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Rivalutazione pensioni 2026: aumento dell’1,4%, fasce, esempi di calcolo e cosa aspettarsi per il 2027

Il 25 Settembre 2026 da Cristina - 6 minuti di lettura

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Rivalutazione pensioni: una coppia di pensionati confronta il cedolino della pensione al tavolo del soggiorno

Ogni anno a gennaio l’importo della pensione viene adeguato al costo della vita: è la rivalutazione, chiamata anche perequazione. Per il 2026 l’aumento provvisorio è dell’1,4%, pieno per gli assegni fino a 2.413,60 € al mese e ridotto oltre questa soglia. In questa guida vediamo come funzionano le fasce, quanto sale davvero l’assegno (con qualche esempio di calcolo) e cosa cambia per le pensioni minime.

Cos’è la rivalutazione delle pensioni

La rivalutazione (o perequazione automatica) è il meccanismo con cui l’INPS aumenta ogni anno le pensioni per recuperare l’inflazione dell’anno precedente. Non devi fare domanda: l’adeguamento è automatico e parte dalla rata di gennaio.

La percentuale la fissa ogni anno un decreto del Ministero dell’Economia, d’intesa con il Ministero del Lavoro, sulla base dei prezzi al consumo. Il valore è provvisorio: l’anno dopo viene confrontato con il dato definitivo e, se c’è una differenza, l’INPS fa un conguaglio.

Un dettaglio che conta: per decidere quale percentuale ti spetta, l’INPS non guarda la singola pensione ma il totale di tutte le pensioni che ricevi, anche da altri enti, considerate come un unico trattamento. Se per esempio incassi una pensione di vecchiaia e una pensione di reversibilità, conta la loro somma. L’aumento viene poi ripartito in proporzione su ciascuna.

La rivalutazione non richiede nessuna domanda: il nuovo importo compare da solo sul cedolino di gennaio.

Di quanto aumentano le pensioni nel 2026

Dal 1° gennaio 2026 le pensioni sono aumentate in via provvisoria dell’1,4%, per compensare l’inflazione registrata nel 2025. Se a fine 2026 il dato definitivo risultasse diverso, la differenza verrà sistemata con il conguaglio in occasione della rivalutazione dell’anno successivo.

Per il 2025, invece, la percentuale definitiva è stata confermata allo 0,8%, cioè la stessa già applicata in via provvisoria. Per questo nessun conguaglio è stato fatto sulle pensioni del 2025: non ci sono né arretrati da ricevere né somme da restituire.

Anno Rivalutazione Stato
2025 +0,8% Definitiva, nessun conguaglio
2026 +1,4% Provvisoria, salvo conguaglio

Le fasce di rivalutazione: 100%, 90% e 75%

L’1,4% non si applica a tutti allo stesso modo. La legge prevede tre fasce, calcolate in multipli del trattamento minimo del 2025 (603,40 € al mese): la rivalutazione è piena sulla parte di pensione più bassa e si riduce sulle parti più alte.

Fascia di importo mensile Quota di rivalutazione Aumento 2026
Fino a 2.413,60 € (4 volte il minimo) 100% 1,4%
Da 2.413,61 € a 3.017,00 € (tra 4 e 5 volte il minimo) 90% 1,26%
Oltre 3.017,00 € (più di 5 volte il minimo) 75% 1,05%

Le percentuali si applicano a scaglioni, come per l’IRPEF: chi supera una soglia non perde l’aumento pieno sulla parte più bassa, ma ottiene l’1,26% o l’1,05% solo sulla parte eccedente. Gli importi di riferimento sono lordi, cioè prima delle tasse e delle altre trattenute.

Importante
Le soglie valgono sul totale lordo mensile di tutte le tue pensioni, non sul netto che vedi accreditato sul conto. Per capire in quale fascia rientri, guarda l’importo lordo sul cedolino.

Esempi di calcolo dell’aumento 2026

Qualche esempio aiuta a capire quanto sale davvero l’assegno. Gli importi sono lordi mensili e partono dalla pensione di dicembre 2025.

  • Pensione di 1.000 €: tutta nella prima fascia, aumento dell’1,4% pari a 14,00 €. Il nuovo importo è di 1.014,00 €.
  • Pensione di 2.000 €: ancora tutta nella prima fascia, aumento di 28,00 €. Il nuovo importo è di 2.028,00 €.
  • Pensione di 2.800 €: sui primi 2.413,60 € si applica l’1,4% (33,79 €), sui restanti 386,40 € l’1,26% (4,87 €). L’aumento totale è di 38,66 € e il nuovo importo di 2.838,66 €.

