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Disabilità gravissima 2026: cos’è, le 9 condizioni per rientrarci e quali contributi puoi chiedere

Il 17 Ottobre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura
Assisti una persona con una disabilità molto grave e vuoi sapere quali aiuti puoi chiedere?
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Disabilità gravissima: donna che sistema una coperta sulle gambe del marito in sedia a rotelle nel soggiorno di casa

La disabilità gravissima non è una percentuale di invalidità né un verbale dell’INPS: è la categoria che le Regioni usano per dare la priorità nei contributi del Fondo per le non autosufficienze. Ne fa parte chi riceve l’indennità di accompagnamento (o è riconosciuto non autosufficiente) e ha almeno una delle 9 condizioni fissate dal Ministero del Lavoro. In questa guida vediamo le condizioni una per una, chi le accerta, quali contributi si possono chiedere e come fare domanda.

Cos’è la disabilità gravissima

La definizione di disabilità gravissima usata oggi è quella fissata nel 2016 dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nel decreto che ha ripartito il Fondo per le non autosufficienze tra le Regioni. Serve a una cosa precisa: individuare le persone che hanno bisogno di assistenza continua e a cui le Regioni devono destinare i soldi del Fondo in via prioritaria.

Il punto di partenza non è la diagnosi, ma il livello di compromissione delle funzioni della persona, misurato con scale di valutazione cliniche. Per questo la stessa malattia può aprire la strada ai contributi per una persona e non per un’altra: nella maggior parte delle condizioni conta quanto è grave la compromissione, non solo il nome della patologia.

Il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, adottato nel 2026, ha confermato le stesse condizioni e chiede alle Regioni di usare le risorse anche per garantire gli interventi per le persone con disabilità gravissima, con l’obiettivo di coprire tutta la platea, comprese le persone con SLA e con demenza molto grave, come l’Alzheimer.

Importante
La disabilità gravissima non coincide con l’handicap grave della Legge 104 né con l’invalidità al 100%. Sono riconoscimenti diversi: puoi avere la 104 in situazione di gravità senza rientrare tra i gravissimi, perché per essere considerato gravissimo serve la verifica di una delle condizioni cliniche previste.

I requisiti: accompagnamento più una delle 9 condizioni

Per rientrare nella disabilità gravissima servono due requisiti insieme:

  • essere beneficiario dell’indennità di accompagnamento, oppure essere comunque definito non autosufficiente secondo le regole usate per l’ISEE;
  • avere almeno una delle condizioni elencate nella tabella qui sotto.

Se la persona che assisti non ha ancora l’accompagnamento, di solito il primo passo è la domanda di invalidità civile: senza l’accompagnamento o il riconoscimento di non autosufficienza manca il primo dei due requisiti.

Condizione Come si misura
a) Coma, stato vegetativo o stato di minima coscienza Punteggio Glasgow Coma Scale (GCS) pari o inferiore a 10
b) Dipendenza da ventilazione Ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7
c) Demenza grave o gravissima Punteggio Clinical Dementia Rating Scale (CDRS) pari o superiore a 4
d) Lesioni spinali tra C0 e C5 Lesione di grado A o B sulla scala ASIA (AIS), su entrambi i lati se gli esiti sono asimmetrici
e) Gravissima compromissione motoria da malattia neurologica o muscolare Forza muscolare pari o inferiore a 1 ai 4 arti (scala MRC), oppure EDSS pari o superiore a 9, oppure stadio 5 di Hoehn e Yahr
f) Deprivazione sensoriale complessa Cecità totale o residuo visivo non superiore a 1/20 (anche con correzione) nell’occhio migliore, oppure campo visivo binoculare sotto il 10%, insieme a una sordità media di almeno 90 decibel nell’orecchio migliore (frequenze 500, 1000 e 2000 Hz)
g) Disturbo dello spettro autistico Gravissima disabilità comportamentale di livello 3 secondo il DSM-5
h) Disabilità intellettiva grave o profonda QI pari o inferiore a 34 e punteggio LAPMER pari o inferiore a 8
i) Dipendenza vitale Ogni altra condizione che richiede assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore, sette giorni su sette, per bisogni complessi

L’ultima voce, la dipendenza vitale, è la più ampia: raccoglie i casi di bisogno assistenziale molto pesante che non rientrano nelle altre otto. In Lombardia, per riconoscerla, la Regione valuta quattro aree: motricità, stato di coscienza, respirazione e nutrizione. Di norma serve una compromissione in almeno una delle prime due (per esempio la dipendenza totale nelle attività quotidiane) e in almeno una delle ultime due (per esempio la tracheostomia o l’alimentazione con sondino o PEG). Basta una sola area, invece, per chi è ventilato almeno 16 ore al giorno, tutti i giorni, con certificazione dello specialista, o ha un’alimentazione parenterale con catetere venoso centrale. In tutti i casi serve anche il bisogno di assistenza continua e monitoraggio nelle 24 ore.

Chi accerta la condizione e con quali documenti

La condizione di disabilità gravissima la verificano i servizi indicati dalla tua Regione. In Lombardia, per esempio, è l’ASST a ricevere le richieste, a controllare che la documentazione clinica corrisponda alla situazione della persona e a fare la valutazione multidimensionale, cioè un esame che considera insieme sia gli aspetti sanitari sia quelli sociali e familiari.

