
Assistere una persona con disabilità comporta spese e rinunce che nessuna misura nazionale copre per intero. Per questo lo Stato finanzia un fondo dedicato ai caregiver familiari, ma non lo distribuisce direttamente: lo trasferisce alle Regioni, che decidono importi, requisiti e finestre di domanda. Il risultato è che lo stesso fondo diventa un contributo molto diverso a seconda di dove abiti. In questa guida, aggiornata a settembre 2026, trovi Regione per Regione quali misure sono attive, quanto valgono e a chi va presentata la domanda.
Come funziona il Fondo caregiver: lo Stato paga, le Regioni decidono
Il Fondo caregiver non è più un fondo a sé stante. Dal 1° gennaio 2024 il vecchio “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”, istituito dalla legge 205/2017, è confluito nel Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità previsto dalla legge 213/2023.
Il riparto più recente è quello dell’annualità 2024: 30 milioni di euro divisi tra le Regioni con il decreto interministeriale dell’8 gennaio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2025. A oggi non risulta pubblicato alcun decreto di riparto per l’annualità 2025.
La misura nasce dallo Stato ma non si chiede allo Stato. Le risorse vanno alle Regioni e da queste agli ambiti territoriali sociali, che stabiliscono chi ha diritto, quanto riceve e quando presentare domanda. Il tuo interlocutore è quindi sempre locale: Distretto sociosanitario, ASST, Ambito territoriale o Comune, a seconda della Regione.
Chi è considerato caregiver familiare lo dice la legge 205/2017 all’articolo 1, comma 255: è chi assiste il coniuge, l’altra parte dell’unione civile, il convivente di fatto, un familiare o un affine entro il secondo grado, oppure, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della Legge 104/1992, un familiare entro il terzo grado. Non basta però il legame di parentela: la persona assistita deve non essere autosufficiente ed essere riconosciuta invalida bisognosa di assistenza globale e continua, oppure essere titolare dell’indennità di accompagnamento. Se il verbale non è ancora arrivato, il primo passo è la domanda di invalidità civile.
Importante
Non esiste un importo statale unico. Il decreto nazionale non fissa alcuna cifra per il singolo caregiver: ripartisce il fondo tra le Regioni, che decidono poi importi, forme di erogazione e requisiti. Diffida di qualsiasi “importo medio nazionale” del bonus caregiver: quanto puoi ricevere dipende solo dalla tua Regione e dal tuo ambito territoriale.
Quanto ha ricevuto la tua Regione
Queste sono le somme assegnate a ciascuna Regione con il decreto dell’8 gennaio 2025, relativo all’annualità 2024. Le Province autonome di Trento e Bolzano non rientrano nel riparto.
| Regione |
Risorse assegnate |
Regione |
Risorse assegnate |
| Abruzzo |
711.000 € |
Molise |
195.000 € |
| Basilicata |
315.000 € |
Piemonte |
2.373.000 € |
| Calabria |
1.026.000 € |
Puglia |
2.004.000 € |
| Campania |
2.562.000 € |
Sardegna |
876.000 € |
| Emilia-Romagna |
2.325.000 € |
Sicilia |
2.457.000 € |
| Friuli-Venezia Giulia |
702.000 € |
Toscana |
2.106.000 € |
| Lazio |
2.745.000 € |
Umbria |
513.000 € |
| Liguria |
984.000 € |
Valle d’Aosta |
75.000 € |
| Lombardia |
4.779.000 € |
Veneto |
2.412.000 € |
| Marche |
840.000 € |
Totale |
30.000.000 € |
Attenzione a come leggerle: sono cifre destinate alle Regioni, non a te. Ti dicono quante risorse ha a disposizione il tuo territorio, non quanto riceverai.
Fondo caregiver in Regione Lombardia
In Lombardia non esiste un “bonus caregiver” da chiedere a parte. Con la DGR n. XII/5365 del 24 novembre 2025 la Regione ha destinato i 4.779.000 € del Fondo caregiver alla programmazione del Fondo Non Autosufficienza: il sostegno al caregiver rientra cioè nelle misure per la non autosufficienza, senza una domanda separata.
