Famiglia

Microcredito sociale 2026: prestiti fino a 10.000 € per famiglie in difficoltà, requisiti e come chiederlo

Il 30 Ottobre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura
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Microcredito sociale: coppia in cucina che rivede il bilancio familiare con una consulente

Il microcredito sociale è un piccolo prestito, fino a 10.000 €, pensato per le persone e le famiglie in difficoltà economica: chi ha perso il lavoro, chi lavora meno ore senza averlo scelto, chi, o un suo familiare, non è più autosufficiente, chi ha visto ridursi in modo significativo il reddito. Non può essere assistito da garanzie reali, si restituisce al massimo in cinque anni e arriva sempre insieme a un servizio di aiuto nella gestione del bilancio familiare. Esistono anche progetti dedicati, come quello della Regione Puglia e il Microcredito di libertà per le donne vittime di violenza.

Cos’è il microcredito sociale e come funziona

Il microcredito sociale è un finanziamento da restituire, non un contributo a fondo perduto. La legge bancaria lo prevede per le persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale, con uno scopo preciso: favorire la tua inclusione sociale e finanziaria.

Rispetto a un prestito personale qualsiasi ha quattro caratteristiche fissate dalla legge:

  • l’importo massimo è di 10.000 €;
  • non può essere assistito da garanzie reali (per esempio un’ipoteca sulla casa);
  • deve essere concesso a condizioni più favorevoli di quelle di mercato;
  • è sempre accompagnato da servizi di assistenza nella gestione del bilancio familiare.

Proprio per questo, per legge la parola microcredito si può usare solo per i finanziamenti che hanno queste caratteristiche (o quelle del microcredito per chi avvia o esercita un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa).

Importante
Il microcredito sociale va restituito, a rate. Prima di chiederlo controlla se puoi avere diritto agli aiuti che non si restituiscono, come l’Assegno di Inclusione o la Carta Acquisti.

Chi può chiedere il microcredito sociale

Puoi chiederlo se sei una persona fisica e ti trovi in una di queste situazioni di vulnerabilità:

  • sei disoccupato (se hai perso il lavoro, controlla anche se puoi avere diritto alla NASpI);
  • ti hanno sospeso dal lavoro o ridotto l’orario per cause che non dipendono da te, come può succedere con la cassa integrazione;
  • la non autosufficienza è sopraggiunta e riguarda te o un componente del tuo nucleo familiare;
  • il reddito della famiglia si è ridotto in modo significativo oppure sono aumentate le spese che non puoi rimandare.

Chi concede il prestito deve verificare che la tua situazione sia reale e può chiederti dei documenti che la dimostrino. A livello nazionale la legge non fissa una soglia ISEE: sono i singoli progetti, come quello della Regione Puglia, a poterla prevedere. Tieni comunque pronta un’attestazione ISEE aggiornata: è spesso richiesta e ti serve anche per gli altri aiuti. Se la tua situazione è peggiorata da poco, valuta l’ISEE corrente, che fotografa i redditi più recenti.

A cosa servono i soldi del microcredito sociale

Il prestito non è libero: deve servire a comprare beni o servizi necessari per i bisogni primari tuoi o di un componente della tua famiglia. Le regole del Ministero dell’Economia e delle Finanze fanno alcuni esempi, senza che l’elenco sia chiuso:

  • spese mediche;
  • canoni di affitto;
  • lavori per mettere a norma gli impianti della casa in cui vivi e per la riqualificazione energetica;
  • tariffe dei servizi pubblici essenziali, come trasporti ed energia;
  • spese per l’accesso all’istruzione scolastica.

Nel contratto viene scritta la destinazione dei soldi, e l’operatore controlla che tu li usi davvero per quello scopo. Se ti servono per l’affitto, guarda anche il bonus affitto del tuo Comune; per le bollette, valuta il bonus sociale per le bollette.

Il limite di 10.000 € vale in ogni momento verso lo stesso finanziatore: se hai già un microcredito sociale con un operatore, la somma tra quello che gli devi ancora e il nuovo prestito non può superare questa cifra.

Quanto puoi chiedere e a quali condizioni

Queste sono le regole nazionali del microcredito sociale. Sono i limiti massimi fissati dalla legge: un operatore o un progetto può applicare condizioni più favorevoli, ma non superare questi limiti.

Voce Regola
Importo massimo 10.000 € verso lo stesso finanziatore, in qualsiasi momento
Durata massima 5 anni
Garanzie reali Non ammesse
Costo massimo Il tasso effettivo globale (TEG), con interessi, commissioni e spese di ogni genere, non può superare l’80% del tasso effettivo globale medio (TEGM) rilevato ogni trimestre per quella categoria di prestito se a prestare è un operatore iscritto all’elenco; per gli enti senza scopo di lucro il tasso deve servire solo a recuperare le spese e non può superare il 40% del TEGM
Assistenza Servizi di aiuto nella gestione del bilancio familiare per tutta la durata del rimborso

Il limite sul costo è importante: se il contratto prevede un costo totale (TEG) più alto di quello consentito, quella clausola è nulla e si applica il costo massimo previsto, mentre il resto del contratto rimane valido.

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Il tutoraggio sul bilancio familiare

È la parte che distingue il microcredito sociale da un prestito normale. Per tutta la durata del rimborso qualcuno ti segue e ti dà informazioni utili per gestire meglio entrate e uscite della famiglia. Può farlo direttamente chi ti presta i soldi oppure un soggetto specializzato a cui l’operatore affida il servizio con un contratto scritto. Nei progetti seguiti dall’Ente Nazionale per il Microcredito questo ruolo è affidato a tutor iscritti in un elenco tenuto dall’Ente, che ti assistono già quando valutate insieme se la rata è sostenibile.

