Quando muore un pensionato o un lavoratore assicurato, i suoi familiari possono avere diritto a una parte del suo assegno pensionistico: è la pensione di reversibilità, pagata dall’INPS secondo un ordine preciso. In questa guida aggiornata al 2026 trovi a chi spetta e a chi no, le percentuali per coniuge e figli, i tagli in base al reddito e come fare domanda.
Che cos’è la pensione di reversibilità?
La
pensione di reversibilità, detta anche
pensione ai superstiti, è un trattamento previdenziale erogato dall’
INPS ai
familiari di un cittadino deceduto che era già
titolare di pensione.
Si parla di pensione di reversibilità quando la persona, al momento del decesso, percepiva già una pensione, per esempio la pensione di vecchiaia o la pensione di inabilità.
Se invece il defunto era un lavoratore che non era ancora in pensione, ai familiari spetta la pensione indiretta. Questa prestazione, però, spetta solo se il lavoratore aveva maturato uno dei seguenti requisiti:
- almeno 15 anni di contributi (780 settimane);
- almeno 5 anni di contributi (260 settimane), di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso.
Importante
Al di là di questi requisiti contributivi, la pensione di reversibilità e la pensione indiretta hanno le stesse regole: stessi beneficiari, stesse percentuali e stessi tagli in base al reddito.
Pensione di reversibilità: a chi spetta?
La pensione di reversibilità spetta ai familiari superstiti del defunto, ma non a tutti. In linea generale spetta al coniuge e ai figli; solo in loro assenza (o se non hanno i requisiti) passa ad altri parenti stretti.
Nello specifico, l’ordine è il seguente:
- coniuge o parte dell’unione civile;
- figli (e nipoti minorenni a carico);
- genitori;
- fratelli e sorelle.
Coniuge (moglie o marito)
Il coniuge o la parte dell’unione civile è il primo beneficiario della pensione di reversibilità, qualunque sia la durata del matrimonio. Il diritto spetta anche al coniuge separato.
In caso di separazione senza addebito, il coniuge separato ha gli stessi diritti di quello non separato. Anche se la separazione è stata addebitata al coniuge superstite, secondo l’orientamento attuale dell’INPS la pensione di reversibilità spetta comunque, anche se non riceveva l’assegno alimentare o di mantenimento.
Nel caso di coniuge divorziato, invece, la pensione spetta solo se ci sono tutte queste condizioni:
- è titolare dell’assegno divorzile;
- non si è risposato/a dopo il divorzio;
- il defunto aveva iniziato a versare i contributi prima della sentenza di divorzio.
Attenzione
Se il defunto si era risposato, la reversibilità spetta sia al nuovo coniuge sia all’ex coniuge divorziato: in questo caso le quote di ciascuno le stabilisce il tribunale.
Figli
La pensione di reversibilità spetta anche ai figli del defunto, siano essi nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio, adottivi o legalmente riconosciuti. I nipoti minorenni che erano a carico del nonno o della nonna sono equiparati ai figli. Per ottenerla, il figlio deve trovarsi in una di queste condizioni:
- essere minorenne;
- essere inabile al lavoro (senza limiti di età) e a carico del defunto;
- essere studente di scuola superiore o di un corso professionale fino a 21 anni, a carico e senza lavoro (è ammesso solo un reddito molto basso, entro il trattamento minimo annuo aumentato del 30%);
- essere studente universitario fino a 26 anni, per la durata legale del corso, a carico e alle stesse condizioni di reddito.
Genitori, fratelli e sorelle
In assenza sia del coniuge che dei figli, o se nessuno di loro ha i requisiti, la pensione di reversibilità spetta ai:
- genitori del defunto, ma solo se hanno almeno 65 anni, non sono titolari di altre pensioni e risultavano a carico del figlio deceduto;
- in assenza dei genitori (o se non hanno i requisiti), fratelli e sorelle, purché siano inabili al lavoro, non sposati, a carico del defunto e non titolari di pensione.
Pensione di reversibilità: a chi non spetta?
Ricapitolando, la pensione di reversibilità non spetta in questi casi:
- al coniuge divorziato che non riceveva l’assegno divorzile o che si è risposato;
- ai figli maggiorenni che non studiano e non sono inabili, o che hanno superato i 21 anni (26 se universitari);
- ai genitori con meno di 65 anni, già titolari di pensione o non a carico del figlio;
- a fratelli e sorelle non inabili, sposati o già titolari di pensione;
- ai familiari di un lavoratore che non aveva abbastanza contributi per la pensione indiretta: in questo caso si può valutare l’indennità per morte.