Dopo il decreto legislativo 62/2024 anche le categorie sono cambiate: non si parla più di disabilità grave e gravissima, ma di necessità di sostegno intensivo molto elevato (prima “gravissima”, Misura B1) e di necessità di sostegno intensivo elevato (prima “grave”, Misura B2). È da questa classificazione che dipendono l’importo e l’ente a cui presentare domanda.
Con la DGR n. XII/6320 del 15 giugno 2026, quando l’assistenza è garantita da un caregiver familiare inserito nel PAI o nel Progetto di vita, gli importi mensili sono:
- 565 € al mese in via ordinaria;
- 615 € al mese se la persona assistita frequenta la scuola;
- 665 € al mese in presenza della condizione prevista alla lettera g) del provvedimento;
- 900 € al mese nei casi di bisogni complessi (coma o stato vegetativo, ventilazione meccanica, dipendenza vitale), quando il caregiver è presente almeno 16 ore al giorno.
Per la necessità di sostegno intensivo elevato il contributo arriva fino a un massimo di 800 € al mese, anche in presenza di un caregiver familiare. Oltre al contributo in denaro puoi ottenere interventi di assistenza diretta: un periodo di sollievo, la sostituzione del caregiver anche in emergenza, un percorso di sostegno psicologico individuale o di gruppo, interventi di formazione e addestramento. Sono aiuti che si sommano alle agevolazioni fiscali per persone con invalidità, che restano valide in tutta Italia.
La domanda di accesso alla valutazione si presenta all’ASST competente se la persona assistita ha necessità di sostegno intensivo molto elevato, oppure all’Ambito territoriale sociale se la necessità di sostegno è elevata. La finestra ordinaria va dal 1° marzo al 31 ottobre di ogni anno; per il 2026, in via transitoria, le domande all’ASST si presentano dal 22 giugno al 31 ottobre 2026.
Attenzione
In Lombardia non c’è una graduatoria a punti. Dopo la domanda vieni chiamato a una valutazione multidimensionale e, se rientri nei requisiti, l’équipe redige il PAI o il Progetto di vita: il contributo parte dalla data di conclusione della valutazione. Se sei già preso in carico, ti basta comunicare la volontà di proseguire.
Bonus Assistenti Familiari: la misura lombarda da non confondere
Se hai assunto una badante, la Lombardia ha una misura del tutto diversa, il Bonus Assistenti Familiari: un rimborso delle spese sostenute per un assistente familiare iscritto in uno o più registri territoriali degli Ambiti, previsto dall’articolo 7 della legge regionale 15/2015.
- con ISEE fino a 25.000 € il tetto di contributo è di 2.400 €;
- con ISEE superiore a 25.000 € e fino a 35.000 € il tetto è di 2.000 €.
In entrambi i casi il contributo non può superare il 60% delle spese effettivamente sostenute per la retribuzione dell’assistente. Serve un contratto regolarmente registrato e in corso di validità, con l’inquadramento previsto dal bando per l’assistente familiare (categoria C SUPER CS del contratto del lavoro domestico). La domanda si presenta solo online su Bandi online con SPID, CIE o CNS, a sportello fino a esaurimento delle risorse.
La differenza è sostanziale: questa misura paga chi assume un assistente esterno, non il familiare che assiste. Le due misure sono compatibili tra loro e con le Misure B1 e B2.
Buono Domiciliarità della Regione Piemonte
La misura piemontese è il Buono Domiciliarità 2026, gestito attraverso il portale regionale Scelta Sociale, e copre il periodo 2026/2027. Si tratta di un contributo mensile di 700 € per 12 mesi, che può essere esteso fino a 24 mesi in fase di assegnazione, in funzione del numero di domande ammissibili. La dotazione è di 20.193.600 € e i buoni si assegnano a sportello fino a esaurimento delle risorse, con un solo sportello previsto.
