Lavoro

Anticipo TFR 2026: requisiti, quanto puoi chiedere e come fare domanda

Il 25 Settembre 2026 da Cristina - 11 minuti di lettura

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Anticipo TFR: un lavoratore controlla i conti in cucina prima di chiedere l'anticipo della liquidazione al datore di lavoro

L’anticipo del TFR ti permette di incassare una parte della tua liquidazione mentre stai ancora lavorando, senza dimetterti e senza aspettare la pensione. Non è un prestito: sono soldi già tuoi, accantonati mese dopo mese in busta paga. La legge però lo concede solo dopo 8 anni nella stessa azienda, fino al 70% di quanto hai maturato, una sola volta e per motivi specifici come le spese mediche importanti o l’acquisto della prima casa. Qui trovi i requisiti, quanto puoi chiedere, come si presenta la domanda e cosa succede con le tasse.

Cos’è l’anticipo del TFR e chi può chiederlo

Il TFR (trattamento di fine rapporto) è la somma che il datore di lavoro ti deve quando il rapporto finisce, per qualsiasi motivo: dimissioni, licenziamento o pensionamento. Si costruisce anno dopo anno: per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, e l’importo già accumulato viene rivalutato ogni 31 dicembre con un tasso fisso dell’1,5% più il 75% dell’aumento dei prezzi misurato dall’ISTAT (la quota maturata nell’anno in corso non si rivaluta). Se vuoi ritrovare queste voci nel tuo cedolino, consulta la guida su come leggere la busta paga.

L’anticipazione è la possibilità, prevista dal codice civile, di farsi pagare una parte di quel TFR mentre il rapporto di lavoro è ancora in corso. Riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato, purché abbiano l’anzianità richiesta con lo stesso datore di lavoro. Per chi lavora nella pubblica amministrazione le regole sono diverse e le trovi più sotto.

Attenzione a non confondere l’anticipo con altre strade: se l’azienda è fallita o non ti paga la liquidazione alla fine del rapporto, lo strumento giusto è il Fondo di garanzia INPS; se invece hai scelto di versare il TFR a un fondo pensione, l’anticipo non lo chiedi all’azienda ma al fondo, con regole proprie che vediamo in una sezione dedicata.

Requisiti: 8 anni di servizio e limiti per ogni azienda

Per chiedere l’anticipo del TFR devi avere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Contano gli anni presso quell’azienda, non quelli lavorati presso altri datori di lavoro: se hai cambiato lavoro da poco, il conteggio riparte dal nuovo rapporto.

C’è poi un limite che non dipende da te ma dall’azienda. Ogni anno il datore di lavoro è tenuto ad accogliere le richieste nei limiti del 10% dei dipendenti che hanno i requisiti e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. Oltre queste soglie può rinviare la domanda all’anno successivo, anche se tu hai gli 8 anni e un motivo valido.

Un esempio per capire i due limiti

Immagina un’azienda con 100 dipendenti, di cui 20 hanno almeno 8 anni di servizio. Il 10% degli aventi titolo fa 2 persone, il 4% del totale fa 4 persone: vale il limite più basso, quindi in quell’anno l’azienda è tenuta a pagare l’anticipo a 2 lavoratori. Se le richieste sono di più, chi resta fuori dovrà di solito aspettare l’anno successivo.

Il tuo contratto può essere più generoso della legge. I contratti collettivi e anche gli accordi individuali possono prevedere condizioni di miglior favore (per esempio meno anni di servizio o motivi in più), e solo i contratti collettivi possono fissare criteri di priorità tra le richieste. Controlla il CCNL applicato nella tua azienda prima di presentare la domanda.

Per quali motivi puoi chiedere l’anticipo del TFR

La richiesta deve essere giustificata: non puoi chiedere l’anticipo per qualsiasi spesa. La legge indica due motivi principali, a cui se ne aggiungono altri legati ai congedi.

Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari

Puoi chiedere l’anticipo per spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche. Non bastano quindi le visite di routine: serve una cura o un intervento di carattere straordinario, attestato dal servizio sanitario pubblico. Per le spese mediche ordinarie resta la strada delle spese mediche detraibili nella dichiarazione dei redditi.

Acquisto della prima casa per te o per i tuoi figli

Il secondo motivo è l’acquisto della prima casa di abitazione, per te o per i tuoi figli, documentato con atto notarile. La Corte costituzionale ha chiarito che l’anticipo può essere concesso anche per un acquisto ancora in corso, purché dimostrato con mezzi idonei a provarne l’effettività, per esempio con il contratto preliminare di compravendita. Sui costi dell’acquisto puoi valutare anche le agevolazioni del bonus prima casa.

