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Maggiorazione sociale 2026: chi ne ha diritto, quanto spetta e come ottenerla

Il 28 Settembre 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura
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Maggiorazione sociale: coppia di pensionati prende il caffè nella cucina di casa

La maggiorazione sociale è un aumento della pensione che l’INPS riconosce ai pensionati con redditi bassi. Nella sua forma più conosciuta, l’incremento al milione, spetta ai pensionati dai 70 anni (o prima, grazie ai contributi versati) e agli invalidi civili totali, ai sordi e ai ciechi civili assoluti maggiorenni. Dal 2026 l’importo massimo è salito di 20 € al mese: in questa guida trovi chi ne ha diritto, i limiti di reddito aggiornati, quanto spetta e come ottenerla.

Cos’è la maggiorazione sociale e come funziona l’incremento al milione

La maggiorazione sociale è una somma che l’INPS aggiunge alla pensione di chi ha un reddito basso. Non è una pensione a sé: compare come una voce in più nel cedolino della pensione e viene pagata per 13 mensilità, tredicesima compresa.

Esistono due livelli, che spesso vengono confusi:

  • la maggiorazione sociale “
  • ordinaria”
  • , nata alla fine degli anni Ottanta, con importi bassi e fermi da anni (25,83 € al mese dai 60 anni, 82,64 € dai 65 anni)
  • l’
  • incremento della maggiorazione sociale, conosciuto come incremento al milione perché all’
  • inizio garantiva un reddito di un milione di lire al mese. È la misura più importante: per i pensionati dai 70 anni, dal 2026 vale fino a 156,44 € al mese.
  • Quando si parla di “maggiorazione sociale” senza altre precisazioni, di solito ci si riferisce proprio all’incremento al milione. È una prestazione collegata al reddito, come l’integrazione al minimo e l’assegno sociale: se il reddito sale, l’importo si riduce o si azzera.

    In pratica l’incremento al milione funziona come un “tetto garantito”: l’INPS aggiunge alla pensione la somma che manca per arrivare a una certa soglia di reddito annuo, fino a un importo massimo stabilito ogni anno.

    Le novità del 2026: 20 € in più al mese

    La legge di bilancio 2026 ha aumentato l’incremento della maggiorazione sociale di 20 € al mese per 13 mensilità e ha alzato di 260 € all’anno il limite di reddito per averne diritto. Le due cifre sono collegate: 20 € per 13 mensilità fanno esattamente 260 €.

    Secondo l’INPS, l’aumento vale dal 1° gennaio 2026 ma è stato messo in pagamento con la pensione di marzo 2026, insieme agli arretrati di gennaio e febbraio. Chi riceveva già la maggiorazione sociale non ha dovuto chiedere nulla, perché l’aumento è stato riconosciuto d’ufficio.

    Importante
    Nel 2025 l’importo massimo era 144,44 € al mese, ma comprendeva un aumento di 8 € valido solo per quell’anno. Per il 2026 l’importo di partenza è 136,44 €, a cui si aggiungono i nuovi 20 €: il risultato è 156,44 € al mese. Se confronti i cedolini del 2025 e del 2026, l’aumento reale che vedi è quindi di 12 €, non di 20 €.

    A chi spetta la maggiorazione sociale

    L’incremento al milione spetta ai titolari di pensione che rispettano un requisito di età (o di invalidità) e i limiti di reddito che vedi più sotto. Puoi avere diritto se:

  • hai compiuto 70 anni, oppure un’
  • età più bassa se hai versato abbastanza contributi (fino a un minimo di 65 anni)
  • sei invalido civile totale, sordo o cieco civile assoluto maggiorenne e ricevi la relativa pensione, che trovi spiegata nella guida all’
  • invalidità civile
  • ricevi la pensione di inabilità dell’
  • INPS, anche prima dei 60 anni
  • ricevi l’
  • assegno sociale e hai l’
  • età richiesta.
  • Per gli invalidi civili totali, i sordi e i ciechi assoluti il diritto dai 18 anni è arrivato nel 2020: prima una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il limite dei 60 anni per gli invalidi civili totali, poi un decreto dello stesso anno ha esteso il beneficio anche ai sordi e ai ciechi civili assoluti.

