Famiglia

Bonus badanti Regione Lombardia 2026: rimborso fino a 2.400 € per l’assistente familiare, requisiti e domanda

Il 12 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
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Bonus badanti Regione Lombardia: assistente familiare che porta il tè a una signora anziana nel soggiorno di casa

Il bonus badanti della Regione Lombardia, il cui nome ufficiale è Bonus Assistenti Familiari, è un rimborso di una parte dello stipendio che paghi a un’assistente familiare regolarmente assunta e iscritta in un registro territoriale. Può arrivare fino a 2.400 € con ISEE fino a 25.000 € e fino a 2.000 € con ISEE fino a 35.000 €. Il 12 ottobre 2026 la Regione ha annunciato un nuovo rifinanziamento di 2 milioni di euro: le domande si presentano online, a sportello, finché ci sono fondi.

Cos’è il bonus badanti della Regione Lombardia

Il Bonus Assistenti Familiari è un contributo di Regione Lombardia per le famiglie che assumono una persona che si prende cura a domicilio di un familiare fragile o non autosufficiente. Non è un assegno mensile: è un rimborso una tantum calcolato sulle spese che hai già sostenuto per lo stipendio dell’assistente.

La misura ha un obiettivo preciso: favorire il lavoro di cura regolare. Per questo il rimborso spetta solo se l’assistente ha un contratto in regola ed è iscritta in uno dei registri territoriali degli assistenti familiari, gestiti dagli Ambiti territoriali dei Comuni.

Il bando non ha una scadenza fissa: funziona a sportello, cioè le domande vengono esaminate in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. Il rifinanziamento annunciato dalla Regione il 12 ottobre 2026 vale 2 milioni di euro, da ripartire tra le 8 ATS (le Agenzie di tutela della salute), che li trasferiscono agli Ambiti. Secondo la Regione, alla rilevazione di settembre 2026 erano già oltre 3.000 le persone ammesse e finanziate.

Sportelli e registri degli assistenti familiari sono attivi in tutti gli Ambiti della Lombardia, tranne Campione d’Italia.

Chi può chiedere il Bonus Assistenti Familiari

Il bonus spetta a chi ha firmato il contratto di lavoro con l’assistente familiare, cioè il datore di lavoro. Può essere:

  • la persona assistita;
  • un familiare, anche se non vive con la persona assistita;
  • l’amministratore di sostegno o il tutore della persona assistita.

Il requisito economico è l’ISEE, che non deve superare 35.000 €. Quale ISEE conta dipende da chi presenta la domanda:

  • se chiede la persona assistita, vale il suo ISEE;
  • se chiede il familiare intestatario del contratto, vale l’ISEE del familiare;
  • se chiede un amministratore di sostegno o un tutore che non è un familiare, vale l’ISEE della persona assistita.

C’è poi un caso particolare: se il contratto è intestato alla persona assistita ma lei non è in grado di presentare la domanda, può farlo un familiare per suo conto. Anche in questo caso conta l’ISEE della persona assistita.

Se l’ISEE è scaduto, conviene rinnovarlo prima di fare domanda: la guida alla DSU spiega come si compila e quanto dura.

Importante
In passato il bando chiedeva la residenza in Lombardia da almeno 5 anni. Quel requisito è stato eliminato nel 2023, dopo una decisione del Tribunale di Milano: oggi non serve più.

Requisiti dell’assistente familiare

Il rimborso non dipende solo da te: anche la badante deve rispettare alcune condizioni. In particolare:

  • deve essere iscritta in uno o più registri territoriali degli assistenti familiari; se più persone si alternano nell’assistenza, serve l’iscrizione di ciascuna;
  • il contratto deve essere regolarmente registrato e in corso di validità al momento della domanda;
  • il livello di inquadramento deve essere quello indicato dal bando: categoria C Super (CS), previsto per chi si prende cura di persone non autosufficienti.

Il contributo vale anche quando l’assistente è stata assunta tramite un ente del settore, come una cooperativa o un’agenzia: in questo caso alla domanda va allegata la lettera di incarico di ogni assistente che presta il servizio. Se non sai se la tua badante è iscritta al registro, chiedi allo sportello per l’assistenza familiare del tuo Ambito territoriale.

Se la persona assistita ha anche un’invalidità riconosciuta, controlla di ricevere tutto ciò che le spetta a livello nazionale, a partire dall’indennità di accompagnamento e dai permessi della Legge 104 per chi la assiste in famiglia.