Puoi avere diritto al Buono se sei una persona over 65 non autosufficiente o una persona con disabilità non autosufficiente, anche minorenne, e se rispetti tutte queste condizioni:
- essere residente in Piemonte ed essere cittadino italiano o dell’Unione europea oppure, se provieni da un Paese terzo, avere un regolare permesso di soggiorno;
- essere già stato valutato dall’UVG o dall’UMVD, con un PAI o un Progetto di Vita Personalizzato da cui risultino un punteggio sanitario non inferiore a 5 e un punteggio sociale non inferiore a 7;
- avere un ISEE ordinario o sociosanitario in corso di validità non superiore a 40.000 €, sia per gli adulti sia per i minorenni. Non è ammesso l’ISEE corrente né un ISEE che presenti anomalie;
- usufruire già di un servizio di assistenza familiare di 16 ore settimanali, con contratto in corso alla data della domanda.
Sul contratto la Regione ammette tre strade: un contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato e di durata minima di 30 giorni, con inquadramento almeno al livello CS del contratto nazionale del lavoro domestico; un contratto di prestazione di servizi con una cooperativa, un’agenzia di somministrazione o un altro fornitore di assistenza domiciliare; oppure un incarico a un libero professionista. In tutti i casi servono le stesse 16 ore settimanali.
Importante
Segna le date: la domanda si presenta dalle ore 00.00 del 14 settembre 2026 alle ore 23.59 del 2 novembre 2026, solo online dal sito Scelta Sociale, che rimanda al portale Piemonte Tu, con SPID, CIE o CNS. Non sono ammesse altre forme di invio. La domanda deve inoltre essere presentata obbligatoriamente da una persona diversa dal destinatario: il genitore per i minorenni, il tutore, un convivente dello stesso nucleo anagrafico, il coniuge o l’altra parte dell’unione civile, un parente entro il primo grado, il curatore o l’amministratore di sostegno, oppure chi ha una procura speciale. Chi presenta la domanda non può essere l’assistente familiare incaricato del servizio.
Bonus caregiver familiare Veneto
Per l’annualità 2024 il Veneto ha programmato 2.412.000 € con la DGR n. 515 del 13 maggio 2025: 2.187.000 € per l’Intervento A.1 e 225.000 € per l’Intervento A.3.
Gli interventi previsti oggi sono due, alternativi tra loro: l’Intervento A.1, per chi assiste una persona in condizione di disabilità gravissima, tenendo conto anche dei casi di insorgenza anticipata, e l’Intervento A.3, per i percorsi di accompagnamento alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento con la persona assistita. L’Intervento A.2, riservato a chi non aveva avuto accesso a una struttura residenziale a causa delle norme dell’emergenza sanitaria, è stato eliminato: restano attive solo le prese in carico già in corso.
A seconda della condizione della persona assistita il sostegno mensile cambia:
| Tipologia |
Chi assisti |
Importo mensile |
Soglia ISEE sociosanitario |
| CGA |
Persona in dipendenza vitale o in ventilazione assistita, con assistenza continua nelle 24 ore |
fino a 800 € |
sotto 60.000 € (maggiorenni), 65.000 € (minorenni) |
| CGSla |
Persona affetta da sclerosi laterale amiotrofica |
da 400 € a 2.000 € |
sotto 60.000 € |
| CGp |
Persona con disabilità psichica e intellettiva tra 3 e 64 anni con handicap grave |
da 400 € a 706 € |
nessuna soglia |
| CGf |
Persona con disabilità fisica e motoria tra 18 e 64 anni con handicap grave |
da 400 € a 1.000 € |
nessuna soglia |
Puoi presentare la domanda in qualsiasi momento agli sportelli dei Servizi Sociali del Comune o dell’ATS, oppure al Distretto sociosanitario. Servono l’attestazione ISEE e la scheda di valutazione multidimensionale. Dopo la valutazione dell’UVMD ti viene attribuito un punteggio che vale per la graduatoria gestita dall’Azienda ULSS. Se la persona assistita è minorenne e frequenta la scuola, verifica anche l’indennità di frequenza. Gli interventi durano dodici mensilità e vengono rinnovati di anno in anno se i requisiti permangono.