La legge non cita la ristrutturazione tra i motivi dell’anticipo chiesto all’azienda: puoi ottenerlo per questo scopo solo se lo prevede il tuo contratto collettivo o un accordo con il datore di lavoro. Per i lavori sulla casa esistono però le detrazioni del bonus ristrutturazioni.

Spese durante il congedo parentale o per la formazione

Oltre ai due casi del codice civile, il TFR può essere anticipato anche per le spese da sostenere durante il congedo parentale, durante i congedi per la formazione e durante i congedi per la formazione continua. In questo caso la legge stabilisce anche quando ti pagano: l’anticipo è corrisposto insieme alla retribuzione del mese che precede l’inizio del congedo. Per le condizioni pratiche della richiesta (anzianità, importo) conviene verificare cosa prevede il tuo CCNL e chiedere all’ufficio del personale.

Quanto puoi chiedere: fino al 70% del TFR maturato

L’anticipo non può superare il 70% del TFR che ti spetterebbe se il rapporto di lavoro finisse il giorno della richiesta. Il riferimento è quindi quanto hai maturato fino a quel momento, rivalutazioni comprese, non quello che maturerai in futuro.

TFR maturato alla data della richiesta Anticipo massimo (70%) Resta accantonato
15.000 € 10.500 € 4.500 €
25.000 € 17.500 € 7.500 €
40.000 € 28.000 € 12.000 €

Gli importi della tabella sono esempi lordi calcolati sulla sola percentuale di legge: la cifra che ricevi davvero è più bassa perché sull’anticipo si pagano le tasse, come vedi più avanti. L’anticipazione si può ottenere una sola volta nel corso dello stesso rapporto di lavoro e viene detratta dal TFR finale: quando lascerai l’azienda riceverai solo quello che resta, più quanto maturerai dopo la richiesta.

Per sapere a quanto ammonta il tuo TFR maturato chiedilo all’ufficio del personale, che lo calcola alla data della richiesta. Se la spesa è sanitaria, verifica anche se puoi avere diritto all’esenzione dal ticket sanitario.

Come fare domanda di anticipo TFR al datore di lavoro

La legge non prevede un modulo ufficiale: la domanda si presenta per iscritto al datore di lavoro, non all’INPS, usando il modello interno dell’azienda se ne ha uno. I passaggi sono questi:

  1. Controlla i requisiti: almeno 8 anni con lo stesso datore di lavoro (salvo condizioni migliori del CCNL) e un motivo tra quelli ammessi.
  2. Chiedi a quanto ammonta il TFR maturato, così sai qual è il 70% che puoi chiedere.
  3. Scrivi la richiesta indicando l’importo, il motivo e il fatto che non hai già ottenuto un anticipo nello stesso rapporto di lavoro.
  4. Allega i documenti: per le spese sanitarie l’attestazione della struttura pubblica e i preventivi o le fatture; per la prima casa l’atto notarile o, se l’acquisto è in corso, il contratto preliminare; per i congedi la documentazione del periodo di congedo.
  5. Conserva una copia della domanda con la data di consegna: serve se la richiesta viene rinviata all’anno dopo per i limiti aziendali.
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Per i motivi del codice civile la legge non fissa un termine entro cui l’azienda deve pagare: i tempi dipendono dal contratto collettivo e dall’organizzazione dell’azienda. Solo per l’anticipo legato ai congedi, come visto sopra, il pagamento arriva con lo stipendio del mese prima dell’inizio del congedo.

Se la tua azienda versa il TFR al Fondo di Tesoreria INPS

Nelle aziende più grandi, il TFR maturato dal 1° gennaio 2007 che il lavoratore non ha destinato a un fondo pensione viene versato dal datore di lavoro al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS. Dal 2026 la soglia è cambiata: nel 2026 e nel 2027 l’obbligo riguarda le aziende con almeno 60 dipendenti (media annua), la soglia tornerà a 50 dipendenti dal 2028 al 2031 e scenderà a 40 dal 2032.

Per te non cambia quasi nulla: anche in questo caso la richiesta di anticipo si presenta al datore di lavoro, con gli stessi requisiti, ed è l’azienda a chiedere poi all’INPS l’intervento del Fondo per la quota di sua competenza.

Tasse sull’anticipo TFR: come funziona la tassazione separata

L’anticipo del TFR ha lo stesso trattamento fiscale della liquidazione finale: è soggetto a tassazione separata. Significa che non si somma allo stipendio dell’anno e non fa scattare aliquote IRPEF più alte sul resto del tuo reddito.

Il calcolo avviene in due tempi:

  • Al pagamento, il datore di lavoro trattiene l’imposta in via provvisoria, con un’aliquota calcolata su un «reddito di riferimento» ottenuto dal TFR e dagli anni di servizio, secondo gli scaglioni IRPEF ordinari.
  • In un secondo momento, l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta in base all’aliquota media dei cinque anni precedenti: se hai pagato troppo ti rimborsa la differenza, se hai pagato poco te la chiede con una cartella di pagamento.

