Il trattamento di fine servizio (TFS) è la liquidazione che spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 quando lasciano il lavoro. Lo paga l’INPS, ma non subito: i tempi dipendono dal motivo dell’uscita e, sopra i 50.000 €, la somma arriva a rate. Qui vedi chi ha il TFS e chi il TFR, come si calcolano la buonuscita e l’indennità premio di servizio, i tempi di pagamento con la novità dei 9 mesi dal 2027, le tasse e come chiedere un anticipo in banca se sei già in pensione.
Cos’è il TFS e a chi spetta
Il TFS è la somma che ricevi alla fine del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, per ogni anno di servizio. Non è un bonus: è una prestazione che hai finanziato anche tu con i contributi versati durante la carriera, e che oggi paga l’INPS attraverso la gestione dei dipendenti pubblici.
Buonuscita e IPS: le due forme del TFS
Sotto il nome di TFS ci sono due prestazioni diverse, con regole di calcolo proprie:
- indennità di buonuscita: spetta ai dipendenti civili e militari dello Stato (per esempio ministeri, scuola, forze armate e di polizia);
- indennità premio di servizio (IPS): spetta ai dipendenti degli enti locali, del Servizio sanitario nazionale e delle Regioni iscritte all’INPS ai fini previdenziali.
TFS o TFR: come capire quale ti spetta
Conta soprattutto la data di assunzione. Hai il TFS se sei stato assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000. Se sei entrato a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2001 hai invece il TFR, lo stesso trattamento di fine rapporto dei lavoratori privati, anche se a pagarlo è sempre l’INPS.
Le eccezioni principali sono due:
- il personale rimasto in regime di diritto pubblico (per esempio magistrati, avvocati dello Stato, militari, Forze di polizia, carriera diplomatica e prefettizia) resta nel regime della buonuscita qualunque sia la data di assunzione;
- chi ha il TFS e aderisce a un fondo di previdenza complementare passa automaticamente al TFR.
Anche i contratti a tempo determinato in corso o iniziati dopo il 30 maggio 2000, di almeno 15 giorni continuativi nel mese, danno diritto al TFR e non al TFS. Se non sai in quale regime sei, controlla la tua posizione nel fascicolo previdenziale del cittadino.
Come si calcola il TFS
La regola di fondo è la stessa per le due prestazioni: si prende l’80% della retribuzione e se ne riconosce una parte per ogni anno di servizio. Cambiano la frazione e il periodo di riferimento. Dal 1° maggio 2014 la retribuzione annua lorda considerata non può superare 240.000 €.
Indennità di buonuscita (dipendenti statali)
Per ogni anno di servizio spetta un dodicesimo dell’80% dell’ultima retribuzione annua lorda utile, compresa la tredicesima. Per averne diritto serve almeno un anno di iscrizione.
Indennità premio di servizio (enti locali e sanità)
Per ogni anno di iscrizione spetta un quindicesimo dell’80% della retribuzione contributiva degli ultimi 12 mesi. A parità di retribuzione, quindi, la quota annua dell’IPS (un quindicesimo) è più bassa di quella della buonuscita (un dodicesimo).
In entrambi i casi la frazione di anno superiore a sei mesi conta come anno intero, mentre quella fino a sei mesi non si conta. Questo è un esempio con la stessa retribuzione per le due prestazioni:
| Esempio: 30.000 € lordi l’anno, 35 anni di servizio |
Buonuscita |
IPS |
| 80% della retribuzione |
24.000 € |
24.000 € |
| Quota per ogni anno |
2.000 € (un dodicesimo) |
1.600 € (un quindicesimo) |
| TFS lordo dopo 35 anni |
70.000 € |
56.000 € |
Attenzione
L’esempio è semplificato e indicativo: nella retribuzione utile entrano solo alcune voci dello stipendio, e l’importo è lordo, prima delle tasse. Per conoscere la cifra precisa serve il calcolo dell’INPS.
Il contributo del 2,50% a tuo carico
Il TFS si finanzia con un contributo calcolato sull’80% della retribuzione. Per la buonuscita è del 9,6% (7,1% a carico dell’amministrazione e 2,5% a carico tuo), per l’IPS del 6,1% (3,6% a carico dell’ente e 2,5% a carico tuo). Se vuoi controllare le voci della tua retribuzione, trovi come fare nella guida su come leggere la busta paga.
Quando viene pagato il TFS: i tempi di attesa
La legge fissa un periodo di attesa che dipende dal motivo della cessazione, e dal 2027 per chi va in pensione per limiti di età si accorcia:
| Motivo della cessazione |
Quando può essere pagato |
| Limiti di età o di servizio, collocamento a riposo d’ufficio, requisiti maturati entro il 31 dicembre 2026 |
Dopo 12 mesi dalla cessazione |
| Limiti di età o di servizio, collocamento a riposo d’ufficio, requisiti maturati dal 1° gennaio 2027 |
Dopo 9 mesi dalla cessazione |
| Fine del contratto a tempo determinato |
Dopo 12 mesi dalla cessazione |
| Dimissioni volontarie o licenziamento |
Dopo 24 mesi dalla cessazione |
| Inabilità o decesso |
Entro 105 giorni dalla cessazione |
Trascorsa l’attesa, l’INPS ha altri tre mesi per pagare. Se non rispetta le scadenze, sono dovuti gli interessi legali a partire dalla scadenza del termine. Il termine ridotto a 9 mesi riguarda solo chi matura i requisiti dal 2027 per la pensione di vecchiaia o il collocamento a riposo d’ufficio: non vale per la pensione anticipata.
