
Per chi ha già una domanda accolta e senza variazioni, il pagamento dell’Assegno unico arriva ogni mese in due giorni fissi stabiliti dall’INPS: nel 2026 la rata di ottobre è accreditata il 21 e 22 ottobre, quella di novembre il 19 e 20 novembre e quella di dicembre il 16 e 17 dicembre. La prima rata di una domanda nuova arriva invece, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello della domanda.
Calendario dei pagamenti dell’Assegno unico 2026
Con un messaggio del 24 dicembre 2025 l’INPS ha fissato le date di accredito di tutte le dodici rate del 2026. Il calendario riguarda le prestazioni già in pagamento che non hanno subito variazioni: se la tua domanda è accolta e nel mese non è cambiato nulla, di norma l’accredito avviene in uno dei due giorni indicati.
| Mese |
Date di accredito 2026 |
| Gennaio |
21 e 22 gennaio |
| Febbraio |
19 e 20 febbraio |
| Marzo |
19 e 20 marzo |
| Aprile |
20 e 21 aprile |
| Maggio |
20 e 21 maggio |
| Giugno |
18 e 19 giugno |
| Luglio |
20 e 21 luglio |
| Agosto |
18 e 19 agosto |
| Settembre |
21 e 22 settembre |
| Ottobre |
21 e 22 ottobre |
| Novembre |
19 e 20 novembre |
| Dicembre |
16 e 17 dicembre |
Le date si riferiscono all’accredito disposto dall’INPS: il giorno in cui vedi la somma sul conto può dipendere anche dai tempi della tua banca o di Poste Italiane. Nelle stesse date l’INPS paga anche le rate su cui c’è un conguaglio, cioè un ricalcolo a credito o a debito: la rata arriva nei giorni del calendario, ma con un importo più alto o più basso del solito.
Se hai già una domanda in stato «accolta», per il 2026 non devi presentarne una nuova: l’INPS continua a pagare l’assegno d’ufficio, salvo che la domanda sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Resta però da comunicare all’INPS ogni variazione, come la nascita di un figlio o il compimento dei 18 anni.
Per sapere quanto ti spetta per ogni figlio e quali sono i requisiti, trovi tutto nella guida all’Assegno Unico Universale.
Pagamento di ottobre, novembre e dicembre 2026
Le ultime tre rate dell’anno seguono lo stesso schema: due giorni di accredito, a metà o nella seconda metà del mese.
- Ottobre 2026: 21 e 22 ottobre;
- Novembre 2026: 19 e 20 novembre;
- Dicembre 2026: 16 e 17 dicembre, un po’ prima del solito.
Se è passato il secondo giorno di accredito e non vedi i soldi, controlla prima lo stato della domanda nella tua area riservata INPS e poi i punti elencati più avanti, nella sezione sull’assegno non arrivato. Se invece nel mese hai cambiato qualcosa nella domanda (per esempio hai aggiunto un figlio appena nato o hai presentato un nuovo ISEE), la rata può essere ricalcolata e per il tuo caso fa fede quanto risulta nell’area riservata. Il calendario del 2027 non è ancora stato pubblicato: quello del 2026 l’INPS lo aveva comunicato a fine dicembre 2025.

Quando arriva la prima rata di una nuova domanda
Se hai appena fatto domanda, il calendario fisso non vale ancora per te. Il primo pagamento arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello in cui hai presentato la domanda. Esempio: domanda inviata a ottobre, prima rata attesa nell’ultima settimana di novembre. Poi i pagamenti seguono il calendario mensile, se la domanda non subisce variazioni.
Da quale mese ti viene riconosciuto l’assegno dipende dalla data della domanda:
- domanda presentata entro il 30 giugno: l’assegno spetta da marzo dello stesso anno, con il pagamento degli arretrati;
- domanda presentata dal 1° luglio: l’assegno spetta dal mese successivo a quello della domanda, senza arretrati per i mesi precedenti.
La domanda si presenta online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o chiamando il Contact Center INPS (numero verde 803.164 da rete fissa, 06 164.164 da rete mobile). Se hai avuto o adottato un figlio dal 2025 in poi, verifica anche il bonus nascite (per l’INPS «bonus nuovi nati»): è una misura diversa, con requisiti propri, e si chiede a parte all’INPS entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia, a pena di decadenza.
Importante
Una domanda presentata a luglio o dopo non recupera i mesi da marzo. Se hai figli a carico e non hai ancora fatto domanda, conviene presentarla il prima possibile.
Perché l’importo dell’Assegno unico può cambiare da un mese all’altro
L’importo dipende dall’ISEE del nucleo familiare e dalle informazioni che hai inserito nella domanda. Quando uno di questi dati cambia, cambia anche la rata.
Senza ISEE valido ricevi l’importo minimo
Dal mese di marzo, se non c’è un ISEE valido per l’anno in corso, l’INPS paga gli importi minimi: nel 2026 sono 58,30 € al mese per ogni figlio minorenne e 29,10 € per ogni figlio maggiorenne fino al compimento dei 21 anni che rispetti le condizioni di legge (per esempio studio, tirocinio o apprendistato), gli stessi importi di chi supera la soglia ISEE massima di 46.582,71 €. Con l’ISEE più basso (fino a 17.468,51 €) si arriva invece a 203,80 € per figlio minorenne, prima delle maggiorazioni.
