🚀 Quanto si detrae con il Bonus start up?
Dal 1° gennaio 2025 la detrazione IRPEF è del 65% della somma investita nel capitale di una start-up innovativa (era il 50% fino al 2024), su un investimento massimo di 100.000 € per periodo d'imposta.
Il Bonus start up è la detrazione IRPEF del 65% per chi investe nel capitale di una start-up innovativa, fino a 100.000 € di investimento all’anno. È uno degli incentivi pensati per sostenere chi lavora e fa impresa in Italia, e dal 2025 la percentuale è salita dal 50% al 65%. Ecco come funziona, chi può averla, come si chiede e quando si perde la detrazione.
Indice
Il Bonus start up è pensato per chi ha dei risparmi da investire e vuole sostenere un’impresa giovane e innovativa, ottenendo in cambio uno sconto sull’IRPEF.
In pratica, se sei una persona fisica e metti dei soldi in una start-up innovativa, una parte di quella cifra torna indietro come sconto sulle tasse che paghi con la dichiarazione dei redditi. Non è un contributo a fondo perduto per chi apre la start-up: è un incentivo per chi ci investe.
Esistono due strade, alternative tra loro sulla stessa somma. Nel regime ordinario la detrazione era inizialmente del 19% (dal 2013 al 2016) ed è salita al 30% dal 2017, con un investimento massimo di 1.000.000 €. Il regime de minimis, quello di cui parliamo qui, offre invece il 65%, con un tetto più basso.
Ecco in sintesi le differenze tra le due strade previste dalla legge, con i limiti principali di ciascuna. Tieni presente che il regime ordinario dipende dall’autorizzazione europea citata sopra.
| Regime | Detrazione IRPEF | Investimento massimo | Durata minima |
| De minimis (Bonus start up) | 65% dal 2025 (50% fino al 2024) | 100.000 € per periodo d’imposta | 3 anni |
| Ordinario | 30% (subordinato all’autorizzazione UE) | 1.000.000 € | 3 anni |
Per il regime de minimis conta anche l’età della start-up: la detrazione del 65% spetta solo se la società è iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese da non più di tre anni.
Il Bonus start up si presenta come detrazione dall’IRPEF lorda dell’importo investito nel capitale sociale di una start-up innovativa.
Dal 1° gennaio 2025 la detrazione è pari al 65% dell’importo investito (era il 50% per gli investimenti fino al 2024), per un investimento massimo di 100.000 € per ogni periodo d’imposta. Spetta solo per le start-up innovative entro il terzo anno di iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Inoltre, devi mantenere l’investimento per almeno 3 anni: se lo cedi prima, anche in parte, perdi la detrazione e devi restituire l’importo detratto con gli interessi legali, salvo i casi indipendenti dalla tua volontà.
Infine, il Bonus start up rientra nel regime de minimis dell’Unione Europea, cioè tra gli aiuti di Stato di piccola entità che ogni impresa può ricevere solo entro un tetto fissato a livello europeo.
Se nel 2026 investi 10.000 € nel capitale di una start-up innovativa iscritta da meno di tre anni, la detrazione è del 65%: 6.500 € in meno di IRPEF da pagare. Se investi 100.000 €, il massimo ammesso in un anno, la detrazione arriva a 65.000 €. La cifra oltre i 100.000 € non dà diritto al 65%.
La detrazione non spetta se l’investimento ti dà una partecipazione qualificata superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di governance. Non spetta nemmeno se sei anche fornitore di servizi della start-up, direttamente o tramite una società controllata o collegata, per un fatturato superiore al 25% dell’investimento.
Tu, come investitore, non devi presentare nessuna domanda: la detrazione si indica nella dichiarazione dei redditi, nel modello Redditi.
La richiesta però non è automatica per la start-up: prima di ricevere ogni versamento, la società presenta un’istanza sulla piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) chiamata «Incentivi fiscali in regime de minimis», per verificare che ci sia ancora spazio sotto il tetto de minimis.
