Disabili

Assegno di invalidità civile 2026: requisiti, importo di 340,71 € e come fare domanda

Il 14 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
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Assegno di invalidità civile: donna con bastone che beve un caffè nel soggiorno di casa

L’assegno di invalidità civile, che l’INPS chiama assegno mensile di assistenza, è l’aiuto economico per chi ha un’invalidità riconosciuta tra il 74% e il 99%, ha tra 18 e 67 anni e un reddito personale molto basso. Nel 2026 vale 340,71 € al mese per 13 mensilità, con un limite di reddito di 5.852,21 € l’anno. In questa guida vediamo requisiti, importo, regole per chi lavora e come fare domanda.

Cos’è l’assegno di invalidità civile

L’assegno mensile di assistenza è una prestazione assistenziale: non dipende dai contributi versati, ma dal tuo stato di salute e dal tuo reddito. Lo paga l’INPS, a domanda, alle persone a cui la commissione medica ha riconosciuto una riduzione parziale della capacità lavorativa, cioè un’invalidità civile compresa tra il 74% e il 99%.

Nell’uso comune ha diversi nomi: assegno di invalidità civile, assegno per invalidi parziali, “pensione” di invalidità al 74%. Si tratta della stessa prestazione. Chi ha un’invalidità del 100% riceve invece la pensione di inabilità civile, che ha lo stesso importo ma regole diverse sul reddito e sul lavoro. Tutti i benefici legati alle varie percentuali sono riassunti nella guida all’invalidità civile.

Importante
Non confondere l’assegno mensile degli invalidi civili con l’assegno ordinario di invalidità. Il secondo è una prestazione per lavoratori: spetta solo a chi ha versato contributi e ha la capacità di lavoro ridotta a meno di un terzo. Il diritto non dipende dal reddito, ma il reddito da lavoro può ridurne l’importo.

I requisiti per ottenere l’assegno

Puoi avere diritto all’assegno mensile se hai tutti questi requisiti:

  • un’invalidità civile riconosciuta tra il 74% e il 99% nel verbale della commissione medica;
  • un’età compresa tra 18 e 67 anni;
  • un reddito personale annuo non superiore a 5.852,21 € nel 2026;
  • il mancato svolgimento di attività lavorativa, oppure un lavoro con un reddito che resta sotto il limite (lo vediamo più avanti);
  • la residenza stabile e abituale in Italia.

Per la cittadinanza, l’assegno spetta ai cittadini italiani, ai cittadini dell’Unione europea e ai loro familiari extracomunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, e ai cittadini extracomunitari con un permesso di soggiorno di almeno un anno.

L’assegno può spettare anche se sei ricoverato in un istituto pubblico che si fa carico del tuo mantenimento. Per i minori con invalidità parziale esiste invece l’indennità di frequenza, che nel 2026 ha lo stesso importo e lo stesso limite di reddito.

Quale reddito conta

Conta solo il tuo reddito personale, non quello della famiglia: il reddito del coniuge e l’ISEE non entrano nel calcolo. Si guardano i redditi soggetti a IRPEF. Alla prima domanda dichiari quelli previsti per l’anno in corso; negli anni successivi l’INPS considera, per le pensioni, quelle incassate nell’anno e, per gli altri redditi, quelli degli anni precedenti.

Quanto spetta nel 2026

L’importo dell’assegno è uguale per tutti: non cambia in base alla percentuale di invalidità. Che tu abbia il 74% o il 99%, ricevi la stessa cifra, pagata per 13 mensilità (dodici rate più la tredicesima).

Voce Valore 2026
Importo mensile 340,71 €
Mensilità 13
Totale annuo 4.429,23 €
Limite di reddito personale annuo 5.852,21 €
Età dai 18 ai 67 anni

Gli importi e il limite di reddito vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione delle pensioni. Nel 2025 l’assegno era di 336,00 € al mese e il limite di reddito di 5.771,35 €.

L’aumento di 10,33 € al mese

Se hai meno di 65 anni, all’assegno si può aggiungere un aumento di 10,33 € al mese. Il tuo reddito personale deve restare sotto 7.235,41 € l’anno e, se sei sposato, anche il tuo reddito sommato a quello del coniuge deve restare sotto 15.189,46 €.

Altre informazioni
L’aumento più consistente, il cosiddetto incremento al milione che nel 2026 porta la prestazione oltre i 700 € al mese, secondo le tabelle INPS non riguarda gli invalidi parziali: è previsto per gli invalidi civili totali, i ciechi assoluti e i sordi.

Posso lavorare e prendere l’assegno?

Sì, ma solo entro un limite preciso. Dal 21 dicembre 2021 la legge prevede che il lavoro sia compatibile con l’assegno se il reddito che ne ricavi resta sotto il limite previsto per la prestazione, cioè 5.852,21 € nel 2026.

In pratica puoi avere un lavoro part time o occasionale e continuare a ricevere l’assegno, purché il totale dei tuoi redditi personali resti sotto la soglia: se la supera, secondo le regole dell’INPS l’assegno non spetta. Con un’invalidità superiore al 45% puoi anche iscriverti al collocamento mirato delle categorie protette per cercare un impiego adatto.

