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Pensione anticipata 2026: requisiti, quanto si perde e cosa cambia dal 2027

Il 24 Ottobre 2026 da Cristina - 11 minuti di lettura

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pensione anticipata

La pensione anticipata ti permette di lasciare il lavoro prima dei 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia, perché conta quanti anni di contributi hai versato e non la tua età. Nel 2026 servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, ma il requisito sale di un mese nel 2027 e di altri due nel 2028. In questa guida trovi i requisiti aggiornati, cosa cambia dal 2027, quanto si perde, come fare domanda e le altre strade per uscire prima dal lavoro.

Che cos’è la pensione anticipata?

Quando si parla di pensione, solitamente ci si riferisce alla pensione di vecchiaia, la forma di pensione che spetta ai lavoratori al raggiungimento di un’età anagrafica pari a 67 anni e dopo almeno 20 anni di contribuzioni.

Tuttavia, il sistema pensionistico italiano, gestito dall’ente INPS, prevede anche un altro tipo di pensione, la pensione anticipata. Ne esistono diverse forme, ciascuna con requisiti propri.

La pensione anticipata ordinaria si ottiene al raggiungimento di un determinato numero di anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Nel 2026 il requisito contributivo è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

A chi spetta la pensione anticipata ordinaria nel 2026?

Come funziona la pensione anticipata

L’attuale pensione anticipata è stata introdotta il 1º gennaio 2012 con la Legge Fornero, in sostituzione della pensione di anzianità. All’epoca servivano 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne. Negli anni successivi i requisiti sono stati alzati più volte in seguito all’adeguamento alla speranza di vita.

Dal 2019 questi adeguamenti non sono stati applicati alla pensione anticipata e il requisito di contributi è rimasto fermo a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.
Attenzione
A differenza della pensione di vecchiaia, che prevede gli stessi requisiti per uomini e donne, la pensione anticipata chiede alle donne un anno di contributi in meno.

Insieme allo stop degli adeguamenti alla speranza di vita, dal 2019 è stata introdotta anche una finestra mobile di tre mesi: chi matura i requisiti deve attendere tre mesi prima di ricevere la prima rata di pensione.

Importante
Con il termine “finestra mobile” si intende il periodo che passa tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione, cioè il momento da cui inizi a riceverla. Per la pensione anticipata ordinaria è di tre mesi.

Pensione anticipata 2027: cosa cambia

Il blocco dei requisiti vale fino al 31 dicembre 2026. L’ultima legge di Bilancio prevede che dal 2027 i contributi richiesti tornino a salire con la speranza di vita, ma in modo graduale: un mese in più dal 1° gennaio 2027 e altri due mesi dal 1° gennaio 2028. L’INPS ha recepito i nuovi requisiti nelle sue istruzioni del 2026.

Anno Uomini Donne
2026 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi
2027 42 anni e 11 mesi 41 anni e 11 mesi
2028 43 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese

L’aumento però non vale per tutti. Secondo l’INPS, per la pensione anticipata ordinaria non si applica se hai almeno 30 anni di contributi e rientri in uno di questi due casi:

  • sei un lavoratore dipendente addetto a lavori gravosi da almeno 7 anni negli ultimi 10 o da almeno 6 anni negli ultimi 7;
  • svolgi uno dei lavori usuranti (le attività particolarmente faticose e pesanti) per il periodo minimo previsto per quel tipo di lavoro.

In questi casi, nel 2027 e nel 2028 continuano a valere i requisiti attuali: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Attenzione: se al momento della pensione stai già ricevendo l’Ape sociale, l’esclusione non ti riguarda e l’aumento si applica anche a te.

In pratica, se ti mancano pochi mesi al requisito, conviene controllare per tempo il tuo estratto conto contributivo nell’area riservata INPS: se maturi i contributi entro il 31 dicembre 2026 ti bastano i requisiti attuali. Per colmare eventuali buchi, chiedi all’INPS o a un patronato se il riscatto degli anni di laurea, i contributi volontari o la ricongiunzione dei contributi versati in gestioni diverse possono fare al caso tuo.

Pensione anticipata: quanto si perde?

calcolo pensione anticipataChi va in pensione anticipata ordinaria non subisce penalizzazioni sull’assegno. Dal 1° gennaio 2018 non si applica più la riduzione dell’1% e del 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni che era stata introdotta dalla riforma Fornero.

Questo non significa che l’importo sia uguale per tutti: l’assegno dipende dai contributi versati e dal sistema di calcolo che ti si applica (retributivo, misto o contributivo). Per questo non è possibile indicare una cifra valida in generale: per una stima della tua pensione futura puoi usare i servizi online dell’INPS o rivolgerti a un patronato.

Dal 1° gennaio 2027 cambia però il calcolo della quota contributiva, cioè la parte dell’assegno calcolata con il sistema contributivo: a ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha aggiornato i coefficienti di trasformazione, le percentuali che trasformano i contributi versati in pensione, e per il biennio 2027-2028 i nuovi valori sono più bassi. Come riferimento, a 67 anni il coefficiente scende dal 5,608% al 5,514%. A parità di contributi e di età, se la tua pensione decorre dal 2027 la quota contributiva sarà quindi un po’ più bassa rispetto a una pensione con decorrenza entro il 31 dicembre 2026; quanto pesa dipende dal sistema di calcolo che ti si applica.

