
Quando una persona muore, al suo coniuge spetta la pensione di reversibilità. Tuttavia, oltre a questa popolare indennità, lo Stato mette a disposizione un ulteriore aiuto a chi perde il proprio coniuge. Si tratta dell’assegno di vedovanza, una maggiorazione della reversibilità rivolta soltanto al coniuge in condizioni di disabilità. Il Mio Bonus ti spiega tutto quello che devi sapere sull’assegno di vedovanza: chi ne ha diritto, come ottenerlo e a quanto ammonta.
Che cos’è l’Assegno di vedovanza?
L’assegno di vedovanza è un contributo economico assegnato alle persone che percepiscono la pensione di reversibilità e che, oltre a essere vedove, sono anche invalide al 100%.
Quando un cittadino decede, i suoi eredi (in primis, il coniuge) ricevono un assegno mensile in funzione della situazione contributiva del familiare deceduto. In questo senso, si possono distinguere:
Nel caso in cui un percettore della pensione di reversibilità si trovi in una determinata condizione di salute e reddituale, allora può beneficiare anche dell’assegno di vedovanza. Si tratta, infatti, di una maggiorazione che non spetta indistintamente a tutti i familiari del pensionato deceduto, ma soltanto ai vedovi invalidi civili al 100%.
Cos’è la pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, è un trattamento previdenziale erogato dall’INPS ai familiari di un cittadino titolare della pensione di vecchiaia.
Assegno di vedovanza: a chi spetta?
Per avere diritto all’assegno integrativo di vedovanza, il coniuge superstite deve possedere i seguenti requisiti:
- essere vedovo/a di un lavoratore impiegato come dipendente pubblico o privato, co.co.co o autonomo iscritto alla Gestione separata;
- percepire la pensione di reversibilità;
- essere invalido civile al 100%, con riconoscimento dell’inabilità al lavoro o titolare di indennità di accompagnamento.
Importante
L’assegno di vedovanza non spetta ai coniugi vedovi che percepiscono la pensione di reversibilità da una gestione speciale di lavoratori autonomi.
Importo dell’Assegno di vedovanza
L’importo dell’assegno di vedovanza varia a seconda del reddito annuo percepito dal coniuge in vita, che deve essere inferiore o pari a 31.296,62 euro.
A questo proposito, vi sono due importi diversi, a seconda della fascia reddituale in cui si rientra. Vediamo gli importi aggiornati al 2023 nella seguente tabella.
Attenzione
Anche se si possiedono i requisiti sopra elencati, la maggiorazione della pensione di reversibilità non spetta nel caso in cui il reddito annuo complessivo sia superiore a 31.296,62 euro.
Assegno di vedovanza: come richiederlo?
L’assegno di vedovanza deve essere richiesto all’INPS nel momento in cui si presenta la domanda per la pensione di reversibilità. In alternativa, può essere richiesta in un momento successivo presentando la domanda di ricostituzione.
Che cos’è la Ricostituzione della pensione?
La Ricostituzione della pensione è un servizio dell’INPS che consente di ricalcolare l’importo della pensione a cui si ha diritto, tenendo in considerazione tutte le contribuzioni (obbligatoria, figurativa, da riscatto).
Le modalità per fare richiesta sono le seguenti:
- online, sul sito web dell’INPS e previa autenticazione con SPID, CIE o CNS;
- contattando il Contact Center ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile);
- rivolgendosi a un Ente di patronato.
Importante
Pur potendo presentare la domanda anche in seguito al decesso del coniuge, vi è un limite di 5 anni. Infatti, è possibile fare domanda in un secondo momento, con la possibilità di ricevere gli arretrati, fino a un massimo di 3.000 euro e un massimo di 5 anni.
Documenti necessari
In fase di presentazione della domanda, è necessario allegare alla stessa una serie di documenti che dimostrano la sussistenza dei requisiti.
Documenti da allegare alla domanda
Copia della carta d’identità in corso di validitàCopia del codice fiscaleUltima dichiarazione dei redditiDocumento nel quale si evinca la data di inizio della condizione di vedovanzaDocumento riportante la categoria e il numero di pensione di reversibilità di cui si è titolariCopia del verbale di invalidità in cui si attesti lo stato di invalidità al 100%
Modalità di erogazione
L’assegno di vedovanza viene erogato insieme alla pensione di reversibilità. Nonostante ciò, la sua erogazione varia a seconda che il soggetto beneficiario sia un lavoratore dipendente o un pensionato.
Se il coniuge vedovo è un soggetto lavoratore, allora l’importo verrà versato direttamente dal suo datore di lavoro in busta paga. Sarà poi compito del datore di lavoro chiedere la restituzione della somma all’INPS.
