Come diventare imprenditore e aprire un’attività senza soldi? Ti servono un’idea validata, un business plan e qualcuno disposto a finanziarti. Nel 2026 ci sono anche incentivi pubblici: per chi ha tra 18 e 35 anni non compiuti ed è senza lavoro, Resto al Sud 2.0 dà un voucher a fondo perduto fino a 40.000 € al Sud e Autoimpiego Centro-Nord fino a 30.000 € nelle altre regioni. Ecco cosa fa un imprenditore, in cosa si distingue dai lavoratori autonomi e come finanziare la tua attività.
Cos’è e cosa fa un imprenditore?
In ambito giuridico, secondo il Codice civile, l’imprenditore è “chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.
Da questa definizione emerge la centralità dello scambio di beni o servizi all’interno di un’attività di produzione che genera dei risultati. In questa dinamica, infatti, l’imprenditore si assume una serie di rischi d’impresa, in quanto investe in capitale, forza lavoro e non solo per la generazione di risultati.
Pur possedendo una Partita IVA, il ruolo dell’imprenditore non deve confondersi con quello del lavoratore autonomo o del libero professionista.
Il lavoratore autonomo, infatti, non deve necessariamente produrre beni materiali. Nel definire la sua attività assume un ruolo di maggiore importanza la sfera intellettuale rispetto a quella produttiva.
Spesso, il libero professionista fornisce consulenze, ovvero un servizio intangibile. È il caso di psicologi, avvocati e consulenti commerciali. Queste figure, infatti, non garantiscono un risultato finito, bensì la realizzazione di un’opera intellettuale.
L’imprenditore è colui che investe in un’attività economica produttiva al fine di garantire un risultato sotto forma di scambio di beni o servizi. Il lavoratore autonomo, invece, svolge un lavoro di tipo più intellettuale, tipicamente sotto forma di consulenza e non presuppone la creazione di un’impresa.
Come diventare imprenditore?
Diventare imprenditore è il sogno di molti, perché si tende a pensare a un lavoro senza vincoli, indipendente e che genera molti profitti.
La realtà, però, non è soltanto questa: essere un imprenditore vuol dire assumersi diversi rischi. Dall’investimento di capitale per avviare l’attività alla gestione di numerosi dipendenti. Questi sono soltanto i primi di tanti rischi che deve assumersi un imprenditore.
Prima di tutto, per diventare imprenditore sono richieste molteplici skill. Non si tratta soltanto di competenze tecniche, ma anche delle cosiddette “soft skill” che contribuiscono alla buona riuscita di un progetto.
Le caratteristiche di un imprenditore che fanno la differenza sono soprattutto queste:
- Passione;
- Gestione del rischio;
- Flessibilità;
- Visione;
- Creatività;
- Iniziativa;
- Pianificazione;
- Lavoro di gruppo;
- Problem solving;
- Networking;
Le tipologie di imprese che possono essere create sono centinaia e ciascuna persona deve focalizzarsi su quello che sa fare meglio. A partire da ciò, è essenziale individuare un bisogno da soddisfare e un pubblico potenziale con quello specifico bisogno.
Dopo aver individuato un’idea di business e il target di riferimento, è consigliabile sviluppare un business plan, dove si espongono i punti salienti del proprio progetto e si delinea la strategia.
Un business plan completo contiene di solito:
- Informazioni sull’azienda;
- Analisi di mercato;
- Analisi dei competitor;
- Prodotto o servizio da offrire;
- Strategia di marketing;
- Piano logistico;
- Piano finanziario;
Una volta arrivati al punto in cui tutti gli aspetti dell’idea sono stati analizzati e coperti, bisogna iniziare a dar vita al progetto. In questa fase è necessario circondarsi delle persone giuste: il networking è una parte fondamentale della vita dell’imprenditore.
Grazie al networking si raggiunge anche un altro step indispensabile per l’avvio di un’attività: l’investimento economico. A meno che uno non abbia un ingente capitale da investire nella propria attività, nella maggior parte dei casi si ha bisogno di un supporto economico esterno per avviare il proprio business.
Come aprire un’attività senza soldi?
L’investimento economico, soprattutto iniziale, può rappresentare un grosso ostacolo per l’imprenditore. Infatti, si tende a pensare che senza soldi sia impossibile aprire un’attività, ma non è così.
