Lavoro

Resto al Sud: come funziona e come ottenerlo

Il 22 Maggio 2024 da Cristina - 6 minuti di lettura

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Resto al Sud 2023

Attualmente sono in vigore diverse misure per incentivare l’imprenditorialità e la crescita economica del Mezzogiorno. Tra queste troviamo l’incentivo Resto al Sud, rivolto in particolare agli imprenditori e ai liberi professionisti, affinché possano investire nel Sud Italia. In questo modo, si mira a favorire la crescita economica del nostro territorio, con particolare focus sul Mezzogiorno d’Italia. Il Mio Bonus presenta in cosa consiste Resto al Sud, come funziona il contributo e come richiederlo.

Che cos’è Resto al Sud?

Che cos’è Resto al Sud 2023Resto al Sud è il nome dato alla misura che mira ad accrescere l’economia del Mezzogiorno dando una spinta all’imprenditorialità di quelle zone coinvolte.

Infatti, Resto al Sud è un incentivo rivolto agli imprenditori e ai liberi professionisti affinché possano avviare le proprie attività nelle zone del Sud e del Centro Italia. In cambio, questi soggetti possono ottenere delle agevolazioni, tra cui contributi a fondo perduto e finanziamenti.

Introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, Resto al Sud è una misura strutturale la cui gestione è stata affidata a Invitalia. Negli anni, ha subito delle modifiche in modo da includere sempre più territori e beneficiari, ampliando così il suo raggio d’azione.

Per riassumere, Resto al Sud è un incentivo per aiutare gli imprenditori ad avviare un’attività nel Mezzogiorno e nel Centro Italia. È composto da una serie di finanziamenti, anche a fondo perduto, per sostenere lo sviluppo di attività e la crescita economica del nostro territorio.

Territori inclusi nell’agevolazione

L’iniziativa Resto al Sud riguarda i territori del Centro e del Sud Italia. In particolare, i territori includi sono i seguenti:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia;
  • Comuni del “cratere sismico” presenti in Lazio, Marche e Umbria;
  • isole minori marine, ovvero:
    • Campo nell’Elba;
    • Capoliveri;
    • Capraia;
    • Giglio;
    • Marciana;
    • Marciana Marina;
    • Ponza;
    • Porto Azzurro;Resto al Sud requisiti
    • Portoferraio;
    • Portovenere;
    • Rio;
    • Ventotene;
  • isole lagunari e lacustri, ovvero:
    • laguna veneta: Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Mazzorbo, San Lazzaro degli Armeni;
    • laguna di Grado: Isola di Grado, Isola di Santa Maria di Barbana, Isola di Morgo;
    • isole del lago d’Iseo: Monte Isola;
    • isole del lago di Garda;
    • Comacina (lago di Como);
    • isola di San Giulio (lago d’Orta);
    • isole del lago Trasimeno: Isola Maggiore e Isola Polvese;
    • isole Borromee: Isola Superiore, Isola Bella, Isola Madre, Isola San Giovanni.
Importante
Per i territori del cratere sismico il limite d’età è superiore, mentre per altri non vi è alcun limite d’età. Rientrano in questa esclusione i Comuni italiani presenti in questo elenco.

Resto al Sud: quali sono i requisiti?

Negli anni, il bando Resto al Sud ha incluso sempre più beneficiari, ampliando la platea di richiedenti. Per esempio, nel 2021 è stata estesa la fascia d’età, arrivando fino ai 55 anni. Inoltre, sono state incluse nella misura tutte le isole marittime, lagunari e lacustri del nostro Paese.

