Famiglia

Assegno Unico Universale 2026: importi, a chi spetta e come fare domanda

Il 13 Agosto 2026 da Cristina - 9 minuti di lettura

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Assegno Unico Universale 2026 per le famiglie con figli a carico

L’Assegno Unico e Universale (AUU) è il principale sostegno economico rivolto alle famiglie con figli a carico. Introdotto a marzo 2022, è “universale” perché spetta a tutti i nuclei familiari senza limiti di reddito, anche se l’importo varia in base alla situazione economica; ed è “unico” perché ha sostituito quasi tutte le precedenti misure per la famiglia. In questa guida aggiornata al 2026 trovi come funziona, gli importi rivalutati, a chi spetta, come fare domanda e quando arrivano i pagamenti INPS.

Assegno Unico Universale 2026: cosa cambia

Nel 2026 l’Assegno Unico resta la misura cardine per il sostegno alle famiglie con figli. La novità principale riguarda gli importi: ogni anno vengono rivalutati in base all’inflazione (indice ISTAT) e per il 2026 l’aumento è del +1,4% rispetto al 2025, applicato sia agli importi sia alle soglie ISEE. I nuovi valori sono in pagamento dalla mensilità di febbraio 2026.

Secondo i dati dell’INPS, l’Assegno Unico coinvolge una platea vastissima: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati circa 8,3 miliardi di euro, a favore di 6,1 milioni di nuclei familiari e 9,6 milioni di figli, con un importo medio per figlio di circa 175 € al mese (dati Osservatorio INPS aggiornati a maggio 2026). È la conferma di quanto questa misura sia ormai centrale nel bilancio delle famiglie italiane.

La domanda si presenta una sola volta: se l’hai già attiva, per il 2026 non devi rifarla. Basta aggiornare l’ISEE entro i termini per continuare a ricevere l’importo pieno che ti spetta.

Cos’è l’Assegno unico e universale?

L’Assegno unico e universale per i figli a carico è un sostegno economico destinato alle famiglie a partire dal 7° mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni del figlio (senza limiti di età in caso di figli con disabilità).

Si presenta sotto forma di assegno mensile, riconosciuto a tutti i nuclei familiari: il suo importo varia in base al valore ISEE, al numero di figli, alla loro età e alla presenza di figli con disabilità.

A chi spetta l’Assegno unico? Requisiti 2026

A chi spetta l'Assegno unico universale nel 2026L’Assegno unico spetta a tutti i nuclei familiari con uno o più figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (occupati, disoccupati o inattivi) e dalla fascia di reddito.

In particolare, spetta alle famiglie con:

  • figli minorenni, a partire dal 7° mese di gravidanza;
  • figli maggiorenni fino a 21 anni, se studiano, frequentano un corso di formazione professionale o l’università, svolgono un tirocinio o un lavoro con reddito annuo inferiore a 8.000 €, sono disoccupati e iscritti a un centro per l’impiego, oppure svolgono il servizio civile universale;
  • figli con disabilità, senza limiti d’età.

Altri requisiti del richiedente

Oltre alle condizioni sui figli, chi presenta la domanda deve possedere i seguenti requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno:

  • essere cittadino italiano, di uno Stato dell’Unione europea oppure extracomunitario con permesso di soggiorno in corso di validità;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia.

Una novità importante del 2026 riguarda proprio la residenza: non è più richiesto il requisito dei due anni di residenza in Italia (né quello del contratto di lavoro almeno semestrale) previsto in precedenza. Inoltre, l’assegno spetta anche per i figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato dell’Unione europea.

Importante
Attenzione: per i figli maggiorenni l’Assegno non è automatico. Spetta solo fino ai 21 anni e a condizione che il figlio studi, faccia un tirocinio, lavori con un reddito annuo sotto gli 8.000 €, sia disoccupato e iscritto a un centro per l’impiego o svolga il servizio civile.

Importo dell’Assegno unico 2026: quanto spetta per figlio

L’importo dell’Assegno unico, erogato su base mensile, dipende dall’ISEE del nucleo, dal numero di figli, dalla loro età e dalla presenza di figli con disabilità. Il meccanismo è a scalare: importo massimo per gli ISEE più bassi (fino alla soglia minima) e importo minimo per gli ISEE più alti (oltre la soglia massima) o in assenza di ISEE.

Per il 2026, dopo la rivalutazione del +1,4%, gli importi mensili di base sono i seguenti:

  • Ciascun figlio minorenne: da un massimo di 203,80 € al mese (ISEE fino a 17.468,51 €) a un minimo di 58,30 € (ISEE pari o superiore a 46.582,71 € o senza ISEE).
  • Ciascun figlio maggiorenne (fino a 21 anni): da un massimo di 99,10 € a un minimo di 29,10 € al mese, con la stessa progressione ISEE.
ISEE del nucleo Figlio minorenne Figlio maggiorenne (18-21)
Fino a 17.468,51 € 203,80 €/mese 99,10 €/mese
Valori intermedi importo a scalare importo a scalare
Oltre 46.582,71 € o senza ISEE 58,30 €/mese 29,10 €/mese
Attenzione
Puoi ricevere l’Assegno unico anche senza presentare l’ISEE: in questo caso, però, ti verrà riconosciuto l’importo minimo previsto per ciascun figlio, a prescindere dal reddito reale del nucleo. Per ottenere l’importo pieno è quindi indispensabile un ISEE valido.

Maggiorazioni dell’importo 2026

Maggiorazioni dell'importo dell'Assegno unico 2026Oltre all’importo base, l’Assegno unico prevede diverse maggiorazioni pensate per le situazioni familiari più impegnative. Come gli importi base, anche le maggiorazioni sono state rivalutate del +1,4% nel 2026. La vecchia maggiorazione transitoria per i nuclei con ISEE fino a 25.000 € (legata al passaggio dai precedenti assegni familiari) è invece cessata e non è più prevista.