    L’età si abbassa con i contributi

    Per chi non è invalido, l’età di 70 anni si riduce di un anno ogni cinque anni di contributi, fino a un massimo di cinque anni. Solo il primo anno di riduzione (da 70 a 69 anni) scatta già a metà del quinquennio, cioè con almeno due anni e mezzo di contributi (130 settimane); per ogni anno di riduzione successivo serve invece un quinquennio intero in più. Contano tutti i contributi, compresi i contributi volontari e quelli da riscatto. Nella tabella dell’INPS le soglie sono espresse in settimane di contribuzione:

    Settimane di contributi Anni di riduzione Età da cui spetta
    fino a 129 0 70 anni
    da 130 a 389 1 69 anni
    da 390 a 649 2 68 anni
    da 650 a 909 3 67 anni
    da 910 a 1.169 4 66 anni
    da 1.170 in poi 5 65 anni

    Se hai tra i 60 e i 70 anni ma non raggiungi ancora l’età ridotta, non resti del tutto fuori: puoi avere diritto alla maggiorazione sociale ordinaria, con gli importi più bassi indicati nel paragrafo sugli importi.

    I limiti di reddito 2026

    Il diritto dipende dal reddito annuo, calcolato pensione compresa. Se sei sposato (e non separato), l’INPS controlla sia il tuo reddito personale sia quello sommato al reddito del coniuge. Per l’incremento al milione i limiti del 2026, già aumentati dei 260 € della legge di bilancio, sono questi:

    Situazione Limite di reddito annuo 2026
    Pensionato non sposato (limite personale) 9.987,77 €
    Pensionato sposato (reddito sommato a quello del coniuge) 17.088,89 €

    Se sei sposato devi restare sotto entrambi i limiti: il tuo reddito personale non deve superare 9.987,77 € e la somma con quello del coniuge non deve superare 17.088,89 €. Il limite personale corrisponde a 768,29 € al mese per 13 mensilità (9.987,77 € diviso 13): è la soglia a cui l’incremento al milione porta il reddito del pensionato.

    Quali redditi contano e quali no

    L’INPS considera i redditi di qualsiasi natura: quelli soggetti a IRPEF, quelli tassati alla fonte e anche quelli esenti. Anche i redditi prodotti all’estero entrano nel calcolo. Invece non si contano:

  • il reddito della casa di abitazione
  • le pensioni di guerra
  • l’
  • indennità di accompagnamento, di qualsiasi tipo
  • i trattamenti di famiglia, comunque si chiamino
  • gli arretrati della stessa maggiorazione sociale pagati nell’
  • anno.
  • Altre informazioni
    L’ISEE non c’entra: per la maggiorazione sociale conta il reddito annuo del pensionato (e del coniuge), non l’ISEE del nucleo familiare.

    Quanto spetta: gli importi 2026

    L’importo che ricevi è il più basso tra due valori: l’importo massimo previsto e la differenza tra il limite di reddito e il tuo reddito annuo, divisa per 13. In altre parole, se il tuo reddito è già vicino al limite ricevi solo la parte che manca per arrivarci.

    Prestazione Chi può averla Importo massimo mensile 2026
    Incremento al milione Pensionati dai 70 anni (o dall’età ridotta con i contributi) e titolari della pensione di inabilità dell’INPS 156,44 € (per 13 mensilità)
    Incremento al milione Invalidi civili totali, sordi e ciechi civili assoluti maggiorenni Più alto di 156,44 €, perché si parte da una pensione più bassa
    Maggiorazione sociale ordinaria Pensionati dai 65 anni che non hanno ancora diritto all’incremento 82,64 €
    Maggiorazione sociale ordinaria Pensionati dai 60 anni che non hanno ancora diritto all’incremento 25,83 €

    Per gli invalidi civili totali, i sordi e i ciechi civili assoluti la soglia di reddito da raggiungere è la stessa, ma la loro pensione di partenza è molto più bassa del trattamento minimo: per questo l’aumento che ricevono è più alto di quello degli altri pensionati. Per conoscere l’importo esatto nel tuo caso puoi rivolgerti all’INPS o a un patronato.

