💶Quanto vale l'indennità di comunicazione nel 2026?
Nel 2026 l'indennità di comunicazione vale 272,13 € al mese ed è pagata per 12 mensilità. Non ha limiti di età, quindi può spettare anche ai bambini, e non dipende dal reddito.

L’indennità di comunicazione è l’aiuto economico che l’INPS paga alle persone sorde dalla nascita o dall’infanzia, a qualsiasi età e a prescindere dal reddito. Nel 2026 vale 272,13 € al mese per 12 mensilità. Dai 18 ai 67 anni, se il reddito personale non supera 20.029,55 € all’anno, si può aggiungere la pensione per sordi, che vale 340,71 € al mese per 13 mensilità. In questa guida trovi chi ne ha diritto, quanto spetta, come fare domanda e le agevolazioni fiscali per i sordi.
Indice
Non basta sentire poco. Per l’INPS è sordo chi ha una sordità congenita oppure acquisita durante l’età evolutiva, cioè prima di compiere 12 anni, che gli ha compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato.
Le prestazioni non spettano se la sordità è di natura esclusivamente psichica oppure se dipende da causa di guerra, di lavoro o di servizio.
La sordità viene misurata in decibel (dB HTL), come media tra le frequenze 500, 1.000 e 2.000 Hz nell’orecchio migliore. Le soglie sono due:
Chi perde l’udito da adulto o da anziano, o comunque dopo i 12 anni, o ha una perdita che non raggiunge queste soglie, non rientra tra i sordi: la sua sordità viene valutata con i criteri dell’invalidità civile, cioè con una percentuale stabilita dalla commissione medica.
Ogni anno l’INPS aggiorna gli importi in base all’inflazione: per il 2026 la pensione per sordi è aumentata dell’1,4%, in via provvisoria e salvo conguaglio, e sono stati aggiornati anche l’indennità e il limite di reddito. Ecco quanto spetta al mese.
| Prestazione | Importo mensile 2026 | Mensilità | Età | Limite di reddito annuo |
| Indennità di comunicazione | 272,13 € | 12 | qualsiasi età | nessuno |
| Pensione per sordi | 340,71 € | 13 | dai 18 ai 67 anni | 20.029,55 € |
Nel 2025 l’indennità di comunicazione era di 267,83 € al mese, la pensione di 336,00 € e il limite di reddito di 19.772,50 €.
Le due prestazioni si possono sommare. Una persona sorda tra i 18 e i 67 anni, con un reddito sotto il limite, nei mesi in cui arrivano entrambe riceve 612,84 € (340,71 € + 272,13 €). La pensione è pagata anche con la tredicesima, l’indennità no. Se il reddito supera il limite, la pensione non spetta ma l’indennità di comunicazione sì. Le cifre esatte del tuo pagamento le trovi nel cedolino della pensione.
L’indennità di comunicazione è legata solo alla sordità, non alle condizioni economiche. Per questo:
Ci sono però dei limiti con altre prestazioni. Non si somma alle prestazioni simili riconosciute per causa di guerra, di lavoro o di servizio: in quel caso puoi scegliere quella più favorevole. Con l’indennità di accompagnamento si può cumulare solo se le due prestazioni sono state riconosciute per minorazioni diverse.
Per i minori con problemi di udito esiste anche l’indennità di frequenza. Le due prestazioni però sono incompatibili: per un bambino sordo si può ricevere l’una o l’altra, e la famiglia può scegliere quella più favorevole. Nel confronto tieni presente che l’indennità di comunicazione non dipende dal reddito.
A differenza dell’indennità, la pensione per sordi dipende anche dall’età e dal reddito. Vediamo le condizioni una per una.
La pensione spetta tra i 18 e i 67 anni. Quando compi l’età prevista per l’assegno sociale, che nel 2026 è di 67 anni, la pensione si trasforma in assegno sociale sostitutivo. L’indennità di comunicazione, invece, continua ad arrivare. La pensione non è reversibile: alla morte del titolare non passa ai familiari.
Per la pensione conta il reddito personale annuo del richiedente, che nel 2026 non deve superare 20.029,55 €.
