Casa

Bonus ristrutturazione 2023: novità, come funziona e lavori ammessi

Il 11 Settembre 2023 da Cristina - 8 minuti di lettura

Vuoi scoprire se hai diritto al Bonus ristrutturazione?
Rispondi al questionario gratuito
Bonus ristrutturazione 2023

Come funziona il Bonus ristrutturazione, una delle agevolazioni per i lavori edilizi più popolari degli ultimi anni? Il Mio Bonus ti offre una guida completa e aggiornata sul Bonus ristrutturazione, in vigore fino al 2024. Scopri in cosa consiste l’agevolazione fiscale, come ottenerla e quali interventi rientrano nel limite di 96.000 euro.

Che cos’è il Bonus ristrutturazione 2023?

Il Bonus ristrutturazione è un’agevolazione fiscale per i cittadini che effettuano lavori edilizi in un edificio abitativo.

Nello specifico, l’incentivo consiste nella detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

Il Bonus ristrutturazione è stato introdotto per la prima volta nel 2012 e resta in vigore fino al 31 dicembre 2024. Pertanto, la detrazione fiscale viene applicata a tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024.

La Legge di Bilancio 2023 ha confermato la presenza del Bonus ristrutturazione anche nel 2023, senza modifiche. Inoltre, sono stati confermati anche altri Bonus Casa, come l’Ecobonus e il Superbonus.

Bonus ristrutturazione: a chi spetta?

Bonus ristrutturazione a chi spettaIl Bonus ristrutturazione spetta a tutti coloro che sono soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti e non residenti in Italia.

Nello specifico, possono richiedere la detrazione:

  • proprietari o nudi proprietari delle unità immobiliari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • inquilini o comodatari;
  • soci di cooperative;
  • soci di società semplici;
  • imprenditori individuali, per gli immobili adibiti ad abitazione.

Oltre ai soggetti appena elencati, hanno diritto alla detrazione anche i seguenti soggetti, purché partecipino nelle spese (intestatari di bonifici/fatture):

  • familiari conviventi del possessore dell’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • convivente, anche se fuori dal matrimonio o unione civile;
  • coniuge separato, purché intestatario del bene immobile insieme all’altro coniuge.
Attenzione
In caso di acquisto di un immobile sul quale sono stati realizzati lavori rientranti nella detrazione, le quote residue vengono trasferite. Questo vale a meno che non vi sia un accordo diverso tra le parti.

Cosa rientra nel Bonus ristrutturazione?

Si può beneficiare della detrazione 50% del Bonus ristrutturazioni solo se le spese sostenute riguardano una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria identificati dallo Stato.

In particolare, gli interventi di manutenzione ordinaria ammessi riguardano le parti comuni dei condomini. Quelli straordinari, invece, possono essere effettuati nelle singole unità abitative.

L’articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 identifica tutte le casistiche oggetto della detrazione.

Lavori ammessi

Cosa rientra nel Bonus ristrutturazioneI lavori che rientrano nel Bonus ristrutturazione 2023 sono:

  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
  • lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni di edifici residenziali (condomini);
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ad esempio, ascensori o montacarichi);
  • lavori che prevedono l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, porte blindate, casseforti, videocamere di sorveglianza);
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al raggiungimento di risparmi energetici e all’adozione di misure antisismiche;
  • interventi di bonifica dall’amianto;
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • sostituzione di porte interne.
Esempi di lavori di manutenzione ordinaria
  • Sostituzione di infissi esterni, pavimenti, serramenti e persiane
  • Installazione di ascensori, scale di sicurezza e scale interne
  • Costruzione e miglioramento dei servizi igienici
  • Rifacimento di scale
  • Interventi per il risparmio energetico
  • Recinzione di aree private
  • Inoltre, sono detraibili anche le seguenti spese:

    • spese per la progettazione e altre prestazioni professionali richieste;
    • spese per l’acquisto di materiali;
    • quelle per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 22 gennaio 2008, n. 37 – ex legge 46 del 1990 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (Legge 1083 del 1971);
    • compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori;
    • imposta sul valore aggiunto e imposta di bollo;
    • spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
    • oneri di urbanizzazione;
    • altri eventuali costi collegati alla realizzazione degli interventi.

    Lavori non agevolabili

    Non sono ammessi alla detrazione 50% le spese relative all’acquisto di:

    • strumenti per favorire la comunicazione e la mobilità. Tuttavia, alcuni di questi beni possono rientrare nella detrazione IRPEF del 19%;
    • apparecchiature ed elettrodomestici per la sicurezza domestica;
    • contratti stipulati con istituti di vigilanza.
    Attenzione
    Esiste un unico modo per rendere agevolabili le spese degli interventi di manutenzione ordinaria nelle singole unità immobiliari. Queste spese sono detraibili solo se integrate e correlate a interventi per i quali lo Stato prevede la detrazione d’imposta.