Infatti, se un’idea imprenditoriale ha del potenziale, allora ci saranno diverse figure disposte a investire in essa. Quello che occorre fare, però, dopo aver sviluppato il business plan e aver svolto tutte le analisi necessarie, è fondamentale validare la propria idea.
Importante
Validare un’idea di business significa esporla ad altre persone, sia ad esperti con esperienza nel settore sia al pubblico potenziale. Per validare l’idea con il pubblico si utilizzano, in prevalenza, questionari, interviste e landing page di testing.
Quando si ha in mano un business plan chiaro e un’idea validata, allora si è pronti per cercare dei finanziatori. In questo caso, le strade da percorrere sono diverse e la scelta dipende da fattori, come:
- tipo di attività che si vuole lanciare;
- importo necessario per avviarla;
- fase in cui si trova l’idea.
Infatti, i soggetti a cui un imprenditore può rivolgersi per avviare la propria attività sono i seguenti:
- amici e familiari;
- incubatori e acceleratori;
- crowdfunding;
- business angel;
- venture capital;
- finanziamenti bancari;
- finanziamenti statali.
Amici e familiari
Solitamente, le prime persone a cui un imprenditore si rivolge per ottenere finanziamenti sono le persone più vicine a lui o lei. Si tratta di persone di fiducia, che credono nelle competenze dell’imprenditore e lo supportano nelle sue idee.
Queste persone vengono definite le 3F: Family, Friends and Fools, ovvero famiglia, amici e folli.
Attraverso questa via, l’imprenditore potrebbe trovare una via veloce per ottenere il capitale iniziale, in quanto non ci sono iter da seguire o complesse presentazioni da fare.
Incubatori e acceleratori
Gli incubatori e gli acceleratori sono dei luoghi che aiutano gli imprenditori a dare vita al proprio progetto e a farlo scalare. Infatti, essi fungono da trampolino di lancio, anche se intervengono in momenti diversi, a seconda della fase in cui si trova l’idea.
L’incubatore gioca un ruolo fondamentale nella fase embrionale del progetto, quando è ancora un’idea e ha bisogno di essere sviluppata correttamente.
Gli acceleratori, invece, entrano in gioco in una fase successiva, quando la startup già esiste e ha bisogno di un aiuto (per lo più finanziario) per decollare.
In Italia esistono diversi incubatori e acceleratori, alcuni caratterizzati dalla specializzazione in un determinato settore. Puoi cercare quelli attivi nella tua zona e nel tuo settore, anche tra le iniziative di università e Camere di commercio.
Crowdfunding
Il crowdfunding è un tipo di finanziamento collettivo, che tipicamente avviene attraverso una piattaforma online. Esso consiste in una raccolta fondi, dove viene presentato il proprio progetto e si cerca di convincere gli utenti a finanziare il progetto.
Ci sono diverse tipologie di crowdfunding, ma le più utilizzate sono le seguenti:
- lending crowdfunding: i finanziatori prestano del denaro all’imprenditore, attraverso un contratto di mutuo;
- equity crowdfunding: i finanziatori investono una somma di denaro e in cambio ottengono una quota del capitale, diventando soci. In questo modo, si assumono parte del rischio d’impresa.
Business Angel
I Business Angel sono investitori informali con un ingente capitale personale, che decidono di investire in una start-up, in cambio di una quota di partecipazione. Così facendo, se il progetto ha successo, riceve un importante ritorno economico.
Oltre a possedere il patrimonio netto, ha anche un’importante esperienza nel mondo imprenditoriale. Per questo motivo, offre anche supporto manageriale e una rete di networking.
Venture capital
Un’alternativa ai Business Angel sono i Venture capital, società finanziarie che si occupano di realizzare investimenti rischiosi. Anche loro, in cambio di liquidità, ricevono una quota di partecipazione nell’impresa.
Un Venture capital è composto da tanti investitori terzi di vario tipo, che stanziano le proprie risorse. La società si occupa di raccogliere la somma e di stanziarla alla start-up di loro interesse.
Finanziamenti bancari
I finanziamenti bancari sono la tipologia più tradizionale di ottenere finanziamenti. Questa strada consiste nel chiedere un prestito finanziario a una banca o a un istituto di credito, in cambio di garanzie e interessi.
