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L’Assegno Unico e Universale (AUU) è il principale sostegno economico rivolto alle famiglie con figli a carico. Introdotto a marzo 2022, è “universale” perché spetta a tutti i nuclei familiari senza limiti di reddito, anche se l’importo varia in base alla situazione economica; ed è “unico” perché ha sostituito quasi tutte le precedenti misure per la famiglia. In questa guida aggiornata al 2026 trovi come funziona, gli importi rivalutati, a chi spetta, come fare domanda e quando arrivano i pagamenti INPS.
Assegno Unico Universale 2026: cosa cambia
Nel 2026 l’Assegno Unico resta la misura cardine per il sostegno alle famiglie con figli. La novità principale riguarda gli importi: ogni anno vengono rivalutati in base all’inflazione (indice ISTAT) e per il 2026 l’aumento è del +1,4% rispetto al 2025, applicato sia agli importi sia alle soglie ISEE. I nuovi valori sono in pagamento dalla mensilità di febbraio 2026.
Secondo i dati dell’INPS, l’Assegno Unico coinvolge una platea vastissima: nei primi otto mesi del 2026 sono stati erogati circa 13,3 miliardi di euro, a favore di 6,1 milioni di nuclei familiari e 9,7 milioni di figli. Ad agosto 2026 l’importo medio per figlio, maggiorazioni comprese, era di circa 177 € al mese: si va da circa 58 € per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima di 46.582,71 € a 227 € per chi ha l’ISEE più basso, fino a 17.468,51 € (dati Osservatorio INPS aggiornati ad agosto 2026). È la conferma di quanto questa misura sia ormai centrale nel bilancio delle famiglie italiane.
La domanda si presenta
una sola volta: se l’hai già attiva, per il 2026 non devi rifarla. Basta aggiornare l’
ISEE ogni anno: se presenti la DSU
entro il 30 giugno, gli importi vengono ricalcolati da marzo con gli arretrati.
Cos’è l’Assegno unico e universale?
L’Assegno unico e universale per i figli a carico è un sostegno economico destinato alle famiglie a partire dal 7° mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni del figlio (senza limiti di età in caso di figli con disabilità).
Si presenta sotto forma di assegno mensile, riconosciuto a tutti i nuclei familiari: il suo importo varia in base al valore ISEE, al numero di figli, alla loro età e alla presenza di figli con disabilità.
A chi spetta l’Assegno unico? Requisiti 2026
L’Assegno unico spetta a tutti i nuclei familiari con uno o più figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (occupati, disoccupati o inattivi) e dalla fascia di reddito.
In particolare, spetta alle famiglie con:
- figli minorenni, a partire dal 7° mese di gravidanza;
- figli maggiorenni fino a 21 anni, se studiano, frequentano un corso di formazione professionale o l’università, svolgono un tirocinio o un lavoro con reddito annuo inferiore a 8.000 €, sono disoccupati e iscritti a un centro per l’impiego, oppure svolgono il servizio civile universale;
- figli con disabilità, senza limiti d’età.
Altri requisiti del richiedente
Oltre alle condizioni sui figli, chi presenta la domanda deve possedere i seguenti requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno:
- essere cittadino italiano, di uno Stato dell’Unione europea oppure extracomunitario con permesso di soggiorno in corso di validità;
- essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
- essere residente e domiciliato in Italia.
Una novità importante del 2026 riguarda proprio la residenza: non è più richiesto il requisito dei due anni di residenza in Italia (né quello del contratto di lavoro almeno semestrale) previsto in precedenza. Inoltre, l’assegno spetta anche per i figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato dell’Unione europea.
Importante
Attenzione: per i figli maggiorenni l’Assegno non è automatico. Spetta fino ai 21 anni e solo se il figlio studia, fa un tirocinio o lavora (in questi due casi con un reddito annuo sotto gli 8.000 €), è disoccupato e iscritto a un centro per l’impiego oppure svolge il servizio civile universale. Per i figli con disabilità non ci sono limiti di età.
Importo dell’Assegno unico 2026: quanto spetta per figlio
L’importo dell’Assegno unico, erogato su base mensile, dipende dall’ISEE del nucleo, dal numero di figli, dalla loro età e dalla presenza di figli con disabilità. Il meccanismo è a scalare: importo massimo per gli ISEE più bassi (fino alla soglia minima) e importo minimo per gli ISEE più alti (oltre la soglia massima) o in assenza di ISEE.