Per le condizioni misurate con una scala (demenza, lesioni spinali, compromissione motoria, disabilità intellettiva) serve di solito una certificazione del medico specialista che riporti il punteggio ottenuto. Senza quel numero, la domanda rischia di essere respinta anche se la situazione è effettivamente grave.

Se il coma o la lesione spinale sono la conseguenza di un evento traumatico e l’accertamento dell’invalidità non è ancora concluso, le regole nazionali permettono di accedere comunque ai benefici previsti dalla Regione in attesa dell’accertamento: serve la diagnosi dello specialista di riferimento, insieme alla descrizione della compromissione funzionale.

Quali contributi si possono chiedere

Non esiste un importo nazionale uguale per tutti. Lo Stato trasferisce alle Regioni il Fondo per le non autosufficienze e ogni Regione decide, con un proprio atto, quali aiuti dare, quanto ed eventualmente con quali limiti di ISEE. Il decreto del 2016 indicava queste aree di intervento:

  • servizi di assistenza domiciliare, anche con più ore di assistenza personale e di supporto alla famiglia;
  • contributi economici legati all’assistenza, cioè per pagare servizi di cura a casa oppure per riconoscere l’assistenza data dai familiari secondo il piano personalizzato;
  • interventi di sollievo, come i ricoveri temporanei in strutture sociosanitarie, purché complementari all’assistenza a casa.

Anche l’indicatore economico può cambiare da Regione a Regione: in Lombardia, per gli adulti, conta l’ISEE sociosanitario. Per ottenere l’ISEE devi prima presentare la DSU.

Lombardia: gli importi della ex Misura B1

La Regione Lombardia pubblica importi precisi per i gravissimi, e la sua misura era conosciuta come Misura B1. Dal 2026 il nome è cambiato: oggi si parla di persone con disabilità e necessità di sostegno intensivo molto elevato (fino a 70 anni) e di persone anziane non autosufficienti ad alto bisogno assistenziale (oltre i 70 anni). Gli importi si trovano nella Misura Sostegno: il contributo per il caregiver familiare e quello per l’assistente regolarmente impiegato sono alternativi, cioè non si sommano. I contributi sono attivabili fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Chi assiste la persona Contributo mensile
Solo il caregiver familiare 565 €
Caregiver familiare, con persona che frequenta la scuola 615 €
Caregiver familiare, con disturbo dello spettro autistico di livello 3 665 €
Solo il caregiver familiare, presente almeno 16 ore al giorno, per coma, ventilazione continuativa o dipendenza vitale 900 €
Assistente regolarmente impiegato da almeno 10 ore a settimana 900 €
Assistente con contratto part time di almeno 20 ore a settimana 1.000 €
Assistente con contratto a tempo pieno 1.200 €
Assistente a tempo pieno, per coma, ventilazione continuativa o dipendenza vitale 1.300 €

In Lombardia è considerato non autosufficiente chi riceve l’indennità di accompagnamento, chi è definito non autosufficiente ai fini ISEE e riceve la relativa indennità, oppure chi ha una situazione di gravità della Legge 104 che richiede un’assistenza continua, permanente e molto intensa. Per accedere la persona deve poi essere residente in Lombardia e avere un ISEE sociosanitario fino a 50.000 € per adulti e anziani, oppure un ISEE ordinario fino a 65.000 € per i minori. La richiesta di valutazione si presenta all’ASST del territorio, che verifica la condizione e definisce il progetto individuale insieme all’Ambito territoriale del Comune. Per i minori la condizione va aggiornata ogni 2 anni con una nuova relazione dello specialista.

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La misura non è compatibile con il ricovero definitivo in RSA, RSD o altre strutture residenziali, con la misura RSA aperta e con la presa in carico in servizi semiresidenziali, come i centri diurni, per 18 ore o più. La Misura Sostegno è incompatibile anche con la quota di contributo prevista dalla Prestazione Universale e, quanto al contributo per l’assistente familiare, con l’Home Care Premium dell’INPS. Se ti serve un aiuto per pagare la badante, guarda anche il bonus assistenti familiari della Lombardia.

Come fare domanda, passo dopo passo

Ogni Regione fissa il proprio percorso. In pratica, per arrivare al contributo ti servono questi passaggi:

  1. Richiedi l’indennità di accompagnamento, se la persona non ce l’ha ancora, con la domanda di invalidità civile.
  2. Fatti rilasciare la certificazione dello specialista che descrive la condizione e riporta il punteggio della scala prevista.
  3. Presenta la DSU per avere l’ISEE sociosanitario (o l’ISEE ordinario per i minori), se la tua Regione lo chiede.
  4. Chiedi la valutazione all’ASL (in Lombardia all’ASST) o ai servizi sociali del Comune, seguendo l’avviso della tua Regione o del tuo Ambito territoriale.
  5. Concorda il progetto individuale: è il documento che stabilisce quali contributi e servizi ricevi.
Attenzione
I contributi del Fondo per le non autosufficienze sono erogati nei limiti delle risorse disponibili. Anche se rientri nella disabilità gravissima, l’importo e la continuità dell’aiuto dipendono dalla programmazione della tua Regione: controlla sempre l’avviso in vigore.

Gli altri aiuti per chi ha una disabilità gravissima

Oltre ai contributi regionali, a seconda della tua situazione puoi valutare questi aiuti (controlla sempre le incompatibilità previste dall’avviso della tua Regione):

Trovi tutte le altre misure nella nostra guida ai bonus per le persone con disabilità.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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