Bonus caregiver familiare Liguria
La Regione Liguria riconosce un contributo mensile che cambia in base all’ISEE del caregiver: 400 € al mese con ISEE pari o inferiore a 15.000 €, oppure 200 € al mese con ISEE superiore a 15.000 €. Viene erogato per un massimo di 12 mensilità e fino a esaurimento delle risorse. Non è retroattivo e ti viene riconosciuto dal mese in cui si svolge la valutazione che ti riconosce il diritto al contributo.
Puoi avere diritto al contributo se assisti una persona che si trova in una di queste tre condizioni:
- disabilità gravissima, ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 26 settembre 2016;
- grave demenza (Alzheimer e altre demenze) con una valutazione sulla scala Clinical Dementia Rating (CDR) tra 1 e 3, certificata da un medico specialista di una struttura sanitaria pubblica;
- non autosufficienza, secondo il profilo definito dalla Regione: la persona non si alimenta da sola, non è in grado di vestirsi e lavarsi, ha bisogno di aiuto per muoversi, ha gravi disturbi cognitivi e comportamentali oppure più patologie disabilitanti con prognosi evolutiva.
Devono poi ricorrere contemporaneamente tutte queste condizioni: essere convivente con la persona di cui ti prendi cura, prestare assistenza continuativa, avere un ISEE ordinario pari o inferiore a 30.000 €, essere entrambi residenti in Liguria, e che la persona assistita non sia ricoverata in struttura extraospedaliera né benefici di altri contributi regionali per la Vita indipendente, il Dopo di Noi o la grave disabilità. La domanda si presenta al Distretto sociosanitario competente per residenza, con l’attestazione ISEE, la certificazione sanitaria della persona assistita e i documenti di identità di entrambi. Chi ha una invalidità civile riconosciuta può inoltre richiedere la Disability Card, valida su tutto il territorio nazionale.
In Liguria non c’è una scadenza fissa. Le domande si presentano al Distretto e il contributo viene riconosciuto fino a esaurimento delle risorse. L’ultima programmazione pubblicata, quella dell’annualità 2024, prevedeva che le erogazioni si concludessero entro il 30 luglio 2026: prima di preparare i documenti, chiedi al tuo Distretto se ci sono risorse disponibili e se la misura è stata rifinanziata.
Contributo per l’assistente familiare in Sardegna
In Sardegna non esiste un bonus caregiver in senso stretto. La misura più vicina è il programma di sostegno ai nuclei familiari che si prendono cura di anziani non autosufficienti, previsto dalla legge regionale 2 del 29 maggio 2007. Il contributo è pari a 3.000 € all’anno e serve prima di tutto a pagare gli oneri previdenziali e assicurativi dell’assistente familiare, gli eventuali costi per regolarizzarne la permanenza in Regione e una parte dei costi contrattuali.
Importante
Qui c’è un equivoco che gira parecchio e vale la pena chiarire subito. La Regione considera assistenza familiare “il lavoro di cura e aiuto prestato a domicilio da persone singole, non imparentate con l’assistito“. Il contributo quindi non serve a far diventare badante un tuo familiare: paga il rapporto di lavoro con una persona esterna alla famiglia, iscritta al registro pubblico degli assistenti familiari.
Puoi richiederlo se hai più di 65 anni, sei affetto da disabilità grave certificata, raggiungi un punteggio superiore a 75 secondo i criteri dei piani personalizzati della legge 162/1998, il tuo nucleo familiare ha un ISEE non superiore a 32.000 € annui, ti avvali di un assistente familiare iscritto all’apposito registro pubblico con regolare contratto di lavoro (minimo 6 ore al giorno per 6 giorni alla settimana) e ti impegni a favorire la sua partecipazione ai programmi di formazione.