Per il 2026, dopo la rivalutazione del +1,4%, gli importi mensili di base sono i seguenti:
- Ciascun figlio minorenne: da un massimo di 203,80 € al mese (ISEE fino a 17.468,51 €) a un minimo di 58,30 € (ISEE pari o superiore a 46.582,71 € o senza ISEE).
- Ciascun figlio maggiorenne (fino a 21 anni): da un massimo di 99,10 € a un minimo di 29,10 € al mese, con la stessa progressione ISEE.
| ISEE del nucleo |
Figlio minorenne |
Figlio maggiorenne (18-21) |
| Fino a 17.468,51 € |
203,80 €/mese |
99,10 €/mese |
| Valori intermedi |
importo a scalare |
importo a scalare |
| Oltre 46.582,71 € o senza ISEE |
58,30 €/mese |
29,10 €/mese |
Attenzione
Puoi ricevere l’Assegno unico anche senza presentare l’ISEE: in questo caso, però, ti verrà riconosciuto l’importo minimo previsto per ciascun figlio, a prescindere dal reddito reale del nucleo. Per ottenere l’importo pieno è quindi indispensabile un ISEE valido.
Maggiorazioni dell’importo 2026
Oltre all’importo base, l’Assegno unico prevede diverse maggiorazioni pensate per le situazioni familiari più impegnative. Nel 2026, insieme agli importi base, sono state rivalutate dell’1,4% anche le maggiorazioni per i figli con disabilità, per i figli successivi al secondo, per le madri con meno di 21 anni e per i genitori entrambi titolari di reddito. Restano invece invariati la maggiorazione forfettaria di 150 € e gli aumenti del 50%. La vecchia maggiorazione transitoria per i nuclei con ISEE fino a 25.000 € (legata al passaggio dai precedenti assegni familiari) è invece cessata e non è più prevista.
Famiglie con più di due figli
Per ogni figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione mensile dell’importo, più alta per gli ISEE bassi e ridotta progressivamente per quelli più alti. Il primo e il secondo figlio ricevono invece l’importo base.
Aumento del 50% per i più piccoli
È previsto un aumento del 50% dell’importo per ogni figlio di età inferiore a un anno. Lo stesso +50% spetta per ciascun figlio tra 1 e 3 anni nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 €.
Figli a carico con disabilità
Per i figli con disabilità è prevista una maggiorazione dell’importo, tanto più alta quanto più grave è la condizione (non autosufficienza, disabilità grave o media). La maggiorazione spetta anche per i figli con disabilità tra 18 e 21 anni; per i figli con disabilità dai 21 anni in su l’assegno continua a essere erogato, negli importi previsti per i figli maggiorenni, ma senza limiti di età. Trovi il dettaglio delle agevolazioni dedicate nella nostra guida al bonus per figli disabili.
Madri con meno di 21 anni
Alle mamme di età inferiore ai 21 anni spetta una maggiorazione fissa per ciascun figlio a carico.
Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro
Se entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro, spetta una maggiorazione per ciascun figlio minorenne, che si riduce gradualmente all’aumentare dell’ISEE fino ad azzerarsi oltre la soglia massima.
Famiglie numerose
Per i nuclei con almeno quattro figli è prevista una maggiorazione forfettaria di 150 € al mese a livello di nucleo familiare.
Come richiedere l’Assegno unico
La domanda per l’Assegno unico si presenta all’INPS e può essere inoltrata in qualsiasi momento dell’anno. I canali disponibili sono tre:
- online sul sito dell’INPS, nella sezione dedicata, accedendo con SPID, CIE o CNS;
- tramite il Contact Center INPS;
- rivolgendoti a un ente di patronato, gratuitamente.
Vuoi sapere in pochi secondi quanto puoi ricevere di Assegno Unico in base al tuo ISEE?
Simula il tuo importo
Al momento della domanda ti verrà chiesto di indicare l’IBAN su cui ricevere l’accredito e i dati dei figli a carico. Se presenti un ISEE valido, l’importo sarà calcolato sul reddito reale del nucleo; in caso contrario riceverai l’importo minimo.