Invece, nel caso in cui il beneficiario sia un pensionato, allora l’assegno viene erogato direttamente dall’INPS, insieme all’assegno pensionistico spettante.
Assegno di vedovanza agli eredi
di decesso del coniuge beneficiario dell’assegno di vedovanza, la somma viene trasmessa agli eredi. In questo caso, però, si presentano due diversi scenari.
Se il coniuge vedovo percepiva l’assegno integrativo al momento del suo decesso, allora questo contributo economico rientra nel patrimonio del defunto e quindi nell’asse ereditario. Pertanto, i suoi eredi beneficeranno dell’importo spettante.
Invece, se il soggetto muore senza aver mai beneficiato dell’assegno, pur avendone diritto, questo diritto viene trasmesso ai suoi eredi legittimi. Colui che effettua la dichiarazione di successione, perciò, può presentare domanda all’INPS secondo le modalità sopra elencate.
Assegno di Vedovanza: come richiedere gli arretrati
È necessario chiedere l’ assegno di vedovanza allo stesso momento in cui si presenta la domanda per la pensione di reversibilità. Tuttavia, è possibile presentare la domanda di ricostituzione: questa permetterà al vedovo o alla vedova di recuperare eventuali anni di arretrati. Il limite massimo per poter presentare la domanda è di 5 anni.
Presentando la domanda di ricostituzione è possibile richiedere fino a 3.000 euro di arretrati, validi per tutti i 5 anni di “ritardo” che sono concessi per poter presentare la domanda.
La domanda può essere anche presentata online, accedendo al sito web dell’ INPS oppure si può anche far domanda al CAF più vicino, sia per effettuare la pratica sia per poter richiedere dei chiarimenti.
Buongiorno, mia mamma è vedova dal 16.12.2020 e non percepisce reversibilità di pensione in quanto mio padre aveva la pensione sociale, è invalida al 100% con accompagno, può richiedere l’assegno di vedovanza?
Grazie
Buongiorno signora Michetti,
Mi dispiace per la situazione di sua madre. Come spiegato nell’articolo, l’assegno di vedovanza è configurato come una maggiorazione della pensione di reversibilità: per poterne beneficiare, il coniuge superstite invalido deve prima di tutto essere titolare di un trattamento di reversibilità (o indiretto) in pagamento.
Nel caso da lei descritto, se il padre era titolare di una pensione sociale (prestazione di natura assistenziale e non contributiva) e per questo motivo non è maturato alcun diritto a reversibilità in favore della moglie, questo potrebbe rappresentare un ostacolo di base anche per l’assegno di vedovanza, che presuppone appunto l’esistenza di una reversibilità sulla quale calcolare la maggiorazione.
Si tratta comunque di una valutazione che dipende dalla situazione contributiva specifica del marito e che può variare da caso a caso, per questo le consiglio di non fermarsi a una valutazione generica ma di verificare direttamente con l’INPS, presentando la documentazione di invalidità e i dati previdenziali del coniuge deceduto. Può farlo tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, oppure chiamando il Contact Center al numero 803164 (gratuito da rete fissa) o 06164164 da cellulare.
Un saluto
Mio padre percettori di pensione contributiva e accompagnamento deceduto 8 dicembrec2025 noi figli possiamo richiedere l’assegno di vedovanza lii non ha mai fatto richiesta
Buongiorno signora Acampora,
Le faccio innanzitutto le mie condoglianze per la perdita del padre.
Riguardo alla sua domanda, è importante chiarire un punto: l’assegno di vedovanza descritto nell’articolo non è un aiuto rivolto ai figli, ma una maggiorazione della pensione di reversibilità riservata esclusivamente al coniuge superstite che si trovi in condizione di invalidità totale (100%). Se suo padre non aveva un coniuge superstite in queste condizioni, questa specifica prestazione non risulta richiedibile dai figli.
Questo non esclude però che, in qualità di figli, possiate avere diritto ad altre prestazioni collegate alla posizione contributiva del padre, come la pensione indiretta o di reversibilità destinata ai figli superstiti (ad esempio se minorenni, studenti a carico o inabili al lavoro), i cui requisiti e importi variano caso per caso.
Le consiglio di verificare la situazione specifica contattando direttamente l’INPS, tramite il numero verde 803164 (da rete fissa) o 06164164 (da cellulare), oppure consultando il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS: solo loro potranno confermare con certezza quali prestazioni spettano a voi eredi in base alla posizione contributiva del padre.
Un saluto
Buonasera mio marito è deceduto due anni fa’ ma ha solo due anni di contributi si può fare domanda di assegno di vedovanza grazie
Buonasera signora Ruggieri,
Per rispondere alla sua domanda occorre distinguere due aspetti: da un lato il diritto alla pensione ai superstiti (reversibilità, indiretta o indennità per morte) in base ai contributi versati dal marito, dall’altro l’eventuale maggiorazione rappresentata dall’assegno di vedovanza.