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Ogni anno l’INPS controlla che le condizioni ci siano ancora. Per questo chi riceve l’assegno deve inviare la dichiarazione di responsabilità sull’attività lavorativa (modello ICLAV): online dal sito dell’INPS con le tue credenziali (per esempio SPID o CIE), oppure tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare). I CAF non possono più trasmetterla. Per l’INPS l’invio annuale è obbligatorio per il pagamento dell’assegno.

Come fare domanda passo dopo passo

Per ottenere l’assegno serve prima di tutto il riconoscimento dell’invalidità da parte della commissione medica. La procedura dipende dalla provincia in cui vivi, perché in una parte d’Italia è in sperimentazione la riforma della disabilità.

Se vivi in una provincia con la procedura ordinaria

  1. Certificato medico: vai da un medico certificatore, spesso il medico di famiglia, che compila e invia online all’INPS il certificato medico introduttivo.
  2. Domanda all’INPS: presenti la domanda di invalidità civile abbinandola al certificato, online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS).
  3. Dati socioeconomici: già nella domanda puoi indicare ricoveri, attività lavorativa, redditi e modalità di pagamento.
  4. Visita: la commissione medica valuta la tua condizione e stabilisce la percentuale.
  5. Verbale: l’INPS ti invia il verbale con raccomandata o PEC, e lo trovi anche nella Cassetta postale online del sito.

Questa procedura resta valida fino al 31 dicembre 2026 per chi vive fuori dalle province della sperimentazione. Tutti i passaggi sono spiegati nella guida alla domanda di invalidità civile.

Se vivi in una provincia della sperimentazione

Nelle province dove si applica la riforma basta il certificato medico introduttivo: l’accertamento parte da lì, senza una domanda amministrativa separata. La sperimentazione è partita il 1° gennaio 2025 in nove province, si è allargata dal 30 settembre 2025 e di nuovo dal 1° marzo 2026, quando sono entrate anche Roma, Milano, Torino, Bologna e Venezia. L’elenco completo è nella scheda dell’INPS sull’assegno mensile.

Quando arrivano i soldi

Dove la procedura prevede la domanda, l’assegno spetta dal primo giorno del mese successivo alla sua presentazione o, eccezionalmente, dalla data indicata dalla commissione medica. Il pagamento è un passaggio a parte: quando la richiesta di pagamento è completa di tutti i dati obbligatori, l’INPS ha 45 giorni per liquidare la prestazione.

Attenzione
Se la domanda è in corso non puoi presentarne un’altra per la stessa prestazione, salvo che si tratti di una domanda di aggravamento. Se ritieni che la tua condizione sia peggiorata, è questa la strada per chiedere una percentuale più alta.

Cosa succede a 67 anni

Quando compi 67 anni (nel 2026 è l’età prevista per l’assegno sociale), l’assegno mensile diventa assegno sociale sostitutivo dal mese successivo al compleanno. Il ricalcolo lo fa l’INPS, ma servono i tuoi dati reddituali aggiornati e, se sei sposato, anche quelli del coniuge.

Cosa cambia in concreto: per il diritto continua a valere il limite di reddito personale dell’invalidità civile; l’importo, invece, diventa quello dell’assegno sociale e, se sei sposato, per calcolarlo l’INPS tiene conto anche del reddito del coniuge.

Differenze con le altre prestazioni di invalidità

Ecco come si colloca l’assegno mensile rispetto alle prestazioni con cui viene confuso più spesso:

Prestazione A chi spetta Importo 2026 Limite di reddito
Assegno mensile di assistenza Invalidi civili dal 74% al 99%, 18-67 anni 340,71 € per 13 mensilità 5.852,21 €
Pensione di inabilità civile Invalidi civili al 100%, 18-67 anni 340,71 € per 13 mensilità 20.029,55 €
Assegno ordinario di invalidità Lavoratori con contributi e capacità di lavoro ridotta Calcolato sui contributi Nessun limite per il diritto (il reddito da lavoro può ridurre l’importo)

La pensione di inabilità civile ha un limite di reddito molto più alto e può essere aumentata con l’incremento al milione. L’assegno ordinario di invalidità dipende invece dalla tua storia contributiva. C’è poi la pensione di inabilità per i lavoratori, pensata per chi ha versato contributi e non può più svolgere alcuna attività lavorativa: anche questa è legata ai contributi e non all’invalidità civile.

Con cosa è compatibile e con cosa no

L’assegno mensile è incompatibile con:

  • le pensioni dirette di invalidità pagate da qualsiasi gestione previdenziale obbligatoria, come l’assegno ordinario di invalidità;
  • le prestazioni dirette per invalidità dovute a guerra, lavoro o servizio.

Se hai diritto a più prestazioni puoi scegliere quella più favorevole. Se l’incompatibilità nasce dopo, per esempio perché un altro ente ti riconosce una pensione di invalidità, devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.

Puoi invece valutare altri aiuti legati alla tua condizione, come i permessi della Legge 104 per i tuoi familiari, l’esenzione dal ticket per le patologie riconosciute e le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità. Se il reddito della famiglia è basso, può valere la pena verificare anche l’Assegno di Inclusione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, gli assegni erogati agli invalidi civili sono redditi esenti: sull’assegno mensile non ci sono trattenute IRPEF.

Altri aiuti per chi ha un’invalidità

Oltre all’assegno mensile, a seconda della tua situazione puoi valutare:

Trovi tutte le altre misure nella nostra guida ai bonus per le persone con disabilità.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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