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Reddito di Libertà: cos’è, a chi spetta e nuovi fondi

Il 6 Giugno 2024 da Cristina - 6 minuti di lettura

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Reddito di Libertà 2022

Il Reddito di Libertà è una misura di sostegno economico per le donne vittime di violenza. Secondo i dati Istat, infatti, in Italia il 31,5% delle donne ha subito una qualche forma di violenza. Questi numeri hanno reso necessaria l’introduzione di un contributo specifico, con l’obiettivo di aiutare le donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di povertà a reinserirsi nella società e a diventare di nuovo indipendenti. Scopri insieme a Il Mio Bonus tutto quello che c’è da sapere su questa misura: come funziona, quali sono i requisiti e come vengono assegnati i fondi.

Che cos’è il Reddito di Libertà 2023?

Il Reddito di Libertà è un contributo economico erogato dall’INPS e destinato alle donne vittime di violenza.

Introdotto nel 2020 dal Decreto Rilancio, il suo obiettivo è quello di accompagnare le donne che hanno subito alcuna forma di violenza lungo un percorso di indipendenza economica ed emancipazione.

Il Reddito di Libertà si presenta sotto forma di contributo economico pari a 400 euro, erogato dall’Istituto INPS su base mensile, per un massimo di 12 mesi.

Attraverso l’erogazione di tale somma, questo contributo economico si propone di sostenere le spese delle donne vittime di violenza e che si trovano in difficoltà economiche. In particolare, è finalizzato a sostenere:

  • le spese a sostegno dell’autonomia abitativa;
  • la riacquisizione di un’autonomia personale a seguito degli episodi vissuti;
  • il percorso scolastico e formativo di eventuali figli.

Reddito di libertà: nuovi fondi 2023 per le Regioni

Sebbene sia stato creato con obiettivi molto ambiziosi, le cifre stanziate all’inizio per il Reddito di Libertà non hanno permesso di raggiungere nella pratica tali obiettivi.

Attraverso l’istituzione del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza“, il primo anno erano stati stanziati 3 milioni di euro. Una cifra all’apparenza elevata, ma che nella realtà non aiutava a coprire la totalità delle richieste effettuate. Nel 2023, invece, le risorse stanziate ammontano a 1.850.000 euro.

Questa cifra è stata ripartita nelle diverse Regioni italiane, sulla base della popolazione femminile nella fascia d’età 18-67 anni. Tuttavia, con questi fondi stanziati, si è proceduto a liquidare le domande vecchie, in ordine cronologico di presentazione, che non erano state accolte per mancanza di budget.

Ed è così che i fondi stanziati a inizio 2023 si sono esauriti velocemente e ad oggi non sono stati ripristinati a livello nazionale, sebbene le domande siano elevate.

Infatti, per mezzo del XII Rapporto annuale 2023 l’INPS ha fornito i dati, suddivisi per Regione, delle domande presentate e accolte nell’ultimo triennio. Dalla tabella presente all’interno di questo report, si evince inoltre il budget residuo in ciascuna Regione, derivato dallo stanziamento di fondi propri.

Ad agosto 2023, due Regioni hanno comunicato lo stanziamento di nuove risorse a sostegno del Reddito di libertà. Si tratta della Sicilia e dell’Emilia Romagna. Con rispettivamente 236.063 euro e 1,3 milioni di euro, queste due Regioni mirano a sostenere le donne vittime di violenza, integrando i fondi statali (ormai esauriti) e rispondendo alle molteplici domande ancora non accolte.

Reddito di libertà 2023: quando viene pagato?

Nel 2023, i fondi statali del Reddito di libertà si sono esauriti molto presto. In seguito, è a discrezione delle singole Regioni stanziare o meno ulteriori fondi per far fronte alle domande rimaste non accolte.

Per esempio, Sicilia ed Emilia Romagna hanno integrato le risorse con dei fondi regionali, in modo da sostenere le migliaia di donne che non avevano ottenuto alcuna risposta.

