
Corsi di nuoto, lezioni di musica, centro estivo, ripetizioni: se vivi in Friuli Venezia Giulia e hai figli minorenni, la Regione ti rimborsa una parte di queste spese con la Dote famiglia. Ecco quanto puoi ottenere nel 2026, chi può chiederla e come presentare la domanda entro il 31 dicembre.
La Dote famiglia FVG è uno dei sostegni regionali per le famiglie con figli: non è un assegno mensile, ma un rimborso annuale delle spese che hai già pagato per le attività extrascolastiche dei tuoi figli. Per chiederla serve prima la Carta famiglia della Regione, che è la vera “porta d’ingresso” della misura.
In breve: nel 2026 puoi ricevere fino a 500 € per ogni figlio minore, più 100 € forfettari per figlio senza ricevute e 100 € in più a famiglia se nel nucleo c’è una persona con disabilità. Servono la Carta famiglia attiva e un ISEE fino a 35.000 €. La domanda si fa online, dal 1° aprile al 31 dicembre 2026, allegando ricevute e pagamenti.
Cos’è la Dote famiglia FVG e a cosa serve
La Dote famiglia è un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia pensato per i figli fino ai 18 anni non compiuti. Serve ad aiutare le famiglie a pagare servizi educativi, ricreativi e sportivi e a conciliare meglio i tempi del lavoro con quelli della famiglia.
Funziona come un budget annuale: la Regione stabilisce quanto spetta per ogni figlio, tu durante l’anno paghi le attività e poi, con una sola domanda, chiedi il rimborso presentando le ricevute. Il budget è della famiglia, non del singolo figlio: se hai due figli e hai speso solo per uno, puoi usare l’intero importo per quell’unico figlio.
La misura è gestita dal Comune di residenza, che controlla la domanda e paga il contributo, mentre le regole e gli importi li decide ogni anno la Regione. È una misura regionale, diversa e separata dall’Assegno unico universale che paga l’INPS a livello nazionale.
Chi può richiederla: i requisiti
La domanda la presenta il titolare della Carta famiglia, cioè il genitore (o l’affidatario) a cui la Regione ha rilasciato la carta. Per ottenere la Dote famiglia 2026 devi avere tutti questi requisiti:
- Carta famiglia attiva, rilasciata dal tuo Comune di residenza;
- ISEE per le prestazioni rivolte ai minorenni in corso di validità, con valore pari o inferiore a 35.000 €;
- almeno un figlio minore a carico nel nucleo familiare.
L’ISEE richiesto è quello “minorenni”: nella maggior parte delle famiglie coincide con l’ISEE ordinario, ma se i genitori non sono sposati e non convivono può cambiare, perché tiene conto anche della situazione del genitore che vive altrove. Se il tuo ISEE è scaduto, ricordati di presentare una nuova DSU prima di fare domanda.
La Carta famiglia FVG: il primo passo obbligatorio
Senza Carta famiglia non si può chiedere la Dote. Per ottenerla, secondo la Regione, devi:
- avere almeno un figlio a carico nel nucleo familiare;
- risiedere in Friuli Venezia Giulia da almeno 12 mesi continuativi;
- avere un ISEE pari o inferiore a 35.000 € in corso di validità.
La carta si chiede in qualsiasi momento dell’anno, solo online, e la può richiedere uno solo dei genitori del nucleo. In caso di separazione o divorzio la chiede il genitore che convive con il figlio e ne cura la gestione ordinaria. Vale 12 mesi dal rilascio e si può rinnovare negli ultimi 60 giorni prima della scadenza.
Importante
Se non hai ancora la Carta famiglia, puoi chiederla insieme alla Dote: il Comune approva prima la carta e poi la domanda di contributo. Ma se la carta viene respinta (per esempio perché manca un ISEE valido), anche la Dote viene respinta e dovrai ripresentare entrambe le domande.
Quando non serve l’ISEE
La Regione prevede due eccezioni: l’ISEE non è richiesto alle madri con figli minori inserite in un percorso di protezione e uscita dalla violenza, se attestato, e ai genitori vedovi, per un massimo di tre anni dalla vedovanza.