Per poter ricevere investimenti agevolati, la start-up deve essere una società di capitali (per esempio una Srl o una SpA), anche in forma cooperativa, e risultare iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese.
Se la detrazione è superiore all’IRPEF lorda dovuta, l’eccedenza non si perde: diventa un credito d’imposta che puoi usare nella dichiarazione dei redditi oppure in compensazione con il modello F24. La regola vale per gli investimenti fatti dal 2024 in poi e possono usarla anche i contribuenti in regime forfettario.
Vuoi pagare meno tasse anche in altri modi? Leggi la nostra guida su come pagare meno tasse e il ruolo dell’Agenzia delle Entrate.
Avviare una start-up comporta molte incertezze all’inizio, soprattutto dal punto di vista economico.
Spesso il capitale a disposizione di chi fonda l’impresa non basta per avviare bene l’attività innovativa. Per questo ricevere finanziamenti da terzi, come gli investitori che usano il Bonus start up, è un aiuto fondamentale.
I modi per finanziarsi sono molti: dai prestiti chiesti alle banche fino ai contributi a fondo perduto. I contributi a fondo perduto sono somme che non vanno restituite e su cui non si pagano interessi.
Lo Stato italiano, l’Unione Europea e altri enti pubblici mettono a disposizione diversi contributi per incentivare l’iniziativa imprenditoriale. Diversi incentivi nazionali sono gestiti da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa.
Ogni finanziamento si rivolge a categorie diverse di imprenditori o ad attività con determinate caratteristiche. Molti puntano sui giovani e sulle donne, come l’imprenditoria femminile, o su territori specifici, come Resto al Sud.
Se stai pensando di metterti in proprio, prima di tutto ti serve sapere come aprire la partita IVA e quali costi e adempimenti comporta.
Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2026. Abbiamo aggiornato la percentuale della detrazione (65% dal 2025), i limiti, chi ne è escluso, l’istanza della start-up sulla piattaforma MIMIT e l’uso dell’eccedenza come credito d’imposta.
Dal 1° gennaio 2025 la detrazione IRPEF è del 65% della somma investita nel capitale di una start-up innovativa (era il 50% fino al 2024), su un investimento massimo di 100.000 € per periodo d'imposta.
L'investitore non presenta domanda: indica la detrazione nella dichiarazione dei redditi. È la start-up che, prima di ricevere ogni versamento, presenta un'istanza sulla piattaforma del MIMIT «Incentivi fiscali in regime de minimis».
Almeno 3 anni. Se cedi l'investimento prima, anche in parte, perdi la detrazione e devi restituire l'importo detratto con gli interessi legali, salvo i casi indipendenti dalla tua volontà.
L'eccedenza non si perde: diventa un credito d'imposta da usare nella dichiarazione dei redditi o in compensazione con il modello F24. Vale per gli investimenti fatti dal 2024 in poi, anche per chi è in regime forfettario.
Bonus 500 euro under 35 nel 2026: domande chiuse, pagamenti INPS e riesame se la domanda è respinta
Permessi per lutto 2026: quanti giorni spettano, per quali parenti e come chiederli
Malattia professionale 2026: cos’è, tabelle Inail, come fare la denuncia e quanto spetta
Trattamento di fine servizio (TFS) 2026: come si calcola, quando arriva e quante tasse si pagano
TFR 2026: cos’è, come si calcola, quando viene pagato e quante tasse si pagano
Anticipo TFR 2026: requisiti, quanto puoi chiedere e come fare domanda
Dimissioni per giusta causa 2026: quando spetta la NASpI e come presentarle
Infortunio sul lavoro 2026: cosa fare, quanto paga l’Inail e per quanto tempo
Fondo di garanzia INPS 2026: come richiedere il TFR e le ultime tre mensilità se l’azienda non paga
Malattia INPS 2026: come funziona l’indennità, quanto spetta e per quanti giorni
Il nostro algoritmo calcola i bonus e le agevolazioni a cui hai diritto
Verifica quali bonus puoi richiedere