
Hai ricevuto una lettera dell’INPS che ti chiede il modello RED, oppure qualcuno ti ha detto che devi presentarlo per non perdere un pezzo della pensione? Non è una tassa: è la comunicazione dei tuoi redditi all’INPS. Ecco chi deve farla, quando e cosa succede se te ne dimentichi.
Il modello RED è la dichiarazione della situazione reddituale che l’INPS chiede ai pensionati che ricevono prestazioni collegate al reddito. Serve all’Istituto per capire se hai ancora diritto a quelle somme e in che misura: se il reddito cambia, può cambiare anche l’importo.
In breve: il RED riguarda solo chi ha una prestazione che dipende dal reddito, come l’integrazione al minimo o la quattordicesima. Se hai già dichiarato tutti i tuoi redditi al fisco con il 730 o il Modello Redditi, di solito non devi fare nulla. Se invece hai redditi che il fisco non conosce, devi comunicarli tu, online oppure tramite un CAF. Questa guida è aggiornata a settembre 2026.
Cos’è il modello RED e a cosa serve
Alcune prestazioni pensionistiche non spettano a tutti allo stesso modo: l’INPS le paga solo se il reddito resta sotto certi limiti, e a volte ne calcola l’importo proprio in base a quanto guadagni. Per questo l’Istituto ha bisogno di conoscere i tuoi redditi ogni anno.
Secondo l’INPS, il RED serve a determinare il diritto a mantenere, ottenere o perdere queste prestazioni e a definirne l’importo. È una dichiarazione obbligatoria per chi le riceve e riguarda il reddito del pensionato e, quando la prestazione lo prevede, anche quello del nucleo familiare.
Gran parte dei dati arriva all’INPS in automatico dall’Agenzia delle Entrate, grazie alla dichiarazione dei redditi che molti pensionati già presentano. Il RED serve a coprire quello che manca: i redditi che il fisco non vede o che contano in modo diverso per la previdenza.
Quali prestazioni sono collegate al reddito
Tra le prestazioni collegate al reddito, l’INPS indica per esempio:
Sono collegate al reddito anche l’assegno sociale e le prestazioni di invalidità civile: anche per queste l’INPS controlla i redditi e, se non li riceve, può sospendere i pagamenti. Chi è titolare di queste prestazioni deve però fare attenzione anche ad altre dichiarazioni annuali, diverse dal RED, che vediamo più avanti.
Il RED non tocca la parte di pensione che hai maturato con i contributi versati: riguarda solo le somme che l’INPS ti paga in base al reddito, tuo o, quando previsto, del tuo nucleo familiare.
Chi deve presentare il modello RED
Non tutti i pensionati devono inviarlo. La regola di base è semplice: se l’INPS può già conoscere tutti i tuoi redditi dal fisco, il RED non serve; se invece una parte dei tuoi redditi non passa dalla dichiarazione fiscale, tocca a te comunicarla.
Chi è esonerato
Secondo l’INPS, non devono presentare il modello RED i pensionati residenti in Italia che hanno dichiarato tutti i redditi all’Agenzia delle Entrate con il modello 730 o con il Modello Redditi Persone Fisiche. In questo caso i dati arrivano all’INPS senza che tu debba fare altro.
Chi deve presentarlo
Devi invece presentare il RED se hai una prestazione collegata al reddito e, in più:
- hai redditi che non dichiari al fisco ma che contano per la prestazione, per esempio quelli da lavoro dipendente svolto all’estero o i proventi di investimenti tassati alla fonte con ritenuta a titolo d’imposta o con imposta sostitutiva;
- hai dichiarato al fisco redditi che per l’INPS vanno comunicati a parte, come quelli da collaborazione coordinata e continuativa o da lavoro autonomo, anche occasionale;
- non presenti la dichiarazione dei redditi perché ne sei esonerato, ma oltre alla pensione e alla casa in cui abiti hai altri redditi: l’INPS cita come esempio i titolari di ANF.
Se lavori ancora qualche ora, magari con prestazioni occasionali, controlla bene questo punto: sono proprio i redditi che più spesso sfuggono.
I redditi del coniuge e della famiglia
Per alcune prestazioni conta anche il reddito dei familiari. In questi casi, nel RED dichiari anche i redditi del coniuge o degli altri componenti del nucleo che la prestazione prende in considerazione. Quali redditi contano dipende dalla singola prestazione: se hai dubbi, fatti aiutare da un CAF prima di inviare.
Se vivi all’estero
I pensionati che risiedono all’estero non seguono il RED ordinario, ma una campagna dedicata che l’INPS chiama RedEst. L’edizione 2026 riguarda i redditi del 2025.
Quali redditi vanno dichiarati nel RED
Nel RED indichi i redditi che servono all’INPS per verificare la tua prestazione e che l’Istituto non riceve già dal fisco. Di norma si tratta dei redditi dell’anno precedente: nell’ultima campagna ordinaria, per esempio, si dichiaravano i redditi del 2024.
