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Assegno di cura 2026: cos’è, a chi spetta, quanto vale e come fare domanda

Il 13 Ottobre 2026 da Cristina - 10 minuti di lettura
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Assegno di cura: figlia che assiste a casa la madre anziana non autosufficiente

L’assegno di cura è un contributo economico che il Comune, l’Ambito territoriale sociale o l’azienda sanitaria della tua zona può darti per assistere a casa una persona non autosufficiente, che sia un genitore anziano o un familiare con disabilità grave. Non lo paga l’INPS e non è uguale in tutta Italia: lo finanziano lo Stato, con il Fondo per le non autosufficienze, e le Regioni con fondi propri; le Regioni ne fissano le regole e Comuni e Ambiti gestiscono bandi e domande. In Lombardia, per esempio, i contributi vanno da 100 € a 1.300 € al mese e, per chi ha un bisogno assistenziale alto, la domanda all’ASST si presenta entro il 31 ottobre 2026.

Cos’è l’assegno di cura e a cosa serve

L’assegno di cura è un contributo in denaro pensato per permettere a una persona non autosufficiente di restare a casa propria invece di entrare in una struttura. Serve a riconoscere il lavoro di cura che svolge un familiare oppure a coprire una parte delle spese per un’assistente familiare o per l’acquisto di servizi di assistenza.

Non è una prestazione nazionale con un importo fisso. Lo Stato ripartisce tra le Regioni il Fondo per le non autosufficienze: il nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza copre il triennio 2025-2027 con circa 3 miliardi di euro complessivi, di cui 934,57 milioni di euro per il 2026. Ogni Regione approva poi il proprio piano e lo trasforma in misure concrete, che possono chiamarsi assegno di cura, buono o contributo per il caregiver.

Per questo, a parità di situazione, una famiglia di Milano e una di Ancona possono ricevere importi molto diversi, con requisiti e scadenze diversi. In genere il contributo si definisce dopo una valutazione dei bisogni della persona e all’interno del suo progetto di assistenza.

Assegno di cura e indennità di accompagnamento: non sono la stessa cosa

Molte famiglie li confondono, ma sono due aiuti distinti:

  • l’indennità di accompagnamento la paga l’INPS, ha lo stesso importo in tutta Italia e spetta a chi ha un’invalidità civile totale e non riesce a camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o ha bisogno di assistenza continua per gli atti quotidiani;
  • l’assegno di cura lo pagano Comuni, Ambiti o aziende sanitarie con fondi pubblici legati alla non autosufficienza, e importo e requisiti cambiano da Regione a Regione.

Il Piano nazionale parla di contributi diversi dall’indennità di accompagnamento. Sono quindi due aiuti distinti: in alcuni bandi, come quello di Chiaravalle che vedi più avanti, avere l’accompagnamento è anzi un requisito per fare domanda. È invece il singolo bando a stabilire se l’assegno si può avere insieme ad altri contributi.

L’assegno di cura è diverso anche dal Bonus caregiver dell’INPS (Home Care Premium), rivolto ai dipendenti pubblici e ai loro familiari non autosufficienti secondo le regole del bando INPS, e dalla Prestazione Universale, la misura nazionale sperimentale, prevista fino al 31 dicembre 2026, per chi ha almeno 80 anni, un bisogno assistenziale gravissimo, un ISEE socio-sanitario in corso di validità fino a 6.000 € e l’indennità di accompagnamento (o i requisiti per averla).

A chi spetta l’assegno di cura

I requisiti precisi li fissa ogni Regione o Ambito, ma nei bandi tornano spesso queste condizioni:

  • la persona assistita è non autosufficiente, cioè ha bisogno di aiuto continuo nelle attività di ogni giorno. Spesso viene chiesto il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento, oppure la situazione di gravità della Legge 104;
  • vive a casa propria o in un’altra abitazione privata, e non in modo permanente in una struttura residenziale;
  • è residente nel Comune o nella Regione che eroga il contributo;
  • ha un ISEE entro la soglia stabilita, di solito l’ISEE socio-sanitario;
  • riceve un’assistenza adeguata da un familiare o da un’assistente familiare, che i bandi chiedono di solito con contratto regolare.

