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I contributi colf 2026 sono i versamenti che ogni famiglia con un lavoratore domestico in regola deve pagare all’INPS ogni tre mesi. Per un rapporto a tempo indeterminato fino a 24 ore settimanali vanno da 1,70 € a 2,34 € per ogni ora pagata, in base alla paga oraria; sopra le 24 ore il contributo è fisso a 1,24 € l’ora. Il prossimo versamento, quello del quarto trimestre 2026, si paga con l’avviso pagoPA entro lunedì 11 gennaio 2027, perché il 10 gennaio cade di domenica. Una parte di questa spesa torna indietro con la dichiarazione dei redditi: puoi dedurre i contributi fino a 1.549,37 € l’anno.
Contributi colf 2026: quanto si paga all’ora
Chi assume una colf, una badante o una baby sitter diventa a tutti gli effetti un datore di lavoro domestico. Oltre allo stipendio, deve versare all’INPS i contributi previdenziali, che finanziano la pensione del lavoratore e le sue assicurazioni contro la disoccupazione e contro gli infortuni sul lavoro.
L’importo non si calcola in percentuale sullo stipendio come per gli altri dipendenti: l’INPS fissa ogni anno un contributo orario che cambia in base a due cose, la paga oraria effettiva e il numero di ore settimanali. Per il 2026 le fasce sono state aggiornate dell’1,4%, pari all’aumento dei prezzi al consumo misurato dall’ISTAT, e valgono dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Questa è la tabella per i rapporti a tempo indeterminato. Tra parentesi c’è la quota a carico del lavoratore, già compresa nell’importo totale. Le due colonne dipendono dal fatto che il rapporto sia soggetto o no al contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): la colonna con CUAF vale quasi sempre, quella senza CUAF solo nei casi spiegati sotto.
| Paga oraria effettiva |
Contributo orario (con CUAF) |
Contributo orario (senza CUAF) |
| Fino a 9,61 € |
1,70 € (0,43 €) |
1,71 € (0,43 €) |
| Oltre 9,61 € e fino a 11,70 € |
1,92 € (0,48 €) |
1,93 € (0,48 €) |
| Oltre 11,70 € |
2,34 € (0,59 €) |
2,35 € (0,59 €) |
| Orario superiore a 24 ore settimanali (qualsiasi paga) |
1,24 € (0,31 €) |
1,25 € (0,31 €) |
La colonna senza CUAF riguarda solo due situazioni: il rapporto di lavoro tra coniugi, ammesso soltanto se il coniuge datore di lavoro riceve l’indennità di accompagnamento, e quello tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, quando è riconosciuto dalla legge.
Se la tua colf lavora più di 24 ore a settimana, il contributo è fisso, qualunque sia la paga: 1,24 € l’ora nel caso più comune (tempo indeterminato, con CUAF). Per una badante convivente a tempo pieno si applica quindi il contributo orario più basso, anche se le ore da pagare sono molte di più.
Contratto a tempo determinato: il contributo in più
Se hai assunto il lavoratore a termine, all’importo orario si aggiunge un contributo addizionale pari all’1,40% della retribuzione convenzionale, che resta tutto a carico del datore di lavoro: la quota del lavoratore, infatti, non cambia.
| Paga oraria effettiva |
Contributo orario a termine (con CUAF) |
Contributo orario a termine (senza CUAF) |
| Fino a 9,61 € |
1,82 € (0,43 €) |
1,83 € (0,43 €) |
| Oltre 9,61 € e fino a 11,70 € |
2,05 € (0,48 €) |
2,06 € (0,48 €) |
| Oltre 11,70 € |
2,50 € (0,59 €) |
2,51 € (0,59 €) |
| Orario superiore a 24 ore settimanali (qualsiasi paga) |
1,32 € (0,31 €) |
1,33 € (0,31 €) |
Il contributo in più non si paga quando il lavoratore a termine è stato assunto per sostituire un lavoratore assente. In quel caso si usa la tabella del tempo indeterminato.
Come si calcola la paga oraria effettiva
Per sapere in quale fascia rientri non basta guardare la paga concordata. L’INPS considera la paga oraria effettiva, che somma tre voci:
- la retribuzione oraria concordata con il lavoratore;
- il valore convenzionale di vitto e alloggio, diviso per le ore lavorate, se il lavoratore mangia o dorme da te;
- la tredicesima mensilità, ripartita anche lei per ore.
Facciamo un esempio. Una colf a ore pagata 9 € l’ora, senza vitto né alloggio, ha una quota oraria di tredicesima pari a un dodicesimo della paga, cioè 0,75 €. La paga oraria effettiva è quindi di 9,75 €: supera i 9,61 € e rientra nella seconda fascia, con un contributo di 1,92 € l’ora. Con una paga effettiva fino a 9,61 €, il contributo è invece di 1,70 €.

La paga oraria effettiva va sempre comunicata all’INPS, anche quando il lavoratore supera le 24 ore settimanali e il contributo è fisso.
Quanto paghi in un trimestre: due esempi
I contributi si versano sulle ore retribuite nel trimestre. Ecco due esempi indicativi, calcolati su 13 settimane e con la tabella del tempo indeterminato con CUAF.
| Caso |
Ore nel trimestre |
Contributo orario |
Totale da versare |
Di cui quota del lavoratore |
| Colf 20 ore a settimana, paga effettiva 9,75 € |
260 |
1,92 € |
499,20 € |
124,80 € |
| Badante convivente 54 ore a settimana |
702 |
1,24 € |
870,48 € |
217,62 € |
Attenzione
Sono stime: l’importo esatto lo calcola l’INPS nell’avviso di pagamento, sulla base dei dati che hai comunicato all’assunzione o nelle variazioni successive.
