Disabili

Legge 13/89 nel 2026: contributo fino a 7.101,28 € per abbattere le barriere architettoniche in casa, chi può averlo e come fare domanda

Il 13 Ottobre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura
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Legge 13/89: servoscala installato in casa per superare le barriere architettoniche

La Legge 13/89 prevede un contributo a fondo perduto per abbattere le barriere architettoniche nella casa in cui vive una persona con limitazioni permanenti della mobilità: rampe, servoscala, ascensori, porte più larghe o un bagno accessibile. Il contributo arriva fino a 7.101,28 € per domanda, non dipende dall’ISEE e si chiede al Comune entro il 1° marzo di ogni anno, prima di iniziare i lavori. Tra gli aiuti per le persone con disabilità è poco noto, ma può coprire per intero i lavori più piccoli.

Cos’è il contributo della Legge 13/89

È un aiuto economico a fondo perduto: non va restituito e non è una detrazione fiscale. Serve a pagare i lavori che eliminano o superano le barriere architettoniche in un edificio già esistente, sia dentro l’abitazione sia nelle parti comuni del condominio. Secondo le regole del Friuli Venezia Giulia, l’edificio deve esistere già all’11 agosto 1989: per quelli costruiti o ristrutturati per intero con un progetto autorizzato dopo quella data sono ammessi a contributo solo gli interventi di adattabilità.

Le risorse arrivano da un fondo statale che lo Stato ripartisce tra le Regioni in base alle domande raccolte. Le Regioni le trasferiscono ai Comuni, e il Comune paga chi ha presentato la domanda. Per questo l’ufficio a cui rivolgerti è quello del Comune dove si trova l’immobile.

Il contributo non ha limiti di reddito: non serve l’ISEE e non conta quanto guadagna la famiglia. Conta la disabilità della persona e il tipo di lavori.

Chi può chiedere il contributo

Il contributo spetta a chi ha menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, compresa la cecità, o difficoltà permanenti nel camminare e muoversi. La legge non fissa una percentuale minima di invalidità civile e non richiede il riconoscimento della Legge 104: conta che la limitazione sia permanente. Di solito il Comune chiede un certificato medico che la descriva.

Oltre alla persona con disabilità, possono avere diritto al contributo:

  • chi ha la persona con disabilità fiscalmente a carico (per esempio un genitore o un figlio, secondo le regole dei familiari a carico); a chi assiste un familiare a casa possono interessare anche i bonus caregiver regionali;
  • il condominio in cui vive la persona con disabilità, per i lavori sulle parti comuni.

Secondo le regole regionali (per esempio quelle del Friuli Venezia Giulia), la persona con disabilità deve avere la residenza nell’immobile oggetto dei lavori, oppure trasferirla lì appena i lavori sono finiti. Va bene anche una casa in affitto: in quel caso serve il consenso scritto del proprietario.

Chi firma la domanda e chi riceve i soldi

La domanda la presenta la persona con disabilità oppure chi la rappresenta (tutore, amministratore di sostegno, genitore). Se però i lavori li paga un’altra persona, come il proprietario o l’amministratore di condominio, anche questa deve firmare la domanda: il contributo va a chi sostiene davvero la spesa.

Quali lavori sono ammessi

Sono ammessi i lavori che servono direttamente a superare una barriera. Le linee della Regione Friuli Venezia Giulia, per esempio, li dividono in due gruppi.

Accesso all’edificio o all’appartamento (accessibilità esterna):

  • rampa di accesso;
  • servoscala, piattaforma elevatrice o installazione e adeguamento dell’ascensore;
  • allargamento delle porte di ingresso e sistemi automatici di apertura;
  • adeguamento dei percorsi che portano al portone.

Spazi dentro casa (accessibilità interna):

  • adeguamento di bagno, cucina e camere da letto;
  • porte interne più larghe e percorsi interni senza ostacoli;
  • dispositivi di segnalazione per le persone con disabilità sensoriale.