    Bonus ristrutturazione: come funziona

    Il Bonus ristrutturazione consiste in una detrazione fiscale sull’IRPEF da dividere in 10 rate annuali uguali.

    Cos’è l’IRPEF?
    L’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è un’imposta che le persone fisiche pagano su redditi quali: lavoro dipendente, da capitale e fondiario (fabbricati e terreni).

    La detrazione è fruibile anche nel caso di interventi effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione e da cooperative edilizie, che prevedono la successiva cessione o il trasferimento dell’immobile entro 18 mesi dalla data di ultimazione dei lavori.

    A prescindere dal valore dei lavori eseguiti, l’acquirente o il cessionario dell’immobile deve calcolare la detrazione su un importo forfettario pari al 25% del prezzo di vendita o di trasferimento dell’immobile (IVA inclusa). Anche questa detrazione deve essere divisa in 10 rate annuali uguali.

    Importante
    Il Bonus ristrutturazione è valido anche per i lavori realizzati nelle parti comuni dei condomini. In questo caso, ogni condomino riceve una parte della detrazione in base alle quote millesimali di proprietà.

    Come richiedere il Bonus ristrutturazione?

    Il Bonus ristrutturazione può essere richiesto con la dichiarazione dei redditi, presentando il modello 730 o il modello Redditi (ex modello Unico). La detrazione fiscale, inoltre, può essere effettuata in autonomia, con l’aiuto del CAF o del proprio consulente fiscale.

    In questo modo, l’importo detraibile viene suddiviso in 10 quote annuali. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il modello di dichiarazione da utilizzare per questa modalità.

    Attenzione
    Dal 20 febbraio 2023, lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più un’opzione per beneficiare del Bonus ristrutturazione. Infatti, sebbene lo sconto immediato in fattura fosse il metodo preferito dai richiedenti, il Governo ha previsto lo stop immediato. Per i lavori non ancora iniziati, perciò, sarà disponibile soltanto la modalità della detrazione fiscale.

    Per beneficiare della detrazione, è fondamentale che il pagamento dei lavori venga fatto mediante bonifico bancario o postale parlante. Al loro interno, devono essere inclusi i seguenti dati:

    • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
    • codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento;
    • la seguente causale: Bonifico relativo ai lavori che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986. Pagamento fattura n. X del XX/XX/XXXX a favore di ___, Partita Iva ___. Beneficiario detrazione ___ Codice Fiscale ____.

    In caso di lavori realizzati con un finanziamento, la società finanziaria dovrà effettuare il bonifico.

    Cosa succede dopo il 2024?
    A partire dal 1º gennaio 2025, quindi alla scadenza del Bonus ristrutturazione, si applicherà la detrazione ordinaria, cioè del 36% su una spesa massima detraibile di 48.000 euro per unità immobiliare.

    Documenti necessari

    Bonus ristrutturazione come richiederlo

    Vi è una serie di documenti da conservare ed eventualmente esibire su richiesta:

    • abilitazioni amministrative sulla tipologia di intervento da realizzare. In alternativa, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
    • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
    • ricevute di pagamento dell’IMU, se presente;
    • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori;
    • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda Sanitaria Locale;
    • fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute;
    • ricevute dei bonifici bancari.

    Comunicazione ENEA

    Se i lavori realizzati rientrano nell’ambito del risparmio energetico, è necessario inviare apposita comunicazione ENEA.

    I beneficiari della detrazione hanno 90 giorni di tempo per inoltrare la comunicazione, accedendo a questa sezione.

    I lavori che necessitano di comunicazione sono specificati nel sito web dell’ENEA.

    Cumulabilità con Ecobonus

    La detrazione del Bonus ristrutturazione non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni relative alla riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus 65%).

    Così, nel caso in cui il lavoro realizzato sia coperto da entrambi i contributi, il contribuente può beneficiare solo di uno dei due benefici per le spese sostenute.

    Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


    Fai una domanda al nostro esperto


    La sua richiesta
    • Rosy Naso

      Ho usufruito del bonus ristrutturazione ed ho raggiunto il tetto massimo dei 96000 euro.
      Posso detrarre le spese dell’installazione dell’impianto antifurto usufruendo del Bonus sicurezza?
      Grazie

      • Cristina

        Buongiorno,
        Sinceramente non penso, perché il Bonus sicurezza è incluso nel pacchetto di agevolazioni previste dal Bonus ristrutturazione. Però ti consiglio di provare a metterti in contatto con l’Agenzia delle Entrate per avere una risposta più sicura.

        Un saluto

    Il nostro algoritmo calcola i bonus e le agevolazioni a cui hai diritto

    Verifica quali bonus puoi richiedere