Ottenere un prestito bancario è un’operazione spesso lunga, in quanto l’istituto analizza ogni aspetto dell’azienda. Nonostante ciò, esistono diversi finanziamenti agevolati, destinati a specifiche categorie di imprenditori, come i giovani e le donne.
Finanziamenti statali
Un imprenditore che vuole avviare la propria attività e non ha abbastanza soldi può chiedere anche dei finanziamenti statali. Si tratta di fondi pubblici, nazionali, regionali o europei, concessi con dei bandi sotto forma di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati o agevolazioni fiscali.
Ogni misura ha il suo bando, con tempi e requisiti di accesso diversi, e di solito chiede di presentare un progetto o un business plan. Le principali misure attive nel 2026 sono spiegate qui sotto.
Il contributo a fondo perduto è una somma di denaro concessa a chi avvia o fa crescere un’impresa senza obbligo di restituzione, interessi o altre spese. Il finanziamento agevolato, invece, va restituito, ma a condizioni più vantaggiose di un prestito normale, per esempio a tasso zero.
Incentivi pubblici per aprire un’attività nel 2026
Se vuoi aprire un’attività senza soldi tuoi, ecco gli aiuti pubblici nazionali attivi nel 2026, gestiti da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, e dall’INPS.
Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0, attivo dal 15 ottobre 2025, è rivolto a chi ha tra 18 e meno di 35 anni ed è inattivo, inoccupato o disoccupato (anche del programma GOL o working poor) e vuole avviare un’attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Prevede un voucher a fondo perduto fino a 40.000 € (50.000 € con maggiorazione) e, per i programmi di investimento fino a 120.000 €, un contributo a fondo perduto del 75%. Tra 120.000 e 200.000 € il contributo è del 70%. Tutti i dettagli sono nella guida a Resto al Sud.
Autoimpiego Centro-Nord
Autoimpiego Centro-Nord ha gli stessi destinatari, ma vale per le altre regioni: voucher fino a 30.000 € (40.000 € con maggiorazione), contributo a fondo perduto del 65% fino a 120.000 € e del 60% tra 120.000 e 200.000 €. Questo e gli altri bandi sono raccolti nella guida ai contributi a fondo perduto.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è per le imprese a prevalente partecipazione giovanile (18-35 anni) o femminile (donne di qualsiasi età). Per le domande presentate dal 1° luglio 2026 è disponibile solo il finanziamento agevolato a tasso zero, perché i fondi per il contributo a fondo perduto sono esauriti. Le altre misure per le donne sono nella guida all’imprenditoria femminile.
Smart&Start Italia
Smart&Start Italia finanzia le startup innovative con un finanziamento a tasso zero (80% delle spese ammissibili, fino al 90% per startup di donne o under 36). Le startup con sede nel Centro-Sud Italia hanno inoltre un contributo a fondo perduto del 30%. Chi invece vuole investire in una startup può guardare al bonus start up.
NASpI anticipata
Chi ha diritto alla NASpI può chiederla in anticipo per avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale o sottoscrivere una quota di cooperativa. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026 l’importo è pagato in due rate: il 70% alla liquidazione della domanda e il restante 30% al termine del periodo teorico della NASpI, comunque non oltre sei mesi dalla domanda. Requisiti e domanda sono nella guida alla NASpI anticipata. Se invece vuoi lavorare in proprio mentre prendi l’indennità, leggi la guida su NASpI e Partita IVA.
Attenzione
Questi incentivi dipendono dai fondi disponibili e possono chiudere quando si esauriscono: prima di presentare domanda controlla sempre la scheda aggiornata sul sito di Invitalia o dell’INPS.
Dove trovare i bandi per aprire un’attività
Trattandosi di finanziamenti pubblici, i contributi a fondo perduto vengono pubblicati sui siti web delle istituzioni locali, regionali o nazionali.
Per trovare i bandi di finanziamenti a fondo perduto, è utile tenere d’occhio il sito web di Invitalia, il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT, il vecchio MISE) e i portali della tua Regione.
Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026. Aggiunti gli incentivi pubblici attivi nel 2026 per aprire un’attività e aggiornato il nome del Ministero.