I contributi a fondo perduto sono somme che lo Stato, le Regioni o altri enti pubblici concedono a chi avvia o fa crescere un’impresa, senza obbligo di restituzione. Nel 2026 i bandi nazionali più importanti per chi vuole mettersi in proprio sono Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, pensati per gli under 35. Qui trovi cosa sono, quali bandi sono aperti, quali sono chiusi e come si presenta la domanda.
Cosa sono i contributi a fondo perduto?

Chi ha appena avviato una startup o guida una PMI può aver bisogno, in alcune fasi della sua attività, di risorse economiche. La strada più comune è chiedere un prestito a una banca, che però va restituito con gli interessi e spesso richiede delle garanzie.
Un’alternativa sono i contributi a fondo perduto, concessi da soggetti pubblici come:
- Stato italiano, spesso tramite Invitalia;
- Unione Europea;
- Camere di commercio;
- Regioni e Comuni;
- altri enti pubblici.
Un contributo a fondo perduto non va restituito, né come capitale né come interessi, ma quasi mai copre tutto: di solito finanzia solo una parte della spesa, e il resto va coperto con risorse proprie o con un finanziamento agevolato.
Lo scopo è incentivare l’iniziativa imprenditoriale, in particolare dei giovani e di chi fa più fatica a entrare nel mercato del lavoro. Esistono però anche contributi rivolti a PMI e start-up già avviate, che spesso si concentrano su settori specifici da innovare.
Fondo perduto e finanziamento agevolato: la differenza
Molti incentivi combinano due strumenti diversi, ed è importante non confonderli:
- il contributo a fondo perduto è una somma che resta all’impresa e non si restituisce;
- il finanziamento agevolato (per esempio a tasso zero) è un prestito a condizioni di favore, che va restituito a rate.
Quando leggi che un incentivo “copre fino al 90% delle spese”, controlla sempre quanta parte è a fondo perduto e quanta è un prestito: è questo che cambia davvero il costo per la tua impresa.
Contributi a fondo perduto 2026: i bandi aperti
Non esiste una procedura unica: ogni incentivo ha il suo bando, con requisiti, spese ammesse e modalità di domanda proprie. In generale, ti viene chiesto un piano preciso del tuo progetto imprenditoriale, che includa:
- un business plan;
- gli obiettivi nel breve, medio e lungo termine;
- come verranno usati i fondi del bando.
Di seguito trovi gli incentivi nazionali gestiti da Invitalia che risultano aperti a ottobre 2026.
Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 è attivo dal 15 ottobre 2025 e ha preso il posto del vecchio Resto al Sud, che non accetta più domande dalle 24 del 14 ottobre 2025. Si rivolge ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti in condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, ai disoccupati del Programma GOL e ai cosiddetti working poor, che vogliono avviare un’attività in una di queste regioni:
- Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania;
- Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Le agevolazioni previste, a seconda del progetto, sono:
- un voucher a fondo perduto fino a 40.000 €, che può arrivare a 50.000 € se viene riconosciuta la maggiorazione di 10.000 € prevista per il solo voucher;
- un contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 €;
- un contributo a fondo perduto del 70% per programmi tra 120.000 € e 200.000 €.
La domanda si presenta online ed è valutata in ordine cronologico, senza graduatoria. Trovi requisiti e passaggi nel nostro approfondimento su Resto al Sud.
Autoimpiego Centro-Nord
Autoimpiego Centro-Nord è l’equivalente di Resto al Sud 2.0 per le altre regioni ed è attivo anch’esso dal 15 ottobre 2025. Si rivolge agli stessi destinatari (giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti inattivi, inoccupati o disoccupati, disoccupati del Programma GOL e working poor) e prevede, a seconda del progetto:
- un voucher a fondo perduto fino a 30.000 €, elevabile a 40.000 €;
- un contributo a fondo perduto del 65% per programmi di investimento fino a 120.000 €;
- un contributo a fondo perduto del 60% per programmi tra 120.000 € e 200.000 €.
Una strada diversa, se oggi percepisci l’indennità di disoccupazione e vuoi aprire un’attività, è la NASpI anticipata: se ne hai i requisiti, ti permette di ricevere in anticipo l’importo che ti spetta. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026 il pagamento avviene in due rate: il 70% subito e il restante 30% al termine del periodo teorico di durata della NASpI (e comunque entro sei mesi dalla domanda), se nel frattempo non hai trovato un lavoro dipendente né ottenuto una pensione diretta.