Famiglie con più di due figli

Per ogni figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione mensile dell’importo, più alta per gli ISEE bassi e ridotta progressivamente per quelli più alti. Il primo e il secondo figlio ricevono invece l’importo base.

Aumento del 50% per i più piccoli

È previsto un aumento del 50% dell’importo per ogni figlio di età inferiore a un anno. Lo stesso +50% spetta per ciascun figlio tra 1 e 3 anni nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 €.

Figli a carico con disabilità

Per i figli con disabilità è prevista una maggiorazione dell’importo, tanto più alta quanto più grave è la condizione (non autosufficienza, disabilità grave o media). La maggiorazione spetta anche per i figli con disabilità tra 18 e 21 anni; per i figli con disabilità dai 21 anni in su l’assegno continua a essere erogato, negli importi previsti per i figli maggiorenni, ma senza limiti di età. Trovi il dettaglio delle agevolazioni dedicate nella nostra guida al bonus per figli disabili.

Madri con meno di 21 anni

Alle mamme di età inferiore ai 21 anni spetta una maggiorazione fissa per ciascun figlio a carico.

Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro

Se entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro, spetta una maggiorazione per ciascun figlio minorenne, che si riduce gradualmente all’aumentare dell’ISEE fino ad azzerarsi oltre la soglia massima.

Famiglie numerose

Per i nuclei con almeno quattro figli è prevista una maggiorazione forfettaria di 150 € al mese a livello di nucleo familiare.

Come richiedere l’Assegno unico

La domanda per l’Assegno unico si presenta all’INPS e può essere inoltrata in qualsiasi momento dell’anno. I canali disponibili sono tre:

  • online sul sito dell’INPS, nella sezione dedicata, accedendo con SPID, CIE o CNS;
  • tramite il Contact Center INPS;
  • rivolgendoti a un ente di patronato, gratuitamente.
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Al momento della domanda ti verrà chiesto di indicare l’IBAN su cui ricevere l’accredito e i dati dei figli a carico. Se presenti un ISEE valido, l’importo sarà calcolato sul reddito reale del nucleo; in caso contrario riceverai l’importo minimo.

Importante
Chi percepisce l’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che dal 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, deve presentare una domanda autonoma di Assegno unico: l’assegno per i figli non viene più erogato in automatico insieme al sostegno. Le due misure sono compatibili, ma vanno richieste separatamente.

Chi può presentare la domanda?

Come presentare la domanda per l'Assegno unicoLa domanda può essere presentata da uno dei due genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale (tutore). In caso di genitori separati o divorziati:

  • con affidamento condiviso, la domanda può essere presentata da uno qualsiasi dei due genitori e l’importo è ripartito al 50% tra entrambi;
  • con affidamento esclusivo, la domanda spetta al genitore affidatario, che riceve l’intero importo.

Anche i figli maggiorenni possono presentare la domanda al posto dei genitori, chiedendo la corresponsione diretta della propria quota.

Rinnovo e ISEE: bisogna fare domanda ogni anno?

Una delle domande più frequenti è se occorra rifare la domanda ogni anno. La risposta è no: una volta presentata, la domanda resta valida e si rinnova automaticamente. Ciò che va aggiornato ogni anno è l’ISEE.

Il periodo di riferimento dell’Assegno va da marzo dell’anno in cui si presenta la domanda fino a febbraio dell’anno successivo. Da marzo, in assenza di un ISEE valido, viene erogato l’importo minimo; se presenti la nuova DSU (da cui si ricava l’ISEE) entro il 30 giugno, gli importi vengono riadeguati a partire da marzo, con il recupero degli arretrati.

Assegno unico: quando viene pagato? Calendario pagamenti 2026

L’Assegno unico viene pagato mensilmente dall’INPS tramite accredito su IBAN (o altra modalità indicata in domanda). Le date dipendono dal fatto che la domanda sia già attiva e invariata oppure nuova o modificata.

  • Domande già attive e senza variazioni: il pagamento segue un calendario fisso, di norma tra il 17 e il 22 di ogni mese.
  • Nuove domande o domande con variazioni (nuovo ISEE, cambio del nucleo): l’accredito slitta all’ultima settimana del mese, perché l’importo deve essere ricalcolato.

Per le nuove domande, il primo pagamento dipende dal mese di presentazione: se presenti la domanda entro il 30 giugno, l’Assegno decorre da marzo e include gli arretrati; se la presenti dal 1° luglio in poi, decorre dal mese successivo a quello della domanda, senza arretrati.

Attenzione
L’importo accreditato può variare da un mese all’altro: incidono un nuovo ISEE, una variazione del nucleo familiare o eventuali conguagli. Puoi controllare importi e date esatte nella tua area riservata INPS o nel Fascicolo previdenziale del cittadino.

Ricorda inoltre di comunicare all’INPS le nuove nascite entro 120 giorni dalla nascita del figlio, per ricevere l’importo aggiornato ed eventuali arretrati.

Cosa sostituisce l’Assegno unico?

L’Assegno unico è “unico” proprio perché, da marzo 2022, ha sostituito una serie di misure per la famiglia e la natalità:

Restano invece compatibili con l’Assegno unico molte altre agevolazioni, come il bonus asilo nido, la carta acquisti e i bonus per figli erogati da Regioni e Comuni.

Altre informazioni
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Altre domande frequenti

Esperta di bonus e agevolazioni e con esperienza nel mondo della comunicazione. Cristina fa parte del team Il Mio Bonus da ottobre 2022 ed è a vostra disposizione se avete dubbi, domande o curiosità sul tema.


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