Le cose cambiano per alcune uscite alternative: con l’Opzione Donna, per esempio, la pensione è calcolata interamente con il sistema contributivo e, in genere, l’assegno risulta più basso.

Come fare domanda per la pensione anticipata?

La domanda per la pensione anticipata può essere presentata secondo le seguenti modalità:

  • online, nell’apposita sezione del sito web dell’INPS e previa autenticazione con SPID, CIE o CNS;
  • tramite il Contact Center al numero 803 164 (da rete fissa) oppure 06 164 164 (da rete mobile);
  • rivolgendosi a un ente di patronato o a un intermediario dell’Istituto.

Prima di inviare la domanda, controlla nell’estratto conto contributivo che tutti i periodi di lavoro siano registrati: se manca qualcosa, puoi chiedere all’INPS di correggerlo.

Altre opzioni di pensione anticipata nel 2026

Oltre alla pensione anticipata ordinaria, esistono altre strade che permettono di uscire dal lavoro in anticipo. Ciascuna, però, ha requisiti specifici da conoscere per capire se fa al caso tuo.

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Quota 41 per i lavoratori precoci

Pensione anticipata per lavoratori precociNella categoria dei lavoratori precoci rientrano coloro che hanno almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del 19º anno di età. Se rientrano in una delle categorie tutelate, nel 2026 possono andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica. Per disoccupati, caregiver e invalidi il requisito sale a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028; per chi svolge attività gravose o usuranti restano 41 anni, se maturati entro il 2028.

La cosiddetta Quota 41 è riservata a chi ha almeno un contributo versato entro il 31 dicembre 1995 (non vale quindi per chi è interamente nel sistema contributivo) e spetta soltanto ai lavoratori che si trovano in uno dei seguenti profili:

  • disoccupati che hanno perso il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e hanno finito di percepire la NASpI da almeno tre mesi;
  • caregiver che da almeno sei mesi assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave (in alcuni casi anche un parente di secondo grado);
  • lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
  • lavoratori addetti ad attività gravose (per almeno 7 anni negli ultimi 10 o 6 negli ultimi 7) o a lavori usuranti.

Pensione anticipata contributiva

Esiste un’opzione pensionistica, denominata pensione anticipata contributiva, per coloro che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1º gennaio 1996. Questi lavoratori, infatti, rientrano interamente nel sistema contributivo, diversamente da altre fasce di lavoratori che rientrano nei regimi retributivi o misti.

Nel 2026 questi lavoratori possono andare in pensione a 64 anni se soddisfano i seguenti requisiti:

  • almeno 20 anni di contributi effettivi versati;
  • un primo assegno non inferiore a 3 volte l’importo mensile dell’assegno sociale (2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte per le donne con due o più figli). Con l’assegno sociale 2026 di 546,24 €, la soglia è di 1.638,72 € al mese (1.529,47 € e 1.420,22 € per le donne con figli).

Anche qui i requisiti salgono dal 2027: 64 anni e 1 mese di età con 20 anni e 1 mese di contributi nel 2027 e 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi dal 2028.

Opzione Donna

Opzione donnaL’Opzione Donna è un’uscita anticipata riservata alle lavoratrici che rientrano in determinate categorie previste dalla legge (per esempio le invalide civili almeno al 74%). L’ultima legge di Bilancio non l’ha prorogata: nel 2026 può accedervi solo chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024.

Per accedere all’Opzione Donna le lavoratrici devono accettare il calcolo della pensione con il sistema contributivo, che in genere comporta un assegno più basso rispetto al sistema misto.

Ape sociale

L’Ape sociale è uno strumento di accompagnamento alla pensione di vecchiaia che si rivolge ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati), agli autonomi e ai parasubordinati. È stata prorogata fino al 31 dicembre 2026.

Come funziona l’Ape sociale? Questo sussidio spetta a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria, e rientra in uno di questi profili (per le donne i contributi richiesti si riducono di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni):

  • disoccupati che hanno perso il lavoro per licenziamento o dimissioni per giusta causa e hanno finito di percepire la NASpI;
  • caregiver da almeno sei mesi, che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;
  • invalidi civili di grado pari ad almeno il 74%;
  • addetti a lavori gravosi: solo lavoratori dipendenti, con almeno 36 anni di contributi (32 per edili e ceramisti).
Altre informazioni
L’Ape sociale è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso, fino a un massimo di 1.500 € lordi al mese. L’importo non è rivalutato né integrato al minimo. Per il 2026 le domande si possono presentare entro il 30 novembre 2026.

Quota 103

La Quota 103 permetteva ai lavoratori dipendenti e autonomi di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. L’ultima legge di Bilancio non l’ha prorogata per il 2026. Chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 conserva però il diritto e può andare in pensione con Quota 103 anche dopo questa data.