Il pagamento a rate sopra i 50.000 €
Oltre all’attesa, gli importi più alti vengono divisi in rate annuali, calcolate sull’importo lordo:
- fino a 50.000 €: un’unica soluzione;
- oltre 50.000 € e sotto 100.000 €: due rate annuali;
- da 100.000 € in su: tre rate annuali.
Le rate successive alla prima arrivano a 12 mesi l’una dall’altra. Riprendendo l’esempio di prima, una buonuscita di 70.000 € lordi si riceve in due rate: 50.000 € alla prima scadenza e 20.000 € dodici mesi dopo.
Importante
Se vai in pensione con requisiti particolari, per esempio con l’
APE sociale, con il cumulo dei contributi o come
lavoratore precoce, l’INPS fissa caso per caso da quando partono i tempi di attesa. Prima di lasciare il servizio chiedi conferma alla tua amministrazione o all’INPS.
Quante tasse si pagano sul TFS
Il TFS ha la tassazione separata: non si somma agli altri redditi dell’anno. Al momento del pagamento viene trattenuta un’imposta a titolo di acconto, poi l’Agenzia delle Entrate la riliquida in base all’aliquota media dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto: se hai pagato troppo ti rimborsa, se hai pagato poco ti chiede la differenza.
Prima del calcolo, dall’importo si tolgono 309,87 € per ogni anno di servizio (per i periodi più brevi di un anno, in proporzione ai mesi) e la parte del TFS che corrisponde al contributo pagato da te. Così le tasse si applicano su una base più bassa.
Lo sconto sull’aliquota per chi aspetta
Per compensare l’attesa, l’aliquota IRPEF applicata al TFS si riduce in base a quanto tempo passa tra la cessazione e il pagamento:
- 1,5 punti percentuali se il pagamento arriva dopo 12 mesi;
- 3 punti dopo 24 mesi;
- 4,5 punti dopo 36 mesi;
- 6 punti dopo 48 mesi;
- 7,5 punti dopo 60 mesi o più.
Lo sconto si applica sulla parte di TFS fino a 50.000 € e non dipende dal tipo di pensione. Se hai lasciato il servizio prima del 1° gennaio 2019, i mesi si contano a partire da quella data.
Per altri modi di ridurre il carico fiscale leggi la guida su come pagare meno tasse.
Come avere un anticipo del TFS
Se hai lasciato il servizio e sei andato in pensione, e non vuoi aspettare, puoi chiedere a una banca o a un intermediario finanziario aderente all’iniziativa un finanziamento agevolato fino a 45.000 €, o fino all’importo del TFS che ti spetta se è più basso. L’anticipo è pensato per chi è già in pensione: chi lascia il servizio senza andare in pensione non può chiederlo, e alcune categorie di personale hanno regole proprie, quindi verifica la tua situazione con l’INPS.
Il primo passo è chiedere all’INPS la certificazione dell’importo con la «domanda di quantificazione dell’anticipo finanziario TFS/TFR», da presentare online. L’INPS rilascia la certificazione entro 90 giorni e la rende disponibile nell’area riservata MyINPS: con quella ti presenti in banca.
L’anticipo erogato direttamente dall’INPS agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è stato possibile solo dal 1° febbraio 2023 al 24 aprile 2024: oggi non si può più chiedere e il servizio serve solo a consultare le domande già inviate. Chi lavora ancora nel settore privato può invece valutare l’anticipo del TFR, e per altre forme di credito agevolato c’è la guida ai prestiti INPS.
Come simulare il TFS e controllare l’importo
Sul sito dell’INPS trovi due strumenti diversi. La simulazione ti dà una stima indicativa, senza valore di certificazione. La quantificazione, invece, certifica l’importo che hai maturato ed è quella che serve per l’anticipo in banca.
Se stai pianificando l’uscita, ricorda che anche la scelta della pensione cambia i tempi del TFS: confronta i requisiti della pensione di vecchiaia e della pensione anticipata prima di presentare le dimissioni, e consulta la pagina TFS/TFR dell’INPS per i servizi online.
TFS in caso di decesso o inabilità
Se il dipendente muore in servizio, il TFS va ai superstiti che ne hanno diritto e l’INPS deve pagarlo entro 105 giorni dalla cessazione, senza i 12 o 24 mesi di attesa. Lo stesso termine vale se lasci il servizio per inabilità: in quel caso guarda anche i requisiti della pensione di inabilità.
Per le altre prestazioni che possono spettare alla famiglia leggi le guide sulla pensione di reversibilità e sull’indennità per morte.
Altre informazioni
Per capire come funziona la liquidazione nel settore privato leggi la guida al
TFR; tutte le altre
guide sui diritti di chi lavora le trovi nella sezione dedicata.