Percentuali della pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità non è l’intera pensione del defunto, ma una percentuale che cambia in base a chi sono i familiari che la ricevono. La somma delle quote non può superare il 100% della pensione del defunto.
| Familiare superstite |
Percentuale |
| Coniuge solo |
60% |
| Coniuge e un figlio |
80% |
| Coniuge e due o più figli |
100% |
| Un figlio |
70% |
| Due figli |
80% |
| Tre o più figli |
100% |
| Un genitore |
15% |
| Due genitori |
30% |
| Fratelli e sorelle |
15% ciascuno |
Quanto spetta alla moglie (o al marito) superstite
Se la moglie o il marito è l’unico beneficiario, riceve il 60% della pensione del defunto. La quota sale se ci sono figli con i requisiti: in quel caso la percentuale complessiva arriva all’80% con un figlio e al 100% con due o più figli.
La reversibilità si paga in 13 mensilità, tredicesima compresa, e ogni anno viene adeguata al costo della vita con la rivalutazione delle pensioni. Attenzione, però: se il coniuge ha altri redditi, l’importo può essere tagliato, come vedi qui sotto.
Calcolo della pensione di reversibilità: tagli per reddito 2026
La pensione di reversibilità è cumulabile con altri redditi del beneficiario, ma entro certi limiti. Se il reddito supera determinate soglie, calcolate sul trattamento minimo INPS, l’importo viene ridotto.
Per il 2026, dopo la rivalutazione provvisoria dell’1,4%, il trattamento minimo è pari a 611,85 € al mese, cioè 7.954,05 € all’anno. Da qui derivano le fasce di reddito del beneficiario:
| Reddito annuo del beneficiario (2026) |
Taglio della reversibilità |
| Fino a 23.862,15 € (3 volte il minimo) |
Nessun taglio |
| Oltre 23.862,15 € e fino a 31.816,20 € (da 3 a 4 volte) |
25% |
| Oltre 31.816,20 € e fino a 39.770,25 € (da 4 a 5 volte) |
40% |
| Oltre 39.770,25 € (più di 5 volte) |
50% |
Il reddito che conta è quello soggetto a IRPEF del beneficiario, esclusa la stessa pensione di reversibilità, il TFR, la casa di abitazione e gli arretrati tassati separatamente. Inoltre, dopo il taglio, reddito e pensione insieme non possono scendere sotto quanto spetterebbe con un reddito pari al limite della fascia precedente.
Importante
I tagli non si applicano se nel nucleo dei beneficiari ci sono figli minorenni, studenti o inabili.
Ogni anno chi riceve la reversibilità deve comunicare all’INPS i propri redditi con il modello RED, se non li ha già dichiarati con il 730 o il modello Redditi: servono proprio per calcolare questi tagli.
Esempio di calcolo
Il marito percepiva una pensione di 1.500 € lordi al mese. La moglie, unica beneficiaria, ha diritto al 60%, cioè 900 € lordi al mese. Se però ha un reddito proprio di 28.000 € l’anno, rientra nella fascia con taglio del 25%: la reversibilità scende a 675 € lordi al mese. Se in famiglia ci fosse un figlio minorenne, il taglio non si applicherebbe.
Altre informazioni
Per sapere come si leggono gli importi mese per mese, dai un’occhiata alla nostra guida al
cedolino della pensione.
Quando si perde la pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità dura finché i familiari mantengono i requisiti. Si perde nei seguenti casi:
- il coniuge si risposa: in questo caso riceve però un assegno una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva, tredicesima compresa;
- i figli compiono 18 anni senza studiare, superano i 21 anni (26 se universitari), terminano gli studi o iniziano a lavorare con un reddito oltre il limite;
- i figli, fratelli o sorelle inabili non sono più considerati inabili;
- i genitori diventano titolari di un’altra pensione;
- i fratelli e le sorelle si sposano.
Come richiedere la pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità non arriva in automatico: i familiari devono presentare domanda all’INPS, in uno di questi modi:
- online, dal servizio dedicato sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
- chiamando il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da cellulare);
- rivolgendosi a un patronato, che può inviare la domanda al posto tuo.
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, qualunque sia la data in cui presenti la domanda. Anche il coniuge divorziato presenta domanda all’INPS; se c’è anche un coniuge superstite, la divisione delle quote spetta al tribunale.