Trattandosi di fondi regionali, si consiglia di mandare un’email alla propria Regione o di recarsi presso il proprio Comune di residenza, con lo scopo di conoscere se eventualmente verranno messe a disposizione ulteriori risorse.

Quali sono i requisiti per il Reddito di Libertà?

a chi spetta reddito libertàIl Reddito di Libertà spetta alle donne vittime di violenza, sole o con figli minoro, che siano state “seguite da centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza”.

Inoltre, i requisiti che devono presentare le donne sono i seguenti:

  • essere residenti in Italia;
  • essere cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie con permesso di soggiorno valido;
  • aver subito azioni lesive da parte di qualcuno;
  • essere in stato di povertà e vulnerabilità.
Attenzione
La normativa non specifica quali tipi di violenza rientrano nella misura. Di conseguenza, la violenza è da interpretarsi in senso più ampio: sia le violenze fisiche, sia quelle psicologiche.

Reddito di Libertà: importo

L’ammontare del Reddito di Libertà è pari a 400 euro al mese per persona, per 12 mensilità. Una volta erogate le 12 mensilità, non può più essere richiesto.

Inoltre, essendo erogato da un ente pubblico assistenziale, questo contributo è esente dall’IRPEF (imposta sul reddito).

Cumulabilità e compatibilità con altri bonus

Il Reddito di Libertà è compatibile e cumulabile con altri strumenti di sostegno al reddito, per esempio:

Reddito di Libertà INPS: come richiederlo?

La domanda per il Reddito di Libertà viene presentata dalle donne interessate, in autonomia o con l’assistenza di un rappresentante legale o un delegato. La richiesta viene realizzata dal Comune di residenza, il quale deve accedere al sito web dell’INPS, nella sezione “Prestazioni sociali dei comuni”.

Modulo per fare domanda

In fase di domanda, bisogna includere questo modulo, che contiene:

  • un’autodichiarazione dell’interessata;
  • la dichiarazione del Centro antiviolenza, firmata dal suo rappresentante legale, attestante il percorso di emancipazione compiuto dall’interessata;
  • una dichiarazione dei servizi sociali, che chiariscono lo stato di bisogno della donna in seguito alle violenze subite.

Reddito di Libertà: pagamento

pagamento reddito libertàLa modalità di pagamento desiderata deve essere inserita in fase di presentazione della domanda, specificando l’IBAN sul quale devono essere accreditati gli importi.

Una volta inoltrata la domanda, si potrà monitorare l’esito sulla piattaforma INPS. Infatti, gli stati che compariranno potrebbero essere i seguenti:

  • “Accolta in pagamento”, quando la domanda è stata accettata;
  • “Accolta in attesa di IBAN”, qualora l’esito sia negativo, per esempio per mancanza di documentazione;
  • “Non accolta per insufficienza di budget”.

In quest’ultimo caso, le domande potranno essere riprese in un secondo momento, qualora venissero respinte altre domande o stanziati ulteriori fondi.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


Fai una domanda al nostro esperto


La sua richiesta
  • Elena ricci

    Buongiorno signora Cristina, mi saprebbe dire quando saranno i pagamenti del reddito di libertà 2024

  • Elena ricci

    Grazie signora Cristina per avermi risposto, volevo chiederle più informazioni riguardo al reddito di libertà, io sono di Quartu provincia di Cagliari, quale sarebbe la regione per chiedere spiegazioni? Lei mi saprebbe dire esattamente il nome grazie mille

  • Elena ricci

    Salve ho fatto domanda per il reddito di libertà nel 2022 ancora oggi sto aspettando l’accredito regione Sardegna, lei mi sapre dire quando verrà erogato l’importo

    • Andrea

      Buon pomeriggio sig.ra Elena,
      trattandosi di una misura gestita da ogni singola Regione, le consiglio di recarsi presso il proprio Comune di residenza per avere informazioni a riguardo, o può mandare un’email alla propria Regione.
      Un saluto

  • anna castelli

    Buongiorno ho fatto domanda allo scadere del primo semestre del 2023 e’ stata accettata ma vi erano finito il budget a disposizione… dicono e vorrei sapere, che bisogna attendere in coda alle richieste che sono state presentate prima, ma se si fa di nuovo richiesta con nuova domanda , dicono che andra a finire ancora in coda piu’ indietro e si perde la priorità acquisita, anche a nuovo anno di domanda e’ vero questo signora?

