Disabili

Indennità di comunicazione e pensione per sordi 2026: importi INPS, requisiti e come fare domanda

Il 5 Ottobre 2026 da Cristina - 8 minuti di lettura
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Indennità di comunicazione: due donne sorde conversano nella lingua dei segni al tavolino di un caffè in piazza

L’indennità di comunicazione è l’aiuto economico che l’INPS paga alle persone sorde dalla nascita o dall’infanzia, a qualsiasi età e a prescindere dal reddito. Nel 2026 vale 272,13 € al mese per 12 mensilità. Dai 18 ai 67 anni, se il reddito personale non supera 20.029,55 € all’anno, si può aggiungere la pensione per sordi, che vale 340,71 € al mese per 13 mensilità. In questa guida trovi chi ne ha diritto, quanto spetta, come fare domanda e le agevolazioni fiscali per i sordi.

Chi è “sordo” per l’INPS: la sordità prima dei 12 anni

Non basta sentire poco. Per l’INPS è sordo chi ha una sordità congenita oppure acquisita durante l’età evolutiva, cioè prima di compiere 12 anni, che gli ha compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato.

Le prestazioni non spettano se la sordità è di natura esclusivamente psichica oppure se dipende da causa di guerra, di lavoro o di servizio.

La perdita uditiva richiesta

La sordità viene misurata in decibel (dB HTL), come media tra le frequenze 500, 1.000 e 2.000 Hz nell’orecchio migliore. Le soglie sono due:

  • fino a 12 anni: per l’
  • indennità di comunicazione serve una perdita uditiva pari o superiore a 60 dB
  • dopo i 12 anni: serve una perdita pari o superiore a 75 dB, e bisogna dimostrare che la sordità è comparsa prima dei 12 anni. La stessa soglia di 75 dB vale per la pensione, che spetta solo dai 18 anni.
  • Chi perde l’udito da adulto o da anziano, o comunque dopo i 12 anni, o ha una perdita che non raggiunge queste soglie, non rientra tra i sordi: la sua sordità viene valutata con i criteri dell’invalidità civile, cioè con una percentuale stabilita dalla commissione medica.

    Indennità di comunicazione e pensione per sordi 2026: gli importi

    Ogni anno l’INPS aggiorna gli importi in base all’inflazione: per il 2026 la pensione per sordi è aumentata dell’1,4%, in via provvisoria e salvo conguaglio, e sono stati aggiornati anche l’indennità e il limite di reddito. Ecco quanto spetta al mese.

    Prestazione Importo mensile 2026 Mensilità Età Limite di reddito annuo
    Indennità di comunicazione 272,13 € 12 qualsiasi età nessuno
    Pensione per sordi 340,71 € 13 dai 18 ai 67 anni 20.029,55 €

    Nel 2025 l’indennità di comunicazione era di 267,83 € al mese, la pensione di 336,00 € e il limite di reddito di 19.772,50 €.

    Importante
    A febbraio 2026 l’INPS ha corretto le proprie tabelle: l’importo giusto dell’indennità di comunicazione per il 2026 è 272,13 € al mese, non 274,17 € come indicato nelle tabelle pubblicate a dicembre 2025. Se trovi ancora quella cifra, è errata.

    Quanto prende al mese una persona sorda

    Le due prestazioni si possono sommare. Una persona sorda tra i 18 e i 67 anni, con un reddito sotto il limite, nei mesi in cui arrivano entrambe riceve 612,84 € (340,71 € + 272,13 €). La pensione è pagata anche con la tredicesima, l’indennità no. Se il reddito supera il limite, la pensione non spetta ma l’indennità di comunicazione sì. Le cifre esatte del tuo pagamento le trovi nel cedolino della pensione.

    Indennità di comunicazione: senza limiti di età e di reddito

    L’indennità di comunicazione è legata solo alla sordità, non alle condizioni economiche. Per questo:

  • non ha limiti di età: può spettare a qualsiasi età, anche ai bambini e dopo i 67 anni
  • non dipende dal reddito, né tuo né della tua famiglia
  • è compatibile con il lavoro: puoi lavorare e continuare a riceverla
  • continua a spettare per intero anche in caso di ricovero in un istituto.
  • Ci sono però dei limiti con altre prestazioni. Non si somma alle prestazioni simili riconosciute per causa di guerra, di lavoro o di servizio: in quel caso puoi scegliere quella più favorevole. Con l’indennità di accompagnamento si può cumulare solo se le due prestazioni sono state riconosciute per minorazioni diverse.

    Bambini sordi: indennità di comunicazione o di frequenza

    Per i minori con problemi di udito esiste anche l’indennità di frequenza. Le due prestazioni però sono incompatibili: per un bambino sordo si può ricevere l’una o l’altra, e la famiglia può scegliere quella più favorevole. Nel confronto tieni presente che l’indennità di comunicazione non dipende dal reddito.

    Pensione per sordi: età, reddito e cittadinanza

    A differenza dell’indennità, la pensione per sordi dipende anche dall’età e dal reddito. Vediamo le condizioni una per una.