La domanda si presenta al Comune di residenza, che fornisce anche il modulo, insieme alla certificazione ISEE, alla certificazione di disabilità grave, al certificato di iscrizione dell’assistente al registro pubblico e alla copia del contratto di lavoro. Il contributo è cumulabile con i piani personalizzati della legge 162/1998, ma è incompatibile con il programma “Ritornare a casa”. Chi non lavora e assiste un familiare può inoltre verificare i requisiti dell’Assegno di Inclusione, che tiene conto dei nuclei con persone con disabilità.
Attenzione
Il contributo viene erogato dal Comune in tre rate: la prima al momento della firma del contratto, la seconda dopo 6 mesi e solo una volta verificato il regolare pagamento degli oneri previdenziali, assicurativi e contrattuali, la terza a conclusione del regolare rapporto di lavoro annuale.
Bonus caregiver della Regione Sicilia
La Regione Siciliana finanzia il bonus caregiver con le risorse del fondo statale e lo ha rifinanziato anche nel 2026: con il decreto n. 2561 del 16 luglio 2026 ha impegnato 2.035.212,87 € a favore dei Distretti sociosanitari dell’Isola, con un riparto basato sul censimento della popolazione del 2025.
Le risorse sono divise in due quote: 1.322.888,37 €, pari al 65%, per i caregiver di persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992, e 712.324,50 €, pari al restante 35%, per i caregiver di persone con disabilità gravissima.
Puoi essere considerato caregiver familiare se assisti il coniuge, l’altra parte dell’unione civile o il convivente di fatto, un familiare o un affine entro il secondo grado, oppure, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della Legge 104/1992, un familiare entro il terzo grado. Il bonus non passa dal Comune: il pagamento avviene attraverso i Distretti sociosanitari, che erogano il contributo ai beneficiari. Per sapere se c’è un avviso aperto e come presentare la domanda, rivolgiti al Distretto sociosanitario competente per la tua residenza. Se la persona che assisti ha una capacità lavorativa ridotta ma non è totalmente inabile, valuta anche l’assegno ordinario di invalidità.
Bonus caregiver Napoli da 750 €: la misura è chiusa
Il Comune di Napoli ha erogato una sola volta, nel 2023, un voucher da 750 € per i caregiver familiari, approvato con la disposizione dirigenziale n. 34 del 21 aprile 2023. Le domande si chiudevano il 5 maggio 2023, le spese andavano sostenute entro il 31 agosto 2023 e la richiesta di rimborso entro il 15 settembre 2023. Oggi la misura non è più attiva e sul sito del Comune di Napoli non risulta alcun avviso caregiver aperto.
Se assisti un familiare a Napoli, la misura comunale attualmente attiva non è il bonus caregiver ma il Programma Assegni di Cura: conviene chiedere al Servizio Sociale del proprio Municipio quali requisiti servono e se ci sono termini aperti.
Aggiornamenti di questa guida
8 settembre 2026: revisione completa dei contenuti. Aggiornato il riparto statale: sostituita la tabella dell’annualità 2023 (25.807.485 €) con quella dell’annualità 2024 (30.000.000 €, decreto interministeriale 8 gennaio 2025), e chiarito che dal 1° gennaio 2024 il Fondo caregiver è confluito nel Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità. Rimossa la stima “tra 500 e 800 € mensili”, priva di fonte ufficiale. Riscritta la sezione della Lombardia sulla DGR XII/6320 del 15 giugno 2026, con i nuovi importi mensili e la nuova terminologia del D.Lgs. 62/2024, e separato il Bonus Assistenti Familiari, che è una misura distinta. Aggiornato il Piemonte al Buono Domiciliarità 2026 (700 € al mese, ISEE fino a 40.000 €, domande dal 14 settembre al 2 novembre 2026). Corretto il Veneto con la DGR 515/2025 e l’eliminazione dell’Intervento A.2. Corretta la Liguria (ISEE fino a 30.000 €, tre condizioni della persona assistita, nessuna scadenza fissa) e rimosso il termine scaduto del 31 dicembre 2023. Chiarito che in Sardegna l’assistente familiare non può essere un parente. Aggiornata la Sicilia al decreto n. 2561 del 16 luglio 2026 e corretto l’ente competente, che è il Distretto sociosanitario e non il Comune. Segnalata come chiusa la misura del Comune di Napoli e rimossi i tre collegamenti non più raggiungibili.