Ai contributi INPS vanno poi aggiunti gli altri costi del rapporto, come il TFR che maturi ogni anno e che paghi alla fine del rapporto.
Una parte dei contributi che versi finanzia l’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro della tua colf o badante.
Scadenze dei contributi colf 2026 e 2027
I contributi si pagano a trimestre finito, in quattro finestre di dieci giorni. Se l’ultimo giorno utile cade di domenica o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno successivo non festivo.
| Trimestre |
Periodo di lavoro |
Quando si paga |
| Primo |
Gennaio, febbraio, marzo |
Dal 1° al 10 aprile |
| Secondo |
Aprile, maggio, giugno |
Dal 1° al 10 luglio |
| Terzo |
Luglio, agosto, settembre |
Dal 1° al 10 ottobre |
| Quarto |
Ottobre, novembre, dicembre |
Dal 1° al 10 gennaio dell’anno dopo |
Per il quarto trimestre 2026 il 10 gennaio 2027 è una domenica, quindi il pagamento slitta a lunedì 11 gennaio 2027. Per quel versamento si usano ancora gli importi del 2026: gli importi del 2027 saranno fissati dall’INPS con le nuove tabelle annuali.
Importante
Se paghi in ritardo o non paghi, l’INPS applica sanzioni. Segna in calendario le quattro finestre: il versamento non parte da solo, devi farlo tu ogni trimestre.
Se invece vuoi capire quali sostegni pubblici possono aiutarti a sostenere il costo di una badante, puoi partire da una simulazione gratuita.
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Come pagare i contributi colf con pagoPA
Dopo l’iscrizione del lavoratore, l’INPS apre la posizione e invia al datore di lavoro gli avvisi di pagamento pagoPA. Ogni avviso contiene il codice avviso, l’importo da pagare, la data entro cui versare e le istruzioni. Se non ti è arrivato, puoi generarlo e stamparlo tu dal Portale dei Pagamenti dell’INPS, dove trovi anche le ricevute dei versamenti già fatti.
Per conoscere l’importo del trimestre servono due dati: il codice fiscale del datore di lavoro e il codice del rapporto di lavoro. Puoi pagare in diversi modi:
- online dal Portale dei Pagamenti, con carta di credito o di debito, conto corrente o altri metodi;
- in banca, all’ufficio postale o presso gli altri prestatori di servizi di pagamento aderenti a pagoPA, con il codice avviso oppure con il QR Code stampato sull’avviso;
- con CBILL, nelle banche che lo offrono, usando il codice interbancario AAQV6;
- con l’app IO o con l’app INPS Mobile.
Generazione dell’avviso e pagamento si possono fare anche tramite il Contact Center Multicanale dell’INPS o con un intermediario autorizzato, per esempio un consulente del lavoro. Se nel trimestre sono cambiati l’orario o la paga, prima di pagare puoi modificare i dati e stampare un nuovo avviso con l’importo corretto.
Quanto puoi recuperare con la dichiarazione dei redditi
Se hai una colf o una badante puoi usare due agevolazioni fiscali, ciascuna con le sue condizioni: la deduzione dei contributi INPS e, solo per l’assistenza a una persona non autosufficiente, la detrazione del 19% delle spese. Si chiedono nel modello 730 o nel modello Redditi.
La deduzione dei contributi, fino a 1.549,37 €
I contributi obbligatori versati per la colf o per chi assiste un familiare si possono dedurre dal reddito fino a 1.549,37 € l’anno. L’importo massimo deducibile è fisso e non cambia in base al tuo reddito. Si deduce solo la parte che resta a tuo carico, non la quota del lavoratore. Per farlo devi conservare le ricevute dei versamenti all’INPS.
La detrazione del 19% per la badante
Se la badante assiste una persona non autosufficiente, puoi anche detrarre dall’imposta il 19% delle spese sostenute, calcolato su un massimo di 2.100 € l’anno: il risparmio massimo è quindi di 399 €. La detrazione spetta alla persona assistita oppure al familiare che paga, a patto che il suo reddito complessivo non superi 40.000 €. Il limite di 2.100 € vale per ogni contribuente: se più familiari pagano l’assistenza della stessa persona, va diviso tra loro.
Servono il certificato medico che attesta la non autosufficienza, da mostrare se l’Agenzia delle Entrate lo chiede, e le ricevute degli stipendi firmate dalla badante, con il codice fiscale e i dati anagrafici di chi paga e di chi presta l’assistenza e, se la spesa è per un familiare, anche quelli del familiare. Il pagamento deve essere tracciabile, per esempio con bonifico: se paghi la badante in contanti, la detrazione non spetta. La deduzione dei contributi e la detrazione del 19% si possono sommare. Le altre spese per la salute dell’assistito seguono regole diverse, che trovi nella guida alle spese mediche detraibili; il recupero arriva con il rimborso del 730.
Gli aiuti che riducono il costo della badante
I contributi INPS non hanno sconti legati al reddito, ma ci sono sostegni pubblici che aiutano le famiglie a pagare chi assiste un anziano o una persona con disabilità. I principali sono:
Per l’assegno di assistenza serve anche un contratto regolare con l’assistente familiare: avere i versamenti trimestrali in ordine ti aiuta a dimostrarlo. Altre misure per chi ha figli, anziani o persone fragili in casa le trovi nella sezione dedicata agli aiuti alla famiglia.