Disabili

Legge 210/92, l’indennizzo per danni da vaccini, trasfusioni ed emoderivati: chi ne ha diritto e come chiederlo

Il 13 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
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Legge 210/92: uomo in attesa in un ambulatorio dell'ASL per la domanda di indennizzo

La Legge 210/92 riconosce un indennizzo da parte dello Stato a chi ha subito un danno permanente alla salute a causa di una vaccinazione obbligatoria o raccomandata, di una trasfusione di sangue o della somministrazione di emoderivati. Non serve fare causa a nessuno: si presenta una domanda all’ASL, una commissione medica valuta il legame tra la vaccinazione o la trasfusione e il danno e, se lo riconosce, puoi avere diritto a un assegno che si somma alle altre entrate.

Cos’è l’indennizzo della Legge 210/92

La Legge 210 del 1992 è la norma che tutela le persone danneggiate da complicanze irreversibili dovute a vaccinazioni, trasfusioni ed emoderivati. Il punto di partenza è che ci sia una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica, cioè un danno alla salute che non guarisce del tutto.

L’aiuto consiste in un assegno pagato con fondi pubblici. Non è legato ai contributi versati e non dipende dal tuo reddito: conta il danno subito e il suo collegamento con la vaccinazione o la trasfusione.

Chi ha diritto all’indennizzo

Nel tempo la platea si è allargata, anche grazie a diverse sentenze della Corte costituzionale. Oggi puoi presentare domanda se hai riportato un danno permanente a causa di:

  • una vaccinazione obbligatoria per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana;
  • una vaccinazione anti Covid raccomandata dall’autorità sanitaria italiana;
  • alcune vaccinazioni raccomandate riconosciute dalla Corte costituzionale: contro l’epatite B (a partire dal 1983), contro morbillo, parotite e rosolia, l’antinfluenzale, quella contro l’epatite A e quella contro il papillomavirus (HPV);
  • la vaccinazione antipolio fatta negli anni in cui era in vigore la legge del 1959 su questa vaccinazione;
  • un’infezione da HIV contratta con una trasfusione di sangue o con emoderivati;
  • un’epatite contratta con una trasfusione o con la somministrazione di derivati del sangue, se ha lasciato danni irreversibili.

Gli altri casi coperti dalla legge

L’indennizzo spetta anche:

  • agli operatori sanitari che, durante il servizio, hanno contratto l’HIV o un’epatite per contatto con sangue infetto e ne hanno riportato un danno permanente;
  • a chi non era vaccinato ma ha subito il danno per il contatto con una persona vaccinata;
  • a chi si è vaccinato perché la vaccinazione, pur non obbligatoria, era necessaria per lavoro, per incarico del proprio ufficio o per entrare in uno Stato estero;
  • al personale a rischio delle strutture ospedaliere che si è sottoposto a vaccinazioni anche non obbligatorie;
  • al coniuge contagiato da una persona danneggiata e al figlio contagiato durante la gravidanza.

Il giudizio della commissione medica riguarda solo questa legge. Visto che l’indennizzo è cumulabile con ogni altra somma percepita a qualsiasi titolo, puoi chiedere anche il riconoscimento dell’invalidità civile.

Quanto spetta: come si calcola l’assegno

La legge non fissa un importo unico in euro. La commissione medica classifica la menomazione in una delle categorie della tabella usata per le pensioni di guerra: l’assegno cambia in base alla categoria assegnata.

L’indennizzo è composto da due parti:

  • l’assegno base, calcolato sulla categoria e rivalutato ogni anno in base al tasso di inflazione programmato;
  • una somma integrativa, pari all’indennità integrativa speciale prevista per la prima qualifica funzionale degli impiegati civili dello Stato.

L’assegno parte dal primo giorno del mese successivo a quello in cui hai presentato la domanda ed è cumulabile con ogni altra entrata, ad esempio stipendio, pensione o altre prestazioni come l’indennità di accompagnamento, se ne hai i requisiti.

Importante
Per sapere quanto ti spetta, fai riferimento alla categoria indicata nel verbale della commissione e chiedi all’ASL che ti paga l’indennizzo l’importo aggiornato.

L’assegno una tantum per gli anni di attesa

Chi ha subito un danno da vaccinazione può chiedere anche un assegno una tantum per il periodo che va dal momento in cui si è manifestato il danno fino al riconoscimento dell’indennizzo. Per ogni anno vale il 30% dell’indennizzo dovuto, senza interessi e senza rivalutazione. Si ottiene solo su domanda, anche se l’indennizzo ti è già stato concesso.

Più malattie, più indennizzo

Se hai contratto più di una malattia e ognuna ha lasciato un danno invalidante distinto, oltre all’indennizzo principale è previsto un indennizzo aggiuntivo, stabilito con decreto del Ministro della Salute, fino al 50% dell’indennizzo (assegno più somma integrativa).

Le altre agevolazioni: esenzione dal ticket

Chi rientra nella Legge 210/92 non paga il ticket e la quota fissa per ricetta sulle prestazioni sanitarie necessarie per la diagnosi e la cura delle patologie collegate al danno riconosciuto. L’esenzione riguarda solo queste prestazioni, non tutte le cure. Per le altre puoi verificare se hai diritto a un’altra esenzione dal ticket sanitario, per esempio per reddito o per invalidità.