Importante
Chi percepisce l’
Assegno di Inclusione (ADI), la misura che dal 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, deve presentare una
domanda autonoma di Assegno unico: l’assegno per i figli
non viene più erogato in automatico insieme al sostegno. Le due misure sono compatibili, ma vanno richieste separatamente.
Chi può presentare la domanda?
La domanda può essere presentata da uno dei due genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale (tutore). In caso di genitori separati o divorziati:
- con affidamento condiviso, la domanda può essere presentata da uno dei due genitori e l’assegno va a chi ha fatto domanda. Se uno dei due lo chiede, anche in un secondo momento, l’importo è ripartito in parti uguali tra i genitori;
- con affidamento esclusivo, se i genitori non si accordano diversamente, l’assegno spetta al genitore affidatario, che riceve l’intero importo.
Anche i figli maggiorenni possono presentare la domanda al posto dei genitori, chiedendo la corresponsione diretta della propria quota.
Rinnovo e ISEE: bisogna fare domanda ogni anno?
Una delle domande più frequenti è se occorra rifare la domanda ogni anno. La risposta è no: una volta presentata, la domanda resta valida e si rinnova automaticamente. Ciò che va aggiornato ogni anno è l’ISEE.
Il periodo di riferimento dell’Assegno va da marzo dell’anno in cui si presenta la domanda fino a febbraio dell’anno successivo. Da marzo, in assenza di un ISEE valido, viene erogato l’importo minimo; se presenti la nuova DSU (da cui si ricava l’ISEE) entro il 30 giugno, gli importi vengono riadeguati a partire da marzo, con il recupero degli arretrati.
Assegno unico: quando viene pagato? Calendario pagamenti 2026
L’Assegno unico viene pagato mensilmente dall’INPS tramite accredito su IBAN (o altra modalità indicata in domanda). Le date dipendono dal fatto che la domanda sia già attiva e invariata oppure nuova o modificata.
- Domande già attive e senza variazioni: il pagamento arriva in due giorni fissi indicati dall’INPS, nel 2026 tra il 16 e il 22 del mese. Per gli ultimi mesi del 2026 le date indicate dall’INPS sono il 21 e 22 ottobre, il 19 e 20 novembre e il 16 e 17 dicembre 2026. Nella stessa data sono accreditati anche gli eventuali conguagli, a credito o a debito.
- Domande con variazioni (nuovo ISEE, cambio del nucleo): il calendario fisso dell’INPS riguarda solo le domande senza variazioni, quindi in questo caso la data dell’accredito può essere diversa.
- Nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello in cui hai presentato la domanda.
Per le nuove domande, il primo pagamento dipende dal mese di presentazione: se presenti la domanda entro il 30 giugno, l’Assegno decorre da marzo e include gli arretrati; se la presenti dal 1° luglio in poi, decorre dal mese successivo a quello della domanda, senza arretrati.
Attenzione
L’importo accreditato può variare da un mese all’altro: incidono un nuovo ISEE, una variazione del nucleo familiare o eventuali conguagli. Puoi controllare importi e date esatte nella tua area riservata INPS o nel Fascicolo previdenziale del cittadino.
Tutte le date mese per mese, con cosa fare se il pagamento non arriva, sono nella guida al pagamento dell’Assegno unico.
Ricorda inoltre di comunicare all’INPS le nuove nascite entro 120 giorni dalla nascita del figlio, per ricevere l’importo aggiornato ed eventuali arretrati.
Cosa sostituisce l’Assegno unico?
L’Assegno unico è “unico” proprio perché, da marzo 2022, ha sostituito una serie di misure per la famiglia e la natalità:
Restano invece compatibili con l’Assegno unico molte altre agevolazioni, come il bonus asilo nido, la carta acquisti e i bonus per figli erogati da Regioni e Comuni.
Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2026. Abbiamo aggiornato i dati dell’Osservatorio INPS ad agosto 2026 (importi erogati, famiglie, figli e importo medio). Il 20 ottobre 2026 avevamo aggiunto le date di pagamento di ottobre, novembre e dicembre 2026 indicate dall’INPS. Il 7 ottobre 2026 avevamo aggiornato i requisiti per i figli maggiorenni, le maggiorazioni rivalutate nel 2026, le regole di pagamento per i genitori separati e i tempi della prima rata di una nuova domanda.