L’imprenditoria femminile in Italia si sostiene con finanziamenti agevolati e contributi per le imprese guidate da donne. Nel 2026 il Fondo Impresa Femminile è chiuso, ma restano ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, che copre fino al 90% delle spese, e Smart&Start Italia per le startup innovative. Ecco cosa si intende per impresa femminile, quali incentivi sono aperti per chi vuole fare l’imprenditore e dove cercare i bandi, tra le misure per il lavoro.
Cos’è l’imprenditoria femminile
Per il Codice civile è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata per produrre o scambiare beni o servizi. Si parla di imprenditoria femminile quando l’impresa è guidata da donne o la maggioranza è femminile.
Per accedere agli incentivi dedicati, però, non basta: le regole dei fondi pubblici fissano requisiti precisi. È considerata impresa femminile:
- l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
- la società cooperativa e la società di persone in cui le donne sono almeno il 60% dei soci;
- la società di capitali in cui le quote spettano per almeno i due terzi a donne e gli organi di amministrazione sono composti per almeno i due terzi da donne.
Le donne restano una minoranza tra chi fa impresa: secondo la Commissione europea, nell’Unione europea sono circa un terzo dei lavoratori autonomi. Per questo esistono incentivi che premiano le imprese femminili con percentuali di copertura più alte o con sportelli riservati.
Molti incentivi non sono riservati alle donne, ma prevedono condizioni migliori per le imprese femminili: vale la pena controllare sempre se il bando ha una quota o una percentuale dedicata.
Imprenditoria femminile: i finanziamenti nazionali nel 2026
A livello nazionale gli incentivi per avviare o far crescere un’impresa femminile sono gestiti soprattutto da Invitalia, l’agenzia nazionale che si occupa di sviluppo d’impresa. Nella guida a Invitalia trovi come funziona l’agenzia e come si accede alla sua area riservata.
Ecco la situazione a ottobre 2026 delle misure principali:
| Incentivo |
A chi si rivolge |
Cosa offre |
Stato |
| Fondo Impresa Femminile |
Imprese femminili nuove e già attive |
Finanziava programmi di investimento per avviare o sviluppare l’impresa |
Chiuso dal 2022 |
| ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero |
Imprese con soci in maggioranza tra 18 e 35 anni o donne di qualsiasi età |
Fino al 90% delle spese |
Aperto, dal 1° luglio 2026 solo finanziamento agevolato |
| Smart&Start Italia |
Startup innovative costituite da non più di 60 mesi |
Finanziamento a tasso zero dell’80%, fino al 90% in alcuni casi (per esempio startup composte interamente da donne) |
Aperto |
Fondo Impresa Femminile: chiuso dal 2022
Il Fondo Impresa Femminile è stato l’incentivo nazionale dedicato solo alle imprese guidate da donne, gestito da Invitalia per conto del Ministero. Finanziava programmi di investimento per avviare o sviluppare imprese femminili, già costituite o di nuova costituzione.
Lo sportello è stato aperto il 19 maggio 2022 e le risorse si sono esaurite in poche settimane: per le nuove imprese le domande si sono chiuse il 20 maggio 2022, per quelle già attive dall’8 giugno 2022. A ottobre 2026 Invitalia indica lo sportello come chiuso e non risultano nuove aperture sul suo sito. Chi ha già presentato domanda segue la propria pratica sulla nuova piattaforma di Invitalia, in uso dal 30 dicembre 2025.
Importante
Se trovi annunci su un “nuovo Fondo Impresa Femminile 2026”, controlla sempre sul sito di Invitalia: a ottobre 2026 lo indica come chiuso.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è uno degli incentivi nazionali più noti per chi vuole mettersi in proprio. Si rivolge alle imprese costituite da non più di 60 mesi, o a chi vuole costituirle, in cui più della metà dei soci e delle quote è in mano a persone tra 18 e 35 anni oppure a donne di qualsiasi età.