Nella spesa possono rientrare anche l’IVA e, se i lavori richiedono un tecnico, le spese di progettazione e direzione lavori. In Friuli Venezia Giulia, se i lavori riguardano sia l’accesso all’edificio sia gli spazi interni, si presentano due domande distinte, una per ciascun tipo di intervento, e per ognuna si può ottenere un contributo.

Altre informazioni
Per l’ascensore in condominio esistono anche aiuti fiscali: trovi come funzionano nella guida al bonus ascensore. Per i lavori nel bagno, vedi il bonus bagno.

Quanto spetta: le fasce di spesa

Il contributo non è una percentuale fissa. Si calcola a fasce, sulla spesa effettivamente sostenuta: copre per intero i lavori più piccoli e poi una parte sempre più bassa. Le fasce sono state fissate in lire; convertite in euro, sono queste:

Parte della spesa Quanto copre il contributo Contributo massimo della fascia
Fino a 2.582,28 € Il 100% della spesa 2.582,28 €
Da 2.582,28 € a 12.911,42 € Il 25% di questa parte 2.582,29 €
Da 12.911,42 € a 51.645,69 € Il 5% di questa parte 1.936,71 €
Totale massimo per domanda 7.101,28 €

Le fasce si sommano. Due esempi indicativi, calcolati sulla spesa e validi solo se i fondi ci sono:

  • per un servoscala da 8.000 € il contributo calcolato è di 2.582,28 € per la prima fascia più il 25% dei restanti 5.417,72 € (1.354,43 €): in tutto circa 3.937 €;
  • per lavori da 25.000 € il contributo calcolato comprende la prima fascia piena, la seconda piena e il 5% della parte oltre 12.911,42 €: in tutto circa 5.769 €.

Oltre i 51.645,69 € di spesa il contributo resta fermo a 7.101,28 €. Se alla fine spendi meno di quanto avevi indicato nella domanda, il contributo viene ricalcolato sulla spesa effettivamente sostenuta. In Friuli Venezia Giulia, se invece spendi di più, il contributo resta quello calcolato sulla spesa prevista.

Legge 13/89: esempi indicativi di contributo per servoscala e lavori contro le barriere architettoniche

Oltre al contributo per le barriere, potresti avere diritto ad altri aiuti: controlla quali
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Come fare domanda al Comune

La domanda si presenta al Comune in cui si trova l’immobile, all’ufficio indicato sul sito del Comune. Moduli e dettagli cambiano da Regione a Regione: i passaggi qui sotto seguono le indicazioni aggiornate a febbraio 2026 della Regione Friuli Venezia Giulia, in linea con le regole nazionali. Prima di muoverti, verifica le istruzioni del tuo Comune.

  1. Prima di iniziare i lavori, compila il modulo del tuo Comune o della tua Regione, con la descrizione delle opere e la spesa prevista. In Friuli Venezia Giulia non serve un preventivo dettagliato di un tecnico: basta indicare l’importo complessivo.
  2. Presenta la domanda entro il 1° marzo. Puoi presentarla in qualsiasi momento dell’anno: le domande arrivate entro il 1° marzo entrano nell’elenco di quell’anno, quelle arrivate dopo nell’elenco dell’anno successivo. La prossima scadenza è il 1° marzo 2027.
  3. Puoi iniziare i lavori subito dopo aver presentato la domanda, senza aspettare la risposta. Il contributo però non è garantito: dipende dai fondi disponibili.
  4. A lavori finiti, consegna al Comune le fatture pagate. Il contributo si paga solo dopo la fine dei lavori.
Importante
La domanda va fatta prima dei lavori. Se i lavori sono già finiti o in corso quando presenti la domanda, il contributo non spetta.