    • Andrea

      Buon pomeriggio sig.ra Anna,
      dato che la richiesta viene realizzata dal Comune di residenza, le suggerisco di rivolgersi direttamente al suo Comune per ottenere informazioni su come viene gestita nella sua città.
      Un saluto

  • Anna Rita De Marco

    Io sono vittima di violenza dal 2018 con vari denunce al mio ex di cui è stato ai domiciliari e di conseguenza poi ancora quest’anno l’ennesima minaccia che mi bruciava viva fatta l’ennesima denuncia,e stato portato in carcere u dopo 1 mese e uscito con il braccialetto,non sono in nessuna struttura antiviolenza e io vorrei sapere se ho diritto al reddito di libertà.

    • Andrea

      Buongiorno sig.ra Anna Rita,
      mi dispiace molto per la sua situazione, spero vengano presi provvedimenti il prima possibile. Il Reddito di Libertà spetta alle donne vittime di violenza che siano state seguite da centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Ci sono possibilità di essere inclusa in qualche struttura antiviolenza?

  • Sonia Benini

    Non l’ ho ancora ricevuto anzi l’INPS di Sestri non trovava la mia domanda x quanto riguarda il reddito di libertà
    Ho rinviato tutta la documentazione
    Ho avuto risposta insomma x insufficienza e di baget nn è stata accettata anche quando liquidavano
    2023
    Per il 2024 quando sarà possibile aveerlo

  • Cammarota flora anna

    Buongiorno sapreste dirmi quando pagano reddito di libertà?e la prima volta che faccio questa domanda grazie del aiuto…sul inps nn c’è niente nella gratadoria ci sono ammissibile

    • Andrea

      Buon pomeriggio,
      una volta inoltrata la domanda, può monitorare l’esito sulla piattaforma INPS. Gli stati che compariranno potrebbero essere i seguenti: “Accolta in pagamento”, quando la domanda è stata accettata; “Accolta in attesa di IBAN”, qualora l’esito sia negativo, per esempio per mancanza di documentazione; “Non accolta per insufficienza di budget”. In quest’ultimo caso, le domande potranno essere riprese in un secondo momento, qualora venissero respinte altre domande o stanziati ulteriori fondi. In ogni caso, per avere informazioni più specifiche sulle tempistiche, può rivolgersi all´INPS ai seguenti numeri: rete fissa 803 164, telefonia mobile 06 164 164.
      Un saluto

  • Elena fanno

    Buongiorno signora Cristina, può per cortesia dirci qualcosa sul reddito di libertà? E vero che non lo danno più?

    • Andrea

      Buon pomeriggio,
      il reddito di libertà continuerà ad esserci. Sono previsti sei milioni in più, a decorrere dal 2024, per il Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza.
      Un saluto

  • Tenace Anna Maria Lucia

    Salve signora Cristina ma e vero che non li daranno più i soldi per il reddito di libertà non so come fare ho fatto domanda un anno fa poi lo rifatta di nuovo ma nessuna risposta lei può dirmi qualcosa grazie

  • Anita Fornasari

    Salve io ho fatto la domanda ad ottobre 2022 per il reddito di libertà domanda accettata ma non pagata per mancanza di fondi abito in Emilia Romagna come si può sapere quando sarà pagato visto che in Emilia Romagna hanno stanziato i soldi nella app mu Inps non sono riuscita a vedere e rintracciare la mia pratica grazie

    • Cristina

      Buongiorno,
      Le date del pagamento non si conoscono. Tutto dipende dalla disponibilità dei fondi e dalla quantità di domande da smaltire. Ti consiglio di chiedere al tuo Comune/Regione.

      Un saluto

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