Richiesta informazione ed aiuto per bonus caregiver
Buongiorno signor Blengeri,
la ringraziamo per averci scritto. Come spiegato nell’articolo, non esiste un unico “Bonus caregiver” nazionale con regole uguali per tutti: si tratta di misure gestite a livello regionale (o comunale), quindi requisiti, importi e modalità di domanda cambiano a seconda della Regione di residenza.
Poiché i requisiti variano molto da territorio a territorio, non possiamo indicarle con certezza importi o scadenze valide per la sua situazione: la invitiamo quindi a verificare le informazioni aggiornate direttamente presso gli enti sopra indicati.
Un saluto
Come caregiver familiare dopo aver perso il lavoro e assistere h24 7/7 mia mamma 91 enne con alzheimer e reversibilità di circa 800 euro mensili cosa mi spetta? Lombardia.
Grazie saluti.
Buongiorno signor Peli,
mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Nel suo caso, essendo caregiver di sua madre con una patologia grave come l’Alzheimer, le misure a cui guardare sono diverse e vanno verificate con attenzione, perché dipendono dal riconoscimento della Legge 104 e da requisiti economici (ISEE) e anagrafici specifici. In generale, può valutare quanto segue:
Un saluto
Buon giorno, mi chiamo Sonia Moscatelli.
Sono di roma.
Assisto i miei genitori anziani e totalmente disabili al 100 per 100.
Percepiscono entrambe l accompagno.
Ma prendono una sola pensione di lavoro.
Io sono disoccupata da tre anni.
La loro disabilità è grave per mio padre /gravissima per mia madre.
Abito nella regione Lazio.
Quali contributi caregiver posso richiedere?
Continuerei io ad occuparmi di loro dato che non lavoro
Buongiorno signora Moscatelli,
la ringrazio per averci scritto e mi dispiace per la situazione che sta vivendo lei e i suoi genitori. Le indico, in linea generale, i canali da verificare per il suo caso, senza però poterle indicare cifre o requisiti puntuali che vanno sempre confermati con l’ente competente.
Le suggerisco di partire da un contatto diretto con INPS e con il patronato di fiducia: potranno verificare nel dettaglio la sua situazione personale (stato di disoccupazione, doppio carico assistenziale, gravità della disabilità di entrambi i genitori) e indicarle con precisione a quali misure può accedere.
Può trovare maggiori informazioni sui bonus caregiver regionali nel nostro articolo: Bonus caregiver regionali 2024: quali sono e come richiederli.
Un saluto
Buongiorno vorrei vorrei trasferirmi a Catania dalla Lombardia dove percepisco il bonus cargiver ..da qualche anno .dove dovrei rivolgermi.i esattamente a quale ufficio .se potete dirmi i principali requisiti richiesti per avviare la domanda . Grazie mille.
Buongiorno signora Lanzafame,
come spiegato nell’articolo, il Bonus caregiver non è una misura unica nazionale, ma viene istituito e gestito dalle singole Regioni (o dagli enti locali), ciascuna con proprie regole, requisiti, importi e modalità di domanda. Questo significa che il beneficio che percepisce attualmente in Lombardia è legato alla residenza in quella Regione: trasferendosi a Catania, il diritto a quella specifica prestazione regionale lombarda decade, e occorre verificare se la Regione Sicilia (o il Comune/ASP di Catania) preveda una misura analoga, con propri criteri di accesso.