Le agevolazioni possono coprire fino al 90% delle spese e consistono in un mix di contributo a fondo perduto e di finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni. Attenzione a una novità importante: le risorse per il fondo perduto si sono esaurite e, per le domande presentate dal 1° luglio 2026, le agevolazioni vengono concesse solo come finanziamento agevolato.
La domanda si presenta online sulla piattaforma di Invitalia, dall’Area personale. Per accedere serve un’identità digitale: se non ce l’hai, leggi la guida allo SPID.
Se stai ricevendo la disoccupazione e vuoi avviare un’attività, valuta anche la NASpI anticipata: per le domande presentate dal 2026 l’indennità non è più pagata in un’unica soluzione, ma in due rate (il 70% alla liquidazione della domanda e il 30% alla fine del periodo teorico della NASpI, quest’ultimo solo se nel frattempo non hai trovato un lavoro dipendente né ottenuto una pensione diretta).
Smart&Start Italia per le startup innovative
Smart&Start Italia sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative in tutta Italia. Si rivolge alle startup costituite da non più di 60 mesi con un progetto ad alto contenuto tecnologico e innovativo.
L’incentivo è un finanziamento a tasso zero dell’80% delle spese ammissibili. La percentuale può salire al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se nella compagine c’è un dottore di ricerca impegnato all’estero. Per le startup del Centro-Sud è prevista anche una quota a fondo perduto del 30%.
Chi invece vuole investire nel capitale di una startup innovativa, anche senza guidarla, può valutare il bonus start up, la detrazione IRPEF per gli investimenti.
Attenzione
Percentuali, spese ammissibili e disponibilità dei fondi possono cambiare: prima di presentare la domanda verifica sempre la scheda aggiornata dell’incentivo sul sito di Invitalia.
Bandi regionali per l’imprenditoria femminile
Oltre alle misure nazionali, molte Regioni pubblicano bandi per le imprese femminili del proprio territorio. Di solito si tratta di contributi a fondo perduto con finestre brevi, che si chiudono quando finiscono le risorse: conviene controllare spesso i siti regionali.
Due esempi recenti aiutano a capire come funzionano:
- Emilia-Romagna: il bando per il sostegno all’imprenditoria femminile del 2023 accettava domande dal 24 febbraio al 28 marzo 2023 sulla piattaforma Sfinge 2020, ma si è chiuso in anticipo il 23 marzo 2023 per il raggiungimento delle 300 domande;
- Veneto: il bando Imprenditoria femminile del 2023 era rivolto alle piccole e medie imprese femminili di industria, artigianato, commercio e servizi, con un contributo a fondo perduto del 30% della spesa ammissibile, in regime “de minimis”.
Entrambi i bandi sono chiusi: le nuove edizioni, quando ci sono, escono sui portali della Regione. Una panoramica degli aiuti non rimborsabili, nazionali e locali, è nella guida ai contributi a fondo perduto; se la tua attività è nel Mezzogiorno, guarda anche Resto al Sud.
Come prepararsi alla domanda
Che si tratti di un incentivo nazionale o di un bando regionale, i passaggi si somigliano:
- verifica i requisiti del bando: forma dell’impresa, quota femminile, età, sede e settore;
- prepara il progetto d’impresa, con le spese previste e come intendi usare il finanziamento;
- procurati un’identità digitale (SPID, CIE o CNS) per entrare nelle piattaforme online;
- raccogli i documenti richiesti, come preventivi, visura camerale e documenti dei soci;
- presenta la domanda appena apre lo sportello: molti bandi seguono l’ordine di arrivo e si chiudono quando finiscono i fondi.
Se devi ancora avviare l’attività, la guida su come aprire la Partita IVA ti spiega i primi passi. Se invece la tua impresa vuole assumere, ci sono incentivi anche per chi dà lavoro alle donne: li trovi nella guida al bonus assunzioni donne.
Altre informazioni
Per altre agevolazioni dedicate a chi lavora in proprio, consulta la sezione sul
lavoratore autonomo.
Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026. Aggiornati la definizione di impresa femminile, lo stato del Fondo Impresa Femminile, ON con la novità del 1° luglio 2026, Smart&Start Italia e i bandi regionali.