    L’età: dai 18 ai 67 anni

    La pensione spetta tra i 18 e i 67 anni. Quando compi l’età prevista per l’assegno sociale, che nel 2026 è di 67 anni, la pensione si trasforma in assegno sociale sostitutivo. L’indennità di comunicazione, invece, continua ad arrivare. La pensione non è reversibile: alla morte del titolare non passa ai familiari.

    Il limite di reddito

    Per la pensione conta il reddito personale annuo del richiedente, che nel 2026 non deve superare 20.029,55 €.

    Secondo l’INPS, in caso di ricovero in un istituto pubblico che provvede al sostentamento la pensione continua a essere erogata.

    Cittadinanza e residenza

    Possono chiedere la pensione e l’indennità i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione europea iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e i cittadini extra UE regolarmente soggiornanti con un permesso di soggiorno di almeno un anno. In tutti i casi serve la residenza stabile e abituale in Italia.

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    Come fare domanda passo dopo passo

    La domanda segue lo stesso percorso della domanda di invalidità civile e parte dal medico.

  • Certificato medico introduttivo: un medico certificatore compila il certificato e lo invia online all’
  • INPS
  • Domanda all’
  • INPS: la presenti online sul sito dell’
  • Istituto accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o un’
  • associazione di categoria come l’
  • Ente Nazionale Sordi (ENS)
  • Visita: vieni convocato dalla commissione medico-legale, che accerta la sordità e il momento in cui è comparsa
  • Pagamento: se la sordità è riconosciuta e ci sono gli altri requisiti (per la pensione, età e reddito), l’
  • INPS liquida la prestazione.
  • La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. I requisiti e la procedura sono descritti anche nella scheda ufficiale dell’INPS sull’indennità di comunicazione.

    Attenzione
    Il percorso sta cambiando con la riforma della disabilità. Nelle province che partecipano alla sperimentazione, il cui elenco è sul sito dell’INPS, il medico invia il certificato introduttivo e si passa direttamente all’accertamento sanitario, senza domanda amministrativa. Nelle altre province, fino al 31 dicembre 2026, vale la procedura descritta sopra. Prima di muoverti, controlla sul sito dell’INPS quale regola vale nella tua provincia.

    Le agevolazioni fiscali e pratiche per i sordi

    Oltre agli aiuti dell’INPS, chi è riconosciuto sordo dalla commissione medica può contare su diverse agevolazioni. Ecco le principali, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate.

    Auto: anche senza adattamento

    Per chi è riconosciuto sordo dalla commissione, le agevolazioni sull’auto valgono anche se il veicolo non è adattato:

  • IVA al 4% invece del 22% sull’
  • acquisto, per auto fino a 2.000 cc a benzina o ibride, 2.800 cc diesel o ibride, oppure fino a 150 kW se elettriche
  • detrazione IRPEF del 19% su una spesa massima di 18.075,99 €, una sola volta ogni quattro anni, senza limiti di cilindrata
  • esenzione dal bollo auto, con gli stessi limiti di cilindrata e potenza dell’
  • IVA.
  • Attenzione però: per i sordi non è prevista l’esenzione dall’imposta di trascrizione al PRA. Le agevolazioni valgono per autovetture e autoveicoli specifici; per gli autocaravan spetta solo la detrazione IRPEF del 19%. Restano esclusi motocarrozzette e motoveicoli a tre ruote. Tutti i dettagli sono nella guida all’acquisto dell’auto con la Legge 104.

    Le agevolazioni possono spettare anche al familiare che sostiene la spesa, se la persona sorda è fiscalmente a suo carico.

    Apparecchi acustici, interpreti e ausili

  • Apparecchi acustici: hanno l’
  • IVA al 4% e sono detraibili al 19% come spese mediche, per la parte che supera 129,11 €
  • Servizi di interpretariato: i sordi possono detrarre il 19% dell’
  • intero costo, con le ricevute rilasciate da chi fornisce il servizio
  • Computer, telefoni e altri ausili: IVA al 4% e detrazione del 19% sui sussidi tecnici e informatici, se un certificato medico attesta il collegamento con la disabilità. Per i telefoni trovi maggiori dettagli nella guida ai cellulari con la Legge 104.
  • Le persone con disabilità possono inoltre dedurre interamente dal reddito le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica: l’elenco completo è nella guida alle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.

    Lavoro, parcheggio e permessi per i familiari

    I sordi rientrano tra i beneficiari del collocamento mirato delle categorie protette. Il contrassegno disabili, invece, non spetta per la sola sordità: è previsto per chi ha una capacità di camminare molto ridotta e per i non vedenti.

    Chi è sordo può chiedere anche il riconoscimento della condizione di disabilità prevista dalla Legge 104. Se viene accertata la gravità, il familiare lavoratore che lo assiste può avere diritto a tre giorni di permessi retribuiti al mese.

    Anche le persone cieche o con un grave deficit visivo hanno aiuti specifici dell’INPS: li trovi nella guida alla pensione per ciechi civili. Se assisti ogni giorno un familiare con disabilità, guarda anche le tutele per il caregiver familiare.

    Importi e regole verificati a ottobre 2026 sulle fonti ufficiali di INPS e Agenzia delle Entrate.

    Altre domande frequenti

    Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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