Per le persone con un bisogno di sostegno elevato o molto elevato, il Piano nazionale stabilisce che le soglie di accesso, calcolate con l’ISEE socio-sanitario, non possano essere più basse di 50.000 €, che salgono a 65.000 € se il beneficiario è minorenne. Inoltre le Regioni destinano una quota delle risorse, nel limite del 50%, agli interventi per le persone in condizione di disabilità gravissima, comprese quelle con SLA e con demenza molto grave, come l’Alzheimer in fase avanzata.

Prima di fare domanda, verifica che la tua DSU sia aggiornata: l’ISEE è uno dei requisiti e, in bandi come quello di Chiaravalle, decide anche la posizione in graduatoria.

Quanto vale l’assegno di cura: due esempi concreti

Non esiste un importo nazionale: dipende dalla Regione, dal livello di bisogno della persona e da chi presta l’assistenza. Ecco due esempi per il 2026: la misura della Regione Lombardia e il bando di un Comune delle Marche.

Lombardia: la Misura Sostegno

In Lombardia le vecchie misure B1 e B2 sono state riorganizzate nella programmazione 2025-2027 e i contributi mensili confluiscono nella Misura Sostegno, che la Regione inquadra come assegno di cura e per l’autonomia. Gli importi cambiano in base al bisogno assistenziale della persona e a chi la assiste, e il contributo per il caregiver familiare e quello per il personale di assistenza sono alternativi: si riceve l’uno o l’altro.

Situazione (bisogno alto o sostegno molto elevato) Contributo mensile
Assistenza del solo caregiver familiare 565 €
Caregiver familiare e persona che frequenta la scuola 615 €
Caregiver familiare e gravissima disabilità comportamentale da disturbo dello spettro autistico di livello 3 665 €
Solo caregiver familiare, presente almeno 16 ore al giorno, e bisogni complessi (coma, ventilazione continua, dipendenza vitale) 900 €
Personale di assistenza regolarmente impiegato, da 10 ore a settimana 900 €
Personale di assistenza part-time, almeno 20 ore a settimana 1.000 €
Personale di assistenza a tempo pieno 1.200 €
Personale di assistenza a tempo pieno e bisogni complessi 1.300 €

Per le persone con un bisogno assistenziale più basso gli importi sono minori: 100 € al mese se l’assistenza la presta un familiare e fino a 800 € se c’è personale di assistenza con contratto regolare. Cambiano anche le soglie ISEE: con un bisogno alto l’ISEE socio-sanitario deve essere al massimo di 50.000 € per adulti e anziani (ISEE ordinario fino a 65.000 € per i minori); con un bisogno più basso la soglia è inferiore e gli Ambiti possono fissarla in modo diverso, quindi controlla l’avviso del tuo Ambito.

Non confondere questa misura con il bonus assistenti familiari della Regione Lombardia: è un rimborso diverso, pensato per chi paga la retribuzione di un’assistente familiare con contratto regolare.

Marche: il bando del Comune di Chiaravalle

Prendiamo l’avviso 2026 del Comune di Chiaravalle, ormai chiuso (le domande scadevano il 31 dicembre 2025): lo usiamo solo per mostrare come funziona un bando comunale. Il Comune fa parte dell’Ambito territoriale sociale n. 12 (capofila Falconara Marittima) e qui l’assegno di cura per anziani valeva 200 € al mese per 12 mesi ed era riservato a chi:

  • aveva compiuto 65 anni entro il 1° gennaio 2026 ed era residente e domiciliato nel Comune;
  • aveva un’invalidità civile al 100% e riceveva già l’indennità di accompagnamento (chi aveva la domanda di accompagnamento ancora in valutazione non poteva accedere);
  • era assistito a casa direttamente dalla famiglia o da un’assistente familiare con contratto regolare, che doveva iscriversi all’elenco regionale degli assistenti familiari entro 12 mesi dalla concessione.

La graduatoria segue l’ISEE crescente (chi ha l’ISEE più basso viene prima; a parità di ISEE conta l’età) e l’assegno andava ai primi 101 in graduatoria, numero che poteva cambiare con i fondi effettivamente assegnati dalla Regione. Il pagamento arrivava solo dopo la visita a domicilio dell’assistente sociale e la firma di un Patto per l’assistenza domiciliare.