Quanto spetta: gli importi della Dote famiglia 2026
Per il 2026 la Giunta regionale ha fissato gli importi con tre voci diverse. Ecco come si compone il budget della tua famiglia:
| Voce |
Importo 2026 |
Servono le ricevute? |
| Quota base per ogni figlio minore |
500 € |
Sì |
| Costi indiretti forfettari per ogni figlio minore |
100 € |
No |
| Maggiorazione una tantum se nel nucleo c’è una persona con disabilità |
100 € a famiglia |
Sì |
Attenzione a due dettagli che fanno la differenza sull’importo finale. Il primo: la quota base e la maggiorazione per la disabilità vanno giustificate con spese documentate. Se hai speso meno del budget, ricevi solo quanto hai effettivamente speso e documentato. Il secondo: i 100 € forfettari per figlio non richiedono ricevute proprie. Si aggiungono al contributo, però, solo se nella domanda hai presentato spese documentate.
Due esempi pratici
Il simulatore ufficiale della Regione calcola l’importo proprio così: separa la parte da documentare con le ricevute da quella forfettaria. Due casi concreti:
Famiglia con due figli di 8 e 12 anni, senza persone con disabilità: il budget documentabile è di 1.000 € (500 € × 2). Se hai speso almeno 1.000 € tra piscina, corso di chitarra e centro estivo, puoi ricevere 1.000 € più 200 € forfettari, cioè fino a 1.200 €.
Famiglia con un figlio e un componente con disabilità: il budget documentabile sale a 600 € (500 € + 100 €). Anche i 100 € della disabilità vanno coperti con spese vere: se ne documenti 600 €, puoi ricevere 600 € più 100 € forfettari, fino a 700 €.
Il budget non cambia se un figlio compie 18 anni durante l’anno. Però le spese per quel figlio contano solo se le hai pagate prima del suo diciottesimo compleanno.
Quali spese sono rimborsabili
La Dote copre sei tipi di servizi, a condizione che siano svolti in Friuli Venezia Giulia:
- sostegno alla genitorialità ed educativi fuori dall’orario scolastico: per esempio centri estivi, doposcuola e baby sitting;
- sostegno scolastico e lingue straniere: ripetizioni e corsi di lingua;
- servizi culturali: musei, concerti e teatro, con biglietto o abbonamento intestato al minore;
- servizi turistici: gite scolastiche, viaggi di istruzione e visite didattiche, ma solo in regione;
- percorsi artistici e musicali: laboratori, atelier, corsi di musica;
- attività sportive: corsi, ritiri sportivi e psicomotricità.
Secondo le risposte della Regione alle domande frequenti, sono rimborsabili anche tesseramenti, quote associative, assicurazioni e gare, purché legati all’attività del minore, e gli ingressi o abbonamenti a impianti sportivi intestati al figlio. Conta la data del pagamento: un corso che inizia a settembre 2026 e finisce nel 2027 rientra nel 2026 se l’hai pagato nel 2026.
Le spese che non vengono rimborsate
Il contributo si calcola solo sulle spese considerate ammissibili: quelle che non rientrano nella misura non vengono conteggiate. Non puoi chiedere il rimborso per:
- servizi svolti in orario scolastico, come la retta della scuola o del nido;
- spese sanitarie: certificati medici, logopedia, terapie psicologiche e, in generale, tutto ciò che si porta in detrazione come spesa medica;
- attività fuori regione, anche se organizzate dalla scuola (per esempio un viaggio di istruzione all’estero);
- corsi online di enti che non hanno la sede legale o una sede secondaria in Friuli Venezia Giulia;
- la baby sitter parente: se la persona che paghi è un coniuge o un parente o affine entro il secondo grado (per esempio una sorella o una nonna), la Regione non può rimborsare la spesa.
Per una baby sitter non parente, invece, la spesa è ammessa se il lavoro è pagato con un contratto regolare di lavoro domestico, con il Libretto Famiglia INPS (ne parliamo nella guida al lavoro occasionale) o con ritenuta d’acconto.
Come fare domanda passo dopo passo
La domanda si presenta solo online sul portale regionale Carta famiglia, a cui accedi con SPID, CIE o Carta Regionale dei Servizi. Ecco i passaggi:
- Controlla la Carta famiglia: deve essere attiva, intestata al tuo Comune di residenza e aggiornata con il nucleo che risulta dall’ISEE. Se è nato un figlio o hai cambiato Comune in regione, chiedi prima l’aggiornamento o il trasferimento della carta.