Documenti da allegare

In Friuli Venezia Giulia il modulo di domanda e la dichiarazione sostitutiva sono regionali e si consegnano al Comune; in altre Regioni i moduli possono essere diversi. Di solito si chiede:

  • un certificato medico in carta libera che descriva la limitazione permanente e le difficoltà di movimento che ne derivano;
  • una dichiarazione sostitutiva con la descrizione delle barriere, delle difficoltà che causano, delle opere e della spesa prevista, e con l’indicazione di eventuali altri contributi chiesti per gli stessi lavori;
  • una copia del documento d’identità;
  • l’autorizzazione del condominio all’esecuzione dei lavori, se richiesta dalle norme di settore (serve solo quando le barriere si trovano nelle parti comuni);
  • il consenso del proprietario, se vivi in affitto.

Se hai già un verbale di invalidità totale con difficoltà di deambulazione, allegalo: serve per avere la precedenza in graduatoria (vedi sotto). Se non l’hai ancora, la procedura per ottenerlo è spiegata nella guida alla domanda di invalidità civile. In Friuli Venezia Giulia la domanda va presentata con la marca da bollo, mentre il certificato medico e la dichiarazione sostitutiva ne sono esenti. In altre Regioni controlla le istruzioni del tuo Comune.

Graduatoria, fondi e tempi di pagamento

Dopo il 1° marzo il Comune raccoglie le domande ammesse e comunica il fabbisogno alla Regione, che lo trasmette al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quando arrivano i fondi, il Comune assegna i contributi entro 30 giorni e, dopo la consegna delle fatture pagate, li eroga entro 15 giorni.

Se le risorse non bastano per tutti, il Comune dà la precedenza alle persone riconosciute invalide totali con difficoltà di deambulazione e poi segue l’ordine di arrivo delle domande.

Attenzione
I fondi statali arrivano spesso con molto ritardo: la Regione Friuli Venezia Giulia ricorda che chi presenta la domanda a marzo deve contare su oltre un anno di attesa. E non sempre coprono tutte le richieste. Per legge, le domande rimaste senza contributo per mancanza di fondi restano valide negli anni successivi: non devi ripresentarle. Prima di firmare il preventivo, chiedi al tuo Comune a che punto è la graduatoria.

Se il condominio non approva i lavori

Se il condominio rifiuta i lavori o non decide entro tre mesi dalla tua richiesta scritta, la persona con disabilità (o chi ne esercita la tutela o la potestà genitoriale) può installare a proprie spese un servoscala o strutture mobili e facili da rimuovere, e allargare le porte di accesso all’edificio, all’ascensore e alle rampe dei garage.

Più in generale, ogni condomino può realizzare questi interventi a proprie spese, anche usando le parti comuni, nei limiti che il codice civile fissa per l’uso delle cose comuni.

Se invece i lavori sulle parti comuni (ascensore, rampa nell’androne, servoscala sulle scale) li fa il condominio a spese comuni, serve una delibera dell’assemblea. Questi lavori non possono in alcun caso essere considerati voluttuari e per approvarli basta la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio, invece dei due terzi richiesti per molte altre innovazioni. Resta il limite della stabilità e della sicurezza dell’edificio, che i lavori non devono compromettere.

Si può sommare ad altri aiuti?

In linea generale sì. Per legge il contributo si può cumulare con altri contributi, e le regole del Friuli Venezia Giulia ammettono il cumulo anche con le agevolazioni fiscali per la stessa opera, come la detrazione per le barriere architettoniche. Sempre secondo quelle regole, in totale non puoi ricevere più di quanto hai speso: ogni aiuto si calcola sulla parte di spesa che resta davvero a tuo carico. Ogni agevolazione ha però condizioni proprie: verificale prima di chiederle insieme.

In Friuli Venezia Giulia esiste anche un contributo regionale proprio, con regole diverse: chiedi al Comune se nella tua Regione c’è qualcosa di simile. Per il quadro completo degli aiuti, vedi anche le agevolazioni fiscali per le persone con invalidità e l’indennità di accompagnamento.

Aggiornamenti di questa guida

  • 12 ottobre 2026: pubblicazione della guida.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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