
Con l’arrivo dell’Assegno unico molti pensano che gli assegni familiari siano spariti del tutto. Non è così: l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) esiste ancora e continua a sostenere tante famiglie senza figli, come le coppie di lavoratori dipendenti o di pensionati e i nuclei in cui vive un familiare inabile. Dal 1° luglio 2026 valgono le nuove tabelle dell’INPS: qui trovi chi può averne diritto, quanto spetta e come si presenta la domanda.
Che cos’è l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)
L’Assegno per il Nucleo Familiare, che tutti chiamano semplicemente ANF o “assegni familiari”, è una somma mensile pagata per conto dell’INPS a chi lavora come dipendente o riceve una pensione da lavoro dipendente e ha un reddito familiare contenuto. L’importo non è fisso: dipende dal numero di persone del nucleo, dal reddito familiare dell’anno di riferimento e dalla presenza di componenti inabili.
Fino a febbraio 2022 l’ANF era la principale prestazione per chi aveva figli a carico. Dal 1° marzo 2022, però, per i nuclei con figli e per i nuclei orfanili è stato sostituito dall’Assegno unico e universale. Oggi quindi l’ANF riguarda soprattutto le famiglie senza figli, ed è proprio per questo che molte persone che ne hanno diritto non lo chiedono.
A differenza di altre prestazioni, per l’ANF non serve l’ISEE: conta il reddito familiare annuo, cioè la somma dei redditi dei componenti del nucleo, secondo le regole che trovi più avanti.
Chi ha diritto all’ANF nel 2026
L’ANF può spettare a queste categorie di persone:
- lavoratori dipendenti del settore privato;
- lavoratori dipendenti agricoli;
- lavoratori domestici, come colf e badanti;
- lavoratori dipendenti di ditte cessate o fallite;
- titolari di una pensione da lavoro dipendente;
- titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente;
- iscritti alla Gestione Separata INPS, con le regole previste per questa gestione.
Restano invece esclusi i coltivatori diretti (piccoli compresi), i coloni e i mezzadri. L’ANF non spetta neppure a chi riceve una pensione dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri). Per alcune di queste persone esistono gli assegni familiari in senso stretto, una prestazione diversa che vediamo alla fine della guida.
Chi fa parte del nucleo familiare
Ai fini dell’ANF il nucleo non coincide con lo stato di famiglia anagrafico. Oggi ne fanno parte:
- il richiedente;
- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, oppure la parte di un’unione civile;
- fratelli, sorelle e nipoti del richiedente, se minorenni oppure maggiorenni inabili, orfani di entrambi i genitori e senza diritto alla pensione ai superstiti.
Si considera inabile il maggiorenne che si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere un proficuo lavoro, oppure il minorenne che ha difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie della sua età. La presenza di un componente inabile fa salire le soglie di reddito e quindi l’importo.
La regola del 70%
C’è un requisito che esclude molte famiglie: il reddito complessivo del nucleo deve derivare almeno per il 70% da lavoro dipendente e assimilato oppure, per i pensionati, da pensione e da lavoro dipendente. Se in famiglia il reddito arriva soprattutto da affitti, da un’attività autonoma o da altre fonti, l’ANF non spetta anche se il totale è basso.
Importante
L’ANF non spetta in automatico: va chiesto. Chi ha diritto e non presenta la domanda non riceve nulla, anche se riceve già altre prestazioni dall’INPS.
Quanto spetta: gli importi ANF dal 1° luglio 2026
Gli importi cambiano ogni anno il 1° luglio e valgono fino al 30 giugno dell’anno dopo. Per il periodo dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027 l’INPS ha aggiornato i livelli di reddito dell’1,4%, in base all’inflazione misurata dall’ISTAT. Esistono tabelle diverse a seconda del tipo di nucleo: coppie senza figli, nuclei con un coniuge inabile, nuclei con fratelli o nipoti inabili, nuclei monoparentali e nuclei composti solo da maggiorenni inabili.
Il caso più frequente è quello della coppia di coniugi senza figli e senza componenti inabili, per esempio due pensionati o un lavoratore con il coniuge a carico. Ecco quanto spetta al mese a un nucleo di 2 persone:
| Reddito familiare annuo |
ANF mensile (2 componenti) |
| fino a 16.570,61 € |
46,48 € |
| da 16.570,62 € a 20.712,34 € |
36,15 € |
| da 20.712,35 € a 24.854,08 € |
25,82 € |
| da 24.854,09 € a 28.994,23 € |
10,33 € |
| da 28.994,24 € |
non spetta |
Se invece uno dei due coniugi è inabile, le soglie si alzano e l’importo cresce. Per una coppia di 2 persone con il coniuge inabile (e nessun altro componente inabile) gli importi mensili sono questi:
| Reddito familiare annuo |
ANF mensile (2 componenti, coniuge inabile) |
| fino a 30.376,16 € |
51,13 € |
| da 30.376,17 € a 34.514,65 € |
39,77 € |
| da 34.514,66 € a 38.657,19 € |
28,40 € |
| da 38.657,20 € a 42.798,12 € |
11,36 € |
| da 42.798,13 € |
non spetta |
Gli importi salgono ancora quando nel nucleo c’è un fratello, una sorella o un nipote inabile: una famiglia di 3 persone formata dai due coniugi e da un fratello inabile riceve 107,94 € al mese se il reddito familiare non supera 30.376,16 €. C’è poi il caso della persona sola, inabile e titolare di una pensione ai superstiti, che può ricevere fino a 52,91 € al mese: è quello che spesso viene chiamato assegno di vedovanza.
Se sei un
lavoratore dipendente del settore privato, l’ANF arriva in busta paga; se sei
pensionato, insieme alla rata di pensione.