Attenzione
La domanda si può presentare in qualsiasi momento: il diritto alla pensione non si prescrive. Gli arretrati, però, si possono recuperare solo entro un termine limitato, quindi conviene fare domanda il prima possibile dopo il decesso.
Assegno di vedovanza: l’integrazione per chi riceve la reversibilità
Chi riceve una pensione di reversibilità derivante da lavoro dipendente e ha una inabilità assoluta e permanente al lavoro (condizione riconosciuta anche con un verbale di invalidità civile al 100%) può avere diritto anche al cosiddetto assegno di vedovanza. Non è un aumento della pensione, ma un assegno a parte che rientra nell’assegno per il nucleo familiare dei pensionati.
Oltre all’inabilità, c’è un requisito di reddito: dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027 l’assegno spetta solo con un reddito familiare annuo non superiore a 38.150,89 €.
L’importo è di 52,91 € al mese per redditi fino a 34.009,98 € e di 19,59 € al mese per redditi oltre questa soglia e fino a 38.150,89 €.
Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026
Buongiorno, vorrei sapere se l’INPS può decurtare la pensione di reversibilità se il titolare della stessa è invalido al 100%?
Buongiorno signora Donzelli,
la pensione di reversibilità, per sua natura, può subire una riduzione in base al cosiddetto principio del cumulo con i redditi del beneficiario: superati determinati limiti di reddito personale, l’importo erogato viene decurtato secondo percentuali stabilite dalla normativa vigente.
L’invalidità al 100% del titolare non costituisce di per sé una causa di riduzione della pensione; anzi, in presenza di particolari condizioni familiari (ad esempio figli minori, studenti o inabili a carico nel nucleo) i limiti di reddito oltre i quali scatta la decurtazione possono essere innalzati, risultando quindi più favorevoli. Tuttavia l’applicazione concreta dipende dalla situazione reddituale e familiare specifica, che l’INPS valuta caso per caso.
Le consiglio quindi di verificare la sua posizione tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, oppure contattando il Contact Center INPS (803164 da rete fissa, 06164164 da mobile), che potranno fornirle un riscontro puntuale sul suo caso specifico.
Un saluto
Buon giorno sono un pensionato priv. Inps che risiede in Romania, le mie 2 pensioni arrivano al lordo avendo la residenza fiscale in questo Paese. Dall’Agosto 2020 percepisco la reversibilità di mia moglie deceduta,mi arriva anch’essa al lordo decutata al 60% .Il totale delle 2 pensioni sono state sempre maggiori del 3 volte il tratt. min.e inferiori al 4 volte il trat.min.Nel Novembre 2023 ho avuto un reddito aggiuntivo nel vendere l’appartamento di mia moglie essendo coerede al 25% assieme a mio figlio e mio cognato al 50%.Mai avuto la residenza in questo appartamento, pagando l’Imu (dopo la successione) al 25% per 3 anni e mezzo.Praticamente nel 2023 con la mia pensione e il ricavato dalla vendita ho superato la soglia di euro 38909,65.Mi chiedo e chiedo gentilmente a Voi nel 2023 la reversibilità viene decurtata al 50?Nel 2020,21,22 e nel 2024 deve essere elargita al 75%? Con gli arretrati più int. del 2020,21,22 e aggiornata al 2024?Nell’attesa di una vostra gradita risposta ,cordiali saluti.
Buongiorno signor Sperindio,
la ringrazio per la domanda, che però riguarda un calcolo molto specifico e articolato (redditi da vendita immobiliare, quote di eredità, anni diversi, eventuali arretrati e interessi legali). Si tratta di elementi che solo l’INPS può verificare con certezza, incrociando i dati reddituali effettivamente dichiarati anno per anno e la sua posizione contributiva.
Posso però ricordarle il criterio generale: la pensione di reversibilità è soggetta a riduzione in base al reddito complessivo del beneficiario (esclusa la casa di abitazione), secondo fasce percentuali collegate a multipli del trattamento minimo INPS in vigore in ciascun anno. Un reddito “una tantum”, come quello derivante dalla vendita di un immobile ricevuto in successione, va valutato con attenzione: in linea generale rileva ai fini IRPEF nell’anno di percezione, ma la sua esatta incidenza sul calcolo della riduzione della pensione ai superstiti per quello specifico anno deve essere verificata dall’INPS caso per caso.