Smart&Start Italia
Smart&Start Italia sostiene le startup innovative ed è aperto a sportello: non ci sono graduatorie né scadenze. L’agevolazione principale è un finanziamento a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è formata solo da donne e/o da giovani under 36, oppure se tra i soci c’è un dottore di ricerca impegnato all’estero. Le startup con sede nel Centro-Sud Italia ricevono anche un contributo a fondo perduto del 30%. Per le altre misure rivolte a chi avvia un’impresa innovativa, leggi la nostra guida al bonus start-up.
Contratto di Sviluppo
Il Contratto di Sviluppo sostiene investimenti di grandi dimensioni nei settori industriale, agroindustriale, turistico e della tutela ambientale. L’investimento minimo è di 20 milioni di euro, che scende a 7,5 milioni per la trasformazione dei prodotti agricoli e per i progetti turistici nelle aree interne o di recupero di strutture dismesse. Le agevolazioni combinano contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
La domanda si presenta sulla piattaforma di Invitalia. Chi vuole una corsia più rapida può chiedere la procedura “fast track” dell’Accordo di sviluppo: bisogna compilare l’apposito modulo, firmarlo digitalmente e caricarlo sulla piattaforma insieme alla restante documentazione. La richiesta si può fare anche dopo aver presentato la domanda.
Importante
Alcuni sportelli del Contratto di Sviluppo sono oggi temporaneamente chiusi: quello per il settore turistico e quello per la filiera automotive. Prima di preparare il progetto, controlla sul sito di Invitalia quali linee sono aperte.
Bandi chiusi, sostituiti o senza più fondo perduto
Molti incentivi di cui si parlava negli anni scorsi oggi non accettano più domande, oppure non prevedono più la quota a fondo perduto. Ecco i principali:
- ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero: finanzia fino al 90% delle spese ammissibili, con un finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni. Le risorse per il contributo a fondo perduto sono però esaurite: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 è disponibile solo il finanziamento agevolato.
- Resto al Sud (versione originaria): non accetta più domande dalle 24 del 14 ottobre 2025; al suo posto c’è Resto al Sud 2.0.
- Cultura Crea 2.0: l’incentivo per le imprese turistico-culturali del Sud è chiuso. Dal 10 dicembre 2025 si possono invece presentare le domande per Cultura Cresce, il nuovo incentivo gestito da Invitalia, con domande esaminate in ordine cronologico.
- Fondo Imprese Creative: l’incentivo è chiuso dal 22 settembre 2023; resta aperto solo lo sportello dedicato agli aumenti di capitale sociale.
- Bonus Export Digitale: il contributo di 4.000 € a fronte di spese di almeno 5.000 € è chiuso dal 4 agosto 2023, e anche la versione Plus non è più attiva.
Per le iniziative dedicate alle donne che vogliono avviare un’attività, leggi la nostra guida all’imprenditoria femminile. Oltre ai bandi nazionali, ricorda che Regioni e Camere di commercio pubblicano spesso bandi propri, con finestre di domanda brevi: conviene controllare periodicamente i siti della tua Regione e della Camera di commercio della tua provincia.
Come si presenta la domanda
Per gli incentivi gestiti da Invitalia la procedura è simile:
- accesso all’area riservata sul sito di Invitalia;
- autenticazione con un’identità digitale (SPID, CIE o CNS);
- compilazione della domanda e caricamento dei documenti richiesti, tra cui il business plan;
- invio della domanda con firma digitale e indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
Prima di iniziare, assicurati di avere firma digitale e PEC attive. Se l’attività non è ancora avviata, può esserti utile anche la nostra guida su come aprire la partita IVA. Trovi altre agevolazioni nella nostra sezione dedicata ai bonus per imprenditori.
Attenzione
Requisiti, percentuali e sportelli possono cambiare con nuovi decreti o per esaurimento delle risorse. Prima di presentare domanda, controlla sempre la scheda aggiornata dell’incentivo sul sito di Invitalia.
Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026. Bandi, percentuali e stato degli sportelli verificati sulle schede ufficiali di Invitalia.