Se il danno ti ha lasciato una disabilità, controlla anche le tutele della Legge 104, come i permessi retribuiti per te o per chi ti assiste, e le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità.

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Come fare domanda e a chi presentarla

La domanda si presenta all’ASL competente, di norma quella del luogo di residenza. Dal 2001 la gestione degli indennizzi è passata dallo Stato alle Regioni, che la affidano alle aziende sanitarie: per questo modulo e indirizzo cambiano da territorio a territorio e li trovi sul sito della tua ASL, di solito nella sezione dedicata agli indennizzi o alla medicina legale.

Ecco i passaggi principali:

  1. Raccogli la documentazione sanitaria (vedi la lista qui sotto).
  2. Presenta la domanda all’ASL entro i termini previsti.
  3. L’ASL svolge l’istruttoria: la legge le dà 90 giorni dalla presentazione per esaminare la pratica e ottenere il giudizio medico.
  4. Vieni convocato dalla commissione medico-ospedaliera (CMO), che ti visita e redige un verbale.
  5. La commissione si esprime sul nesso causale, cioè sul legame tra vaccinazione, trasfusione o emoderivato e il danno, e assegna la categoria della menomazione.
  6. Il giudizio ti viene notificato: da quel momento decorrono i termini per l’eventuale ricorso.

I documenti da allegare

Per un danno da vaccinazione servono i documenti che provano:

  • la data della vaccinazione e i dati del vaccino;
  • le manifestazioni cliniche comparse dopo la vaccinazione;
  • l’entità delle lesioni o della malattia che hanno causato il danno permanente.

Per un’infezione da HIV servono la data della trasfusione o della somministrazione di emoderivati, i dati della trasfusione o del prodotto ricevuto e la data dell’infezione. Per le epatiti post-trasfusionali la legge non elenca documenti specifici: chiedi all’ASL quali allegare. Conserva cartelle cliniche, certificati vaccinali e referti: sono la base su cui la commissione decide.

Le scadenze: entro quando va presentata la domanda

I termini sono perentori: se li superi, perdi il diritto all’indennizzo. Hai a disposizione:

  • 3 anni per i danni da vaccinazione e per le epatiti post-trasfusionali;
  • 10 anni per le infezioni da HIV.

Il conto non parte dalla vaccinazione o dalla trasfusione, ma dal momento in cui, sulla base della documentazione sanitaria, hai avuto conoscenza del danno e anche della sua indennizzabilità, come ha stabilito la Corte costituzionale.

Non aspettare l’ultimo momento: appena un medico collega la tua malattia a una vaccinazione o a una trasfusione, fatti rilasciare un certificato datato e conserva tutti i referti. Ti serviranno per dimostrare da quando decorre il termine.

Se la domanda viene respinta: ricorso e giudice

Se non sei d’accordo con il giudizio della commissione, puoi presentare ricorso al Ministero della Salute entro 30 giorni dalla notifica o da quando ne hai avuto piena conoscenza. Il Ministero decide entro tre mesi e ti comunica la decisione entro i 30 giorni successivi.

Se anche il ricorso va male, o se la risposta non arriva nei tempi, puoi rivolgerti al giudice ordinario entro un anno dalla comunicazione della decisione o dalla scadenza del termine per comunicarla. Per le spese legali puoi verificare se rientri nel gratuito patrocinio.

Se il danno peggiora: la domanda di revisione

Se le tue condizioni si aggravano, puoi chiedere la revisione dell’indennizzo tramite l’ASL entro sei mesi da quando hai avuto conoscenza dell’aggravamento. La procedura è la stessa della prima domanda, con un nuovo giudizio della commissione.

Cosa spetta ai familiari in caso di morte

Se la morte della persona danneggiata è stata causata dalle vaccinazioni o dalle patologie previste dalla legge, comprese quelle da trasfusione ed emoderivati, i familiari a carico possono scegliere tra due possibilità:

  • l’assegno dell’indennizzo, che in questo caso è reversibile per quindici anni;
  • un assegno una tantum di 150 milioni di lire, pari a 77.468,53 €.

Hanno diritto, in quest’ordine, i familiari a carico: il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli minorenni e i fratelli maggiorenni inabili al lavoro. Il familiare deve essere a carico, ma non serve che il reddito della persona deceduta fosse l’unico sostegno della famiglia. Se la persona danneggiata è morta da minorenne, l’indennizzo spetta ai genitori o a chi esercitava la responsabilità genitoriale.

Attenzione
La reversibilità per quindici anni vale solo se ricorrono le condizioni previste per i familiari in caso di morte: decesso causato dalle vaccinazioni o dalle patologie della legge e familiare a carico. Le prestazioni dei familiari superstiti dell’INPS, come la pensione di reversibilità, sono un’altra cosa e seguono regole proprie.

Altri aiuti per chi ha un danno permanente alla salute

L’indennizzo della Legge 210/92 è cumulabile con altre entrate, ma ogni misura ha i suoi requisiti, da verificare caso per caso. Valuta in particolare:

Trovi tutte le altre misure nella nostra guida ai bonus per le persone con disabilità.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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