Le consiglio quindi di richiedere all’INPS (tramite il numero verde 803164, o 06164164 da cellulare, oppure tramite un patronato) una verifica formale del ricalcolo della sua pensione di reversibilità per gli anni 2020-2024, chiedendo espressamente se sia stata applicata correttamente la riduzione per l’anno 2023 e se per gli altri anni spetti la percentuale piena, con eventuale conguaglio di arretrati. Solo l’ente previdenziale, avendo accesso alla sua posizione, può darle una risposta puntuale e vincolante.
Un saluto
vorrei sapere se si può chiedere la pensione di reversibilità anche se si è sposati da meno di cinque anni.Grazie.
Buongiorno signora Mioliggi,
in linea generale, per la pensione di reversibilità non è richiesta una durata minima del matrimonio: il coniuge superstite ha diritto alla prestazione indipendentemente dagli anni di matrimonio.
Esiste tuttavia una situazione particolare in cui l’INPS può effettuare controlli più approfonditi, ed è quella in cui ricorrono contemporaneamente più condizioni specifiche (ad esempio un matrimonio molto breve unito a una rilevante differenza di età tra i coniugi e ad altri elementi legati all’età del pensionato al momento delle nozze). In questi casi l’Istituto può richiedere verifiche aggiuntive per accertare che non si tratti di un matrimonio contratto al solo scopo di ottenere la pensione, ma ciò non comporta automaticamente l’esclusione dal diritto.
Le consiglio quindi di verificare la sua situazione specifica contattando direttamente l’INPS (numero verde 803164 o 06164164 da cellulare) oppure consultando il proprio Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, così da avere una risposta certa basata sul suo caso concreto.
Un saluto
Per la mia reversibilità mi è stato stabilito il 20% nel 2017 perché la mia pensione era di ca. 34000 euro lordi. Mi spetta qualcosa
Buon pomeriggio sig.ra Sonia,
per avere informazioni precise in merito alla sua situazione, può rivolgersi all’INPS ai seguenti numeri: 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da rete mobile).
Un saluto
Salve, vorrei sapere se un figlio 63 enne alla morte del ultimo genitore può avere la pensione di reversibilità o cos’altro. Grazie
Buon pomeriggio,
la pensione di reversibilità interessa anche i figli del defunto, ma solo in questi casi: essere minorenne; essere inabile (senza limiti di età) e a carico del defunto; in caso di figlio maggiorenne, essere studente di età non superiore ai 21 anni e non lavorare; in caso di studente universitario, il limite di età è maggiore, fino ai 26 anni.
Un saluto
Io sono sposato e residente all’estero. La moglie è tedesca e residente in Italia. In caso di morte, lei ha diritto alla pensione di reversibilità?
Grazie mille
Buon pomeriggio,
spetta anche nel momento in cui si ha la residenza all’estero.
Un saluto
La moglie tunisina, per beneficiare del diritto di reversibilità, necessita che sia sposata da un minimo di anni prima del decesso?.
Buon pomeriggio,
la durata del matrimonio non influisce sulla percezione di reversibilità, in quanto ha validità a partire dal giorno successivo alla data del matrimonio.
Un saluto
Buongiorno, sono Moreni Elena ho 51 anni da 4 anni sono solo separata con addebito senza assegno come mai l inps in prima do.anda mi ha rifiutato la reversibilita di mio ex marito pensionato da un anno? cosa fare ?ho fatto semplice ricorso devo prendere avvocato?
Buon pomeriggio sig.ra Elena.
le consiglio di provare a rimettersi in contatto con l´INPS e capire il motivo del loro rifiuto. Le lascio qui i loro numeri diretti: rete fissa 803 164, telefonia mobile 06 164 164.
Un saluto
Buongiorno,il 20/05/23 è venuto a mancare il mio coniuge ho due figlie una di 23 e l’altra 18 al momento del decesso . Ho fatto domanda di pensione indiretta , vorrei capire in che percentuale ne ho diritto se vengono considerate anche le figlie . La più piccola e studentessa .
Buon pomeriggio sig.ra Michela,
per avere informazioni più specifiche può contattare l´INPS ai seguenti numeri: rete fissa 803 164, telefonia mobile 06 164 164.
Un saluto
Mia madre è morta è percepiva la reversibilità di mio padre mia sorella è invalida al 100per100e percepisce la propria pensione ha diritto alla reversibilità
Buon pomeriggio sig. Salvatore,
per avere informazioni dettagliate può contattare l´INPS ai seguenti numeri: i 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da rete mobile).
Un saluto