- Prepara i documenti in formato digitale, meglio in PDF.
- Entra nel portale e scegli “Vai alle domande di contributi”.
- Inserisci le spese figlio per figlio: dopo il primo, salva e usa “aggiungi figlio” per passare al successivo.
- Premi “Invia richiesta” e controlla di ricevere la mail con il numero di protocollo: solo così la domanda risulta trasmessa.
Attenzione
La domanda si presenta una sola volta all’anno e, una volta inviata, non si può modificare. Se hai dimenticato una ricevuta, puoi ritirare la domanda finché non è stata ammessa e presentarne una nuova, completa, entro il 31 dicembre. Per questo conviene inviarla solo quando hai raccolto tutte le spese dell’anno.
Documenti da allegare
Per ogni spesa dichiarata servono due documenti:
- il giustificativo di spesa (fattura o ricevuta), intestato a un componente del nucleo, con il tipo di servizio e il nome del minore;
- la prova del pagamento già eseguito: un bonifico effettuato (non la sola richiesta di bonifico) oppure, per i contanti, una ricevuta quietanzata rilasciata da chi organizza l’attività.
Ogni file non può superare 8 MB: immagini pesanti o archivi zip possono bloccare l’invio.
Scadenze e pagamento
Per l’annualità 2026 le date da ricordare sono queste:
- spese ammesse: quelle pagate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026;
- domanda: dal 1° aprile al 31 dicembre 2026, termine perentorio.
Il contributo lo paga il Comune di residenza, in un’unica soluzione, dopo aver ammesso la domanda: la Regione trasferisce i fondi ai Comuni in base a date che fissa lei stessa, e il Comune paga entro 30 giorni dal loro arrivo. Per questo i tempi di pagamento possono cambiare da Comune a Comune: per sapere a che punto è la tua domanda devi rivolgerti al tuo Comune. Lo stato della pratica si vede anche nel portale di Carta famiglia e ti arrivano mail automatiche a ogni passaggio (presa in carico, ammissione o rigetto).
Per informazioni generali sulla misura puoi contattare il servizio regionale SI.CON.TE, i cui recapiti sono indicati nella pagina della Regione dedicata alla Dote famiglia.
Si può cumulare con altri bonus?
Sì, ma con un limite chiaro: la Dote è cumulabile con altri contributi o sgravi fiscali solo per la parte di spesa non coperta dalla Dote, e mai oltre quanto hai speso davvero. In pratica non puoi farti rimborsare due volte lo stesso euro. Se hai già ricevuto altri contributi per le stesse spese, devi dichiararlo nella domanda.
Questo vale anche per le detrazioni nella dichiarazione dei redditi: se porti in detrazione le spese sportive o le spese scolastiche dei figli, considera solo la quota che la Dote non ti ha già rimborsato.
L’unica esclusione esplicita riguarda l’abbattimento regionale delle rette dei servizi per la prima infanzia: la Dote non può coprire la retta del nido. Se tuo figlio usufruisce dell’abbattimento rette, però, puoi comunque chiedere la Dote per altre attività, come un corso sportivo o di musica.
Gli errori da evitare nella domanda
Dalle indicazioni della Regione emergono alcuni errori ricorrenti, facili da evitare:
- domanda al Comune sbagliato: se ti sei trasferito, la Carta famiglia va prima trasferita al nuovo Comune, altrimenti la domanda viene respinta;
- figli non presenti nell’ISEE: le spese per un figlio che non risulta nel nucleo dell’ISEE non vengono considerate;
- ricevute senza nome del minore o senza il tipo di attività;
- pagamenti non ancora eseguiti alla data della domanda;
- domanda mai trasmessa: se non hai ricevuto la mail con il protocollo, controlla nel portale se la pratica compare tra i “Contributi richiesti”.
Un consiglio pratico: conserva ricevute e bonifici man mano durante l’anno, in una cartella per ogni figlio, e ricordati di rinnovare la Carta famiglia prima della scadenza. Così a dicembre avrai già tutto pronto da caricare nella domanda.