Le consiglio di avviare queste verifiche prima del trasferimento, in modo da non avere interruzioni nell’assistenza.
Un saluto
Bonus caregiver o bonus economico x disabile aln100 per cento con accompagnamento. Regione sicilia città Catania.
Buon pomeriggio,
il bonus caregiver della Sicilia viene gestito da ciascun Comune. Pertanto, per verificare se vi sono bandi aperti e fare la richiesta, è necessario rivolgersi al proprio Comune di residenza.
Un saluto
Salve, volevo chiedere per la Toscana se è previsto qualcosa in merito al Bonus caregiver regionali 2023. Premesso che un contributo per la gravissima disabilità Viene erogato già da un ente comunale per il sociale .Grazie
Buon pomeriggio sig. Carlo,
attualmente non ci sono notizie riguardo la vostra Regione. Vi aggiorneremo appena sapremo qualcosa in merito.
Un saluto
Sono di latina sono invalido al 100 per 100 con accompagno ho la 104 mia moglie ha diritto?
Buon pomeriggio sig. Claudio,
le lascio qui il link diretto della regione Lazio in merito a questo bonus, può trovare tutte le informazioni dettagliate: https://www.regione.lazio.it/cittadini/sociale-famiglie/caregiver-familiare
Resto a sua disposizione per eventuali dubbi,
Un saluto
Buongiorno……io ho percepito il contributo straordinario cargiver fino ad aprile……e al patronato mi hanno detto che il nuovo aiuto famigliare cargiver mi spettava senza presentare domanda…..mi spettava di diritto come vecchio percettore, infatti io non ho presentato la domanda a luglio……invece mi sa che mi hanno combinato un casino e che la domanda andava presentata uguale…….mi sa dare una vera risposta in merito….? E cosa posso fare per recuperare il danno..? Grazie
Buon pomeriggio,
effettivamente bisognava rinnovare la domanda. Può provare a mettersi in contatto con l´INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164 164 da rete mobile.
Un saluto
Ho 67 anni e da poco sono pensionato. Vivo assieme e mi occupo di assistere mia madre A.V. di anni 87, alla quale è stata accertata nell’aprile del 2019 dalla “Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile”, una invalidità al 100% con riconoscimento dell’assegno di accompagnamento. Chiedo se oltre alla pensione erogata dall’Inps per l’invalidità, si possano chiedere altri contributi o bonus, quali “l’home care premium” in considerazione delle condizioni della mamma.
Resto in attesa di gradita risposta e ringrazio.
Buongiorno,
ci sono dei requisiti specifici per poter usufruire del bonus Home Care Premium. Può essere richiesto dai dipendenti iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, oppure dai pensionati iscritti alla Gestione dei Dipendenti Pubblici o dal loro coniuge, solo nel caso in cui non sia avvenuta una separazione ufficiale tra i due soggetti. Oltre a questi soggetti, possono farne richiesta anche i soggetti legati da unione civile o attualmente conviventi, i parenti di primo grado anche se non attualmente conviventi oppure ancora i parenti del soggetto con disabilità nel caso siano indicati come tutori di quest’ultimo. Se il soggetto richiedente rientra in una di queste categorie, ciò che determinerà l’importo percepito mensilmente sarà il valore economico dell’ISEE e il grado di disabilità. Infatti, la normative suddivide la disabilità in media, grave e gravissima o non autosufficienza, identificate dalla percentuale di disabilità certificata. La disabilità, unita al totale dell’ISEE, andrà a determinare il posto che il soggetto occuperà in graduatoria, e di conseguenza l’importo mensile che percepirà. Può trovare tutti i dettagli sul sito dell’INPS.
Un saluto
Grazie x la risposta precedente. Noi abitiamo a Roma e x fare la domanda HCP bisogna essere ancora iscritti al fondo creditizio, altrimenti bocciano la domanda. Posso ugualmente fare domanda x caregiver?