Nello specifico, i requisiti per accedere a Resto al Sud sono i seguenti:

  • età compresa tra i 18 e i 55 anni;
  • essere residenti in uno dei territori ammessi all’agevolazione o trasferirsi entro 60 giorni dall’accettazione della richiesta;
  • non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • non essere titolari di un’attività d’impresa alla data del 21 giugno 2017;
  • se liberi professionisti, non essere titolari di Partita IVA per un’attività analoga a quella per cui si sta chiedendo l’agevolazione, nei 12 mesi antecedenti la domanda;
  • non risultare beneficiari di altre misure che promuovono l’imprenditorialità, nei 3 anni antecedenti la domanda;
  • aver costituito, o stare per costituire, un’impresa individuale o una società, con sede operativa in uno dei territori della misura. Se la società è già stata costituita, la costituzione deve essere avvenuta dopo il 21 giugno 2017.

Come funziona Resto al Sud?

Come funziona Resto al SudColoro che soddisfano i requisiti appena elencati, possono ottenere il contributo Resto al Sud, presentando apposita domanda a Invitalia.

L’incentivo si presenta sotto forma di contributo economico, consentendo di coprire il 100% delle spese da sostenere per l’avvio di un’attività imprenditoriale. In particolare, il contributo si suddivide nel seguente modo:

  • 50% come finanziamento bancario agevolato;
  • 50% come contributo a fondo perduto.

Resto al Sud, oltre a promuovere l’avvio di imprese nel Centro e Sud del nostro Paese, mira anche a promuovere l’imprenditorialità giovanile. Infatti, il bando è aperto a partire dai 18 anni d’età, in modo tale che i giovani con voglia di fare impresa vengano agevolati economicamente.

A quanto ammonta il contributo

Il contributo economico previsto dall’iniziativa Resto al Sud si suddivide in due parti, la cui totalità consente di ricevere un finanziamento pari al 100% delle spese consentite per l’avvio di un’attività imprenditoriale.

Il finanziamento massimo che si può ricevere varia a seconda della tipologia di impresa che si costituisce, ovvero:

  • è di 50.000 euro per richiedente
  • 200.000 euro in caso di società composte da almeno 4 soci;
  • 60.000 euro se si tratta di un’impresa individuale.

Oltre a questo finanziamento, la misura prevede anche un contributo a fondo perduto pari a:

  • 15.000 euro per le imprese individuali o le attività professionali svolte individualmente;
  • 40.000 euro (massimo) per le società.
Il contributo viene versato una volta completato il programma di spesa. Infatti, al momento del saldo dei contributi concessi, ci deve essere anche la presentazione di due SAL (primo SAL e SAl a saldo) oppure di un SAL unico).

Attività finanziabili

Per poter ottenere il finanziamento Resto al Sud, le imprese da costituire devono rientrare in uno dei seguenti settori:

  • attività produttive nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi a imprese e/o persone;
  • turismo;
  • commercio;
  • attività di libera professione.

Invece, sono escluse le attività agricole e commerciali sia al dettaglio che all’ingrosso, comprese quelle online.

Spese ammesse nell’incentivo

Per quanto concerne le spese ammissibili, troviamo le seguenti:

  • ristrutturazione e manutenzione straordinaria di beni immobili per il 30% della spesa;
  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, così come programmi informatici e servizi per le tecnologie e l’informazione;
  • spese di gestione (materie prime, utenze, canoni di locazione, materiali di consumo) per il 20% della spesa.
Attenzione
Non sono ammesse le spese di progettazione e promozionali e nemmeno quelle per le consulenze e per il personale dipendente.

Resto al Sud: come fare domanda?

Per ottenere i finanziamenti di Resto al Sud, gli imprenditori devono presentare apposita domanda telematica a Invitalia, attraverso questo portale. Una volta lì, è necessario accedere all’area riservata autenticazione con:

  • SPID;
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica);
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Inoltre, per poter concludere la procedura di richiesta, occorre essere in possesso di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo e solitamente l’iter dura 60 giorni. Durante questo periodo, vengono esaminati i documenti allegati e fissato un colloquio online per valutare il business plan con degli analisti esperti.

Importante
Non c’è una scadenza prefissata per richiedere il finanziamento Resto al Sud, in quanto i fondi verranno distribuiti fino ad esaurimento delle risorse.

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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