Colf, badanti e iscritti alla
Gestione Separata non lo trovano invece in busta paga: lo accredita direttamente l’INPS sul conto corrente indicato nella domanda. Per individuare la voce nel cedolino, dai un’occhiata alla guida su
come leggere la busta paga.
Quali redditi contano per l’ANF
Il reddito di riferimento non è quello dell’anno in corso. Per le mensilità da luglio 2026 a giugno 2027 contano i redditi del 2025; per le mensilità da gennaio a giugno 2026 contavano invece quelli del 2024. Si considerano, cioè, i redditi dell’anno solare che precede il 1° luglio da cui parte il periodo.
Si sommano i redditi complessivi soggetti a IRPEF di tutti i componenti del nucleo, cioè quelli che trovi nella Certificazione Unica o nel modello 730. Contano anche i redditi esenti da imposta o tassati alla fonte a titolo d’imposta, se nel complesso superano 1.032,91 € all’anno.
Come fare domanda di ANF
La strada cambia a seconda di chi fa la domanda e di chi paga l’assegno. Il punto di partenza, nella maggior parte dei casi, è il sito dell’INPS.
Lavoratori dipendenti del settore privato
Dal 1° aprile 2019 la domanda si presenta solo online all’INPS, non più al datore di lavoro. Si accede all’area riservata con SPID, CIE o CNS e si usa il servizio dedicato all’Assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti. L’INPS calcola l’importo e lo comunica all’azienda, che poi lo paga in busta paga insieme allo stipendio.
Fanno eccezione gli operai agricoli a tempo indeterminato, che presentano ancora la domanda al datore di lavoro con il modulo cartaceo ANF/DIP (SR16).
Pensionati
Chi riceve una pensione da lavoro dipendente presenta la domanda all’INPS insieme alla domanda di pensione oppure in un secondo momento, con una domanda di ricostituzione della pensione. La domanda si invia tramite il servizio online dell’INPS dedicato alle pensioni, a cui si accede con SPID, CIE o CNS. L’assegno viene poi pagato insieme alla rata di pensione, senza passaggi ulteriori. È il caso tipico di chi è in pensione di vecchiaia e vive con il coniuge.
Colf, badanti, ditte cessate e Gestione Separata
Per i lavoratori domestici, per i dipendenti di ditte cessate o fallite e per gli iscritti alla Gestione Separata è l’INPS a pagare direttamente l’assegno, con accredito sul conto corrente indicato nella domanda. Nel caso delle aziende fallite può essere utile anche il Fondo di garanzia INPS per TFR e ultime mensilità.
Per queste domande, se preferisci non occupartene da solo, puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato oppure chiamare il Contact center INPS all’803 164 (gratuito da rete fissa) o allo 06 164 164 da cellulare.
Attenzione
Se nel nucleo ci sono fratelli, sorelle o nipoti orfani, oppure un familiare maggiorenne inabile senza un documento che attesti l’inabilità al 100%, prima della domanda serve l’autorizzazione ANF dell’INPS. L’autorizzazione dura al massimo cinque anni dal rilascio.
Arretrati e variazioni da comunicare
Se ti accorgi di avere diritto all’ANF solo adesso, puoi chiedere anche i mesi passati. Per i pensionati, i lavoratori domestici e i dipendenti di ditte cessate o fallite l’INPS paga gli arretrati nel limite dei cinque anni precedenti, per effetto della prescrizione quinquennale. Se rientri in un’altra categoria, chiedi all’INPS o a un patronato come recuperare le mensilità non ricevute.
Durante il periodo in cui ricevi l’assegno devi comunicare entro 30 giorni ogni cambiamento del reddito o della composizione del nucleo familiare, per esempio un matrimonio, una separazione o un nuovo reddito del coniuge. Puoi controllare le domande presentate e i pagamenti ricevuti nel Fascicolo previdenziale del cittadino.
ANF e Assegno unico: che differenza c’è
Le due prestazioni non si sovrappongono. Se in famiglia ci sono figli a carico, la domanda da fare è quella per l’Assegno unico e universale, che si calcola con l’ISEE e che dal 2022 ha preso il posto dell’ANF per i nuclei con figli. L’ANF resta invece la prestazione per i nuclei senza figli di lavoratori dipendenti e pensionati.
Due esempi: una coppia di pensionati senza figli può chiedere l’ANF; una coppia di lavoratori con un bambino chiede l’Assegno unico e non l’ANF. Se nel nucleo vive una persona con disabilità, conviene verificare anche le altre tutele, come la invalidità civile e la pensione di inabilità, che hanno regole proprie.
Serve l'ISEE per l'ANF?
No. Per l’ANF conta il
reddito familiare annuo dell’anno di riferimento, non l’ISEE. L’ISEE serve invece per l’Assegno unico e per molte altre agevolazioni, per questo conviene averlo comunque aggiornato. Trovi tutto nella nostra guida all’
ISEE.
Assegni familiari per coltivatori diretti e pensionati autonomi
Chi è escluso dall’ANF perché lavora in proprio nel settore agricolo, o perché riceve una pensione dalle gestioni dei lavoratori autonomi, può avere diritto agli assegni familiari in senso stretto. Sono importi fissi, molto più bassi, che per il 2026 valgono 8,18 € al mese per coltivatori diretti, coloni e mezzadri (per fratelli, sorelle e nipoti) e 10,21 € al mese per i pensionati delle gestioni speciali e per i piccoli coltivatori diretti (per coniuge, fratelli, sorelle e nipoti).
Anche qui il familiare deve essere davvero a carico: il suo reddito mensile personale non deve superare 861,69 € per il coniuge, un genitore, fratelli, sorelle e nipoti, e 1.507,96 € per due genitori.
Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026. Importi e livelli di reddito allineati alle tabelle INPS valide dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027.