Tra i redditi che l’INPS cita come esempi ci sono:
- i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero;
- i proventi di quote di investimento tassati alla fonte con ritenuta a titolo d’imposta o con imposta sostitutiva;
- i redditi da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati;
- i redditi da lavoro autonomo, anche occasionale.
Nel modello RED non si dichiarano per forza solo i redditi del pensionato: quando la prestazione dipende dal reddito familiare vanno indicati anche quelli del coniuge o del nucleo. Per ritrovare i tuoi importi può esserti utile la Certificazione Unica.
Importante
Se l’INPS ti ha scritto chiedendo il RED, non ignorare la lettera anche se pensi di essere esonerato: controlla quale anno di redditi ti viene chiesto e rispondi entro il termine indicato.
Come presentare il modello RED
Hai due strade, e puoi scegliere quella che ti è più comoda.
Online con il RED Precompilato
Puoi fare tutto da solo con il servizio RED Precompilato, che trovi nella tua area riservata MyINPS sul sito dell’Istituto. Per entrare ti servono le credenziali digitali: SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure CNS. Come suggerisce il nome, il modello arriva già con una parte dei dati: tu controlli, completi quello che manca e invii.
La scheda ufficiale del servizio è sul portale dell’INPS. Prima di iniziare, tieni a portata di mano i dati dei redditi da dichiarare, tuoi e, se serve, dei tuoi familiari.
Tramite CAF o professionista abilitato
Se preferisci farti aiutare, puoi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato convenzionato con l’INPS. È la scelta più prudente se hai redditi esteri, investimenti o un nucleo familiare con più redditi: ti aiutano a capire cosa va indicato e dove.
Oltre alla pensione potresti avere diritto ad altri aiuti: vuoi scoprirlo?
Fai la simulazione
Dopo l’invio, tieni d’occhio il cedolino della pensione: è lì che vedi se l’INPS ha ricalcolato una prestazione collegata al reddito. Anche il fascicolo previdenziale del cittadino è utile per controllare la tua posizione.
Scadenza del modello RED
La scadenza non è fissa: l’INPS la stabilisce a ogni campagna e la comunica all’avvio. L’ultima campagna RED ordinaria pubblicata riguardava i redditi del 2024 e andava chiusa entro il 28 febbraio 2026.
Al momento dell’aggiornamento di questa guida l’INPS non ha ancora pubblicato le date della campagna ordinaria per i redditi del 2025. Quando usciranno, le troverai nelle notizie del sito INPS e, se sei tra i pensionati interessati, nelle comunicazioni che l’Istituto invia.
Attenzione
Oltre alla campagna ordinaria, l’INPS manda anche solleciti a chi non ha risposto negli anni precedenti. Se ricevi una lettera, conta la data scritta nella comunicazione, non quella della campagna generale.
Cosa succede se non presenti il modello RED
Se l’INPS non riceve i dati richiesti, prima ti manda un sollecito. Se la situazione non si sblocca, sospende la prestazione collegata al reddito, anche con una trattenuta diretta sulla pensione. Se poi non regolarizzi entro il termine indicato nella comunicazione, la prestazione viene revocata e l’INPS recupera le somme già pagate.
Un esempio recente: per chi non aveva comunicato i redditi del 2022, l’INPS ha applicato una trattenuta pari al 5% dell’imponibile pensionistico lordo sulle rate di agosto e settembre 2026, dando tempo fino al 15 settembre 2026 per evitare la revoca. Quel termine ormai è scaduto: dopo, come ha spiegato l’INPS, si passa alla revoca definitiva e al recupero delle somme non dovute. Trovi tutti i dettagli nella nostra guida sul taglio delle pensioni del 5%.
Come regolarizzare se sei in ritardo
Se sei in ritardo, anche per redditi di anni passati, puoi regolarizzare con la domanda telematica di ricostituzione reddituale, con cui comunichi all’INPS i redditi che mancano. Muoviti appena ricevi la lettera: il termine per evitare la revoca lo trovi scritto nella comunicazione e cambia da una campagna all’altra.
RED e dichiarazioni degli invalidi civili: non sono la stessa cosa
Chi riceve prestazioni di invalidità civile o l’assegno sociale deve presentare ogni anno anche delle dichiarazioni di responsabilità, distinte dal RED:
- il modello ICRIC, per i titolari di indennità di accompagnamento o di assegno mensile, sugli eventuali ricoveri; per i minori con indennità di frequenza esiste l’ICRIC Frequenza;
- il modello ICLAV, per i titolari di assegno mensile di invalidità, sull’eventuale attività lavorativa;
- il modello ACC.AS/PS, per chi ha la pensione sociale, l’assegno sociale o l’assegno sostitutivo di invalidità civile, per confermare la residenza stabile e continuativa in Italia.
Queste dichiarazioni non prendono il posto del RED, e il RED non le sostituisce: se rientri in entrambi i casi, devi presentare sia il RED sia le dichiarazioni che ti riguardano.