Ricorda che sull’aumento lordo si pagano le tasse: quello che vedi in più sul conto è quindi un po’ meno. Se vuoi capire quanto incassi davvero, leggi la guida su come leggere la busta paga, che spiega la differenza tra lordo e netto, e quella sulle detrazioni per i familiari a carico, che possono ridurre le trattenute.

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Pensioni minime: 611,85 € e l’aumento extra fino a 619,80 €

Con la rivalutazione dell’1,4%, il trattamento minimo è passato da 603,40 € a 611,85 € al mese nel 2026, pari a 7.954,05 € l’anno. Questo importo serve anche come base per fissare le soglie delle prestazioni collegate al reddito.

Chi riceve una pensione pari o inferiore al minimo ha in più un incremento straordinario dell’1,3% per il 2026 (era del 2,2% nel 2025). Sul minimo pieno vale fino a 7,95 € al mese, e porta l’importo massimo a 619,80 €. Per questo incremento non contano i tuoi redditi: lo riconosce l’INPS in automatico insieme alla rivalutazione.

Trovi tutti i dettagli su chi ha diritto all’integrazione nella guida alle pensioni minime. Per chi ha almeno 67 anni esiste anche l’assegno sociale, una prestazione con requisiti e importo specifici, spiegati nella guida dedicata.

Attenzione
L’incremento straordinario per le pensioni minime è previsto fino al 2026. Se verrà prorogato anche per il 2027 dipenderà dalla prossima legge di bilancio.

Quali prestazioni seguono regole diverse

Non tutti gli assegni pagati dall’INPS entrano nel calcolo comune. Alcune prestazioni vengono rivalutate a parte, con criteri propri, e non si sommano alle altre pensioni per stabilire la fascia:

  • le prestazioni assistenziali, come l’assegno sociale, la pensione sociale e le prestazioni di invalidità civile;
  • le pensioni delle vittime del terrorismo e dei loro familiari.

Le prestazioni di accompagnamento alla pensione, invece, non vengono rivalutate per tutta la loro durata. Tra queste c’è l’APE sociale: chi la riceve incassa lo stesso importo fino al passaggio alla pensione vera e propria.

La rivalutazione, infine, scatta dall’anno successivo a quello in cui la pensione è partita: se la tua pensione anticipata è partita nel corso del 2025, il primo adeguamento è arrivato a gennaio 2026.

Quando arriva l’aumento: il calendario dei pagamenti 2026

L’aumento è in pagamento dalla rata di gennaio. A gennaio la pensione viene pagata il secondo giorno bancabile: nel 2026 le somme sono state disponibili dal 3 gennaio alle Poste e dal 5 gennaio in banca. Negli altri mesi il pagamento avviene il primo giorno bancabile.

Mese 2026 Poste Italiane Banca
Gennaio 3 5
Febbraio 2 2
Marzo 2 2
Aprile 1 1
Maggio 2 4
Giugno 1 1
Luglio 1 1
Agosto 1 3
Settembre 1 1
Ottobre 1 1
Novembre 2 2
Dicembre 1 1

Se ti interessano le date degli altri pagamenti dell’anno, puoi consultare le guide dedicate alla tredicesima e alla quattordicesima dei pensionati.

Come controllare l’aumento sul cedolino

Il modo più semplice per verificare la rivalutazione è confrontare il cedolino della pensione di gennaio con quello di dicembre: la differenza sull’importo lordo è l’aumento che hai ricevuto. Il cedolino si consulta nell’area personale MyINPS con SPID, CIE o CNS.

Per l’anno intero c’è anche il certificato di pensione (modello ObisM), che l’INPS pubblica tra i servizi online e che riporta l’importo previsto per il 2026. Se l’aumento non torna, un patronato può aiutarti a controllare il calcolo senza costi.

Se l’importo netto di gennaio è più basso del previsto, spesso non dipende dalla rivalutazione ma dalle addizionali regionali e comunali o da un conguaglio fiscale: guarda le trattenute sul cedolino.

Rivalutazione pensioni 2027: cosa sappiamo

La percentuale per il 2027 non è ancora stata fissata. Arriverà con il decreto annuale del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro: per il 2026 il decreto è stato firmato il 19 novembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre 2025. Lo stesso decreto dirà anche se l’1,4% provvisorio del 2026 va confermato o se serve un conguaglio.

Le tre fasce (100%, 90% e 75%) sono previste dalla legge come regola stabile, salvo modifiche della prossima legge di bilancio. Aggiorneremo questa guida appena la percentuale del 2027 sarà ufficiale.

Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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