Le consiglio di verificare la sua situazione contributiva e i requisiti specifici contattando l’INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare), oppure consultando il suo Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, dove può controllare la posizione contributiva del marito e presentare eventualmente la domanda online.
Un saluto
Io sono il figlio invalido al 100 inabile al lavoro con la legge 104 art 3 comma 3 inabile totale mia madre e deceduta nel 2012 io essendo a suo carico ho fatto domanda di assegno di vedovanza che mi è stato pagato con gli arretrati però la maggiorazione di 53 euro mi è stata pagata solo per 2 mesi e poi non piu pagata e senza nessun avviso %questo è successo 3 4 anni fa, volevo chiedere se posso fare domanda di nuovo per assegno di vedovanza anche se non mi vengono pagati arretrati già pagati
Buongiorno signor Stefanato,
Comprendiamo la sua preoccupazione riguardo alla maggiorazione dell’assegno di vedovanza non più corrisposta dopo i primi due mesi. Non potendo verificare il suo fascicolo previdenziale, non siamo in grado di indicarle con certezza il motivo dell’interruzione del pagamento, ma possiamo darle alcune indicazioni generali su come procedere.
Per qualsiasi dubbio può inoltre contattare il Contact Center INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare).
Un saluto
L’importo dell’assegno di vedovanza si calcola sul reddito annuo complessivo oppure sul reddito imponibile?
Buongiorno signora Mancini,
La informo che, in generale, per l’assegno di vedovanza (così come per le maggiorazioni sociali collegate alla pensione di reversibilità) i limiti reddituali previsti dalla normativa fanno riferimento al reddito complessivo del beneficiario, e non al solo reddito imponibile ai fini fiscali. Questo significa che nel computo possono rientrare anche redditi esenti o soggetti a tassazione separata, oltre a quelli ordinariamente imponibili.
Detto questo, si tratta di un ambito in cui i criteri di calcolo possono variare in base alla situazione specifica (stato civile, eventuali redditi del coniuge, composizione del nucleo familiare), quindi le consiglio di verificare il proprio caso concreto direttamente con l’INPS, tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS oppure chiamando il Contact Center al numero 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare).
Per un quadro generale su requisiti e importi può consultare anche il nostro articolo: Assegno di vedovanza: a chi spetta, come richiederlo e importo.
Un saluto
Mia mamma è deceduta senza mai aver percepito assegno di vedovanza,i figli maggiorenni e non invalidi possono chiedere 5 anni di arretrati all”Inps
Buongiorno signora Gemignani,
Mi dispiace per la perdita di sua mamma. Riguardo alla sua domanda, il punto chiave è che l’assegno di vedovanza è un beneficio strettamente personale: spetta solo a chi, oltre a essere vedovo/a, si trova anche in una condizione di invalidità totale riconosciuta. Se sua mamma aveva questi requisiti ma non aveva mai presentato domanda, o l’aveva presentata senza però riceverne il pagamento, in linea generale gli eredi possono richiedere all’INPS le somme arretrate maturate e non percepite, secondo le regole ordinarie di successione previste per i crediti previdenziali.
Tuttavia non posso indicarle con certezza né il limite temporale applicabile al suo caso specifico né la documentazione richiesta, perché dipende da diversi fattori (data di eventuale domanda, riconoscimento dell’invalidità, tipo di prestazione, ecc.) che solo l’INPS può verificare consultando la posizione di sua mamma.
Le consiglio quindi di rivolgersi direttamente a una sede INPS o a un patronato, portando la documentazione relativa all’invalidità e alla situazione contributiva della defunta: potranno verificare se sussistevano i requisiti e, in caso affermativo, guidarla nella richiesta di eventuali arretrati come erede. Può anche contattare il Contact Center INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare).
Per un quadro generale su chi ha diritto all’assegno di vedovanza, può consultare il nostro articolo: Assegno di vedovanza: a chi spetta, come richiederlo e importo.
Un saluto
Mia moglie assiste da molti anni la madre che ha una invalidità al 100%.
L’assistenza la costringe a vivere costantemente in casa per sopperire alle continue esigenze della madre che non riesce più a deambulare.
Esiste un bonus per chi assiste un invalido?
Buongiorno signor Marrucchelli,
La situazione che descrive rientra tra quelle tutelate dalla Legge 104/1992, che prevede alcune agevolazioni per chi assiste un familiare con invalidità grave, a prescindere dal fatto che la persona assistita percepisca o meno l’indennità di accompagnamento.