Chi concede il microcredito sociale

Il microcredito sociale non è una prestazione dell’INPS e la legge non prevede un modulo o uno sportello unico nazionale. Lo possono concedere:

  • gli operatori di microcredito iscritti nell’apposito elenco previsto dalla legge, vigilato dalla Banca d’Italia, che però possono dedicare al microcredito sociale al massimo il 49% di tutti i finanziamenti che concedono;
  • gli enti senza scopo di lucro che hanno i requisiti di legge, con tassi che possono coprire solo le spese sostenute;
  • le banche e gli intermediari che aderiscono a progetti pubblici, come quelli promossi da Regioni e Ente Nazionale per il Microcredito, in cui un fondo pubblico fa da garanzia (come in Puglia e nel Microcredito di libertà).
Attenzione
Diffida da chi ti offre un «microcredito immediato online» senza colloquio e senza tutoraggio: se manca l’assistenza sul bilancio familiare, non è il microcredito sociale previsto dalla legge. Prima di firmare verifica chi ti sta prestando i soldi: un operatore iscritto nell’elenco degli operatori di microcredito, un ente senza scopo di lucro o una banca o un intermediario che aderisce a un progetto pubblico. Leggi bene il costo totale.

Come fare domanda passo dopo passo

Non c’è una piattaforma nazionale unica: la strada cambia a seconda di chi concede il prestito. In generale funziona così:

  1. Verifica la tua situazione: devi rientrare in uno dei casi di vulnerabilità visti sopra e avere i documenti che lo dimostrano.
  2. Cerca un progetto o un operatore: chiedi ai servizi sociali del Comune, alla tua Regione o all’Ente Nazionale per il Microcredito quali progetti sono attivi dove vivi.
  3. Prepara i documenti: un documento d’identità, l’ISEE con la DSU se il progetto lo chiede, le prove della tua condizione e i giustificativi della spesa che vuoi affrontare (un preventivo, un contratto d’affitto, una bolletta).
  4. Fai l’istruttoria con il tutor o l’operatore: insieme analizzate il bilancio familiare e verificate se la rata è sostenibile rispetto alle entrate.
  5. Firma il contratto: deve indicare la destinazione dei soldi e come si svolgerà l’assistenza sul bilancio familiare.
  6. Rimborsa a rate, con l’aiuto del tutor per tutta la durata del prestito.

Microcredito sociale in Puglia

La Regione Puglia ha firmato a gennaio 2025 un accordo con l’Ente Nazionale per il Microcredito per un progetto di microcredito sociale, con un fondo di garanzia da 1.000.000 € costituito presso l’Ente. Secondo la scheda pubblicata dall’Ente, le condizioni sono queste:

  • devi essere residente in Puglia da almeno 12 mesi;
  • devi avere un ISEE in corso di validità non superiore a 18.500 €;
  • il prestito arriva fino a 10.000 €, senza garanzie reali;
  • tasso di interesse, spese di istruttoria e commissioni di erogazione sono pari a zero (in caso di ritardo nel pagamento delle rate, dal 90° giorno si applica il tasso di mora, pari al tasso legale);
  • sei seguito da un tutor sia nella fase di richiesta sia durante il rimborso.

Le richieste arrivano alla Regione, che le preseleziona e trasmette quelle idonee all’Ente; i prestiti li gestiscono poi gli intermediari finanziari convenzionati. Per ottenere il prestito devi dimostrare di riuscire a pagare le rate. Non viene concesso a chi ha entrate insufficienti anche per la gestione normale della vita quotidiana e, allo stesso tempo, una situazione economica già molto compromessa; sono però previste deroghe per situazioni di disagio specifiche, valutate caso per caso. Per sapere se le domande sono aperte e a quale sportello rivolgerti, informati presso la Regione Puglia o i servizi sociali del tuo Comune.

Microcredito di libertà per le donne vittime di violenza

Il Microcredito di libertà è il progetto nazionale per aiutare le donne che hanno subito violenza a rendersi economicamente indipendenti. È nato con un protocollo del 3 dicembre 2020 tra Dipartimento per le pari opportunità, ABI, Federcasse, Ente Nazionale per il Microcredito e Caritas Italiana, e prosegue con un nuovo accordo tra il Dipartimento e l’Ente firmato il 1° settembre 2025, della durata di tre anni.

Il Dipartimento per le pari opportunità copre con un fondo di garanzia i prestiti di microcredito sociale del progetto, nei limiti delle risorse stanziate, e ha previsto fondi per azzerarne il tasso di interesse. Centri antiviolenza, case rifugio e servizi sociali dei Comuni orientano e segnalano le donne interessate; durante il prestito sono previsti tutoraggio ed educazione finanziaria. Le risorse sono limitate: per sapere se il progetto è attivo, rivolgiti a un centro antiviolenza o all’Ente Nazionale per il Microcredito. Se hai bisogno di un sostegno che non si restituisce, informati anche sul Reddito di libertà.

Microcredito sociale e altri aiuti: cosa conviene chiedere prima

Visto che il microcredito sociale va restituito, conviene usarlo dopo aver controllato gli aiuti che non si restituiscono, oppure insieme a questi:

Per una panoramica completa degli aiuti per la famiglia, parti dalla pagina dedicata ai bonus per la famiglia.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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