Quando poi riceverai il TFR finale, l’imposta si ricalcola sul totale tenendo conto di quanto hai già avuto come anticipo, così la stessa somma non viene tassata due volte. La parte che deriva dalla rivalutazione annuale del TFR è già tassata ogni anno con un’imposta sostitutiva del 17% e non viene tassata di nuovo.

Importante
L’importo netto che ricevi dipende dalla tua situazione fiscale e può essere ricalcolato anche anni dopo dall’Agenzia delle Entrate. Prima di impegnarti su una spesa, chiedi all’ufficio del personale una stima del netto.

Se il TFR è in un fondo pensione: le anticipazioni della previdenza complementare

Se hai scelto di versare il TFR a un fondo pensione, quella parte non è più in azienda e l’anticipo lo chiedi direttamente al fondo, non al datore di lavoro. Le percentuali si calcolano sulla posizione individuale, cioè il capitale che hai accumulato nel fondo con i versamenti e i rendimenti. Le regole sono diverse e per alcuni motivi più ampie:

Motivo Quando puoi chiederlo Importo massimo Ritenuta fiscale
Spese sanitarie per situazioni gravissime (tu, coniuge o figli), per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche In qualsiasi momento 75% della posizione 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno di iscrizione oltre il 15° fino al 9%
Acquisto della prima casa per te o per i figli (con atto notarile) o lavori di manutenzione, restauro o ristrutturazione sulla prima casa Dopo 8 anni di iscrizione 75% della posizione 23%
Ulteriori esigenze, senza dover documentare il motivo Dopo 8 anni di iscrizione 30% della posizione 23%

Le ritenute della tabella si applicano alla parte della posizione che deriva dai versamenti fatti dal 1° gennaio 2007 in poi: se sei iscritto da prima, la quota più vecchia segue un regime fiscale diverso e conviene chiedere il dettaglio al fondo. Per gli 8 anni contano tutti i periodi di iscrizione a forme di previdenza complementare per i quali non hai chiesto il riscatto totale. In ogni caso le anticipazioni, sommate tra loro, non possono superare il 75% di quanto hai versato (quote di TFR comprese) più i rendimenti, e puoi reintegrarle quando vuoi.

Attenzione
Le percentuali e le ritenute delle anticipazioni dei fondi pensione possono cambiare con le riforme fiscali: prima di fare domanda verifica sempre le condizioni aggiornate nel regolamento del tuo fondo o sul sito della COVIP, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione.

Se sei vicino alla pensione e hai un fondo, può interessarti anche la RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata, che è una prestazione diversa dall’anticipazione.

Dipendenti pubblici: l’anticipo del TFS o del TFR dopo la cessazione

Per chi lavora nella pubblica amministrazione il TFS (trattamento di fine servizio) o il TFR viene pagato dall’INPS dopo la fine del servizio. Per non aspettare il pagamento, chi ha lasciato il servizio può chiedere a una banca aderente all’accordo quadro un finanziamento agevolato fino a 45.000 €, o fino all’importo che ti spetta se è più basso. Prima serve la certificazione dell’importo da parte dell’INPS, con la «domanda di quantificazione dell’anticipo finanziario TFS/TFR», che si presenta online con SPID, CIE o CNS oppure tramite un patronato.

L’anticipo erogato direttamente dall’INPS agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è stato disponibile solo dal 1° febbraio 2023 al 24 aprile 2024: oggi non si può più presentare domanda e il servizio resta attivo solo per consultare le richieste già inviate. Se hai lasciato il lavoro per andare in pensione anticipata, la via percorribile oggi è quella bancaria.

Anticipo TFR e altri aiuti per le stesse spese

L’anticipo del TFR riduce la liquidazione che avrai a fine carriera, quindi vale la pena usarlo come complemento degli aiuti pubblici, non come alternativa. Per la casa, chi ha meno di 36 anni può verificare i requisiti del bonus prima casa under 36. Se l’anticipo ti serve durante la nascita di un figlio, controlla anche l’indennità di maternità obbligatoria e il congedo parentale, che hanno regole e domande separate.

Se invece pensi di lasciare l’azienda, ricorda che alla fine del rapporto, per qualsiasi motivo, ti spetta il TFR residuo; con le dimissioni per giusta causa puoi avere diritto anche alla NASpI. Tutte le guide sui diritti dei lavoratori le trovi nella sezione lavoro.

Altre informazioni
Da leggere prima di chiedere l’anticipo: la guida alla cassa integrazione, se la tua azienda è in difficoltà, e quella sulla malattia INPS se le spese mediche ti costringono a fermarti dal lavoro.
Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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