Importante
Nei bandi come questo l’importo e i posti disponibili dipendono dai fondi assegnati: entrare in graduatoria non garantisce di ricevere l’assegno. Controlla sempre l’avviso del tuo Ambito o del tuo Comune, perché importi e requisiti possono essere diversi da quelli di questo esempio.

Come fare domanda per l’assegno di cura

Il percorso cambia nei dettagli, ma i passaggi sono di solito questi:

  1. Rivolgiti ai servizi sociali del tuo Comune o al Punto unico di accesso (PUA), lo sportello che raccoglie le richieste di assistenza sociale e sanitaria, e chiedi quando apre il bando.
  2. Prepara i documenti: di solito servono un documento d’identità, la DSU già presentata per l’ISEE (in alcuni bandi è il Comune ad acquisire direttamente l’attestazione), il verbale di invalidità civile o di accompagnamento e, se c’è un’assistente familiare, il suo contratto di lavoro.
  3. Presenta la domanda nei tempi del bando: nell’avviso di Chiaravalle, per esempio, poteva farla la persona interessata, un familiare che se ne prende cura, anche se non convivente, oppure il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno.
  4. Partecipa alla valutazione: un’équipe di operatori sociali e sanitari valuta i bisogni della persona, spesso con una visita a domicilio.
  5. Firma il progetto di assistenza: il contributo si definisce nel Progetto di assistenza individualizzato (PAI) o nel progetto di vita.
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Scadenze in Lombardia per il 2026

In Lombardia la domanda per le persone con bisogno assistenziale alto o con necessità di sostegno molto elevato si presenta all’ASST di competenza. Di regola la finestra va dal 1° marzo al 31 ottobre di ogni anno; per il 2026, con le nuove regole approvate dalla Regione a giugno, le domande si possono presentare dal 22 giugno al 31 ottobre 2026. Chi ha un bisogno più basso presenta invece la domanda all’Ambito territoriale sociale, con i tempi che fissa l’Ambito.

Chi ha un bisogno alto ed è già preso in carico non deve ripresentare tutto ogni anno: basta comunicare la volontà di proseguire entro il 31 marzo dell’anno successivo, confermando che i requisiti ci sono ancora.

Fuori dalla Lombardia: non c’è un calendario unico

Negli altri territori i tempi cambiano da bando a bando e non esiste una data valida per tutti. L’avviso di Chiaravalle per il 2026, per esempio, è uscito a novembre 2025 e la domanda andava presentata entro il 31 dicembre 2025, cioè prima dell’anno a cui si riferisce. Per questo conviene chiedere per tempo ai servizi sociali del Comune quando apre il prossimo bando.

Con quali aiuti si può cumulare e quando si perde

L’assegno di cura è un aiuto distinto dall’indennità di accompagnamento, ma la compatibilità la fissa ogni bando, che può escludere di averlo insieme ad altri contributi per la stessa assistenza. Nell’avviso di Chiaravalle, per esempio, non è cumulabile con:

  • l’Home Care Premium dell’INPS;
  • il servizio di assistenza domiciliare (SAD) per non autosufficienti: chi lo usa può fare domanda, ma l’assegno parte solo da quando il SAD si interrompe;
  • il contributo per la disabilità gravissima;
  • gli interventi per i caregiver familiari e quelli per la vita indipendente.

Nello stesso avviso l’assegno decade quando la persona viene inserita in modo permanente in una struttura residenziale, quando vengono meno i requisiti o gli impegni presi nel Patto per l’assistenza domiciliare, oppure in caso di rinuncia scritta. Un ricovero temporaneo in ospedale o in struttura per più di 30 giorni, invece, lo sospende e il pagamento riprende al rientro a casa. Se la situazione cambia, comunicalo subito ai servizi sociali: è un obbligo previsto dall’avviso, e chi rende dichiarazioni non veritiere deve restituire le somme ricevute.

Attenzione
Le regole cambiano da Regione a Regione e spesso da un Ambito all’altro. Le informazioni di questa guida sono indicative: per requisiti, importi e scadenze fa fede l’avviso pubblicato dal tuo Comune, dal tuo Ambito o dalla tua azienda sanitaria.

Altri aiuti per chi assiste un familiare non autosufficiente

Oltre all’assegno di cura puoi valutare altri sostegni per la famiglia, controllando sempre nel bando se sono cumulabili:

Trovi tutte le altre misure nella nostra guida ai bonus per le persone con disabilità.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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