Secondo l’INPS, in caso di ricovero in un istituto pubblico che provvede al sostentamento la pensione continua a essere erogata.
Possono chiedere la pensione e l’indennità i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione europea iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e i cittadini extra UE regolarmente soggiornanti con un permesso di soggiorno di almeno un anno. In tutti i casi serve la residenza stabile e abituale in Italia.
La domanda segue lo stesso percorso della domanda di invalidità civile e parte dal medico.
La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. I requisiti e la procedura sono descritti anche nella scheda ufficiale dell’INPS sull’indennità di comunicazione.
Oltre agli aiuti dell’INPS, chi è riconosciuto sordo dalla commissione medica può contare su diverse agevolazioni. Ecco le principali, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate.
Per chi è riconosciuto sordo dalla commissione, le agevolazioni sull’auto valgono anche se il veicolo non è adattato:
Attenzione però: per i sordi non è prevista l’esenzione dall’imposta di trascrizione al PRA. Le agevolazioni valgono per autovetture e autoveicoli specifici; per gli autocaravan spetta solo la detrazione IRPEF del 19%. Restano esclusi motocarrozzette e motoveicoli a tre ruote. Tutti i dettagli sono nella guida all’acquisto dell’auto con la Legge 104.
Le agevolazioni possono spettare anche al familiare che sostiene la spesa, se la persona sorda è fiscalmente a suo carico.
Le persone con disabilità possono inoltre dedurre interamente dal reddito le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica: l’elenco completo è nella guida alle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.
I sordi rientrano tra i beneficiari del collocamento mirato delle categorie protette. Il contrassegno disabili, invece, non spetta per la sola sordità: è previsto per chi ha una capacità di camminare molto ridotta e per i non vedenti.
Chi è sordo può chiedere anche il riconoscimento della condizione di disabilità prevista dalla Legge 104. Se viene accertata la gravità, il familiare lavoratore che lo assiste può avere diritto a tre giorni di permessi retribuiti al mese.
Importi e regole verificati a ottobre 2026 sulle fonti ufficiali di INPS e Agenzia delle Entrate.
Nel 2026 l'indennità di comunicazione vale 272,13 € al mese ed è pagata per 12 mensilità. Non ha limiti di età, quindi può spettare anche ai bambini, e non dipende dal reddito.
Può averne diritto chi è sordo dalla nascita o lo è diventato prima dei 12 anni, se la sordità ha compromesso l'apprendimento del linguaggio parlato e viene riconosciuta dalla commissione medico-legale. Fino a 12 anni serve una perdita uditiva di almeno 60 dB nell'orecchio migliore; dopo i 12 anni di almeno 75 dB, dimostrando che la sordità è comparsa prima dei 12 anni. Non spetta se la sordità è solo psichica o dipende da guerra, lavoro o servizio.
Sì. Una persona sorda tra i 18 e i 67 anni con un reddito personale fino a 20.029,55 € all'anno può ricevere la pensione di 340,71 € al mese per 13 mensilità e anche l'indennità di comunicazione di 272,13 € al mese per 12 mensilità: nei mesi in cui arrivano entrambe sono 612,84 €. Se il reddito supera il limite, resta solo l'indennità.
Quando si compie l'età prevista per l'assegno sociale, che nel 2026 è di 67 anni, la pensione per sordi si trasforma in assegno sociale sostitutivo. L'indennità di comunicazione invece continua a essere pagata, perché non ha limiti di età. La pensione non è reversibile: alla morte del titolare non passa ai familiari.
Sì, se la sordità è riconosciuta dalla commissione medica, anche senza adattare il veicolo. Puoi avere l'IVA al 4% e l'esenzione dal bollo per auto fino a 2.000 cc a benzina o ibride, 2.800 cc diesel o ibride o 150 kW se elettriche, e la detrazione IRPEF del 19% su una spesa massima di 18.075,99 € ogni quattro anni, senza limiti di cilindrata. Non è prevista invece l'esenzione dall'imposta di trascrizione al PRA.
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