Isopensione

Rivolta ai lavoratori del settore privato, l’Isopensione (o esodo dei lavoratori anziani) è un assegno equivalente alla pensione pagato dall’azienda fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione.

L’isopensione consente di anticipare l’uscita dal lavoro di alcuni anni: fino al 2026 l’anticipo può arrivare a 7 anni. Verifica con la tua azienda o con l’INPS la data limite per la cessazione del rapporto.

Può essere usata solo dalle aziende che impiegano mediamente più di 15 dipendenti e in seguito a un accordo con i sindacati. Se hai un’invalidità riconosciuta, ci sono anche regole dedicate: le trovi nella guida alla pensione anticipata per invalidi.

Tabella pensione anticipata 2026

Per riassumere, ecco una tabella con i requisiti delle principali forme di pensione anticipata ancora aperte nel 2026. Ricorda che dal 2027 i contributi richiesti per l’anticipata ordinaria salgono di un mese, così come quelli della Quota 41 per disoccupati, caregiver e invalidi.

Tipo di uscita Età Contributi Condizioni
Pensione anticipata ordinaria Nessun limite 42 anni e 10 mesi (uomini), 41 anni e 10 mesi (donne) Finestra mobile di 3 mesi
Quota 41 lavoratori precoci Nessun limite 41 anni 12 mesi di contributi prima dei 19 anni, contributi prima del 1996 e categoria tutelata
Pensione anticipata contributiva 64 anni 20 anni effettivi Primi contributi dal 1996, assegno almeno 3 volte l’assegno sociale
Ape sociale 63 anni e 5 mesi 30 anni (36 per i lavori gravosi) Categoria tutelata, massimo 1.500 € lordi al mese

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026. Abbiamo aggiunto i nuovi coefficienti di trasformazione 2027-2028, più bassi di quelli in vigore. Il 15 ottobre 2026 avevamo aggiunto quali lavoratori addetti a lavori gravosi o usuranti restano esclusi, a certe condizioni, dall’aumento dei requisiti previsto nel 2027 e nel 2028. Il 7 ottobre 2026 avevamo aggiornato la guida al 2026: requisiti in vigore e aumento previsto dal 2027 e dal 2028, eliminata la vecchia penalizzazione (non si applica dal 2018), nuova soglia della pensione anticipata contributiva, Quota 103 e Opzione Donna non prorogate, Ape sociale prorogata al 31 dicembre 2026 e nuova tabella riepilogativa.



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Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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  • stefano napoli

    Salve volevo un informazione io ho iniziato a lavorare nel 1983 devo maturare i 41 anni di contributi a settembre 2025 svolgo un lavoro usurante per notti più di 64 notti l’anno andando in pensione con questa formula cioè 41 di contributi usurante e precoce di quanto mi verrebbe decurtato il mio assegno pensionistico?

    • Andrea

      Buongiorno sig. Stefano,
      ci sono diversi fattori da tenere in considerazione. Per avere maggiori chiarimenti in merito, deve contattare l’INPS ai seguenti numeri: 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da rete mobile).
      Un saluto

  • elena perrella

    andando in pensione con la fornero per il max della contribuzione e non per raggiungimento limiti di età
    si può avere un contratto lavorativo?

    • Cristina

      Buongiorno,
      È possibile lavorare dopo la pensione, tranne nei casi in cui la pensioni vieti il cumulo tra reddito di lavoro e reddito da pensione. Ma la pensione anticipata ordinaria lo consente.

      Un saluto

  • riccardo giacalone

    Mi chiamo Giacalone Riccardo le chiedo ho fatto domanda per la pensione anticipata precoce ma ci sono state dei problemi sui contributi mancanti ilsindacato mi ha consigliato ape sociale cosa e successo la pensione precoce mi e stata respinta piu di una volta e mi stataaccettata l,ape sociale a mio svantaggio perche io ho 63 anni e 41 anni contributi mi hanno cosigliato di fare domanda di pensione quota 103 chissa se ho fatto lascelta giusta ?

    • Cristina

      Buongiorno,
      Non so cosa sia meglio in base alla sua situazione contributiva, ma per la Quota 103 occorre avere, al 31 dicembre 2023, 41 anni di contributi versati e 62 anni d’età. Invece, per la pensione anticipata, il requisito è di 42 anni e 10 mesi di contributi versati.

      Un saluto!

  • EMILIO PAPINI

    salve sono un lavoratore precoce ho maturato 41 anni di contributi e sto usufruendo della legge 104 per mia suocera convivente con me, in quanto mi a moglie ha la residenza in altro comune . posso usufruire di quota 41 trascorsi i 6 mesi di assistenza a mia suocera?
    in attesa di sua gentile risposta distinti saluti.

    • Cristina

      Buon pomeriggio Emilio,
      Per la quota 41 in qualità di caregiver, ci deve essere un grado di parentela con la persona assistita: coniuge, parente di primo grado convivente con handicap grave o un parente di secondo grado convivente (se il suo coniuge o i genitori hanno più di 70 anni).

      Un saluto!

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