Puoi richiedere l’ISEE online con la DSU precompilata e, nella versione DSU Mini, anche direttamente dall’app INPS Mobile. Per i figli minorenni si usa l’ISEE per minorenni: se i genitori non sono sposati tra loro e non vivono insieme, il calcolo può cambiare.
Gli arretrati se presenti la DSU entro il 30 giugno
Se presenti la nuova DSU entro il 30 giugno, l’INPS ricalcola le rate già pagate a partire da marzo e ti versa gli arretrati. Se invece la domanda è stata presentata dal 1° luglio e l’ISEE viene presentato in un secondo momento, l’importo calcolato sull’ISEE vale dal mese in cui lo presenti (prima si paga l’importo minimo).
Gennaio e febbraio si calcolano sull’ISEE valido al 31 dicembre
Le rate di gennaio e febbraio vengono calcolate con l’ISEE valido al 31 dicembre dell’anno precedente. È per questo che a inizio anno, e di nuovo da marzo, l’importo può cambiare anche se in casa non è cambiato nulla.
Come viene pagato l’Assegno unico
L’INPS paga l’assegno su uno strumento con codice IBAN aperto in un Paese dell’area SEPA:
- conto corrente bancario o postale;
- carta di credito o di debito dotata di IBAN;
- libretto di risparmio dotato di IBAN.
In alternativa puoi chiedere il bonifico domiciliato, cioè il pagamento in contanti presso uno sportello di Poste Italiane in Italia. Attenzione: per legge l’INPS non può pagare in contanti importi superiori a 1.000 €, quindi sopra questa soglia serve uno strumento con IBAN.
L’IBAN deve essere intestato o cointestato a chi riceve l’assegno. L’INPS controlla la titolarità del conto in automatico con Poste Italiane e con le banche convenzionate; se la tua banca non è convenzionata o si trova in un altro Paese SEPA, alla domanda va allegato il modulo di identificazione finanziaria (Financial Identification SEPA) compilato e validato dalla banca. Se cambi conto, aggiorna la modalità di pagamento accedendo alla tua domanda online: un IBAN che l’INPS non riesce a verificare è una delle cause per cui il pagamento può restare bloccato.
Genitori separati: a chi viene pagato l’assegno
L’assegno viene pagato per intero al genitore che fa la domanda oppure, se lo chiede, diviso al 50% tra i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di divisione, ogni genitore deve avere un IBAN intestato o cointestato a sé.
- Con l’affidamento esclusivo, in mancanza di accordo tra i genitori, l’assegno spetta per intero al genitore affidatario.
- Con l’affidamento condiviso si può scegliere la divisione al 50%; se il giudice ha disposto il collocamento del figlio presso chi fa domanda, si può optare per il 100% a quel genitore, fermo restando che l’altro genitore può poi chiedere la divisione al 50%.
- L’altro genitore può sempre modificare la scelta entrando nella domanda con le proprie credenziali.
Se i dati del secondo genitore vengono inseriti dopo, il pagamento al 50% parte dal mese successivo alla comunicazione all’INPS. Per gli altri aiuti pensati per chi vive una separazione, leggi la guida al bonus genitori separati.
Assegno unico non arrivato: cosa controllare
Se le date del calendario sono passate e non hai ricevuto nulla, prima di preoccuparti controlla questi punti:
- Domanda nuova o modificata: se hai fatto domanda di recente o hai aggiunto un figlio, la rata segue i tempi della prima rata o del ricalcolo, non il calendario fisso.
- Domanda «in evidenza al cittadino»: la domanda risulta bloccata perché l’INPS ha bisogno che tu integri o aggiorni delle informazioni. Finché non lo fai, la lavorazione resta ferma.
- IBAN non verificabile: l’INPS non riesce a verificare che il conto sia intestato o cointestato a te. Va corretto nella domanda.
- Stato della domanda: se la domanda è decaduta, revocata, rinunciata o respinta, l’assegno non continua a essere pagato d’ufficio e serve una nuova domanda.
Se la domanda o il pagamento risultano bloccati, l’INPS invia una video guida personalizzata, con un avviso nel Centro notifiche di MyINPS (e per SMS o email se hai dato il consenso), che spiega come integrare o correggere i dati. Lo stato della domanda lo controlli accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio dell’Assegno unico nell’area riservata MyINPS del sito INPS. Se tutto risulta in regola e il pagamento continua a non arrivare, puoi chiedere chiarimenti al Contact Center INPS ai numeri indicati sopra o rivolgerti a un patronato.
Attenzione
Le date indicate sono quelle del calendario INPS per le domande senza variazioni. L’importo può essere diverso se nel mese c’è un conguaglio; se hai presentato un nuovo ISEE o modificato la domanda, la rata può essere ricalcolata e per il tuo caso fa fede quanto risulta nella tua area riservata INPS.
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026. Abbiamo inserito il calendario INPS dei pagamenti 2026, i tempi della prima rata, le regole su ISEE e arretrati e le modalità di pagamento.