Per verificare se sua moglie e la suocera possiedano i requisiti specifici (riconoscimento dell’invalidità/disabilità grave, rapporto di parentela, convivenza) e per presentare la domanda, le consiglio di rivolgersi a un patronato o di consultare direttamente l’INPS tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino, oppure chiamando il numero verde 803164 (o 06164164 da cellulare). Questi canali potranno darle indicazioni precise sul caso concreto.
Un saluto
Ho fatto richiesta assegno di vedovanza x mia madre..invalida al 100/% e con un reddito nei limiti x percepirlo…mi hanno detto al caf che non ne ha diritto perché mio padre era un dipendente nel settore del commercio… è corretto? Grazie
Buongiorno signora Piazzalunga,
capisco la sua preoccupazione. In generale, per avere diritto all’assegno di vedovanza sono necessari alcuni requisiti di base:
Non sono in grado di confermarle con certezza se il tipo di inquadramento contributivo di suo padre (dipendente nel settore commercio) incida sul diritto all’assegno, perché eventuali distinzioni legate alla gestione previdenziale di appartenenza (ad esempio se il rapporto rientrava nell’Assicurazione Generale Obbligatoria o in una gestione diversa) sono valutazioni tecniche che l’INPS effettua caso per caso in base alla posizione contributiva specifica.
Le consiglio quindi di chiedere una verifica formale e motivata direttamente all’INPS, tramite il Contact Center (803164 da rete fissa, 06164164 da mobile) o consultando il Fascicolo previdenziale del cittadino nell’area personale sul sito INPS: solo l’ente può confermarle con esattezza se, nel caso specifico di sua madre, il diniego del CAF è corretto e su quale norma si basa.
Un saluto
Buongiorno mia suocera è invalda al 100% e ha la legge 104 ed è vedova dal 1999 può fare domanda ?
Buongiorno signora Fagnani,
in base a quanto previsto per l’assegno di vedovanza, il diritto spetta a chi già percepisce la pensione di reversibilità e si trova in condizione di invalidità totale (100%). Se sua suocera riceve la pensione di reversibilità del marito deceduto ed è riconosciuta invalida civile al 100%, in linea di principio potrebbe rientrare tra i beneficiari, indipendentemente dal fatto che la vedovanza risalga a molti anni fa.
Va però verificato con attenzione se il grado di invalidità riconosciuto (100%) sia accompagnato dai requisiti specifici richiesti dall’INPS per questa prestazione, oltre alla titolarità della pensione di reversibilità: la sola legge 104 non è di per sé equivalente all’invalidità al 100% ai fini di questo assegno, sono due riconoscimenti distinti.
Le consiglio quindi di presentare domanda direttamente tramite il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS, oppure di contattare il numero verde 803164 (o 06164164 da cellulare), così da far verificare nel dettaglio la posizione di sua suocera e i documenti necessari.
Un saluto
Buongiorno, mia mamma deceduta nel 2024 invalida al 100 % con assegno di accompagnamento non ha percepito assegno di vedovanza noi figli eredi quali requisiti per poter percepire gli arretrati fatto richiesta da mesi tramite patronato all’ Inps ma un giorno mi dicono c’ha la domanda accolta e avrebbero rimborsato un altro giorno mi dicono che per accettare la domanda doveva fare parte del nucleo familiare mia mamma ha vissuto dal 2013 con me ma gli ultimi 4 anni e stata ospite presso una struttura specifica per la sua patologia e ho dovuto spostare la residenza presso la suddetta. Nell’ attesa di una vostra gradita risposta porgo distinti saluti
Buongiorno signora Madera,
mi dispiace per la perdita di sua mamma. Capisco la difficoltà di questa situazione, soprattutto di fronte a risposte discordanti da parte dell’INPS.
Per quanto riguarda il requisito della “vivenza a carico” o dell’appartenenza al nucleo familiare, che effettivamente è tra i criteri richiesti per l’assegno di vedovanza, va detto che l’INPS valuta caso per caso la situazione di convivenza sostanziale. Il fatto che sua mamma abbia cambiato la residenza anagrafica per essere ospitata in una struttura specifica per la sua patologia, negli ultimi anni di vita, potrebbe non escludere automaticamente il diritto, se è possibile documentare che il legame di convivenza e di carico economico/assistenziale era comunque mantenuto (ad esempio con certificazioni della struttura, spese sostenute da lei per l’assistenza, o altra documentazione che il patronato può aiutarla a raccogliere).
Per una valutazione precisa della sua situazione, che dipende da elementi specifici della pratica, la invito a insistere con il patronato affinché segua la richiesta fino a un esito scritto, oppure a contattare direttamente l’INPS ai numeri 803164 (da rete fissa, gratuito) o 06164164 (da cellulare).
Un saluto