    Un esempio per capire il meccanismo: se sei un pensionato non sposato con un reddito annuo, pensione compresa, di 9.000 €, la differenza con il limite di 9.987,77 € è 987,77 €. Divisa per 13 fa circa 75,98 € al mese, che è meno dell’importo massimo di 156,44 €: ricevi quindi circa 75,98 €. Se invece il tuo reddito supera 9.987,77 €, l’incremento non spetta.

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    Come si ottiene la maggiorazione sociale

    Se ricevi già la maggiorazione sociale, non devi fare nulla: l’aumento di 20 € del 2026 ti è stato riconosciuto d’ufficio. Anche per gli invalidi civili totali, i sordi e i ciechi civili assoluti l’INPS riconosce l’incremento in automatico, senza domanda.

    Negli altri casi, per esempio se hai la pensione di inabilità dell’INPS o se maturi per la prima volta il diritto alla maggiorazione sociale, la maggiorazione va richiesta all’INPS. Non aspettare che arrivi da sola: se pensi di averne diritto ma nel cedolino non trovi la voce, puoi fare richiesta:

  • online, dal sito dell’
  • INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS e usando il servizio di domanda di pensione, ricostituzione e ratei
  • tramite un patronato, che può inviare la domanda al posto tuo.
  • Per controllare prima se ti spettano integrazioni della pensione, l’INPS mette a disposizione anche il servizio Consulente digitale delle pensioni, nella tua area riservata. Con la ricostituzione l’importo della pensione viene ricalcolato: può aumentare, ma se dai controlli risulta un reddito più alto può anche diminuire.

    La dichiarazione dei redditi all’INPS (RED)

    Poiché la maggiorazione sociale dipende dal reddito, chi la riceve deve comunicare ogni anno all’INPS i redditi rilevanti con il modello RED, se non li ha già dichiarati al fisco in modo completo con la dichiarazione dei redditi. Il servizio online si chiama RED precompilato.

    Attenzione
    Se non invii la dichiarazione reddituale nei tempi richiesti, l’INPS può sospendere la prestazione collegata al reddito e chiedere indietro le somme già pagate. Se i controlli rivelano che negli anni passati il tuo reddito era più alto del limite, gli importi non dovuti vengono recuperati, anche con trattenute a rate sulla pensione.

    Per sapere se l’INPS ti ha segnalato somme da restituire puoi usare il servizio Visualizzatore indebiti, sempre nell’area riservata.

    Differenze con integrazione al minimo, assegno sociale e quattordicesima

    La maggiorazione sociale si somma ad altre prestazioni pensate per chi ha pensioni basse, ma ognuna ha regole proprie:

  • integrazione al minimo: porta la pensione fino al trattamento minimo, che per il 2026 è di 611,85 € al mese. La maggiorazione sociale si aggiunge sopra: trovi i dettagli nella guida alle pensioni minime
  • assegno sociale: è la prestazione per chi non ha una pensione contributiva sufficiente. Anche chi lo riceve può avere una maggiorazione, con importi propri, come spiegato nella guida all’
  • assegno sociale
  • quattordicesima: è una somma pagata una volta all’
  • anno ai pensionati con redditi bassi, con requisiti diversi. Le regole sono nella guida alla quattordicesima dei pensionati.
  • Ogni gennaio, inoltre, le pensioni vengono adeguate al costo della vita: i limiti di reddito della maggiorazione sociale cambiano insieme al trattamento minimo, come spieghiamo nella guida alla rivalutazione delle pensioni. Per una panoramica su tutti i tipi di assegno, puoi partire dalla nostra guida alla pensione.

    Aggiornamenti di questa guida

    28 settembre 2026: pubblicazione della guida con gli importi e i limiti di reddito 2026 della maggiorazione sociale, compreso l’aumento di 20 € al mese della legge di bilancio 2026, verificati sui documenti dell’INPS.

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    Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.

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