Quanto spetta: importo e soglie ISEE

Il bonus rimborsa fino al 60% delle spese effettivamente sostenute per lo stipendio dell’assistente familiare, entro un tetto massimo che dipende dall’ISEE:

ISEE Contributo massimo
Fino a 25.000 € 2.400 €
Oltre 25.000 € e fino a 35.000 € 2.000 €
Oltre 35.000 € Non spetta

Se il 60% della spesa è inferiore al tetto, ricevi il 60% della spesa. Un esempio: con ISEE di 20.000 € e 3.000 € di stipendi pagati, il 60% è 1.800 €, sotto il tetto di 2.400 €, quindi il rimborso è di 1.800 €. Con 6.000 € di stipendi, invece, il 60% sarebbe 3.600 €, e il rimborso si ferma a 2.400 €.

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Quali spese vengono rimborsate

Il rimborso riguarda le spese per la retribuzione dell’assistente familiare, a patto che siano:

  • effettivamente pagate e documentate (con ricevute di pagamento o estratti conto);
  • riferite al contratto che presenti con la domanda;
  • sostenute nei 12 mesi precedenti la data della domanda; se il contratto dura da meno di un anno, contano le spese dalla firma del contratto fino alla domanda.

Il bando parla solo di retribuzione: non contare quindi su un rimborso dei contributi o di altre voci. Per i contributi versati all’INPS esistono invece le agevolazioni fiscali nazionali, che trovi nella guida al bonus colf e badanti.

Attenzione
Se per la stessa spesa ricevi altri rimborsi pubblici, la somma di questi e del contributo regionale non può superare il 100% di quanto hai pagato.

Come fare domanda passo dopo passo

La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Una domanda inviata in altro modo non è ammissibile.

  1. Accedi con SPID, Carta d’identità elettronica oppure CNS/CRS con PIN.
  2. Apri il bando “Bonus Assistenti Familiari” e compila la domanda.
  3. Carica i documenti richiesti (trovi l’elenco più sotto) e indica l’IBAN su cui ricevere il rimborso.
  4. Premi “Invia al protocollo”: senza questo passaggio la domanda non è completa. Non serve firmarla e non si paga il bollo.

Fai attenzione prima dell’invio: una volta protocollata, la domanda non si può più modificare. Se la domanda la presenta l’amministratore di sostegno o il tutore, va allegata la copia della nomina.

Altre informazioni
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Il bando è a sportello e i fondi sono assegnati a ciascun Ambito: prima di preparare la domanda, conviene chiedere al tuo Ambito se ci sono ancora risorse disponibili. Per dubbi sul bando puoi scrivere ad Assistentifam@regione.lombardia.it o chiamare lo 02 67658441; per problemi tecnici con la piattaforma c’è il numero verde 800 131 151, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20, esclusi i festivi.

Documenti necessari

Alla domanda vanno allegati:

  • la copia del contratto in corso con l’assistente familiare, oppure la denuncia del rapporto di lavoro domestico inviata all’INPS;
  • i giustificativi di pagamento degli stipendi (ricevute firmate o estratti conto bancari);
  • la copia della nomina, se chi presenta la domanda è l’amministratore di sostegno o il tutore;
  • le lettere di incarico, se l’assistente lavora tramite una cooperativa o un’agenzia;
  • il modulo di autorizzazione all’uso dei dati della persona assistita, se la domanda la presenta un familiare che non è il suo tutore.

Tempi: istruttoria e pagamento

La domanda viene esaminata dall’Ambito territoriale in cui risiede la persona assistita, anche se a presentarla è un familiare che vive altrove. I tempi previsti dal bando sono questi:

  • l’Ambito chiude l’istruttoria entro 30 giorni dalla presentazione e comunica l’esito entro 30 giorni dalla conclusione della valutazione o dall’integrazione dei documenti;
  • se mancano documenti, può chiederti delle integrazioni: hai al massimo 30 giorni per rispondere;
  • il rimborso arriva entro 30 giorni dalla validazione, in un’unica soluzione con bonifico sull’IBAN indicato.

Compatibilità con altri aiuti

Secondo il bando, il Bonus Assistenti Familiari è compatibile con le Misure B1 e B2 del Fondo per la non autosufficienza, i sostegni regionali per le persone con disabilità gravissima (B1) e grave (B2). L’unico limite è che la somma dei rimborsi pubblici sulla stessa spesa non può superare il 100%.

Tieni presente che la Regione sta sostituendo le Misure B1 e B2 con due nuove misure, Misura Sostegno e Misura Servizi. Se ricevi una di queste, chiedi al tuo Ambito se puoi cumularla con il bonus badanti.

Non va confuso con gli aiuti per chi si prende cura personalmente di un familiare: se assisti tu un parente, senza assumere nessuno, guarda la guida ai bonus caregiver regionali, che spiega anche le misure lombarde per la non autosufficienza, e quella sul bonus caregiver nazionale.

Altri aiuti per chi ha una badante o un familiare anziano

Il bonus lombardo copre una parte dello stipendio, ma non è l’unico sostegno per le famiglie che assistono un anziano. Puoi valutare anche:

Trovi tutti gli altri contributi per le famiglie nella nostra guida ai bonus per la famiglia.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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