decide ogni Regione, quindi nomi degli uffici e moduli cambiano da un territorio all’altro. In generale il percorso prevede questi passaggi:

  1. Parla con il medico di famiglia: nelle cure domiciliari integrate assume la responsabilità clinica delle cure e deve valorizzare e sostenere il ruolo della famiglia.
  2. Se la persona è ricoverata, parlane in reparto: chiedi come si organizza il passaggio alle cure a casa (dimissione protetta); l’ASL deve assicurare la continuità tra ospedale e domicilio.
  3. Rivolgiti al Punto unico di accesso (PUA): è lo sportello attraverso cui le persone non autosufficienti accedono ai servizi sociali e sociosanitari, con sede nelle Case della comunità.
  4. La valutazione multidimensionale: un’équipe di valutazione, composta da personale sanitario e sociale, esamina la situazione clinica, funzionale e sociale della persona.
  5. Il Progetto di assistenza individuale (PAI): è il documento che definisce i bisogni terapeutici, riabilitativi e assistenziali della persona e il piano di cura che ne deriva. Viene redatto coinvolgendo anche il paziente e la sua famiglia.

Tieni a portata di mano la tessera sanitaria e la documentazione clinica più recente (lettere di dimissione, referti, terapie in corso). Se la persona ha anche un’esenzione per reddito o per patologia, puoi controllarla nella nostra guida all’esenzione ticket sanitario.

Attenzione
I tempi di attivazione, l’orario degli operatori e l’eventuale lista d’attesa dipendono dall’organizzazione della tua ASL. Se le condizioni della persona cambiano, chiedi al medico di famiglia di aggiornare la valutazione: il livello di assistenza dipende dal bisogno.

Gli obiettivi della riforma dell’assistenza territoriale

Gli standard dell’assistenza territoriale fissati dal Ministero della Salute danno all’assistenza domiciliare un obiettivo da raggiungere: prendere in carico progressivamente il 10% della popolazione con più di 65 anni.

Tra gli standard organizzativi c’è anche la continuità assistenziale 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, nelle modalità indicate dalla normativa nazionale e regionale, compresi i servizi di telemedicina. Per chiedere le cure puoi rivolgerti al tuo medico di famiglia e al Punto unico di accesso (PUA), che per legge ha sede nelle Case della comunità. Come funziona in pratica il PUA dipende dalla tua Regione e dalla tua ASL.

ADI e altri aiuti per chi assiste una persona a casa

L’ADI copre le cure, non il reddito della famiglia. A seconda della situazione puoi valutare anche questi aiuti, controllando sempre requisiti e incompatibilità di ognuno:

Altre informazioni
Per una panoramica completa leggi la nostra guida alle agevolazioni per gli over 65 e la pagina dedicata ai bonus per le persone con disabilità.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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